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Il Console Favilli: “Comunità giovane e in crescita”

Giovane, proiettata nel futuro, in cerca di opportunità e in continua crescita. E’ la Comunità italiana di Dubai che ci descrive il Console generale d’Italia, Giovanni Favilli. Insieme abbiamo parlato anche delle prospettive che si aprono per “il sistema Italia” con l’Expo 2020, della situazione in Medio Oriente, dei progetti del Consolato. Con qualche consiglio per chi si deve trasferire qui.

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Il Console Favilli: "Comunità giovane e in crescita"
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Giovane, proiettata nel futuro, in cerca di opportunità e in continua crescita. E’ la Comunità italiana di Dubai che ci descrive il Console generale d’Italia, Giovanni Favilli. Insieme abbiamo parlato anche delle prospettive che si aprono per “il sistema Italia” con l’Expo 2020, della situazione in Medio Oriente, dei progetti del Consolato. Con qualche consiglio per chi si deve trasferire qui.

E’ ancora in crescita la comunità italiana? Quali sono i numeri aggiornati?

La comunità italiana é in crescita da anni, in linea con l’esplosione di Dubai e con il fatto che molti italiani, in questo periodo, sono alla ricerca di nuove opportunità all’estero. Gli italiani residenti a Dubai e negli Emirati del Nord erano circa 700 nel 2000, poco più di 1000 nel 2005, ma già 2000 nel 2008, 3000 nel 2011, 4000 all’inizio del 2013 e intorno a 6000 oggi. A questi si aggiungono i quasi 1500 di Abu Dhabi e i forse 2 o 3 mila non ufficialmente registrati, ma presenti negli Emirati. I nuovi arrivi sono oltre cento al mese, mentre i turisti dall’Italia sono oltre centomila l’anno. Oggi il consolato a Dubai ha, tra le nostre rappresentanze all’estero, la seconda comunità più numerosa dopo l’Ambasciata a Tel Aviv, nella fascia di latitudine che va dal Marocco alla Cina. Il nostro carico di lavoro è molto aumentato, comunque, non solo nei servizi ai connazionali, ma anche, ad esempio, in quelli forniti agli stranieri. I visti esaminati per coloro che intendono recarsi in Italia sono passati da 4000 nel 2000, a 11.000 nel 2011 a circa 35.000 nel 2014.

Qual è la composizione demografia della comunità? Come è cambiata in questi ultimi anni?

I minorenni sono poco meno di 1700, ossia il 28% dei quasi 6000 residenti. Rispetto ad altre sedi, i connazionali qui residenti sono mediamente più giovani e più proiettati verso il futuro. Questo contribuisce anche a spiegare un dato forse sorprendente: dal mio arrivo, due anni fa, a oggi ho celebrato ben cento matrimoni.

Expo 2020: quali prospettive si stanno aprendo per le imprese italiane?

L’Expo Dubai 2020 costituirà nel medio termine un’incredibile concentrazione di opportunità di affari per “il sistema Italia”. Le prime stime parlano di un investimento complessivo di almeno 7 miliardi di dollari per la realizzazione del solo sito dell’Expo tra infrastrutture, strutture ricettive (20 milioni i visitatori attesi) e operazioni varie. Il giro d’affari, direttamente o indirettamente connesso all’evento, potrebbe raggiungere valori molto più alti. Lo sviluppo delle infrastrutture costituirà la parte più rilevante. Il progetto di espansione e sopra elevazione della Sheikh Zayed Road, i piani di espansione delle due linee di metropolitana di Dubai, lo sviluppo della rete ferroviaria del GCC (Gulf Cooperation Council), il completamento dell’aeroporto Al Maktoum International (che potrebbe presto diventare il principale scalo al mondo per numero di passeggeri) rappresentano le opportunità da seguire con maggiore attenzione.

Quali altri settori interesserà l’Expo?

