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Ramadan: donazioni, volontariato e solidarietà

La fede, le preghiere rituali, l’elemosina, il digiuno a Ramadan, il pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita. Sono questi i cinque pilastri dell’Islam che, in particolar modo durante il Ramadan, vengono osservati da ogni musulmano. Il terzo, l’elemosina, è un aspetto fondamentale del mese di digiuno: astenersi dal cibo, infatti, avvicina allo stato in cui vivono i più poveri e ha per questo anche il significato di comprendere più a fondo il prossimo ed essere solidali.

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Ramadan: donazioni, volontariato e solidarietà
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La fede, le preghiere rituali, l’elemosina, il digiuno a Ramadan, il pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita. Sono questi i cinque pilastri dell’Islam che, in particolar modo durante il Ramadan, vengono osservati da ogni musulmano. Il terzo, l’elemosina, è un aspetto fondamentale del mese di digiuno: astenersi dal cibo, infatti, avvicina allo stato in cui vivono i più poveri e ha per questo anche il significato di comprendere più a fondo il prossimo ed essere solidali.

Come ogni anno in questo periodo, vengono dunque incoraggiate le donazioni, l’impegno sociale, le iniziative di beneficenza, alle quali partecipano anche diverse associazioni di expat.

  • Partiamo dai progetti istituzionali. “The fastest way to end poverty is to eliminate ignorance. We plan to move from feeding the hungry to nurturing minds” è uno dei messaggi comparsi sul profilo Twitter dello Sceicco di Dubai in occasione della campagna nazionale organizzata per il Ramadan “Reading Nation: 5 milions books from the Uae to the world”. Il progetto prevede la raccolta e la distribuzione di libri a bambini e ragazzi nei campi profughi dei diversi Paesi Arabi, oltre a creare 2000 biblioteche nelle scuole delle zone più povere del mondo. La Dubai Municipality ha invece lanciato un progetto, “Heafz Al Naama”, per raccogliere il cibo che avanza nei ristoranti, dopo le feste, i matrimoni o negli hotel e distribuirlo alle famiglie bisognose. L’iniziativa, presentata al Gulf Food 2016, è coordinata dal Food Control Department e vede la collaborazione di alcune associazioni e grandi alberghi: Emirates Red Crescent, Royati Family Society, Tarahum Charity Foundation, Al Maktoum Foundation, Armani Hotel, Dubai World Trade Centre, Al Bustan and Murooj Rotana Group e Madinat Jumeirah Hotel Group. La Dubai Cares Foundation ha invece installato in tutti i mall dei gradi contenitori per raccogliere vestiti, scarpe, occhiali, libri. Il materiale raccolto verrà utilizzato per diversi progetti in giro per il mondo.
  • L’Associazione Italiana Dubai collabora settimanalmente alla preparazione dell’Iftar per gli operai nei labour camps di Qusais/Sonapur, Al Quoz e Dubai Investment Park, all’interno del programma “Honour Labour Initiative”. L’Aid raccoglie quindi cibo e bevande (mele, banane, succhi di frutta, riso, pasta, acqua, biscotti in confezioni singole, formaggi) e prodotti per l’igiene personale (saponette, dentifricio, deodorante, shampoo, t-shirts di cotone e cappelli) per poi distribuirli agli operai. Per partecipare potete scrivere a prenotazioni@aidubai.org specificando che cosa desiderate donare. Non solo: in occasione del programma del Governo “2016 Year of reading“, quest’anno l’Aid sta partecipando al progetto, portato avanti dai Social Club delle altre comunità straniere, di allestire una reading room nei Labour Camps di Al Quoz e di Sonapur, dove grazie all’impegno di alcuni volontari, se occorre verranno offerte anche lezioni per imparare a leggere e scrivere. L’Aid ha già raccolto parecchi libri (in inglese e arabo) e, attraverso una vendita di articoli usati, una somma per arredare le readings room.
  • Un’altra bella iniziativa, attiva da tre anni circa, è “Water for workers”, nata dal social innovator, come amano definirsi, The Sameness Project: volontari di ogni età e nazionalità sono impegnati a raccogliere bottiglie di acqua e a distribuirle in giro per la città, agli operai edili e a tutti coloro che lavorano all’aria aperta (car cleaners, giardinieri, spazzini). Oltre all’acqua, vengono consegnati asciugamani per il viso con la scritta “grazie” in sei lingue. Un gesto, semplice, per esprimere la propria solidarietà. Sulla loro pagina Facebook trovate parecchi video per capire meglio come lavorano.
  • Scrivendo alla mail admin@smartlifefoundation.org potrete invece contribuire a sostenere il lavoro di una grande organizzazione che si occupa di aiutare la Blue Collar Workforce di Dubai, Smart Life Foundation. Durante il Ramadan, in particolare, raccolgono cibo e bevande per garantire l’Iftar all’interno dei labour camps. Sulla loro pagina Facebook potete trovare tutte le informazioni necessarie.
  • Ci sono anche diverse iniziative portate avanti dai privati cittadini: all’interno di alcuni compound (The Villa, Jumeirah Park, Meadows 2, Springs 5, Springs 11, Mirdif, The Palm – Canal 42) sono stati installati alcuni frigoriferi (“Ramadan Fridge”), dove è possibile depositare acqua, bibite, frutta, pane e pasti per garantire l’Iftar agli operai. Più strutturato, e attivo da tanti anni, il gruppo delle mamme expat Dubai Marina Mums, dal quale è nato un sottogruppo che si occupa di raccogliere cibo, oggetti e vestiti per i lavoratori, Dubai Mums Helping Hands. In diversi quartieri della città vengono organizzate le raccolte e i prodotti (cibo e non solo) vengono poi smistati e consegnati a chi ne ha bisogno. In questo periodo di Ramadan, il gruppo sta organizzando una raccolta di prodotti freschi, in particolare frutta e verdura, per gli operai. Sulla loro pagina Facebook potete trovare tutti i dettagli. In alternativa, molti singoli cittadini creano il proprio piccolo servizio di consegna dell’Iftar, tenendo in auto acqua, datteri e pasti confezionati in pacchetti singoli da distribuire ai lavoratori che si incontrano nei cantieri o lungo le strade.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Eid al-Fitr: la fine del Ramadan

