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Tempo di austerity?

Il prezzo del petrolio è sceso sotto i 40 dollari al barile e gli Emirati, come gli altri Paesi del Golfo, stanno studiando e mettendo in atto misure per arginare le perdite. Il Fondo monetario internazionale ha evidenziato come, qualora la situazione rimanesse la stessa o il prezzo del petrolio scendesse ancora (un anno fa il barile aveva superato i 100 dollari) diverse monarchie del Golfo potrebbero esaurire le proprie risorse nel giro di 5 anni, dovendo coprire un deficit di 700 miliardi di dollari da qui al 2020. Solo nel 2015 le petrol-monarchie della regione hanno perso 377 miliardi di dollari sulle esportazioni. 

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Tempo di austerity?
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Il prezzo del petrolio è sceso sotto i 40 dollari al barile e gli Emirati, come gli altri Paesi del Golfo, stanno studiando e mettendo in atto misure per arginare le perdite. Il Fondo monetario internazionale ha evidenziato come, qualora la situazione rimanesse la stessa o il prezzo del petrolio scendesse ancora (un anno fa il barile aveva superato i 100 dollari) diverse monarchie del Golfo potrebbero esaurire le proprie risorse nel giro di 5 anni, dovendo coprire un deficit di 700 miliardi di dollari da qui al 2020. Solo nel 2015 le petrol-monarchie della regione hanno perso 377 miliardi di dollari sulle esportazioni (i numeri arrivano sempre dal Fondo monetario internazionale). Far quadrare i conti, insomma, sta diventando complicato. Non perché i Paesi del Golfo non guadagnino più dal petrolio, ma perché faticano a sostenere i propri programmi di spesa. Negli Emirati da molti mesi si parla dell’introduzione dell’Iva, dallo scorso agosto è stato “liberalizzato” il prezzo della benzina e da un mese è arrivata una nuova legge che dà il via libera alla Public-Private-Partnership (PPP): come già avviene in Kuwait e Bahrain, aziende e investitori privati possono ora partecipare alla realizzazione delle infrastrutture pubbliche. Una misura che pare obbligata, e urgente, soprattutto in vista di Dubai 2020 e dei mega progetti già cominciati.

L’obiettivo è di attrarre investitori stranieri che lavoreranno sui progetti delle diverse agenzie governative, portando capitale e conoscenze. Gli investitori saranno valutati da una commissione ad hoc che prenderà in esame la fattibilità tecnica e finanziaria della partnership. La legge esclude solamente il settore dell’elettricità e dell’acqua. La Road and Transport Authority (RTA) ha già annunciato il suo primo progetto PPP: la nuova Union Square Station Plaza che comprende diversi edifici intorno alla stazione della metro già esistente. Altri progetti saranno l’espansione della linea rossa della metropolitana (da Nakhel al quartiere di Expo 2020) e l’ampliamento dell’Al Maktoum International Airport.

Qualcuno parla di una nuova crisi in arrivo per i Paesi del Golfo e per la prima volta i conti di Arabia Saudita e Kuwait sono in deficit. Gli Emirati, nel loro sforzo di diversificare l’economia (Dubai ne è l’esempio modello) per ora reggono. Si comincerà a parlare di austerity – parola finora totalmente sconosciuta – anche da questa parte del mondo? Secondo l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, il prezzo del petrolio si manterrà basso per almeno un paio di anni, poi le previsioni dicono si assesterà sui 70-80 dollari nel 2017. Previsione confermata dall’agenzia di rating Moody’s che, in uno dei suoi ultimi rapporti, sottolinea come tra il 2016 e il 2017 il prezzo del petrolio salirà a un ritmo più lento poiché “continua l’eccesso di offerta insieme all’indebolimento della domanda”. A questo si aggiunge il possible aumento delle esportazioni iraniane che potrebbe mettere ulteriormente sotto pressione i prezzi del petrolio nel corso del prossimo anno. Inevitabile, conclude Moody’s, che vengano introdotte più tasse nei Paesi del Golfo che ricavano circa il 90% delle loro entrate fiscali dall’oro nero: “il tutto avrà ricadute su Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti – evidenzia il rapporto – spingendo questi paesi a riforme e ricerca di entrate fiscali aggiuntive”.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Lifestyle

Sospetti di avere il Covid-19? Ecco cosa fare

Occorre innanzitutto stare a casa, anche se non si ha febbre. Se si vive con altre persone, bisogna isolarsi il più possibile nella propria stanza.