Monitoriamo con attenzione anche il settore alberghiero, che ha grandi piani di sviluppo per accogliere il flusso addizionale di visitatori per i mesi dell’Expo e per i piani di sviluppo del turismo. Merita, infine, un accenno il settore delle energie rinnovabili. Expo 2020 costituirà l’occasione per gli Emirati di affermarsi, a livello mondiale, come primo paese produttore di petrolio in prima linea in materia di sostenibilità ambientale. Sono, evidentemente, solo alcuni esempi che confermano il dinamismo visionario di Dubai, città che vede nell’Expo 2020 l’opportunità di assicurare, come disse lo Sceicco Mohammed Bin Rashid all’allora Presidente del Consiglio Letta, “sostenibilità ed eternità alla sua crescita”. Più concretamente, si tratta di un evento in grado, se strategicamente sfruttato, di apportare benefici enormi al “sistema Italia”. Un primo importante passo è stato compiuto con la firma dell’accordo tra Expo Milano ed Expo Dubai, che ci pone in ottima posizione nella gara, a livello globale, per aggiudicarsi i lucrosi contratti connessi all’evento del 2020. L’Ambasciata, il Consolato generale in Dubai, l’Ufficio Ice e le altre strutture italiane negli Emirati, seguono con attenzione gli sviluppi, riversando ogni informazione utile, in particolare sulle gare e i contratti, sulle piattaforme informatiche dedicate alle imprese (Infomercatiesteri ed Extender).

Considerando la situazione attuale in Medio Oriente, gli Emirati e Dubai sono ancora zone sicure?

La regione presenta dei generici rischi collegati alla sua posizione centrale nel Golfo, alle vicende irachene e al sentimento anti Occidentale presente in questa parte del mondo. Raccomandiamo generalmente di essere vigilanti in tutti i posti pubblici in cui sono presenti molti espatriati occidentali. Detto questo, gli Emirati Arabi Uniti sono stabili, ben governati e non presentano nella propria società condizioni che favoriscono gli estremismi, come ad esempio la presenza di un ampio dissenso o di sacche di povertà. Inoltre le misure di sicurezza e l’attentissimo controllo del territorio e delle frontiere rendono il Paese un’oasi di tranquillità rispetto a quello che avviene nei Paesi vicini.

Che consigli darebbe a chi si deve trasferire qui?

Prima di affrontare un evento importante della vita, come in un esame, è importante fare i compiti a casa, prepararsi e studiare. Sapere in anticipo, prima di muoversi, che cosa ci aspetta, in termini di regole, valori, clima e Comunità italiana, è il modo migliore per facilitare l’inserimento. Vedo Dubaitaly come un ottimo strumento e una piattaforma ideale per diffondere queste informazioni e vi incoraggio a proseguire l’ottimo lavoro già fatto. E’ vero che in rete si trovano molte informazioni, ma mancava, fino ad ora, uno strumento con un taglio e una focalizzazione sugli italiani. E’ poi essenziale arrivare con una mente aperta e rispettosa degli altri, viaggiare leggeri e mettere i propri timori alle spalle. Gli Emirati non sono l’Eldorado, ma sono certamente un posto che offre interessanti opportunità a chi le sa cogliere.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Eid al-Fitr: la fine del Ramadan

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la fine del Ramadan
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Dubai si prepara a celebrare la fine del Ramadan. Il moon-sighting committee è stato formato e, appena verrà avvistata la luna nuova ad occhio nudo, il Ramadan terminerà. Cominciato il 27 di maggio, il mese di digiuno si concluderà presumibilmente il 25 di giugno, giorno che dà inizio a Shawwal, il decimo mese del calendario lunare islamico. Il Governo emiratino ha annunciato che, per il settore privato, sarà vacanza fino a lunedì 26 o martedì 27 giugno, a seconda di quando verrà effettivamente avvistato il primo spicchio di luna.

