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Hummingbird Lifestyle and Coaching: imparare a vivere felici

Realizzare un grande progetto, raggiungere un nuovo obiettivo, mantenere un atteggiamento positivo e costruttivo, anche in situazioni difficili, è sempre possibile. E se a volte può sembrare molto difficile, magari dopo un trasferimento o un grande cambiamento nella propria vita, si può sempre imparare.

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Hummingbird Lifestyle and Coaching: imparare a vivere felici
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Realizzare un grande progetto, raggiungere un nuovo obiettivo, mantenere un atteggiamento positivo e costruttivo, anche in situazioni difficili, è sempre possibile. E se a volte può sembrare molto difficile, magari dopo un trasferimento o un grande cambiamento nella propria vita, si può sempre imparare. Federica Mele e Silvia Preda, life coach certificate con anni di esperienza all’estero, hanno fondato Hummingbird Lifestyle and Coaching (HBLC) proprio per aiutare chi si trova a vivere momenti di difficoltà, nella sfera privata o lavorativa o semplicemente chi vuole sentirsi meglio con se stesso e con gli altri. Perché, sono assolutamente convinte, non esiste limite al miglioramento e alla crescita personale.

Come nasce Hummingbird Lifestyle and Coaching?

HBLC è stato fondato da noi. Siamo due italiane, due espatriate, due donne con grande energia ed entusiasmo, due madri orgogliose e due imprenditrici con una ricca esperienza manageriale nel settore bancario ed immobiliare. Ci siamo incontrate “per caso”, qui a Dubai, due anni fa, senza sapere di essere “approdate” negli Emirati lo stesso giorno e con lo stesso sogno: mettere la nostra esperienza, empatia, capacità di adattamento ed internazionalità a disposizione degli altri, per aiutare a raggiungere con successo i propri obiettivi. L’energia, la passione e la determinazione ci hanno immediatamente portato a definire la nostra visione imprenditoriale e a creare Hummingbird Lifestyle and Coaching. Abbiamo iniziato a lavorare concretamente alla nostra idea in un caffe, che ben presto è diventato il nostro ufficio. Ci è bastato un colpo d’occhio per individuare il nostro marchio/logo perché l’hummingbird, e cioè il colibrì, simbolizza quello in cui crediamo: la gioia di vivere, con positiva leggerezza e con una visione ottimistica della realtà.

Quale formazione avete alle spalle?

Siamo entrambe Life coach e siamo certificate presso la Federation of Neuro-Linguistic Programming Coaching Professionals. Sono i nostri complementari percorsi personali, professionali e le specifiche competenze di ciascuna, a rappresentare la grande forza di HBLC. Ciascuna di noi ha infatti approfondito differenti aspetti legati alla persona e al suo benessere conseguendo le rilevanti certificazioni. Ciò che ci connota maggiormente è il nostro costante aggiornamento, il continuo focus sulla nostra crescita e miglioramento personale. Abbiamo molte cose in comune e allo stesso tempo ci completiamo sotto molti altri aspetti. Siamo solari, abbiamo entrambe una grande capacità di adattamento, siamo molto determinate e focalizzate al raggiungimento dei nostri obiettivi, abbiamo un ricco curriculum educativo e professionale, svariate esperienze internazionali e multiculturali, parliamo entrambe 5 lingue e ci contraddistingue una forte passione per il nostro lavoro.

Quali servizi propone Hummingbird?

Offriamo servizi di lifestyle e coaching individuali e di gruppo. Il “lifestyle and coaching” rappresenta quello che noi definiamo il modello a 360 gradi per il raggiungimento di un equilibrio della persona a livello mentale, fisico e di nutrizione. Gli strumenti di life coaching ci permettono di lavorare insieme ai nostri clienti in modo diretto e concreto su ciò che viene da loro presentato come una problematica. Le sessioni di life coaching possono essere “one to one” o di gruppo e della durata variabile in base alle specifiche esigenze del cliente. Le nostre consulenze sono possibili anche a distanza, prevalentemente via Skype; abbiamo, infatti, anche clienti al di fuori degli Emirati Arabi. Analogamente per i programmi di Health and Fitness e per i piani di Nutrizione, tracciamo un percorso personalizzato con un orizzonte temporale definito e lo traduciamo in un programma che, progressivamente, garantisce al cliente il raggiungimento degli obiettivi condivisi.

