Connect with us

Lifestyle

Dubai: prosegue l’impegno per diversificare l’economia

Dubai, nel primo semestre del 2016, ha registrato una crescita esponenziale delle attività commerciali non legate al petrolio. La notizia è stata data dal Government of Dubai Media Office: il volume delle merci esportate è cresciuta del 17% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo 24 milioni di tonnellate. 

Published

on

Dubai: prosegue l'impegno per diversificare l'economia
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Dubai, nel primo semestre del 2016, ha registrato una crescita esponenziale delle attività commerciali non legate al petrolio. La notizia è stata data dal Government of Dubai Media Office: il volume delle merci esportate è cresciuta del 17% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo 24 milioni di tonnellate. La crescita, precisano dal Media Office, è il risultato della ri-esportazione di materie prime (35%), dell’esportazione di prodotti finiti (26%) e dell’importazione e vendita di merci (11%). Segno che Dubai sta continuando a mantenere una posizione di hub per il commercio internazionale, crocevia di scambi tra Oriente ed Occidente. E anche di come, insieme agli altri emirati, prosegua l’impegno per diversificare la propria economia.

La crescita di volume delle “materie prime trattate” ha portato a uno scambio commerciale del valore di 319 miliardi di dirham alla fine del mese di marzo 2016 (le importazioni hanno contribuito a un traffico di 196 miliardi di dirham, le esportazioni a 36 miliardi e le riesportazioni a 87 miliardi). In cima alla lista dei prodotti “ad alto valore aggiunto” compaiono quest’anno i telefoni cellulari e gli “smart ICT products” (43 miliardi di dollari), seguiti da beni storicamente forti come l’oro (32 miliardi), i diamanti (23 miliardi), i gioielli (18 miliardi); Dubai ha quindi mantenuto la sua quota di mercato nel commercio globale di metalli e materie prime preziose. A seguire, il commercio di automobili si è attestato sui 15 miliardi di dirhams.

I Paesi con i quali avvengono i maggiori scambi? Al primo posto c’è la Cina, al secondo l’India e al terzo gli Usa. Tra i Paesi del Gcc, invece, l’Arabia Saudita rimane il partner numero uno di Dubai. “Il settore di scambi commerciali con l’estero – ha sottolineato Sultan Ahmed Bin Sulayem, Presidente e CEO di DP World e Presidente della Ports, Customs and Free Zone Corporation – ha acquisito ancora più slancio nell’emirato di Dubai, proseguendo nel consolidamento di uno sviluppo economico non legato al petrolio, strada inaugurata dallo sceicco di Dubai per garantire la sostenibilità dell’emirato”. Con un fattore chiave: “nell’economia di diversificazione nazionale – ha aggiunto in un comunicato stampa – Dubai si sta ritagliando un primato per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione”. Le prospettive di crescita nel commercio estero andranno quindi soprattutto nella direzione delle “knowledge economies”, spinte anche da Expo Dubai 2020. Ahmed Mahboob Musabih, direttore di Dubai Customs, ha ribadito inoltre che verranno implementati i servizi per facilitare gli scambi e semplificare la burocrazia per lo sdoganamento delle merci.

E anche il vicino emirato di Abu Dhabi, che deve ancora al petrolio il 90% delle entrate pubbliche, sta cercando di trovare una strada per diversificare la propria economia. Nonostante il prezzo del barile si sia stabilizzato intorno ai 50 dollari, è ancora molto lontano dai picchi degli anni passati e Abu Dhabi, come prossima fonte di sviluppo, sembra puntare sul settore della finanza. E’ notizia di pochi giorni fa il progetto di fusione fra National Bank of Abu Dhabi e First Gulf Bank, rispettivamente la settima e quindicesima banca per asset gestiti nelle regioni del Medio Oriente e dell’Africa. Se il piano si concretizzasse – per ora è in fase di studio – nascerebbe un colosso da 170 miliardi di asset gestiti con una capitalizzazione di mercato intorno ai 30 miliardi di dollari. Le due banche, entrambe statali – Nbad è controllata al 69% dal fondo sovrano Abu Dhabi Investment Council mentre Fgb ha come maggiore azionista il fondo di investimenti pubblico Mubadala Development -, potrebbero dare il via ad una serie di ulteriori fusioni nel settore bancario.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

Click to comment

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Lifestyle

Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

Published

on

Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

Continue Reading

Lifestyle

Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

Published

on

Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
Tempo di lettura stimato: < 1 minuto

Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

Continue Reading

Lifestyle

Covid-19: dove eravamo rimasti?

