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Intervista all’Ambasciatore Liborio Stellino

Da una parte valorizzare le qualità e il know how italiani, in un rapporto diretto e quotidiano tra cittadini e istituzioni. Dall’altra portare avanti progetti per consolidare i legami (peraltro storici) che rendono molto vicina la cultura italiana a quella araba. Il nuovo Ambasciatore d’Italia negli Emirati Arabi, Liborio Stellino, che abbiamo incontrato a Dubai in occasione dello Speciality Food Festival, ci spiega quali sono le priorità della sua agenda diplomatica e quale il segno distintivo del suo mandato.

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Intervista all'Ambasciatore Liborio Stellino
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Da una parte valorizzare le qualità e il know how italiani, in un rapporto diretto e quotidiano tra cittadini e istituzioni. Dall’altra portare avanti progetti per consolidare i legami (peraltro storici) che rendono molto vicina la cultura italiana a quella araba. Il nuovo Ambasciatore d’Italia negli Emirati Arabi, Liborio Stellino, che abbiamo incontrato a Dubai in occasione dello Speciality Food Festival, ci spiega quali sono le priorità della sua agenda diplomatica e quale il segno distintivo del suo mandato. Con un forte invito rivolto agli italiani: guardare alle istituzioni, e quindi all’Ambasciata e al Consolato, come a un luogo di incontro, una piattaforma, un centro pronto ad accogliere i cittadini e a valorizzarne le qualità.

Il suo mandato è cominciato da pochi mesi, che cosa mette al primo posto?

Senza dubbio fare più corpo con la comunità degli italiani. Ormai siamo oltre 10.000 registrati all’Aire e complessivamente molti di più. Vorrei che gli italiani si riconoscessero sotto la bandiera italiana e guardassero alle istituzioni come a un’immagine amica, una porta aperta, un centro che possa accogliere i cittadini secondo le loro esigenze e li possa valorizzare secondo le loro qualità. Stiamo portando avanti delle mappature degli italiani, anche per professione: pochi giorni fa, ad esempio, abbiamo mappato 43 professori universitari. Uno per uno sono solo 43 ottimi professori universitari, messi insieme sono una community qualificatissima che l’Ambasciata e il Consolato possono valorizzare e che possono essere davvero gli ambasciatori presso i centri di ricerca o di formazione superiore per i quali lavorano. Un altro esempio: ad Abu Dhabi sono arrivati 27 giovani manager che hanno vinto un concorso e che saranno formati da Etihad per poi diventare manager Alitalia. Ecco, questa è un’altra community, di giovani, che vivono una stagione importante, quella dell’alleanza strategica tra due compagnie aeree. Li abbiamo contattati per invitarli a riconoscere l’Ambasciata come interlocutore quotidiano. La priorità è quindi quella di qualificare e valorizzare le risorse italiane presenti negli Emirati, capitale umano che il mondo ci dovrebbe invidiare.

E’ cambiata la tipologia degli italiani che arrivano negli Emirati?

Vedo una comunità che si seleziona per la qualità e che è anche molto diversificata. Abbiamo expat rappresentanti di grandi imprese che, per la loro attività istituzionale, sono in maggioranza basati ad Abu Dhabi, e poi abbiamo una comunità molto creativa e molto vivace (designer, medici, consulenti) che ogni giorno si arricchisce con professionisti che scelgono di scommettere su questa piattaforma, come mi piace definire gli Emirati, altrettanto creativa e spumeggiante.

Qual è l’andamento degli scambi tra Italia ed Emirati?

Qui tocchiamo la nostra seconda missione: accompagnare, cavalcare, assistere e fare crescere ancora questo momento d’oro delle relazioni bilaterali tra Italia ed Emirati. Non c’è stata, nella storia, una stagione che possa essere parificata a quella che stiamo vivendo adesso. Tre incontri nel corso dell’ultimo anno tra il nostro presidente del Consiglio e Sua Altezza lo Sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, Principe ereditario di Abu Dhabi; visite di ministri che ormai sono quasi praticamente settimanali. Esistono poche ambasciate al mondo con un flusso di visite istituzionali di questo livello e con questi ritmi. Abbiamo davvero stabilito una partnership strategica, il ché significa avere riconosciuto la complementarietà e il carattere sinergico dei nostri sistemi economici. Ecco il mio compito è quello di fare crescere e di coordinare questa crescita impetuosa.