Per quali problematiche vi contattano in genere i vostri clienti?

I nostri clienti hanno profili, obiettivi ed esigenze differenti. E soprattutto provengono da diverse culture. Le motivazioni per cui ci contattano possono essere di vario genere, personale o professionale: “da quando sono arrivata qui a Dubai non mi sento più me stessa…”, “sono indeciso sul tipo di percorso professionale da intraprendere..”, “vorrei raggiungere un obiettivo ma non so come fare…”, “ho provato mille volte a raggiungere il mio peso forma ma non ci riesco…”, “sto vivendo una situazione di stress che mi ha fatto ingrassare”,“mi piacerebbe sentirmi più a mio agio nelle relazioni interpersonali”, “vorrei trovare più tempo da dedicare a me stesso” “come posso migliorare le mie capacità di leadership?”, “come posso sfruttare al meglio le mie qualità professionali?”, “come posso migliorare le mie capacità espositive e controllare lo stress quando parlo in pubblico?”, “non sono sicuro se accettare una nuova opportunità di lavoro”. In altri termini, quando si ha la necessità di ritrovare chiarezza, sicurezza e decisione nelle proprie scelte lavorative o di crescita personale, superare situazioni di stress o ansia, momenti di incertezza collegati al cambiamento (di città, all’interno del contesto familiare, cambiamenti personali di vario genere o lavorativi). O ancora quando si desidera raggiungere i propri obiettivi con successo, migliorare le proprie capacità di comunicazione, conoscere meglio se stessi, la propria personalità per individuare punti di forza e potenzialità nascoste, ritrovare la propria forma fisica ideale, raggiungere il proprio peso forma o anche allenarsi per un obiettivo sportivo specifico, cambiare le proprie abitudini alimentari per sentirsi meglio con se stessi, insegnare ai propri figli abitudini alimentari sane, controllare gli sbalzi di umore attraverso una corretta alimentazione.

Quali sono le richieste specifiche da parte degli expat?

Gli “espatriati” condividono con noi richieste di aiuto su diversi temi: in genere riguardo la gestione del cambiamento, la risoluzione di problemi relazionali, la gestione del proprio tempo, la definizione chiara dei propri obiettivi di carriera o di tipo personale, la nutrizione della propria famiglia e dei figli, la necessità di ridurre il proprio peso e di rimettersi in forma, il superamento delle proprie paure ed incertezze.

E da parte dalle aziende?

Altrettanto importanti sono le richieste che ci vengono avanzate dalle realtà aziendali, ad esempio per il coaching dei manager in public speaking, gestione del team, gestione del conflitto, time management, goal setting; oppure per l’organizzazione di sessioni di team coaching e team building, che nascono soprattutto dalla necessità di armonizzare differenze culturali e gestire le dinamiche di gruppo. Ancora, per le valutazioni individuali dei dipendenti e per il miglioramento della produttività, oppure per la stesura di piani di wellness dedicati ai dipendenti.

Quali sono le difficoltà maggiori per chi arriva qui?

Arrivare a Dubai può rappresentare una grande avventura per alcuni e, al contrario, un vero e proprio trauma per altri. La percezione di Dubai, come di un qualsiasi altro luogo, è soggettiva e cambia in base alle proprie aspettative e alle proprie esperienze passate. Il non sentirsi a proprio agio è abbastanza normale e comune, considerando che quando ci si trova in un posto nuovo, non noto per usi, costumi, estensione del territorio, scompaiono le proprie certezze. Ci si sente fuori dalla propria “comfort zone” e si è obbligati a trovare nuovi riferimenti.

Quali consigli vi sentite di dare?

