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Fitness e benessere: ce ne parla Claudia Ferrero

Dubaitaly ha intervistato Claudia Ferrero, giornalista di La Stampa che si occupa di spettacoli, società, salute e che di recente ha inaugurato una rubrica su LaStampaTv dedicata proprio al benessere.

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Fitness e benessere: ce ne parla Claudia Ferrero
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Allenamenti, diete, sport e forma fisica sono un must a Dubai. Un po’ perché quasi tutti gli expat che arrivano qui mettono su qualche chilo e poi perché il clima permette di stare all’aria aperta pressoché tutto l’anno. La città è quindi piena di palestre, corsi, eventi sportivi e in moltissimi dedicano parte del proprio tempo libero al corpo e al movimento. Tra strutture indoor, spiaggia, mare e deserto c’è davvero l’imbarazzo della scelta tra gli sport da praticare o imparare da zero. Dubaitaly ha intervistato Claudia Ferrero, giornalista di La Stampa che si occupa di spettacoli, società, salute e che di recente ha inaugurato una rubrica su LaStampaTv dedicata proprio al benessere.

Anche in Italia, come qui a Dubai, è così diffuso iscriversi in palestra o praticare regolarmente attività sportive?

Magari fosse così anche in Italia. C’è sicuramente un “popolo del fitness” che non rinuncia all’attività fisica, che è iscritto in palestra o che preferisce uscire all’aperto per correre e andare in bicicletta. Ma esiste purtroppo un alto tasso di sedentarietà. Quanti abbonamenti di corsi di fitness finiscono dimenticati in un cassetto? Molti, se non si ha la giusta motivazione. Ancora più grave se si considera che il movimento è il migliore “farmaco” per rimanere in salute.

Quella del fitness, al di là degli indubbi benefici che comporta, non sta diventando anche una moda?

Ben venga la moda del fitness se questo porta a innamorarsi del movimento. L’importante è scegliere attività stimolanti e adatte alla propria condizione fisica e alla propria età, non esagerare, soprattutto all’inizio, e avere un buon trainer come guida. Il resto lo faranno le endorfine e la loro potente attività euforizzante, quel senso di benessere diffuso a cui è poi difficile rinunciare. Insomma, sì alla sana abitudine. No agli eccessi.

In Italia quali sono le attività che vanno di più?

Pilates, yoga, attività di tonificazione e cardiovascolari sono sempre molto seguite. Nell’ultimo periodo va di moda l’Allenamento Funzionale: sono movimenti a corpo libero o con piccoli attrezzi che rispecchiano i gesti della vita quotidiana, fanno lavorare in sinergia più gruppi muscolari e aiutano a sviluppare un corpo bello e armonico. Dall’ultimo Festival del Wellness di Rimini, sono poi emerse due tendenze: da una parte l’Immersive Fitness, camere in realtà digitale dove si pedala lungo le piste di città futuriste, come calati in un film alla Matrix, dove si corre in mezzo a colate di lava o ci si allena in infiniti universi paralleli. All’estremo opposto c’è un ritorno alle origini del movimento, un recupero a quanto di più naturale e primitivo si possa aspirare durante un allenamento, prendendo in prestito mosse e scatti del mondo animale.

A Dubai molte persone si improvvisano personal trainer o nutrizionisti: quali sono le attività più consigliate da medici ed esperti?

Ci sono attività come lo yoga, il Pilates o la ginnastica dolce che sono suggerite a tutte le età. Ma è sempre bene, sia che ci si voglia dedicare ad attività aerobiche sia a quelle di potenziamento muscolare, affidarsi ai consigli di personal trainer professionisti.

Esiste il rischio di esagerare? Nonostante il caldo, qui in tantissimi perdono letteralmente la testa per attività molto faticose e stressanti per il fisico, come la corsa (e rispettive maratone) o il triathlon.

Il rischio esiste, eccome. E i medici da noi mettono sempre in guardia i cosiddetti “sportivi della domenica”, quelli che nel weekend si buttano a capofitto in attività molte faticose senza il giusto allenamento alle spalle: serve essere allenati, altrimenti sono exploit pericolosi per la salute.

Ci racconta della sua rubrica, di che cosa si occupa? Dove possiamo seguirla?

È una rubrica che ho da poco inaugurato su LaStampaTv, ed è online sul sito del giornale: si tratta di una serie di Video-Pillole di BenEssere, interviste dedicate alla salute, alla prevenzione, al fitness e alla bellezza, tutti temi che da sempre mi stanno a cuore.

Le puntate di BenEssere

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Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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