Anche in vista del passaggio da Expo Milano 2015 a Expo Dubai 2020?

A questo proposito c’è un compito generale di immaginazione, cioè di che cosa poter fare di nuovo: Expo 2020 è un cammino tutto da inventare. Chiusi i battenti a Milano, con più di 20 milioni di visitatori, c’è sicuramente a disposizione molta esperienza che possiamo riversare su Expo 2020. In questa esperienza si possono immaginare diversi strati di coinvolgimento e risorse umane che possono cedere un know how incredibile, acquisito in 5 anni di grandissimo impegno. Poi c’è tutto il discorso di un concept di Expo che Milano è riuscita a cambiare. Quando è stata selezionata si diceva che Expo fosse una manifestazione adatta solo all’emerging economy, non ad una città industrializzata e con una economia matura, come Milano, l’Italia, un paese G7. Adesso sarà la volta di Dubai e, se si guarda alle città candidate a Expo 2025 troviamo Londra, Parigi, San Francisco e Huston. Come mai questo interesse particolare delle economie mature a ospitare un evento che sembrava ottocentesco? Io dico che Milano 2015 ha fatto molto, ha innovato. Un esempio: prima di Expo Milano tutti i Paesi che non potevano costruire un proprio padiglione nazionale, perché non avevano le risorse, venivano messi in ghetti geografici. A Milano, con la creazione dei cluster tematici, è stato possibile mettere in gioco anche Paesi che avevano bisogno di un particolare aiuto, valorizzando delle potenzialità che in altre edizioni non erano state tenute in conto.

Sulla scia di Milano, quindi, l’auspicio e l’impegno è che anche Expo Dubai 2020 possa diventare luogo di innovazione?

Sicuramente Dubai può essere un terreno fertile per altri tipi di innovazione, anche perché è il primo Expo del Middle East e noi lo dobbiamo accompagnare. C’è anche un dovere morale e politico in questo senso: Expo Dubai diventa una piattaforma di dialogo in una regione martoriata da eventi di segno completamente differente. E marcare la differenza, dicendo che c’è una terra araba aperta all’Occidente (come del resto lo è sempre stata) e che si pone come un ulteriore punto di incontro per crescere insieme verso l’innovazione, mi sembra di fondamentale importanza e per noi diventa una terza mission.

Considera Expo Dubai 2020 anche come una ventata di ossigeno per le aziende italiane?

Gli indicatori economici dicono che, in Italia, il momento peggiore della congiuntura è passato, è alle spalle. Le istituzioni finanziare internazionali ci stanno premiando e ci danno fiducia, le stime addirittura parlano di una crescita che nell’anno potrebbe forse superare la Germania. Cerchiamo di credere nell’Italia, nelle nostre potenzialità e di guardare al futuro con fiducia. Expo 2020 può certamente essere una ventata di ossigeno, ma la vera ventata di ossigeno è proporre l’eccellenza in una piattaforma unica, come sono gli Emirati. Un impegno che abbiamo preso durante la Commissione economica, e mi piacerebbe riuscire a concretizzarlo in dicembre, è quello di realizzare il primo forum delle piccole e medie imprese innovative e delle start up italiane ed emiratine. Abbiamo utilizzato più volte il termine piattaforma, che definisce proprio la natura degli Emirati: ecco, il passo ulteriore è unire le menti innovative dei due Paesi per dare vita ad una generazione di emiratini e di italiani che possano creare insieme l’eccellenza.

E dal punto di vista culturale, quali progetti avete in programma?