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la fine del Ramadan
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Dubai si prepara a celebrare la fine del Ramadan. Il moon-sighting committee è stato formato e, appena verrà avvistata la luna nuova ad occhio nudo, il Ramadan terminerà. Cominciato il 27 di maggio, il mese di digiuno si concluderà presumibilmente il 25 di giugno, giorno che dà inizio a Shawwal, il decimo mese del calendario lunare islamico. Il Governo emiratino ha annunciato che, per il settore privato, sarà vacanza fino a lunedì 26 o martedì 27 giugno, a seconda di quando verrà effettivamente avvistato il primo spicchio di luna.

In questo periodo, Dubai improvvisamente si rianima con la grande festa dell’Eid al-Fitr, una delle principali celebrazioni per i musulmani. Letteralmente “festa dell’interruzione”, in questi giorni si ringrazia Dio per avere dato la forza di portare a termine il digiuno.

I festeggiamenti per l’Eid al-Fitr cominciano con una preghiera mattutina di gruppo, prima dell’alba. Durante la giornata vengono invece organizzati banchetti ricchi di dolciumi con amici e familiari, ci si scambiano doni e si fanno offerte ai più bisognosi. Donare e condividere sono due valori fondamentali durante e dopo il Ramadan, e rappresentano uno dei cinque pilastri dell’Islam (in arabo “Zakat”). La tradizione vuole anche che si indossino vestiti nuovi e si addobbi la casa con decorazioni e luci (le tipiche lanterne che si trovano in vendita anche al Souk): il senso di questi giorni è infatti quello di celebrare il proprio spirito rinnovato, dopo l’impegno, la fede e la forza di volontà impiegata durante tutto il mese di astinenza.

A Dubai vengono organizzati ogni anno diversi eventi in giro per la città, soprattutto per le famiglie e i bambini. Vi consigliamo di non perdere gli spettacoli con i fuochi artificiali che illuminano il cielo ogni sera in diverse zone di Dubai (caldo permettendo, un ottimo punto per vederli tutti è la spiaggia) e gli spettacoli teatrali che vengono messi in scena in questi giorni. Qui potete trovare l’elenco dei principali appuntamenti per l’Eid. Tenete presente che gli uffici pubblici e alcuni negozi, soprattutto nella città vecchia, saranno chiusi.

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I migliori pizzaioli d’Italia si incontrano a Dubai

Amate la pizza? I migliori pizzaioli d’Italia stanno arrivando a Dubai. Dall’8 al 10 novembre PizzaUp, l’annuale simposio tecnico sulla pizza italiana organizzato da Università della Pizza, si terrà per la prima volta all’estero, qui a Dubai appunto. 

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I migliori pizzaioli d'Italia si incontrano a Dubai
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* nella foto l’Ambasciatore italiano negli Emirati Arabi, Liborio Stelino, durante la presentazione alla stampa dell’Italian Cuisine World Summit 2016.