Porsi degli obiettivi chiari, tenersi vigili su tutte le opportunità che ci sono in una città come Dubai, farsi abbracciare dalla città e da chi la vive, senza rinchiudersi nella propria casa sono sicuramente un buon inizio. Ci si trova sempre di fronte a due scelte: decidere di rimpiangere
continuamente quello che abbiamo lasciato alle spalle (anche se solo magari per un periodo limitato di tempo) oppure decidere di focalizzarci su quello di cui vogliamo beneficiare dall’esperienza di Dubai, quindi sulle nuove opportunità. Per chi ha famiglia, va ricordato che il “come” i propri figli vivono questa esperienza di vita dipende molto da come la stanno vivendo i genitori. Gli ostacoli linguistici, per chi non conosce l’inglese, possono creare molta insicurezza e di conseguenza una visione negativa della realtà. Iscriversi ad un corso di inglese è sicuramente un buona mossa iniziale per risolvere un problema di comunicazione e di integrazione. Allo stesso modo vediamo molti espatriati che arrivano qui e solo uno nella coppia, generalmente l’uomo, lavora, mentre le donne si trovano a dover reinventare la propria giornata, dopo aver lasciato alle spalle magari una situazione lavorativa stabile. Ritrovare la motivazione e la chiarezza è certamente possibile. La necessità di ridefinire la propria identità, decidere di continuare a crescere, sentirsi utili, importanti e uniche è molto comune per chi arriva qui. Solo per fare un esempio, con una serie di esercizi pratici, guidiamo la persona a concentrarsi su “cosa” desidera per poi arrivare a “come” realizzarlo. Abbiamo visto gradi risultati, perché anche a Dubai è possibile.

Quali percorsi proponete?

I nostri percorsi sono “tailor made” e partiamo sempre da un attento ascolto del nostro cliente e dei suoi obiettivi. Per i privati proponiamo sessioni di Life Coaching “one to one”, programmi di training personalizzati e specifici, e piani di nutrizione personalizzata. Dove richiesto, anche per programmi di benessere e nutrizione, ci avvaliamo delle tecniche di life coaching per potenziare la motivazione e determinazione del cliente. Per il Business coaching, la nostra ricca esperienza lavorativa a livello aziendale ed imprenditoriale, gli strumenti di life coaching, le certificazioni “Myers-Briggs” (MBTI) e “Certified Corporate Wellness Specialist®” (CCWS), ci permettono di lavorare in modo efficace all’interno di realtà aziendali (cross industry), con dirigenti, manager e team di persone oltre che con imprenditori. Offriamo inoltre regolarmente dei seminari su tematiche di interesse generale relative al life coaching, sia individuale che business, e al life style, in particolare relative alla nutrizione dell’individuo e della famiglia

Ci fate qualche esempio?

In base agli obiettivi del cliente, creiamo dei percorsi diversi. Più nel dettaglio, per il Life Coaching stabiliamo la durata e intensità delle sessioni in base alle esigenze individuali del cliente con l’obiettivo di guidarlo a raggiungere con successo il cambiamento e gli obiettivi preposti. E’ sempre sul risultato finale desiderato che strutturiamo i percorsi di “Health and Fitness”; offriamo sessioni private di personal training, sessioni di gruppo, programmi personalizzati di dimagrimento, piani di “remise en forme” per future spose, boot camp, preparazione atletica, travel workout. Per la parte di Nutrition sviluppiamo piani di nutrizione individuale, per la famiglia, programmi di educazione alimentare per chi mangia spesso fuori casa, per Business Men e Business Women, programmi antiaging, piani di nutrizione per sportivi e atleti, oltre a interessanti seminari educativi.

E per i clienti business?

Per i nostri clienti business offriamo sessioni individuali (executives, manager) e sessioni di gruppo (team coaching e team building activities), avvalendoci anche del rinomato sistema di valutazione Myers-Briggs (MBTI). Offriamo inoltre avanzati programmi di “Corporate Health and Wellness” certificati per dipendenti, manager, executives e per intere strutture aziendali. Garantiamo innanzitutto la nostra preparazione e il nostro curriculum professionale, la nostra abilità a far emergere il meglio in ciascun individuo, la nostra passione per guidare le persone al raggiungimento dei propri risultati, indipendentemente dal tipo di obiettivo, la nostra capacità di insegnare agli individui a mantenere uno “stato produttivo” (“resourceful state”) che significa comportarsi ed agire in modo efficace e proattivo per il raggiungimento di risultati, per il miglioramenti delle proprie performance e del processo decisionale.