Stiamo un po’ come dei pugili suonati che a malapena hanno sentito il suono dell’aria smossa dal colpo arrivato da non si sa dove. Forse è giunto il momento di prendere atto che saremo a lungo in una fase di stress post-traumatico.

Published

on

Covid-19: dove eravamo rimasti?
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Sono quattro mesi che taccio su questi schermi, da quel post intitolato “Homo homini virus” che, col senno del poi, aveva previsto una buona parte di ciò che sarebbe successo dopo.

Tante volte avrei voluto scrivere, se non altro per dar sfogo egoistico ai sentimenti, ma l’assenza totale di ordine nei pensieri me lo ha impedito. Ho cercato come credo abbiamo fatto tutti, ciascuno a proprio modo, di ragionare e inquadrare la situazione; ho annaspato come credo abbiamo fatto tutti, nel mare di informazioni spesso contraddittorie che ci ha travolti; ho trovato, come credo abbiamo fatto tutti, i miei punti di riferimento, sforzandomi di non rinunciare mai a mantenere l’equilibrio fra ragione ed emozioni… e poi, essenzialmente, ho aspettato, come credo abbiamo fatto tutti.

Ed eccoci qui: al termine del primo fine settimana di riapertura dei centri commerciali e di diverse altre attività anche ai bambini al di sotto dei 12 anni e alle persone al di sopra dei 60. Non siamo ancora nemmeno di sguincio prossimi alla normalità, ma almeno abbiamo ricominciato a sentire il vociare dei bambini riecheggiare un po’ ovunque, e questa sí che è una parte importante che ci riconnette con la Dubai “di prima”.

Vorrei poter dire che finalmente ne siamo fuori ma, a prescindere dagli aspetti medici, il viaggio vero inizia adesso, non solo per coloro che hanno vissuto un lutto doloroso in prima persona.

Ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori, fra la gente accanita contro amici e sconosciuti colpevoli di vivere “il virus” e i vari periodi di lockdown in maniera diversa gli uni dagli altri, le persone rimaste per mesi bloccate fuori dal Paese, i tantissimi che si sono ritrovati in difficoltà serie per la perdita del lavoro o la riduzione dei salari, le attività imprenditoriali azzoppate, l’incertezza verso il futuro, non solo quello professionale ma anche, più prosaicamente, la capacità di programmazione di qualunque cosa un tempo data per scontata, le diatribe sul “distance learning” che ha massacrato tutti indistintamente, la lontananza fisica forzata a tempo indeterminato dalle famiglie in patria, gli sms stile allarme antiaereo per l’inizio delle fasce orarie di coprifuoco, la diffidenza verso le notizie pazze sui giornali o sui social media, la speranza riposta nei grafici NCEMA che imperterriti continuano a descrivere invece una situazione in costante miglioramento.

A dircela tutta, stiamo un po’ come dei pugili suonati che a malapena hanno sentito la sventagliata dell’aria smossa dal colpo arrivato non si sa bene da dove.

Forse è giunto il momento di prendere atto del fatto che siamo e saremo a lungo tutti in una sorta di stress post-traumatico (aggravato dal caldo e dall’umidità che sono già qui, senza pudore proprio!).

Almeno in questa fase cerchiamo di evitare gli errori dei mesi scorsi, cerchiamo di tollerarci e comprenderci di più a vicenda, cerchiamo di capire che ciascuno di noi, senza eccezioni, sta affrontando materialmente e psicologicamente una difficile ricostruzione personale e collettiva senza avere ancora molto chiaro il traguardo finale.

Se, come scriveva Cesare Pavese, l’unica gioia al mondo è cominciare, cerchiamo di ricominciare insieme.

Continue Reading

WAM.AE News

Trending

Copyright © 2014-2020 Dubaitaly

Vai alla barra degli strumenti