L’impegno più importante, a breve, è un’occasione che ci è stata offerta e ci riempie di orgoglio: l’Italia sarà ospite d’onore all’International Book Fair di Abu Dhabi. Il nostra desiderio è quello di presentarci a questo appuntamento non solo con una bella e diversificata presenza editoriale, ma con un evento musicale o artistico. Sarebbe bello, in questa occasione, mostrare i legami che in fondo rendono vicina la cultura italiana a quella araba. Io sono siciliano e mi sento in parte provenire da questa civiltà, che ci ha dato tantissimo. La Sicilia, in particolare, è stato l’unico luogo nella storia che abbia sperimentato una governance con un imperatore tedesco circondato da scienziati, consiglieri e filosofi arabi. Non sono modelli che devono solamente appartenere al passato. E questa è la sfid
a della cooperazione culturale: dare dignità all’identità di questo popolo; orgoglioso, giustamente, di essere passato, in un lasso di tempo limitato, dal deserto ai grattacieli. E, soprattutto, di avere mantenuto una straordinaria apertura verso il mondo. Anche in questo caso il nostro dovere è di proporre non appuntamenti di “imperialismo culturale”, per fare vedere quanto siamo stati bravi dal Rinascimento ad oggi. In ogni nostro evento l’intento sarà quello di fare emergere, quasi in un esercizio maieutico, quell’identità che in fondo si avvicina alle nostre tradizioni. In una regione dove, al contrario, in questo periodo l’arte e la cultura vengono usate come momento di terrore. Per questo motivo la cultura diventa anche un fatto politico. A chi la utilizza per dire “noi siamo qui a rendere inutile e vano il vostro modo di vivere” noi rispondiamo con la serenità dello scambio tra culture, che produce sempre un meticciato più ricco di prima.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Riaperture: cosa c’è da sapere

Rimane l’obbligo di indossare le mascherine e va rispettata la distanza di sicurezza di due metri.

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Riaperture: cosa c'è da sapere
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A Dubai, come negli altri emirati, sono state ulteriormente allentate le misure prese per contenere la diffusione del Covid-19, e la vita sta tornando via via alla normalità. Ricordiamo che rimane l’obbligo di indossare le mascherine, sia nei luoghi pubblici che al lavoro, e che ovunque, anche in spiaggia o nei parchi, va rispettata la distanza di sicurezza di due metri.

Ecco che cosa c’è da sapere:

  • Da oggi, mercoledì 3 giugno, tutti gli esercizi commerciali e gli uffici privati possono tornare ad operare al 100% della capacità.
  • Sempre da oggi, possono entrare nei centri commerciali anche i bambini sotto i 12 anni e gli over 60, ma possono visitare solo i negozi, non supermercati e ipermercati.
  • Gli aeroporti hanno riaperto (parzialmente quello di Abu Dhabi). I voli sono limitati a chi deve rimpatriare, ai passeggeri in transito e ai residenti che devono tornare negli Emirati Arabi.
  • Dal primo di giugno i residenti bloccati fuori dal Paese possono rientrare (Emirates ed Etihad stanno operando con alcuni voli anche dall’Italia). Per tornare occorre però registrarsi sul sito della Federal Authority for Identity and Citizenship (che trovate qui) e, solo dopo l’approvazione, è possibile procedere alla prenotazione del biglietto aereo.
  • Per rientrare in Italia dagli Emirati Arabi occorre avere una ragione seria (professionale o medica) e bisogna fare la quarantena obbligatoria per due settimane con segnalazione all’Asl. Questa la procedura e i moduli da scaricare: https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/focus-cittadini-italiani-in-rientro-dall-estero-e-cittadini-stranieri-in-italia.html. Dal 15 di giugno, quando l’Italia dovrebbe riaprire anche ai voli extra europei, potrebbe non essere più necessaria la quarantena né l’autocertificazione.
  • Hanno riaperto anche le spiagge pubbliche, ma non le piscine e le palestre degli edifici residenziali.
  • La riapertura dei luoghi di culto non è ancora stata annunciata.
  • A Dubai rimane il coprifuoco dalle 23 alle 6 del mattino, ad Abu Dhabi e negli altri emirati dalle 22 alle 6 del mattino.
  • I musei di Dubai stanno riaprendo in modo graduale dal primo di giugno.
  • I guanti non sono richiesti in spiaggia, ma devono essere indossati nei parchi e nei negozi.
  • I servizi medici non essenziali sono di nuovo autorizzati.
  • Le scuole e le università rimarranno chiuse e proseguiranno i programmi di e-learning almeno fino a settembre.
  • A Dubai hanno riaperto cinema, spiagge pubbliche, hotel, parchi e palestre; ad Abu Dhabi solamente le spiagge all’interno degli hotel, gli altri luoghi di intrattenimento sono ancora chiusi.
  • A Dubai i ristoranti possono lavorare al 50% della capacità, mentre ad Abu Dhabi al 40%. Quanto agli hotel, a Dubai e negli altri emirati possono lavorare a capienza piena, mentre ad Abu Dhabi solo al 30%.

