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Italia protagonista dell’Abu Dhabi Book Fair 2016

La letteratura italiana e il filosofo Ibn Rushd, da noi conosciuto come Averroè, sono i protagonisti della Abu Dhabi International Book Fair 2016, che aprirà le porte al pubblico il 27 di aprile, fino al 3 di maggio.

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Italia protagonista dell'Abu Dhabi Book Fair 2016
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La letteratura italiana e il filosofo Ibn Rushd, da noi conosciuto come Averroè, sono i protagonisti della Abu Dhabi International Book Fair 2016, che aprirà le porte al pubblico il 27 di aprile, fino al 3 di maggio. Una settimana che vedrà oltre 500.000 titoli in esposizione e le più importanti case editrici di tutto il mondo, in una manifestazione che vuole essere, prima di tutto, un punto di riferimento e confronto per librai, editori e distributori nei Paesi del Golfo e Mena. Ma questa Fiera del Libro è sicuramente un appuntamento da non perdere anche per un pubblico non addetto ai lavori che, oltre a passeggiare tra gli stand a caccia di nuovi libri (quest’anno molti in italiano), hanno a disposizione un ricco programma di incontri con gli autori, dibattiti e workshop che avranno appunto l’Italia come protagonista. Tra gli altri, saranno presenti lo storico Valerio Massimo Manfredi, l’autrice Beatrice Masini che, insieme a Lishiah Troysa terrà un incontro sulla fantasia, le illustrazioni e la letteratura per ragazzi, e poi Donato Carrisi, Paolo di Paolo, Luigi Guarnieri, Nicola Lagioia, Valerio Magrelli, Antonio Manzini, Melania Mazzucco, Michela Murgia, l’illustratore Alessandro Sanna (tra i protagonisti della sezione Illustrator’s Corner), Vincenzo Trione, Licia Troisi.

Il padiglione italiano, dunque, sarà al centro della Fiera e ospiterà eventi culturali non solo nel campo della letteratura, ma anche della musica, del cinema e della cucina. Noti chef italiani, ad esempio, accompagneranno il pubblico in un viaggio tra cibo e letteratura. Qualche esempio? Heinz Beck proporrà un tributo culinario a Umberto Eco, lo chef Francesco Guarracino, insieme allo storico Valerio Massimo Manfredi, proporrà un menu dalla cucina degli antichi Romani, mentre lo chef Wladimiro Gladioli si ispirerà a Gadda (qui trovate il programma completo della sezione Show Kitchen).

Segnaliamo, inoltre, il Creativity Corner dedicato ai bimbi dai 6 ai 12 anni, spazio che offre diverse attività per i più piccoli durante tutta la settimana. Diviso in 6 sezioni – Theatre, Smart Learning, Inner Peace, Science, Handicraft, Reading – prevede due workshop al giorno (questo il programma completo).

Accanto al programma culturale per i pubblico, come detto, ci sarà quello professionale, con la partecipazione di diversi esponenti dell’Associazione Italiana Editori (AIE) – che ha organizzato la presenza italiana alla Fiera -, oltre a rappresentanti di case editrici, festival ed esperti di diritti editoriali internazionali. Qualche nome? Alfieri Lorenzon, direttore AIE; Maria Luisa Borsarelli, Rights Manager per De Agostini; Flavia Cristiano, Centro per il libro e la lettura; Lucia Panini, Franco Panini editore; Elena Pasoli, Bologna Children’s Book Fair; Fabio Ferri, Mondadori Multimedia.

Il concerto del Quartetto di Venezia, promosso dall’Ambasciata italiana di Abu Dhabi, inaugurerà la manifestazione, il 26 aprile alle 20.30 all’Abu Dhabi Theatre.

L’ingresso alla Fiera, che si tiene all’Abu Dhabi International Exhibition Centre, è libero; nei giorni feriali dalle 9 alle 22, il venerdì dalle 16 alle 22.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: Eid mobarak

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, in ricordo del sacrificio di Abramo.

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Il termine “Islam” significa sottomissione a Dio. La più grande prova di sottomissione è stata quella di Abramo, pronto a sacrificare il figlio per volere di Dio. Dio salvò poi Abramo, sostituendolo con un agnello pochi istanti prima del sacrificio.

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, proprio in ricordo del sacrificio di Abramo.

Per i musulmani è la festa più importante, l’essenza della fede, l’essenza dell’Islam: il musulmano è il sottomesso al volere di Allah.

Curiosità: nella Bibbia Abramo sacrifica il figlio Isacco, nel Corano invece è il figlio Ismaele ad essere sacrificato. Gli arabi venivano anche chiamati ismaeliti e il profeta Maometto discendeva dalla dinastia di Ismaele.

“Eid Mobarak” è una delle frasi che si possono utilizzare per inviare auguri ad amici, parenti o colleghi di fede islamica.

Eid mobarak!

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Si festeggia l’Eid Al Adha

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Si festeggia l'Eid Al Adha
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Dubai si prepara a festeggiare una delle ricorrenze religiose più importanti dell’Islam: l’Eid Al-Adha o Grande Eid. Il decimo giorno di Dhu al-Hijjah, il dodicesimo mese del calendario islamico, che quest’anno dovrebbe cadere, luna permettendo, il 31 di luglio, si ricorda infatti la devozione e l’ubbidienza di Abramo a Dio, nel momento in cui fece il gesto di sacrificare il figlio (per la religione musulmana Ismaele e non Isacco).

L’Eid è quindi la celebrazione che, più di tutte, simboleggia la fede. Eid Al Adha conclude anche il periodo dei pellegrinaggi alla Mecca (Hajj), che questo anno non si è potuto svolgere a causa del Covid-19. E’ preceduto da quello che si chiama Arafat Day, secondo giorno di pellegrinaggio nel quale i fedeli viaggiano attraverso la valle di Arafat, si fermano all’aperto per pregare Allah e meditare sul monte in cui Maometto pronunciò il suo ultimo sermone e ricevette la rivelazione per scrivere il passaggio conclusivo del Corano.

I giorni di vacanza dovrebbero dunque essere quattro, da giovedì 30 luglio a domenica 2 agosto.

Nei giorni dell’Eid, vengono abitualmente organizzati banchetti, si fanno regali ai bambini, si indossano gli abiti migliori, si ricevono gli amici, si prega insieme e si offrono cibo e denaro ai più bisognosi. Oltre a macellare un animale che ricorda come Dio, quando Abramo aveva già il braccio sollevato per sacrificare il figlio, sostituì Ismaele con un montone. “Non è la carne né il sangue che raggiunge Allah, è la tua pietà che lo raggiunge”, recita il Corano: il sangue e il sacrificio, nella religione islamica, non hanno il significato di lavare dai peccati, ma di devozione, ubbidienza e dimostrazione di fede.

A Dubai si vivono momenti nei quali ci si sente proiettai nel futuro e altri in cui sembra di essere tornati indietro nel tempo. E’ una caratteristica tipica di questa città, che si accentua senza dubbio durante le ricorrenze religiose. Non c’è da stupirsi, quindi, se l’usanza di sacrificare gli animali durante l’Eid sia ancora radicata in tutti gli Emirati. Secondo la tradizione, l’animale macellato si divide in tre parti, una per la famiglia stretta, una per i parenti e l’ultima si dona ai più poveri.

In giro per la città, in genere vengono organizzati tantissimi eventi: musica, intrattenimento per i bambini, spettacoli, quest’anno ovviamente limitati. Tutti gli eventi per l’Eid Al Adha sono disponibili sul sito del Dubai’s Department of Tourism and Commerce Marketing, Visit Dubai.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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