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Sospetti di avere il Covid-19? Ecco cosa fare
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Che cosa bisogna fare se si sospetta di avere il Covid-19 oppure si è venuti a contatto con una persona ammalata? Ecco quanto suggerito dal protocollo del Ministero della Salute.

  • Occorre innanzitutto stare a casa, anche se non si ha febbre. Se si vive con altre persone, bisogna isolarsi il più possibile nella propria stanza. Bisognerà quindi stare a casa per 14 giorni, in attesa che compaiano i sintomi.
  • Bisogna dunque telefonare al Department of Health (8001717) o al Ministry of Health & Prevention (80011111) o alla Dubai Health Authority (800342) e seguire le indicazioni delle autorità.
  • Per sottoporsi al tampone ci sono 3 opzioni: farlo a casa con un nuovo servizio disponibile a Dubai e a Sharjah (ha un costosi di 400 aed e i risultati dovrebbero essere garantiti in 24 ore); sottoporsi al test in uno dei drive-through, aperti ogni giorno dalle 8 alle 18.30 (costa 370 aed, i risultati dovrebbero arrivare in 48 ore); visitare uno centri sanitari pubblici.
  • Saranno comunque le autorità sanitarie a consigliare il percorso più adatto ad ognuno e a suggerire di far eseguire il tampone anche alle altre persone del nucleo familiare o ai contatti avuti nei giorni precedenti, se necessario.
  • Il Ministero invita tutti i cittadini a registrarsi all’App di tracciamento Alhosn. Supportata da smartphone iOS e Android, può essere scaricata dagli store Apple App, Google Play, Galaxy o Huawei AppGallery. È attualmente disponibile in arabo, inglese e hindi.
  • Per chi non rispetta le indicazioni delle autorità sanitarie, le multe sono salate: 50.000 aed per chi non rimane la quarantena, per chi non rimane in ospedale quando ritenuto necessario, non rispetta le cure prescritte e non ripete i tamponi come richiesto.

Qui potete trovare tutte le informazioni ufficiali e aggiornate sul Coronavirus negli Emirati Arabi.

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Business

Covid-19: nuove regole per attività commerciali e uffici

Si allentano ancora le restrizioni messe in atto dal Governo per rallentare la diffusione del Covid-19. Vediamo che cosa cambia da oggi, mercoledì 27 maggio.

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Covid-19: nuove regole per attività commerciali e uffici
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Anche negli Emirati Arabi si allentano le restrizioni che il Governo aveva imposto per rallentare la diffusione del Covid-19.

Vediamo che cosa cambia da oggi, mercoledì 27 maggio.

Attività commerciali

  • I centri commerciali di Dubai e i negozi possono ora operare al 70% della capacità, rispetto al 30% imposto dalle regole precedenti.
  • Gli esercizi commerciali possono scegliere l’orario di apertura preferito tra le 6 e le 22.
  • Solo il 30% delle aree di parcheggio dei Mall rimarrà chiuso.
  • I ristoranti possono operare a piena capacità, a condizione che vengano prese adeguate precauzioni di sicurezza e che i tavoli vengano mantenuti a 2 metri di distanza uno dall’altro.
  • Rimane in vigore il divieto di ingresso ai minori di 12 anni e agli anziani di età superiore ai 60 anni.

Uffici

  • Gli uffici possono operare al 50% della loro capacità.
  • Tutti gli ascensori devono avere delle marcature sul pavimento che indichino il distanziamento sociale obbligatorio.

Intrattenimento

  • Misurazione della temperatura a tutti i clienti prima di entrare nei cinema o in altri luoghi di intrattenimento.
  • Nei cinema la frequenza degli spettacoli è ridotta e il distanziamento dei posti obbligatorio (vengono assegnati due posti ad ogni cliente sia orizzontalmente che verticalmente)
  • Sanificazione regolare degli spazi.
  • Piste di pattinaggio sul ghiaccio, musei, spettacoli, Green Planet, Dolphanarium, Ski Dubai, Acquari, Go Kart ecc, possono ora funzionare al 50% della loro capacità, a condizione che vengano indossate le mascherine e il distanziamento sociale sia rispettato.
  • Eventi familiari, feste di compleanno e riunioni di gruppo rimangono vietati in tutti iluoghi di intrattenimento.
  • Non hanno accesso ai cinema e agli luoghi di intrattenimento i bambini sotto i 12 anni e gli adulti di età superiore ai 60 anni.

Palestre

  • Possono riaprire al 50% della capacità massima.
  • E’ obbligatorio indossare la mascherina durante l’attività fisica leggere o moderata.
  • Le mascherine possono essere brevemente abbassate in caso di “intenso esercizio fisico”.
  • Tra gli attrezzi devono essere poste partizioni di plastica.
  • Verranno ridotte le classi, sia per numero di partecipati che per durata.