Qui potete trovare tutte le informazioni ufficiali e aggiornate sul Coronavirus negli Emirati Arabi.

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Sospetti di avere il Covid-19? Ecco cosa fare

Occorre innanzitutto stare a casa, anche se non si ha febbre. Se si vive con altre persone, bisogna isolarsi il più possibile nella propria stanza.

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Sospetti di avere il Covid-19? Ecco cosa fare
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Che cosa bisogna fare se si sospetta di avere il Covid-19 oppure si è venuti a contatto con una persona ammalata? Ecco quanto suggerito dal protocollo del Ministero della Salute.

  • Occorre innanzitutto stare a casa, anche se non si ha febbre. Se si vive con altre persone, bisogna isolarsi il più possibile nella propria stanza. Bisognerà quindi stare a casa per 14 giorni, in attesa che compaiano i sintomi.
  • Bisogna dunque telefonare al Department of Health (8001717) o al Ministry of Health & Prevention (80011111) o alla Dubai Health Authority (800342) e seguire le indicazioni delle autorità.
  • Per sottoporsi al tampone ci sono 3 opzioni: farlo a casa con un nuovo servizio disponibile a Dubai e a Sharjah (ha un costosi di 400 aed e i risultati dovrebbero essere garantiti in 24 ore); sottoporsi al test in uno dei drive-through, aperti ogni giorno dalle 8 alle 18.30 (costa 370 aed, i risultati dovrebbero arrivare in 48 ore); visitare uno centri sanitari pubblici.
  • Saranno comunque le autorità sanitarie a consigliare il percorso più adatto ad ognuno e a suggerire di far eseguire il tampone anche alle altre persone del nucleo familiare o ai contatti avuti nei giorni precedenti, se necessario.
  • Il Ministero invita tutti i cittadini a registrarsi all’App di tracciamento Alhosn. Supportata da smartphone iOS e Android, può essere scaricata dagli store Apple App, Google Play, Galaxy o Huawei AppGallery. È attualmente disponibile in arabo, inglese e hindi.
  • Per chi non rispetta le indicazioni delle autorità sanitarie, le multe sono salate: 50.000 aed per chi non rimane la quarantena, per chi non rimane in ospedale quando ritenuto necessario, non rispetta le cure prescritte e non ripete i tamponi come richiesto.

Qui potete trovare tutte le informazioni ufficiali e aggiornate sul Coronavirus negli Emirati Arabi.

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Covid-19: nuove regole per attività commerciali e uffici

Si allentano ancora le restrizioni messe in atto dal Governo per rallentare la diffusione del Covid-19. Vediamo che cosa cambia da oggi, mercoledì 27 maggio.

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Covid-19: nuove regole per attività commerciali e uffici
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Anche negli Emirati Arabi si allentano le restrizioni che il Governo aveva imposto per rallentare la diffusione del Covid-19.