In questo periodo, Dubai improvvisamente si rianima con la grande festa dell’Eid al-Fitr, una delle principali celebrazioni per i musulmani. Letteralmente “festa dell’interruzione”, in questi giorni si ringrazia Dio per avere dato la forza di portare a termine il digiuno.

I festeggiamenti per l’Eid al-Fitr cominciano con una preghiera mattutina di gruppo, prima dell’alba. Durante la giornata vengono invece organizzati banchetti ricchi di dolciumi con amici e familiari, ci si scambiano doni e si fanno offerte ai più bisognosi. Donare e condividere sono due valori fondamentali durante e dopo il Ramadan, e rappresentano uno dei cinque pilastri dell’Islam (in arabo “Zakat”). La tradizione vuole anche che si indossino vestiti nuovi e si addobbi la casa con decorazioni e luci (le tipiche lanterne che si trovano in vendita anche al Souk): il senso di questi giorni è infatti quello di celebrare il proprio spirito rinnovato, dopo l’impegno, la fede e la forza di volontà impiegata durante tutto il mese di astinenza.

A Dubai vengono organizzati ogni anno diversi eventi in giro per la città, soprattutto per le famiglie e i bambini. Vi consigliamo di non perdere gli spettacoli con i fuochi artificiali che illuminano il cielo ogni sera in diverse zone di Dubai (caldo permettendo, un ottimo punto per vederli tutti è la spiaggia) e gli spettacoli teatrali che vengono messi in scena in questi giorni. Qui potete trovare l’elenco dei principali appuntamenti per l’Eid. Tenete presente che gli uffici pubblici e alcuni negozi, soprattutto nella città vecchia, saranno chiusi.

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I migliori pizzaioli d’Italia si incontrano a Dubai

Amate la pizza? I migliori pizzaioli d’Italia stanno arrivando a Dubai. Dall’8 al 10 novembre PizzaUp, l’annuale simposio tecnico sulla pizza italiana organizzato da Università della Pizza, si terrà per la prima volta all’estero, qui a Dubai appunto. 

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I migliori pizzaioli d'Italia si incontrano a Dubai
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* nella foto l’Ambasciatore italiano negli Emirati Arabi, Liborio Stelino, durante la presentazione alla stampa dell’Italian Cuisine World Summit 2016.

Amate la pizza? I migliori pizzaioli d’Italia stanno arrivando a Dubai. Dal’8 al 10 novembre PizzaUp, l’annuale simposio tecnico sulla pizza italiana organizzato da Università della Pizza, si terrà per la prima volta all’estero, qui a Dubai appunto.

Organizzato nell’ambito dell’Italian Cuisine World Summit 2016, PizzaUp prevede tre giorni di lavoro dedicati interamente alla pizza, con sessioni tecniche che vedranno all’opera alcuni dei migliori pizzaioli del mondo, in un dibattito con chef stellati sul futuro della pizza e delle tecniche per migliorare sempre di più un prodotto tradizionale Made in Italy. Tra gli altri, parteciperanno Renato Bosco, Corrado Scaglione, Giovanni Marchetto, Gennaro Nasti, Beniamino Bilali, Massimo Giovannini, Lello Ravagnan, Antonio Pappalardo, Tony Nicolini, Franco Pepe, Simone Padoan, Giulia Miatto, Fortunato Ostacolo e Luigi Acciaio.

Oltre al simposio, per i non addetti ai lavori sono in programma due appuntamenti speciali: allo Specialty Food Festival (Dubai World Trade Center), mercoledì 9 novembre si tengono i Cookings shows, dimostrazioni dal vivo di pizze dal taglio gourmet; mentre il 10 è in programma Master pizza chefs: le migliori pizzerie di Dubai ospitano un pizzaiolo italiano di PizzaUp per servire pizze cucinate a 4 mani.

Qui è disponibile il programma di PizzaUp.