Qual è la vostra filosofia di lifestyle e coaching?

Il termine “coaching” ha la sua radice nel mondo sportivo, dove il coach rappresenta colui che spinge l’atleta al miglioramento concreto delle sue performance. Il coach conosce il “come”, possiede gli “strumenti” e guida l’atleta a potenziare le sue capacità attraverso un cambiamento in positivo del mind-set, del carattere, della gestione delle emozioni, della tecnica, della struttura fisica, ed insegnandogli che il cibo fa la differenza. Analogamente, il life coach guida un individuo, il suo cliente, a fare leva sulle proprie qualità e potenzialità per il raggiungimento concreto degli obiettivi desiderati in un certo ambito (business, lavorativo, health&fitness, nutrizione). Crediamo nell’importanza di un approccio a 360 gradi “mind and body” per un risultato armonico e completo sullo stile di vita. Siamo convinte che la nutrizione sia tra gli stimoli più potenti, in senso positivo e negativo, per il nostro corpo e il nostro umore; per questo teniamo particolarmente all’educazione alimentare dell’individuo. Crediamo inoltre che l’esercizio fisico sia alla base della qualità della nostra vita, per questo le sessioni personalizzate di training hanno un valore importante. La nostra filosofia è di mantenere un atteggiamento positivo e costruttivo anche in situazioni difficili, di non arrendersi mai e di far leva sui propri punti di forza (e di debolezza) per raggiungere risultati a volte impensabili. Perché non c’è limite al miglioramento e alla crescita personale.

Quali sono i vostri obiettivi?

Sull’onda delle nostre ambizioni personali e professionali promuoviamo la crescita di Hummingbird Lifestyle and Coaching con molti obiettivi. Prima di tutto ci proponiamo di rappresentare un punto di contatto per la comunità degli espatriati, per la risoluzione di problematiche comunemente legate al trasferimento (integrazione, barriere culturali e linguistiche, stress ed ansia, mancanza di punti di riferimento, motivazione). Poi essere un riferimento per chi cerca chiarezza in una fase di transizione lavorativa o per chi ha la voglia e la volontà di crescere professionalmente. Ancora, interagire maggiormente con le aziende locali ed internazionali ed intervenire efficacemente attraverso progetti di consulenza ad hoc, oltre ad offrire la progettazione e l’attuazione di programmi di benessere aziendale ad alto impatto, per un cambiamento sostenibile all’insegna della salute e di una maggiore produttività. Infine, guidare individui, uomini, donne, business men, executives, gruppi, atleti, teenager, studenti a raggiungere con successo obiettivi di fitness attraverso efficaci programmi di allenamento e piani nutrizione personalizzati. Ci auguriamo di poter inoltre espandere la nostra attività a livello internazionale, obiettivo sul quale stiamo già iniziando a lavorare, e di continuare a crescere, lasciandoci stupire, perché crediamo che questa sia l’unica vera essenza di vita. Abbiamo già concretizzato gran parte dei nostri obiettivi e la lista dei nuovi traguardi è davvero motivante. Parallelamente ai servizi di coaching che offriamo, per il periodo settembre 2016- giugno 2017 abbiamo stilato un ricco programma di seminari su diversi temi di life coaching, health and fitness e nutrition.

