Connect with us

Lifestyle

Storia e tradizione: come è cambiata la famiglia emiratina

La società degli Emirati Arabi è composta da un mix di differenti elementi ed è varia come quella delle maggiori città del mondo. Ma il rispetto delle vecchie famiglie e la struttura delle famiglie tribali non si sono perse, nonostante il nuovo drammatico tornado economico e i cambiamenti del tradizionale stile di vita.

Published

on

Storia e tradizione: come è cambiata la famiglia emiratina
Tempo di lettura stimato: 4 minuti

*Questo articolo è stato gentilmente concesso da Sail Magazine e tradotto in italiano

La società degli Emirati Arabi è composta da un mix di differenti elementi ed è varia come quella delle maggiori città del mondo. Ma il rispetto delle vecchie famiglie e la struttura delle famiglie tribali non si sono perse, nonostante il nuovo drammatico tornado economico e i cambiamenti del tradizionale stile di vita. Molte famiglie continuano a seguire uno stile di vita tradizionale, pur avendo accesso ad abitazioni moderne, assistenza sanitaria e istruzione.

Le tradizioni locali, come ad esempio il saluto che si fa accostando il naso (1), sono ancora mantenute e praticate. Gli abiti indossati dalla maggior parte del locals sono quelli tradizionali, anche se ora hanno tessuti o disegni moderni. Tuttavia, i cambiamenti che ha vissuto il paese hanno avuto un impatto su alcune abitudini sociali, in tanti piccoli modi. Ad esempio, la famiglia emiratina era un tempi un’unità unica, composta da molte generazioni che vivevano tutte insieme. Nel corso degli anni, invece, la singola famiglia, quella composta da genitori e figli,  ha deciso di vivere separatamente, con l’aiuto di personale domestico per fare le faccende di casa. Tuttavia, anche se separati, spesso scelgono abitazioni vicine a quelle dei genitori e dei parenti più anziani, in zone della città appropriate alla propria condizione economica. In genere, le famiglie emiratine preferiscono vivere nei quartieri meno abitati dagli expat (Al Sayyar, 1990: 80).

In media, un famiglia emiratina ha dai 6 agli 8 figli e il governo incoraggia ad avere famiglie numerose. Tuttavia, nel corso degli anni, le coppie decidono sempre più spesso di avere meno figli (Al Sayyar, 1990: 82). I genitori desiderano offrire ai bimbi un’educazione e una sanità migliore e per questo si fermano a 3-4 figli invece di averne 6-8. Avere tanti bambini è infatti oggi molto costoso e richiede un grande sforzo da parte dei genitori; garantisce ai bimbi solamente i bisogni di base e limita la possibilità di spostarsi, poiché muoversi o viaggiare diventa complicato e costoso.

Rugh analizza i cambiamenti avvenuti con la scoperta del petrolio e la rivoluzione economica e sociale che questo ha comportato. Una nota famiglia di Al Ain aveva tre generazioni che vivevano insieme sotto lo stesso tetto. I cambiamenti sociali avvenuti negli anni sono ben esemplificati dalle donne di questa famiglia. La più anziana è la nonna, magra e attiva, che ha continuato la sua vita tradizionale allevando capre nel compund in cui viveva. La famiglia è cresciuta con il burro fresco che l’anziana signora faceva ogni giorno mungendo le sue capre. L’esercizio ha reso questa nonna fortissima, anche in età avanzata. La donna ricorda sempre i lunghi viaggi sul dorso del cammello per raggiungere, ogni anno, la costa e il mare. Lo stesso viaggio, che la famiglia continua a fare, dura ora poco più di un’ora con l’automobile.

La figlia di questa signora ha avuto a disposizioni molti collaboratori domestici che hanno svolto ogni genere di faccende, e ha vissuto in grandi palazzi. Proprio per questo soffre di obesità e altri problemi di salute, come diabete e patologie cardiache, ad appena 40 anni. Le sue figlie, adolescenti e ventenni, parlano diverse lingue fluentemente. I loro interessi, come quelli di molte ragazze in tutto il mondo, , includono diete e moda.

E’ interessante notare come le diverse generazioni nella stessa famiglia rappresentino la tipizzazione del cambiamento del paese; la nonna non è alfabetizzata, la madre è in grado di leggere i testi religiosi e le figlie studiano all’università. Si tratta di uno spaccato sociale molto comune nelle case emiratine: si nota l’enorme divario tra le generazioni e come le famiglie siano drasticamente cambiate.

Riflettendo sulla mia famiglia, ho avuto il privilegio di studiare all’estero, e ho conseguito i miei master in Nuova Zelanda e il mio dottorato in Uk. Crescendo, mi sembra quasi impossibile che la mia famiglia mi abbia permesso di viaggiare da sola per proseguire la mia formazione. Il sostegno del Governo e le borse di studio per la formazione delle donne sono state la ragione principale per cui ho avuto questa opportunità. Ora, le donne negli Emirati Arabi hanno tutti gli strumenti per realizzarsi, seguire i propri sogni e fare quello più desiderano nella vita. Un grande esempio sono state le 4 delegazioni femminili che hanno partecipato alle Olimpiadi di Rio.