Italian Cuisine World Summit 2016

Si apre il 7 novembre, fino al 17, l’ottava edizione dell’Italian Cuisine World Summit. Ancora una volta l’evento riunisce qui a Dubai i migliori chef stellati del mondo, esperti di cucina e produttori italiani di cibo e vino, con un unico obiettivo: celebrare e promuovere l’autentica cucina italiana, i suoi ingredienti e le sue tradizioni.

Che cosa prevede il programma? La principale missione del Summit è quella di portare i migliori chef stellati italiani nei migliori ristoranti di Dubai (qui trovate l’elenco), premiando le attività che danno la priorità all’autenticità e alla qualità della cucina italiana.

Molte le manifestazioni culinarie che girano intorno all’evento. Tra le altre, Specialty Food Festival (7-9 novembre World Trade Centre) che vede oltre 100 stand che espongono prodotti italiani; la cena di gala “United Nations by Italian Cuisine” (il 12 novembre) che mette insieme per una sera 180 chef al Jw Marriot Marquise; l’Italian Street Food Festival, che ospita 20 food track nell’anfiteatro del Westin per far assaggiare al pubblico l’essenza della cucina italiana; Italian Summit Golfing Day (10 novembre al Jumeirah Golf Estates), torneo di golf con 5 stazioni gastronomiche in corrispondenza delle buche, dove gustare i piatti degli chef stellati. Ancora, le masterclass (7-9 novembre al World Trade Centre), dimostrazioni di cucina dal vivo, concorsi gastronomici (2nd Gelato Chef’s Cup, 8th Risotto World Contest, 7th Pasta Premier League, 4th Italian Espresso World Summit).

Il vertice, come ha sottolineato l’Ambasciatore italiano negli Emirati Arabi, Liborio Stellino,  sarà anche un’anteprima mondiale della prima edizione di Italian Cuisine Week, iniziativa senza precedenti che si terrà dal 21 al 27 novembre in tutto il mondo e che avrà il patrocinio del Governo italiano.

L’Italian Cuisine World Summit, promosso da Itchefs-Gvci (network con oltre 2500 chef, ristoratori e professionisti del settore), ha il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi e del Consolato Generale d’Italia a Dubai, ed è organizzato in collaborazione con l’Italian Trade Agency – UAE office.

Qui trovate il programma completa della manifestazione.

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Lasciare Dubai: i consigli di Morgan Carver Richards

Arrivare a Dubai non è semplice: bisogna adattarsi ad una dimensione di città completamente nuova, ad una cultura e ad abitudini differenti. E andare via, invece? Tornare nel proprio Paese d’origine? Dopo qualche anno di vita da expat negli Emirati, e anche dopo i tanti vizi ai quali ci si abitua vivendo qui, partire può essere ancora più complicato.

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Lasciare Dubai: i consigli di Morgan Carver Richards
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Arrivare a Dubai non è semplice: bisogna adattarsi ad una dimensione di città completamente nuova, ad una cultura e ad abitudini differenti. E andare via, invece? Tornare nel proprio Paese d’origine? Dopo qualche anno di vita da expat negli Emirati, e anche dopo i tanti vizi ai quali ci si abitua vivendo qui, partire può essere ancora più complicato.

Morgan Carver Richards, ex assistente di volo e mamma di tre bimbe, ha vissuto a Dubai per 4 anni, ma proprio nei mesi scorsi, per seguire un’opportunità di lavoro del marito, ha dovuto impacchettare tutto e ritornare negli Stati Uniti, dove è nata e cresciuta.

Per sdrammatizzare il suo ritorno (a Filadelfia) ha cominciato a girare dei piccoli video che, in poco tempo, sono diventati “virali”. Con risate e lacrime, malinconia e ironia, “Repatriation – questo il titolo della serie – ci racconta del suo ritorno alla vita americana e, a parte gli aspetti più futili (“…mi devo tagliare l’erba del giardino da sola?”, “…non fate delivery?”, “…dov’è la mia maid?”) ci parla della difficoltà nel riallacciare nuove relazioni, che siano autentiche. Sí, perché un pregio innegabile di Dubai, fatta perlopiù di expat, è la facilità di crearsi nuove amicizie, vere, solide che in qualche modo sostituiscono i familiari che si lasciano nelle proprie città.