Per maggiori informazioni

Federica Mele
Tel. +971 56 394 6048
e-mail federica@hblc.ae
Skype fmele75

Silvia Preda
Tel. +971 52 870 4258
e-mail silvia@hblc.ae
Skype preda_silvia

 

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Eid al-Fitr: la fine del Ramadan

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la fine del Ramadan
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Dubai si prepara a celebrare la fine del Ramadan. Il moon-sighting committee è stato formato e, appena verrà avvistata la luna nuova ad occhio nudo, il Ramadan terminerà. Cominciato il 27 di maggio, il mese di digiuno si concluderà presumibilmente il 25 di giugno, giorno che dà inizio a Shawwal, il decimo mese del calendario lunare islamico. Il Governo emiratino ha annunciato che, per il settore privato, sarà vacanza fino a lunedì 26 o martedì 27 giugno, a seconda di quando verrà effettivamente avvistato il primo spicchio di luna.

In questo periodo, Dubai improvvisamente si rianima con la grande festa dell’Eid al-Fitr, una delle principali celebrazioni per i musulmani. Letteralmente “festa dell’interruzione”, in questi giorni si ringrazia Dio per avere dato la forza di portare a termine il digiuno.

I festeggiamenti per l’Eid al-Fitr cominciano con una preghiera mattutina di gruppo, prima dell’alba. Durante la giornata vengono invece organizzati banchetti ricchi di dolciumi con amici e familiari, ci si scambiano doni e si fanno offerte ai più bisognosi. Donare e condividere sono due valori fondamentali durante e dopo il Ramadan, e rappresentano uno dei cinque pilastri dell’Islam (in arabo “Zakat”). La tradizione vuole anche che si indossino vestiti nuovi e si addobbi la casa con decorazioni e luci (le tipiche lanterne che si trovano in vendita anche al Souk): il senso di questi giorni è infatti quello di celebrare il proprio spirito rinnovato, dopo l’impegno, la fede e la forza di volontà impiegata durante tutto il mese di astinenza.

A Dubai vengono organizzati ogni anno diversi eventi in giro per la città, soprattutto per le famiglie e i bambini. Vi consigliamo di non perdere gli spettacoli con i fuochi artificiali che illuminano il cielo ogni sera in diverse zone di Dubai (caldo permettendo, un ottimo punto per vederli tutti è la spiaggia) e gli spettacoli teatrali che vengono messi in scena in questi giorni. Qui potete trovare l’elenco dei principali appuntamenti per l’Eid. Tenete presente che gli uffici pubblici e alcuni negozi, soprattutto nella città vecchia, saranno chiusi.

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I migliori pizzaioli d’Italia si incontrano a Dubai

Amate la pizza? I migliori pizzaioli d’Italia stanno arrivando a Dubai. Dall’8 al 10 novembre PizzaUp, l’annuale simposio tecnico sulla pizza italiana organizzato da Università della Pizza, si terrà per la prima volta all’estero, qui a Dubai appunto. 

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I migliori pizzaioli d'Italia si incontrano a Dubai
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* nella foto l’Ambasciatore italiano negli Emirati Arabi, Liborio Stelino, durante la presentazione alla stampa dell’Italian Cuisine World Summit 2016.

Amate la pizza? I migliori pizzaioli d’Italia stanno arrivando a Dubai. Dal’8 al 10 novembre PizzaUp, l’annuale simposio tecnico sulla pizza italiana organizzato da Università della Pizza, si terrà per la prima volta all’estero, qui a Dubai appunto.

Organizzato nell’ambito dell’Italian Cuisine World Summit 2016, PizzaUp prevede tre giorni di lavoro dedicati interamente alla pizza, con sessioni tecniche che vedranno all’opera alcuni dei migliori pizzaioli del mondo, in un dibattito con chef stellati sul futuro della pizza e delle tecniche per migliorare sempre di più un prodotto tradizionale Made in Italy. Tra gli altri, parteciperanno Renato Bosco, Corrado Scaglione, Giovanni Marchetto, Gennaro Nasti, Beniamino Bilali, Massimo Giovannini, Lello Ravagnan, Antonio Pappalardo, Tony Nicolini, Franco Pepe, Simone Padoan, Giulia Miatto, Fortunato Ostacolo e Luigi Acciaio.

