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Come tutelare l’oro blu?

“Better Water, Better Jobs” è lo slogan scelto quest’anno per celebrare la giornata mondiale dell’acqua negli Emirati, che cade proprio oggi in tutti i Paesi del mondo.

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Come tutelare l'oro blu?
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“Better Water, Better Jobs” è lo slogan scelto quest’anno per celebrare la giornata mondiale dell’acqua negli Emirati, che cade proprio oggi in tutti i Paesi del mondo. Un tema ancora più delicato qui, non solo chiaramente perché l’acqua nel deserto quasi non c’è (meno di 100 mm di pioggia all’anno), ma soprattutto perché da queste parti sembrano non essere ancora molto diffusi il concetto e la sensibilità verso il risparmio idrico e la tutela dell’oro blu. Sí, perché grazie all’altro oro, quello nero, con un dispendio energetico e un impatto sull’ambiente molto pesanti, viene illimitatamente dissalata l’acqua del mare. Non solo per i bisogni necessari a chi vive qui, ma per prati all’inglese irrigati 24 ore su 24, giardini, fontane, laghi artificiali. Risultato? Gli Emirati sono tra i maggiori consumatori pro capite di acqua in tutto il mondo, con 629 litri al giorno per persona.
La Dubai Electricity and Water Authority (Dewa) ha lanciato solo in questi ultimi anni la campagna “Every Drop Matters” – non molto pubblicizzata, purtroppo – per cercare di sensibilizzare i cittadini sul tema dello spreco. Oltre ad avere aumentato, proprio all’inizio di quest’anno, il costo dell’acqua: da 9,9 aed a 10,55 aed per 1000 litri di acqua, da applicare alla bolletta di chi supera il limite giornaliero di 700 litri in un appartamento e 5000 litri in una villa. “Oggi celebriamo la Giornata mondiale dell’acqua – ha dichiarato, all’agenzia di stampa nazionale WAM, Saeed Mohammed Al Tayer, Manager Director e Ceo della Dewa – per aumentare la sensibilità intorno ad un tema cruciale: lo sviluppo sostenibile del nostro Paese”. Con un obiettivo: arrivare entro il 2030 ad un consumo pro capite di 340 litri al giorno.

Ma la popolazione degli Emirati è in continuo aumento e lo sviluppo di programmi di efficienza energetica, oltre all’educazione dei consumatori per incoraggiare l’uso sostenibile di acqua e energia elettrica, sono più che un’urgenza. “Gli Emirati Arabi Uniti – ha dichiarato Sheikha Ahmed Al Hosani, Deputy Executive Director all’Environment Agency di Abu Dhabi, in occasione di un convegno sull’acqua che si è tenuto lo scorso gennaio – sta assistendo ad una rapida crescita demografica e industriale: e di conseguenza ad una crescente domanda di risorse idriche. Come Environment Agency, siamo impegnati a sfruttare la più importante delle risorse naturali senza compromettere l’ambiente, attraverso una costante collaborazione tra mondo dell’industria, ricerca scientifica e sviluppo dell’innovazione nella tecnologia”.

Intanto, grazie anche al Cloud-Seeding – gli Emirati Arabi stanno investendo moltissimo in questa tecnica capace di aumentare la probabilità e l’intensità delle piogge fino anche al 35% – l’insolita quantità di acqua caduta in queste settimane ha riempito le 145 dighe presenti nel Paese, 40 delle quali fino all’orlo, con oltre 30 milioni di metri cubi raccolti. L’acqua piovana permette soprattutto di ridare vita alle falde acquifere sotterranee (negli ultimi anni pressoché esaurite a causa dell’eccessivo intervento umano), utilizzate per irrigare le coltivazioni e dalle industrie.

Inevitabile chiedersi, ogni volta che piove, se si tratti di precipitazioni provocate o naturali. Basti sapere che gli Emirati stanno investendo in ricerca per la cosiddetta “modificazione del clima” dal 1990 e da gennaio 2015 viene regolarmente applicato il Cloud-Seeding ogni volta che ci sono nubi in vista. Tecnica che non trova tutti concordi. Chi l’appoggia sostiene che sia sì molto costosa (recente il concorso lanciato dagli Emirati per un assegno di ricerca da 5 milioni di dollari alla soluzioni più efficace), ma sul lungo periodo meno dispendiosa della dissalazione dell’acqua del mare, che utilizza il 20% dell’energia della regione oltre ad avere un impatto pesantissimo sull’ambiente (gli Emirati stanno comunque lavorando anche su impianti di dissalazione che utilizzano il fotovoltaico ed energie pulite). Ma ci sono anche tanti detrattori del Cloud-Seeding, come ad esempio Peter Gleick, fondatore del Pacific Institute in California ed esperto mondiale di acqua, che sottolinea come negli ultimi 60 anni le tecniche di modificazione del clima non abbiano assolutamente funzionato e che siano più utili, al contrario, strategie solide e affidabili per la gestione dell’acqua. In altre parole, se l’oro blu nel deserto non c’è, forzare la natura non è proprio possibile.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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