Amate la pizza? I migliori pizzaioli d’Italia stanno arrivando a Dubai. Dal’8 al 10 novembre PizzaUp, l’annuale simposio tecnico sulla pizza italiana organizzato da Università della Pizza, si terrà per la prima volta all’estero, qui a Dubai appunto.

Organizzato nell’ambito dell’Italian Cuisine World Summit 2016, PizzaUp prevede tre giorni di lavoro dedicati interamente alla pizza, con sessioni tecniche che vedranno all’opera alcuni dei migliori pizzaioli del mondo, in un dibattito con chef stellati sul futuro della pizza e delle tecniche per migliorare sempre di più un prodotto tradizionale Made in Italy. Tra gli altri, parteciperanno Renato Bosco, Corrado Scaglione, Giovanni Marchetto, Gennaro Nasti, Beniamino Bilali, Massimo Giovannini, Lello Ravagnan, Antonio Pappalardo, Tony Nicolini, Franco Pepe, Simone Padoan, Giulia Miatto, Fortunato Ostacolo e Luigi Acciaio.

Oltre al simposio, per i non addetti ai lavori sono in programma due appuntamenti speciali: allo Specialty Food Festival (Dubai World Trade Center), mercoledì 9 novembre si tengono i Cookings shows, dimostrazioni dal vivo di pizze dal taglio gourmet; mentre il 10 è in programma Master pizza chefs: le migliori pizzerie di Dubai ospitano un pizzaiolo italiano di PizzaUp per servire pizze cucinate a 4 mani.

Qui è disponibile il programma di PizzaUp.

Italian Cuisine World Summit 2016

Si apre il 7 novembre, fino al 17, l’ottava edizione dell’Italian Cuisine World Summit. Ancora una volta l’evento riunisce qui a Dubai i migliori chef stellati del mondo, esperti di cucina e produttori italiani di cibo e vino, con un unico obiettivo: celebrare e promuovere l’autentica cucina italiana, i suoi ingredienti e le sue tradizioni.

Che cosa prevede il programma? La principale missione del Summit è quella di portare i migliori chef stellati italiani nei migliori ristoranti di Dubai (qui trovate l’elenco), premiando le attività che danno la priorità all’autenticità e alla qualità della cucina italiana.

Molte le manifestazioni culinarie che girano intorno all’evento. Tra le altre, Specialty Food Festival (7-9 novembre World Trade Centre) che vede oltre 100 stand che espongono prodotti italiani; la cena di gala “United Nations by Italian Cuisine” (il 12 novembre) che mette insieme per una sera 180 chef al Jw Marriot Marquise; l’Italian Street Food Festival, che ospita 20 food track nell’anfiteatro del Westin per far assaggiare al pubblico l’essenza della cucina italiana; Italian Summit Golfing Day (10 novembre al Jumeirah Golf Estates), torneo di golf con 5 stazioni gastronomiche in corrispondenza delle buche, dove gustare i piatti degli chef stellati. Ancora, le masterclass (7-9 novembre al World Trade Centre), dimostrazioni di cucina dal vivo, concorsi gastronomici (2nd Gelato Chef’s Cup, 8th Risotto World Contest, 7th Pasta Premier League, 4th Italian Espresso World Summit).

Il vertice, come ha sottolineato l’Ambasciatore italiano negli Emirati Arabi, Liborio Stellino,  sarà anche un’anteprima mondiale della prima edizione di Italian Cuisine Week, iniziativa senza precedenti che si terrà dal 21 al 27 novembre in tutto il mondo e che avrà il patrocinio del Governo italiano.

L’Italian Cuisine World Summit, promosso da Itchefs-Gvci (network con oltre 2500 chef, ristoratori e professionisti del settore), ha il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi e del Consolato Generale d’Italia a Dubai, ed è organizzato in collaborazione con l’Italian Trade Agency – UAE office.

Qui trovate il programma completa della manifestazione.

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Lasciare Dubai: i consigli di Morgan Carver Richards

Arrivare a Dubai non è semplice: bisogna adattarsi ad una dimensione di città completamente nuova, ad una cultura e ad abitudini differenti. E andare via, invece? Tornare nel proprio Paese d’origine? Dopo qualche anno di vita da expat negli Emirati, e anche dopo i tanti vizi ai quali ci si abitua vivendo qui, partire può essere ancora più complicato.

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Lasciare Dubai: i consigli di Morgan Carver Richards
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Arrivare a Dubai non è semplice: bisogna adattarsi ad una dimensione di città completamente nuova, ad una cultura e ad abitudini differenti. E andare via, invece? Tornare nel proprio Paese d’origine? Dopo qualche anno di vita da expat negli Emirati, e anche dopo i tanti vizi ai quali ci si abitua vivendo qui, partire può essere ancora più complicato.