Oltre al simposio, per i non addetti ai lavori sono in programma due appuntamenti speciali: allo Specialty Food Festival (Dubai World Trade Center), mercoledì 9 novembre si tengono i Cookings shows, dimostrazioni dal vivo di pizze dal taglio gourmet; mentre il 10 è in programma Master pizza chefs: le migliori pizzerie di Dubai ospitano un pizzaiolo italiano di PizzaUp per servire pizze cucinate a 4 mani.

Qui è disponibile il programma di PizzaUp.

Italian Cuisine World Summit 2016

Si apre il 7 novembre, fino al 17, l’ottava edizione dell’Italian Cuisine World Summit. Ancora una volta l’evento riunisce qui a Dubai i migliori chef stellati del mondo, esperti di cucina e produttori italiani di cibo e vino, con un unico obiettivo: celebrare e promuovere l’autentica cucina italiana, i suoi ingredienti e le sue tradizioni.

Che cosa prevede il programma? La principale missione del Summit è quella di portare i migliori chef stellati italiani nei migliori ristoranti di Dubai (qui trovate l’elenco), premiando le attività che danno la priorità all’autenticità e alla qualità della cucina italiana.

Molte le manifestazioni culinarie che girano intorno all’evento. Tra le altre, Specialty Food Festival (7-9 novembre World Trade Centre) che vede oltre 100 stand che espongono prodotti italiani; la cena di gala “United Nations by Italian Cuisine” (il 12 novembre) che mette insieme per una sera 180 chef al Jw Marriot Marquise; l’Italian Street Food Festival, che ospita 20 food track nell’anfiteatro del Westin per far assaggiare al pubblico l’essenza della cucina italiana; Italian Summit Golfing Day (10 novembre al Jumeirah Golf Estates), torneo di golf con 5 stazioni gastronomiche in corrispondenza delle buche, dove gustare i piatti degli chef stellati. Ancora, le masterclass (7-9 novembre al World Trade Centre), dimostrazioni di cucina dal vivo, concorsi gastronomici (2nd Gelato Chef’s Cup, 8th Risotto World Contest, 7th Pasta Premier League, 4th Italian Espresso World Summit).

Il vertice, come ha sottolineato l’Ambasciatore italiano negli Emirati Arabi, Liborio Stellino,  sarà anche un’anteprima mondiale della prima edizione di Italian Cuisine Week, iniziativa senza precedenti che si terrà dal 21 al 27 novembre in tutto il mondo e che avrà il patrocinio del Governo italiano.

L’Italian Cuisine World Summit, promosso da Itchefs-Gvci (network con oltre 2500 chef, ristoratori e professionisti del settore), ha il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi e del Consolato Generale d’Italia a Dubai, ed è organizzato in collaborazione con l’Italian Trade Agency – UAE office.

Qui trovate il programma completa della manifestazione.

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Lasciare Dubai: i consigli di Morgan Carver Richards

Arrivare a Dubai non è semplice: bisogna adattarsi ad una dimensione di città completamente nuova, ad una cultura e ad abitudini differenti. E andare via, invece? Tornare nel proprio Paese d’origine? Dopo qualche anno di vita da expat negli Emirati, e anche dopo i tanti vizi ai quali ci si abitua vivendo qui, partire può essere ancora più complicato.

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Lasciare Dubai: i consigli di Morgan Carver Richards
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Arrivare a Dubai non è semplice: bisogna adattarsi ad una dimensione di città completamente nuova, ad una cultura e ad abitudini differenti. E andare via, invece? Tornare nel proprio Paese d’origine? Dopo qualche anno di vita da expat negli Emirati, e anche dopo i tanti vizi ai quali ci si abitua vivendo qui, partire può essere ancora più complicato.

Morgan Carver Richards, ex assistente di volo e mamma di tre bimbe, ha vissuto a Dubai per 4 anni, ma proprio nei mesi scorsi, per seguire un’opportunità di lavoro del marito, ha dovuto impacchettare tutto e ritornare negli Stati Uniti, dove è nata e cresciuta.