Vediamo che cosa cambia da oggi, mercoledì 27 maggio.

Attività commerciali

  • I centri commerciali di Dubai e i negozi possono ora operare al 70% della capacità, rispetto al 30% imposto dalle regole precedenti.
  • Gli esercizi commerciali possono scegliere l’orario di apertura preferito tra le 6 e le 22.
  • Solo il 30% delle aree di parcheggio dei Mall rimarrà chiuso.
  • I ristoranti possono operare a piena capacità, a condizione che vengano prese adeguate precauzioni di sicurezza e che i tavoli vengano mantenuti a 2 metri di distanza uno dall’altro.
  • Rimane in vigore il divieto di ingresso ai minori di 12 anni e agli anziani di età superiore ai 60 anni.

Uffici

  • Gli uffici possono operare al 50% della loro capacità.
  • Tutti gli ascensori devono avere delle marcature sul pavimento che indichino il distanziamento sociale obbligatorio.

Intrattenimento

  • Misurazione della temperatura a tutti i clienti prima di entrare nei cinema o in altri luoghi di intrattenimento.
  • Nei cinema la frequenza degli spettacoli è ridotta e il distanziamento dei posti obbligatorio (vengono assegnati due posti ad ogni cliente sia orizzontalmente che verticalmente)
  • Sanificazione regolare degli spazi.
  • Piste di pattinaggio sul ghiaccio, musei, spettacoli, Green Planet, Dolphanarium, Ski Dubai, Acquari, Go Kart ecc, possono ora funzionare al 50% della loro capacità, a condizione che vengano indossate le mascherine e il distanziamento sociale sia rispettato.
  • Eventi familiari, feste di compleanno e riunioni di gruppo rimangono vietati in tutti iluoghi di intrattenimento.
  • Non hanno accesso ai cinema e agli luoghi di intrattenimento i bambini sotto i 12 anni e gli adulti di età superiore ai 60 anni.

Palestre

  • Possono riaprire al 50% della capacità massima.
  • E’ obbligatorio indossare la mascherina durante l’attività fisica leggere o moderata.
  • Le mascherine possono essere brevemente abbassate in caso di “intenso esercizio fisico”.
  • Tra gli attrezzi devono essere poste partizioni di plastica.
  • Verranno ridotte le classi, sia per numero di partecipati che per durata.

Saloni di bellezza

  • Funzionano solo per appuntamento e possono operare con una capacità del 50%.
  • I bimbi sotto i 12 anni possono andare solo dai parrucchieri al di fuori dei Mall.
  • Sono consentiti solo il taglio dei capelli, pedicure e manicure. Ancora fermi i massaggi e gli altri trattamenti.
  • A tutti i clienti viene controllata la temperatura prima di entrare.
  • All’interno dei locali e durante i trattamenti, deve essere garantito il distanziamento sociale.
  • La mascherina è obbligatoria, può essere spostata per per periodi di tempo molto brevi durante determinate procedure (tagliare i capelli dietro le orecchie, la barba) e se assolutamente necessario.
  • Chi presta i trattamenti deve indossare la visiera di plastica oltre alla mascherina.
  • Dopo ogni cliente devono essere disinfettate tutte le postazioni.

Aeroporto

  • Dovrebbe riaprire (previa approvazione delle autorità) per permettere il ritorno dei residenti negli Emirati Arabi Uniti e per i passeggeri in transito.
  • Per i residenti che rientrano è obbligatoria la quarantena di 14 giorni.
  • I residenti che vogliono tornare negli Emirati Arabi Uniti devono ottenere il permesso della Federal Authority for Identity and Citizenship (ICA) per entrare nel Paese registrandosi al sito https://smartservices.ica.gov.ae/echannels/web/client/default.html#/login. Solo dopo l’approvazione possono procedere alla prenotazione del biglietto aereo.

Ricordiamo che per ora le spiagge pubbliche, le palestre e le piscine all’interno degli edifici residenziali rimangono chiuse.

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