Quanto ho raccontato è solo un assaggio di come le famiglie emiratine siano cambiate e continuino a cambiare. Penso ci sia un urgente bisogno di avere più studi su questo argomento. Gli attuali cambiamenti della nostra società moderna rappresentano una grande e veloce transizione dalla rigida immagine tradizionale, che è durata per secoli, ad una nuova immagine moderna e sofisticata.

Riferimenti bibliografici
AL SAYYAR, A. 1990. ‘Family and social change in UAE’. Studies in UAE society Sharjah: UAE Sociologist Association.
RUGH, A. B. 2007. The Political Culture of Leadership in the United Arab Emirates New York, Palgrave Macmillan.
(1) Il bacio con il naso o meglio lo sfregamento del naso, è il tipo di saluto diffuso tra la gente di questa regione.

Responsible del Museological and Visitor Research del Sharjah Museums Department, è assistente e coordinatrice all'Art History and Museum Studies Program dell’Università di Sharjah. I suoi campi di interesse si concentrano principalmente sui cambiamenti della società emiratina e sui drastici mutamenti che ha dovuto affrontare negli ultimi anni. I suoi hobby? Girare per musei, la storia islamica e l’arte.

Click to comment

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Lifestyle

Pillole di Emirati: Eid mobarak

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, in ricordo del sacrificio di Abramo.

Published

on

Pillole di Emirati: Eid mobarak
Tempo di lettura stimato: < 1 minuto

Il termine “Islam” significa sottomissione a Dio. La più grande prova di sottomissione è stata quella di Abramo, pronto a sacrificare il figlio per volere di Dio. Dio salvò poi Abramo, sostituendolo con un agnello pochi istanti prima del sacrificio.

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, proprio in ricordo del sacrificio di Abramo.

Per i musulmani è la festa più importante, l’essenza della fede, l’essenza dell’Islam: il musulmano è il sottomesso al volere di Allah.

Curiosità: nella Bibbia Abramo sacrifica il figlio Isacco, nel Corano invece è il figlio Ismaele ad essere sacrificato. Gli arabi venivano anche chiamati ismaeliti e il profeta Maometto discendeva dalla dinastia di Ismaele.

“Eid Mobarak” è una delle frasi che si possono utilizzare per inviare auguri ad amici, parenti o colleghi di fede islamica.

Eid mobarak!

Continue Reading

Lifestyle

Si festeggia l’Eid Al Adha

Published

on

Si festeggia l'Eid Al Adha
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Dubai si prepara a festeggiare una delle ricorrenze religiose più importanti dell’Islam: l’Eid Al-Adha o Grande Eid. Il decimo giorno di Dhu al-Hijjah, il dodicesimo mese del calendario islamico, che quest’anno dovrebbe cadere, luna permettendo, il 31 di luglio, si ricorda infatti la devozione e l’ubbidienza di Abramo a Dio, nel momento in cui fece il gesto di sacrificare il figlio (per la religione musulmana Ismaele e non Isacco).

L’Eid è quindi la celebrazione che, più di tutte, simboleggia la fede. Eid Al Adha conclude anche il periodo dei pellegrinaggi alla Mecca (Hajj), che questo anno non si è potuto svolgere a causa del Covid-19. E’ preceduto da quello che si chiama Arafat Day, secondo giorno di pellegrinaggio nel quale i fedeli viaggiano attraverso la valle di Arafat, si fermano all’aperto per pregare Allah e meditare sul monte in cui Maometto pronunciò il suo ultimo sermone e ricevette la rivelazione per scrivere il passaggio conclusivo del Corano.

I giorni di vacanza dovrebbero dunque essere quattro, da giovedì 30 luglio a domenica 2 agosto.

Nei giorni dell’Eid, vengono abitualmente organizzati banchetti, si fanno regali ai bambini, si indossano gli abiti migliori, si ricevono gli amici, si prega insieme e si offrono cibo e denaro ai più bisognosi. Oltre a macellare un animale che ricorda come Dio, quando Abramo aveva già il braccio sollevato per sacrificare il figlio, sostituì Ismaele con un montone. “Non è la carne né il sangue che raggiunge Allah, è la tua pietà che lo raggiunge”, recita il Corano: il sangue e il sacrificio, nella religione islamica, non hanno il significato di lavare dai peccati, ma di devozione, ubbidienza e dimostrazione di fede.

A Dubai si vivono momenti nei quali ci si sente proiettai nel futuro e altri in cui sembra di essere tornati indietro nel tempo. E’ una caratteristica tipica di questa città, che si accentua senza dubbio durante le ricorrenze religiose. Non c’è da stupirsi, quindi, se l’usanza di sacrificare gli animali durante l’Eid sia ancora radicata in tutti gli Emirati. Secondo la tradizione, l’animale macellato si divide in tre parti, una per la famiglia stretta, una per i parenti e l’ultima si dona ai più poveri.

In giro per la città, in genere vengono organizzati tantissimi eventi: musica, intrattenimento per i bambini, spettacoli, quest’anno ovviamente limitati. Tutti gli eventi per l’Eid Al Adha sono disponibili sul sito del Dubai’s Department of Tourism and Commerce Marketing, Visit Dubai.

Continue Reading

Lifestyle

Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

Published

on

Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
Tempo di lettura stimato: < 1 minuto

Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

Continue Reading

WAM.AE News

Trending

Copyright © 2014-2020 Dubaitaly