Abbiamo intervistato Morgan Carver Richards, che ci dà anche qualche consiglio e ci ricorda che ridere, nei momenti difficili, fa sempre bene.

Molti expat, in questo ultimo periodo, stanno lasciando Dubai per tornare nei propri Paesi d’origine. E’ stato difficile per lei tornare negli Stati Uniti?

Sì, devo dire che per me è stato molto duro tornare nel mio Paese. Anche se sono cresciuta qui negli Stati Uniti, ho sempre avuto la passione per i viaggi. Quando mi sono spostata a Dubai, mi sono sentita subito a casa. Per me non è stato semplicemente lasciare una città, ma è significato lasciare una comunità, gli amici e tutte le persone che per me erano diventate la mia famiglia.

Che cosa le manca di più e che cosa le manca meno di Dubai?

Mi manca soprattutto la mia vita quotidiana, i piccoli particolari di tutti i giorni. Avevo una solida rete di amici e mi mancano le cose più semplici, come camminare da Spinneys e incontrare almeno dieci persone che conoscevo. Le interazioni, i rapporti umani con gli altri a Dubai sono davvero molto completi e appaganti, le conversazioni sono sempre molto reali, personali. Che cosa mi manca di meno? Beh, senza dubbio l’umidità dei mesi estivi!

Quali sono state le maggiori difficoltà che ha incontrato quando è arrivata a Dubai e quali, invece, quando è tornata negli Stati Uniti?

Le più grandi difficoltà quando sono arrivata a Dubai sono state di ordine pratico, come adattarsi alla città, avviare la casa, imparare a muoversi per le strade. Qui negli Stati Uniti, invece, le difficoltà maggiori sono dovute all’isolamento, alla difficoltà di crearsi relazioni significative.

E’ difficile mantenere i contati con gli amici di Dubai?

Direi di no, mantenere i contatti è piuttosto semplice. Parlo con due mie amiche praticamente ogni giorno e mi hanno aiutata davvero moltissimo durante il trasferimento. WhatsApp è meraviglioso per questo! E un’amica mi è venuta a trovare il mese scorso, è stato fantastico.

E’ difficile, invece, sentirsi a proprio agio con i suoi vecchi amici, dopo aver vissuto per anni a Dubai?

In realtà mi sono trasferita in una nuova città, Filadelfia, che non è la città dove sono cresciuta io. Quindi non vedo più nessuno degli amici che avevo prima di partire per Dubai. Ho perso i contatti con la maggior parte di loro e proprio per questo sto cercando di farmi nuove amicizie, per riempire il vuoto che in effetti provo in questo momento.

Quale consiglio si sente di dare a chi deve lasciare Dubai?

Di pensare davvero a come sarà diversa la propria quotidianità. E valutare a fondo se valga la pena spostarsi…altrimenti è meglio rimandare e fermarsi a Dubai ancora un po’.

Lei è diventata molto famosa sul Web, addirittura virale, con i suoi video “Repatriation”. Quali sono i suoi progetti, ora?

Sto scrivendo un libro su questa esperienza, dal quale in realtà è nata l’ispirazione dei video. Mi sto anche cimentando nella commedia, una mia vecchia passione: mi è sempre piaciuto sentire gli altri ridere e amo essere io stessa il motivo delle risate. In questo momento, poi, sono anche una studentessa a tempo pieno di antropologia.

I video di Morgan Richards Carter

Repatriation: part 1
Repatriation: part 2
Repatriation: part 3
Repatriation: part 4
Repatriation: part 5

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