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La Banca del Cibo per limitare gli sprechi

Il 35% dei rifiuti prodotti a Dubai sono organici. Che cosa significa? Che lo spreco di cibo in città, come in tutti gli Emirati, è altissimo. Per avere un termine di paragone, basti citare i Paesi Scandinavi dove la quantità dei rifiuti organici è solamente il 5% sul totale della spazzatura. Il Governo emiratino ha quantificato in 12 miliardi di dihram il cibo che finisce ogni anno nella pattumiera.

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La Banca del Cibo per limitare gli sprechi
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Il 35% dei rifiuti prodotti a Dubai sono organici. Che cosa significa? Che lo spreco di cibo in città, come in tutti gli Emirati, è altissimo. Per avere un termine di paragone, basti citare i Paesi Scandinavi dove la quantità dei rifiuti organici è solamente il 5% sul totale della spazzatura. Il Governo emiratino ha quantificato in 13 miliardi di dirham il cibo che finisce ogni anno nella pattumiera.

Proprio per questo, per limitare gli sprechi, il Governo ha istituito la Uae Food Bank, la Banca del Cibo. L’iniziativa rientra nelle attività del “2017, Giving year”, il tema scelto dalla Sceicco per quest’anno appena cominciato (lo scorso anno il tema era stato invece la lettura).

Lo spreco d cibo è un problema presente tutti i paesi sviluppati, ma a Dubai, con l’enorme quantità di ristoranti, hotel, feste e matrimoni, è decisamente più evidente e sotto i nostri occhi ogni giorno. La Food Bank, costituita come associazione no profit, collaborerà con le istituzioni locali ed internazionali per salvare gli alimenti che possono essere ancora consumati, conservarli in maniera appropriata, confezionarli e distribuirli. Gli altri attori coinvolti saranno gli hotel, i ristoranti, i supermercati, ma anche le aziende agricole. Grazie al supporto di una rete di volontari, poi, gli alimenti verranno impacchettati e consegnati, sia negli Emirati che in altri paesi del mondo.

Ricordiamo che, secondo gli ultimi dati del Programma Alimentare Mondiale ( WFP), ci sono 795 milioni di persone che oggi, nel mondo, soffrono la fame. Oltre all’aspetto umanitario, il progetto ha un secondo l’obiettivo: azzerare, o quantomeno limitare, il quantitativo di immondizia organica che, come abbiamo detto, pone gli Emirati ai primi posti nel mondo.

La sede principale della Food Bank sarà il mercato ortofrutticolo di Dubai, mentre altri 15 punti apriranno negli Emirati e in altri paesi. Al momento hanno già aderito all’iniziativa 85 tra catene di hotel e ristoranti, oltre a 100 supermercati (tra gli altri Majid Al Futtaim Group, Carrefour, Choithrams, Dubai Trade Centre, Jumeirah Hospitality). “Ci auguriamo che la Food Bank – ha sottolineato Sheikha Hind bint Juma Al Maktoum, presidentessa della Banca – diventi la più grande iniziativa di aiuti alimentari nel mondo musulmano”. Nella prima fase del progetto, l’obiettivo è di distribuire 30.000 pasti.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: Eid mobarak

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, in ricordo del sacrificio di Abramo.

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Il termine “Islam” significa sottomissione a Dio. La più grande prova di sottomissione è stata quella di Abramo, pronto a sacrificare il figlio per volere di Dio. Dio salvò poi Abramo, sostituendolo con un agnello pochi istanti prima del sacrificio.

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, proprio in ricordo del sacrificio di Abramo.

Per i musulmani è la festa più importante, l’essenza della fede, l’essenza dell’Islam: il musulmano è il sottomesso al volere di Allah.

Curiosità: nella Bibbia Abramo sacrifica il figlio Isacco, nel Corano invece è il figlio Ismaele ad essere sacrificato. Gli arabi venivano anche chiamati ismaeliti e il profeta Maometto discendeva dalla dinastia di Ismaele.

“Eid Mobarak” è una delle frasi che si possono utilizzare per inviare auguri ad amici, parenti o colleghi di fede islamica.

Eid mobarak!

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Si festeggia l’Eid Al Adha

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Dubai si prepara a festeggiare una delle ricorrenze religiose più importanti dell’Islam: l’Eid Al-Adha o Grande Eid. Il decimo giorno di Dhu al-Hijjah, il dodicesimo mese del calendario islamico, che quest’anno dovrebbe cadere, luna permettendo, il 31 di luglio, si ricorda infatti la devozione e l’ubbidienza di Abramo a Dio, nel momento in cui fece il gesto di sacrificare il figlio (per la religione musulmana Ismaele e non Isacco).

L’Eid è quindi la celebrazione che, più di tutte, simboleggia la fede. Eid Al Adha conclude anche il periodo dei pellegrinaggi alla Mecca (Hajj), che questo anno non si è potuto svolgere a causa del Covid-19. E’ preceduto da quello che si chiama Arafat Day, secondo giorno di pellegrinaggio nel quale i fedeli viaggiano attraverso la valle di Arafat, si fermano all’aperto per pregare Allah e meditare sul monte in cui Maometto pronunciò il suo ultimo sermone e ricevette la rivelazione per scrivere il passaggio conclusivo del Corano.

I giorni di vacanza dovrebbero dunque essere quattro, da giovedì 30 luglio a domenica 2 agosto.

Nei giorni dell’Eid, vengono abitualmente organizzati banchetti, si fanno regali ai bambini, si indossano gli abiti migliori, si ricevono gli amici, si prega insieme e si offrono cibo e denaro ai più bisognosi. Oltre a macellare un animale che ricorda come Dio, quando Abramo aveva già il braccio sollevato per sacrificare il figlio, sostituì Ismaele con un montone. “Non è la carne né il sangue che raggiunge Allah, è la tua pietà che lo raggiunge”, recita il Corano: il sangue e il sacrificio, nella religione islamica, non hanno il significato di lavare dai peccati, ma di devozione, ubbidienza e dimostrazione di fede.

A Dubai si vivono momenti nei quali ci si sente proiettai nel futuro e altri in cui sembra di essere tornati indietro nel tempo. E’ una caratteristica tipica di questa città, che si accentua senza dubbio durante le ricorrenze religiose. Non c’è da stupirsi, quindi, se l’usanza di sacrificare gli animali durante l’Eid sia ancora radicata in tutti gli Emirati. Secondo la tradizione, l’animale macellato si divide in tre parti, una per la famiglia stretta, una per i parenti e l’ultima si dona ai più poveri.

In giro per la città, in genere vengono organizzati tantissimi eventi: musica, intrattenimento per i bambini, spettacoli, quest’anno ovviamente limitati. Tutti gli eventi per l’Eid Al Adha sono disponibili sul sito del Dubai’s Department of Tourism and Commerce Marketing, Visit Dubai.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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