Morgan Carver Richards, ex assistente di volo e mamma di tre bimbe, ha vissuto a Dubai per 4 anni, ma proprio nei mesi scorsi, per seguire un’opportunità di lavoro del marito, ha dovuto impacchettare tutto e ritornare negli Stati Uniti, dove è nata e cresciuta.

Per sdrammatizzare il suo ritorno (a Filadelfia) ha cominciato a girare dei piccoli video che, in poco tempo, sono diventati “virali”. Con risate e lacrime, malinconia e ironia, “Repatriation – questo il titolo della serie – ci racconta del suo ritorno alla vita americana e, a parte gli aspetti più futili (“…mi devo tagliare l’erba del giardino da sola?”, “…non fate delivery?”, “…dov’è la mia maid?”) ci parla della difficoltà nel riallacciare nuove relazioni, che siano autentiche. Sí, perché un pregio innegabile di Dubai, fatta perlopiù di expat, è la facilità di crearsi nuove amicizie, vere, solide che in qualche modo sostituiscono i familiari che si lasciano nelle proprie città.

Abbiamo intervistato Morgan Carver Richards, che ci dà anche qualche consiglio e ci ricorda che ridere, nei momenti difficili, fa sempre bene.

Molti expat, in questo ultimo periodo, stanno lasciando Dubai per tornare nei propri Paesi d’origine. E’ stato difficile per lei tornare negli Stati Uniti?

Sì, devo dire che per me è stato molto duro tornare nel mio Paese. Anche se sono cresciuta qui negli Stati Uniti, ho sempre avuto la passione per i viaggi. Quando mi sono spostata a Dubai, mi sono sentita subito a casa. Per me non è stato semplicemente lasciare una città, ma è significato lasciare una comunità, gli amici e tutte le persone che per me erano diventate la mia famiglia.

Che cosa le manca di più e che cosa le manca meno di Dubai?

Mi manca soprattutto la mia vita quotidiana, i piccoli particolari di tutti i giorni. Avevo una solida rete di amici e mi mancano le cose più semplici, come camminare da Spinneys e incontrare almeno dieci persone che conoscevo. Le interazioni, i rapporti umani con gli altri a Dubai sono davvero molto completi e appaganti, le conversazioni sono sempre molto reali, personali. Che cosa mi manca di meno? Beh, senza dubbio l’umidità dei mesi estivi!

Quali sono state le maggiori difficoltà che ha incontrato quando è arrivata a Dubai e quali, invece, quando è tornata negli Stati Uniti?

Le più grandi difficoltà quando sono arrivata a Dubai sono state di ordine pratico, come adattarsi alla città, avviare la casa, imparare a muoversi per le strade. Qui negli Stati Uniti, invece, le difficoltà maggiori sono dovute all’isolamento, alla difficoltà di crearsi relazioni significative.

E’ difficile mantenere i contati con gli amici di Dubai?

Direi di no, mantenere i contatti è piuttosto semplice. Parlo con due mie amiche praticamente ogni giorno e mi hanno aiutata davvero moltissimo durante il trasferimento. WhatsApp è meraviglioso per questo! E un’amica mi è venuta a trovare il mese scorso, è stato fantastico.

E’ difficile, invece, sentirsi a proprio agio con i suoi vecchi amici, dopo aver vissuto per anni a Dubai?

In realtà mi sono trasferita in una nuova città, Filadelfia, che non è la città dove sono cresciuta io. Quindi non vedo più nessuno degli amici che avevo prima di partire per Dubai. Ho perso i contatti con la maggior parte di loro e proprio per questo sto cercando di farmi nuove amicizie, per riempire il vuoto che in effetti provo in questo momento.

Quale consiglio si sente di dare a chi deve lasciare Dubai?

Di pensare davvero a come sarà diversa la propria quotidianità. E valutare a fondo se valga la pena spostarsi…altrimenti è meglio rimandare e fermarsi a Dubai ancora un po’.

Lei è diventata molto famosa sul Web, addirittura virale, con i suoi video “Repatriation”. Quali sono i suoi progetti, ora?

Sto scrivendo un libro su questa esperienza, dal quale in realtà è nata l’ispirazione dei video. Mi sto anche cimentando nella commedia, una mia vecchia passione: mi è sempre piaciuto sentire gli altri ridere e amo essere io stessa il motivo delle risate. In questo momento, poi, sono anche una studentessa a tempo pieno di antropologia.

I video di Morgan Richards Carter

Repatriation: part 1
Repatriation: part 2
Repatriation: part 3
Repatriation: part 4
Repatriation: part 5

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