Per sdrammatizzare il suo ritorno (a Filadelfia) ha cominciato a girare dei piccoli video che, in poco tempo, sono diventati “virali”. Con risate e lacrime, malinconia e ironia, “Repatriation – questo il titolo della serie – ci racconta del suo ritorno alla vita americana e, a parte gli aspetti più futili (“…mi devo tagliare l’erba del giardino da sola?”, “…non fate delivery?”, “…dov’è la mia maid?”) ci parla della difficoltà nel riallacciare nuove relazioni, che siano autentiche. Sí, perché un pregio innegabile di Dubai, fatta perlopiù di expat, è la facilità di crearsi nuove amicizie, vere, solide che in qualche modo sostituiscono i familiari che si lasciano nelle proprie città.

Abbiamo intervistato Morgan Carver Richards, che ci dà anche qualche consiglio e ci ricorda che ridere, nei momenti difficili, fa sempre bene.

Molti expat, in questo ultimo periodo, stanno lasciando Dubai per tornare nei propri Paesi d’origine. E’ stato difficile per lei tornare negli Stati Uniti?

Sì, devo dire che per me è stato molto duro tornare nel mio Paese. Anche se sono cresciuta qui negli Stati Uniti, ho sempre avuto la passione per i viaggi. Quando mi sono spostata a Dubai, mi sono sentita subito a casa. Per me non è stato semplicemente lasciare una città, ma è significato lasciare una comunità, gli amici e tutte le persone che per me erano diventate la mia famiglia.

Che cosa le manca di più e che cosa le manca meno di Dubai?

Mi manca soprattutto la mia vita quotidiana, i piccoli particolari di tutti i giorni. Avevo una solida rete di amici e mi mancano le cose più semplici, come camminare da Spinneys e incontrare almeno dieci persone che conoscevo. Le interazioni, i rapporti umani con gli altri a Dubai sono davvero molto completi e appaganti, le conversazioni sono sempre molto reali, personali. Che cosa mi manca di meno? Beh, senza dubbio l’umidità dei mesi estivi!

Quali sono state le maggiori difficoltà che ha incontrato quando è arrivata a Dubai e quali, invece, quando è tornata negli Stati Uniti?

Le più grandi difficoltà quando sono arrivata a Dubai sono state di ordine pratico, come adattarsi alla città, avviare la casa, imparare a muoversi per le strade. Qui negli Stati Uniti, invece, le difficoltà maggiori sono dovute all’isolamento, alla difficoltà di crearsi relazioni significative.

E’ difficile mantenere i contati con gli amici di Dubai?

Direi di no, mantenere i contatti è piuttosto semplice. Parlo con due mie amiche praticamente ogni giorno e mi hanno aiutata davvero moltissimo durante il trasferimento. WhatsApp è meraviglioso per questo! E un’amica mi è venuta a trovare il mese scorso, è stato fantastico.

E’ difficile, invece, sentirsi a proprio agio con i suoi vecchi amici, dopo aver vissuto per anni a Dubai?

In realtà mi sono trasferita in una nuova città, Filadelfia, che non è la città dove sono cresciuta io. Quindi non vedo più nessuno degli amici che avevo prima di partire per Dubai. Ho perso i contatti con la maggior parte di loro e proprio per questo sto cercando di farmi nuove amicizie, per riempire il vuoto che in effetti provo in questo momento.

Quale consiglio si sente di dare a chi deve lasciare Dubai?

Di pensare davvero a come sarà diversa la propria quotidianità. E valutare a fondo se valga la pena spostarsi…altrimenti è meglio rimandare e fermarsi a Dubai ancora un po’.

Lei è diventata molto famosa sul Web, addirittura virale, con i suoi video “Repatriation”. Quali sono i suoi progetti, ora?

Sto scrivendo un libro su questa esperienza, dal quale in realtà è nata l’ispirazione dei video. Mi sto anche cimentando nella commedia, una mia vecchia passione: mi è sempre piaciuto sentire gli altri ridere e amo essere io stessa il motivo delle risate. In questo momento, poi, sono anche una studentessa a tempo pieno di antropologia.

I video di Morgan Richards Carter

Repatriation: part 1
Repatriation: part 2
Repatriation: part 3
Repatriation: part 4
Repatriation: part 5

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