Saloni di bellezza

  • Funzionano solo per appuntamento e possono operare con una capacità del 50%.
  • I bimbi sotto i 12 anni possono andare solo dai parrucchieri al di fuori dei Mall.
  • Sono consentiti solo il taglio dei capelli, pedicure e manicure. Ancora fermi i massaggi e gli altri trattamenti.
  • A tutti i clienti viene controllata la temperatura prima di entrare.
  • All’interno dei locali e durante i trattamenti, deve essere garantito il distanziamento sociale.
  • La mascherina è obbligatoria, può essere spostata per per periodi di tempo molto brevi durante determinate procedure (tagliare i capelli dietro le orecchie, la barba) e se assolutamente necessario.
  • Chi presta i trattamenti deve indossare la visiera di plastica oltre alla mascherina.
  • Dopo ogni cliente devono essere disinfettate tutte le postazioni.

Aeroporto

  • Dovrebbe riaprire (previa approvazione delle autorità) per permettere il ritorno dei residenti negli Emirati Arabi Uniti e per i passeggeri in transito.
  • Per i residenti che rientrano è obbligatoria la quarantena di 14 giorni.
  • I residenti che vogliono tornare negli Emirati Arabi Uniti devono ottenere il permesso della Federal Authority for Identity and Citizenship (ICA) per entrare nel Paese registrandosi al sito https://smartservices.ica.gov.ae/echannels/web/client/default.html#/login. Solo dopo l’approvazione possono procedere alla prenotazione del biglietto aereo.

Ricordiamo che per ora le spiagge pubbliche, le palestre e le piscine all’interno degli edifici residenziali rimangono chiuse.

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Al via la campagna per Alhosn, l’App di tracciamento

Per essere efficace, ha sottolineato il Ministero, l’App deve essere utilizzata dal maggior numero di persone possibile

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Al via la campagna per Alhosn, l'App di tracciamento
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E’ stata lanciata ieri dal Ministry of Health and Prevention emiratino la campagna per invitare i cittadini a scaricare sul proprio telefonino l’App di tracciamento Alhosn.

Per essere efficace, ha sottolineato il Ministero, l’App deve essere utilizzata dal maggior numero di persone possibile: la traccia dei contatti, ha aggiunto, è stata utilizzata per decenni per controllare con successo la diffusione di malattie infettive in tutto il mondo, tra cui Ebola, Sars e Mers, ed è un elemento chiave delle strategie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per combattere e prevenire le epidemie.

Per ora Alhosn, in fase di ulteriore aggiornamento, ha due utilizzi: fornisce un rapido accesso ai risultati dei test Covid-19 e traccia i contatti. Nelle prossime settimane dovrà includere anche una terza funzione, ovvero il monitoraggio remoto di chi si trova in quarantena. Una volta sviluppata nella sua versione integrale, Alhosn potrebbe essere indispensabile per permettere l’accesso sicuro nei luoghi pubblici.

“L’App ci aiuta a proteggerci, rendendo più semplice e veloce per le autorità sanitarie avvisarci se entriamo in contatto con qualcuno che ha il Covid-19 – ha dichiarato Farida Al Hosani, portavoce ufficiale del settore sanitario degli Emirati Arabi -. Ci aiuta anche a proteggere i nostri cari poiché prima riceviamo una notifica e più efficacemente possiamo proteggere chi ci circonda e, infine, protegge la nostra comunità facilitando la tracciabilità dei contatti a livello nazionale”.

L’App, secondo quanto spiegato, è stata realizzata utilizzando una tecnologia AI simile a quella implementata in altri Paesi del mondo e funziona identificando le persone che sono venute a contatto con chi è risultato positivo al Covid-19, anche se non sapeva di averlo in quel momento. I contatti vengono quindi avvisati del rischio e invitati a mettersi in isolamento per 14 giorni.

Non vengono raccolte informazioni di identificazione personale, ha assicurato il Ministero, durante l’intero processo e, solo se qualcuno risulta positivo a COVID-19, le autorità sanitarie chiederanno il loro consenso per caricare l’elenco di ID anonimizzati negli ultimi 21 giorni per rintracciare quanti più contatti possibile.

Alhosn è supportato da smartphone iOS e Android e può essere scaricato dagli store Apple App, Google Play, Galaxy o Huawei AppGallery. È attualmente disponibile in arabo, inglese e hindi.

Questo il video rilasciato dal Dubai Media Office che spiega come funziona l’App.

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