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Smart Rental Service: il car sharing è arrivato anche a Dubai

Avete già visto in giro per Dubai auto verdi e bianche con il logo “Udrive”? Vi siete chiesti che cosa siano? Da pochi giorni è attivo un nuovo servizio, presente da tempo nelle nostre città europee: Smart Rental Service, ovvero un servizio di car sharing promosso dalla Roads & Transport Authority (RTA). 

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Smart Rental Service: il car sharing è arrivato anche a Dubai
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Avete già visto in giro per Dubai auto verdi e bianche con il logo “Udrive”? Vi siete chiesti che cosa siano? Da pochi giorni è attivo un nuovo servizio, presente da tempo nelle nostre città europee: Smart Rental Service, ovvero un servizio di car sharing promosso dalla Roads & Transport Authority (RTA).

L’obiettivo principale è quello di incentivare le persone ad utilizzare i mezzi pubblici – diminuendo così traffico e inquinamento – dando la possibilità ai passeggeri di tram, metro o bus di arrivare più facilmente alle loro destinazioni finali.

Come funziona il servizio? La RTA si appoggia a due compagnie esterne (Udrive ed Ekar) dalle quali ha affittato per ora 200 veicoli. La procedura è semplice: occorre prima di tutto registrarsi nel sistema, sul sito www.udrive.aewww.ekar.ae oppure attraverso l’App Udrive o Ekar. Qui dovrete inserire la vostra ID Card o il passaporto se siete turisti, la patente di guida e la carta di credito, oltre ad una foto (basta un selfie). Vi verrà quindi inviata una mail con un PIN.

A questo punto potete cominciare: basta prenotare l’auto attraverso le App o i siti web sopra elencati, scegliendo la location a voi più vicina da una mappa interattiva. E le chiavi? Non servono: la portiera  si apre cliccando su un’icona dell’App e l’auto si avvia inserendo il proprio PIN nell’apposito dispositivo montato sul veicolo, che sblocca una chiave.

Potete quindi utilizzare l’auto, per un massimo di 6 ore, e poi lasciarla parcheggiata dove vi è più comodo: in tutti i parcheggi gratuiti della città e in quelli RTA, esclusi però Media City, Internet City, Knowledge Village, Tecom, Deira e all’interno dei centri commerciali. Per richiudere l’auto basta inserire di nuovo le chiavi nel dispositivo e cliccare sull’icona dell’App per bloccare le portiere.

Per ora le postazioni sempre disponibili dove ritirare l’auto sono 45, tra cui 5 stazioni della metro (Rashidiya, Burjuman, Ibn Battuta, Union, Business Bay). Il prezzo per il servizio? 24 o 30 aed all’ora, a seconda dell’automobile scelta.

Consolidata questa prima fase del progetto, che verificherà se il car sharing possa effettivamente funzionare in una città come Dubai, l’idea è quella di implementare i veicoli disponibili, inserendo anche auto elettriche o altri mezzi di trasporto ecologici.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: Eid mobarak

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, in ricordo del sacrificio di Abramo.

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Pillole di Emirati: Eid mobarak
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Il termine “Islam” significa sottomissione a Dio. La più grande prova di sottomissione è stata quella di Abramo, pronto a sacrificare il figlio per volere di Dio. Dio salvò poi Abramo, sostituendolo con un agnello pochi istanti prima del sacrificio.

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, proprio in ricordo del sacrificio di Abramo.

Per i musulmani è la festa più importante, l’essenza della fede, l’essenza dell’Islam: il musulmano è il sottomesso al volere di Allah.

Curiosità: nella Bibbia Abramo sacrifica il figlio Isacco, nel Corano invece è il figlio Ismaele ad essere sacrificato. Gli arabi venivano anche chiamati ismaeliti e il profeta Maometto discendeva dalla dinastia di Ismaele.

“Eid Mobarak” è una delle frasi che si possono utilizzare per inviare auguri ad amici, parenti o colleghi di fede islamica.

Eid mobarak!

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Si festeggia l’Eid Al Adha

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Si festeggia l'Eid Al Adha
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Dubai si prepara a festeggiare una delle ricorrenze religiose più importanti dell’Islam: l’Eid Al-Adha o Grande Eid. Il decimo giorno di Dhu al-Hijjah, il dodicesimo mese del calendario islamico, che quest’anno dovrebbe cadere, luna permettendo, il 31 di luglio, si ricorda infatti la devozione e l’ubbidienza di Abramo a Dio, nel momento in cui fece il gesto di sacrificare il figlio (per la religione musulmana Ismaele e non Isacco).

L’Eid è quindi la celebrazione che, più di tutte, simboleggia la fede. Eid Al Adha conclude anche il periodo dei pellegrinaggi alla Mecca (Hajj), che questo anno non si è potuto svolgere a causa del Covid-19. E’ preceduto da quello che si chiama Arafat Day, secondo giorno di pellegrinaggio nel quale i fedeli viaggiano attraverso la valle di Arafat, si fermano all’aperto per pregare Allah e meditare sul monte in cui Maometto pronunciò il suo ultimo sermone e ricevette la rivelazione per scrivere il passaggio conclusivo del Corano.

I giorni di vacanza dovrebbero dunque essere quattro, da giovedì 30 luglio a domenica 2 agosto.

Nei giorni dell’Eid, vengono abitualmente organizzati banchetti, si fanno regali ai bambini, si indossano gli abiti migliori, si ricevono gli amici, si prega insieme e si offrono cibo e denaro ai più bisognosi. Oltre a macellare un animale che ricorda come Dio, quando Abramo aveva già il braccio sollevato per sacrificare il figlio, sostituì Ismaele con un montone. “Non è la carne né il sangue che raggiunge Allah, è la tua pietà che lo raggiunge”, recita il Corano: il sangue e il sacrificio, nella religione islamica, non hanno il significato di lavare dai peccati, ma di devozione, ubbidienza e dimostrazione di fede.

A Dubai si vivono momenti nei quali ci si sente proiettai nel futuro e altri in cui sembra di essere tornati indietro nel tempo. E’ una caratteristica tipica di questa città, che si accentua senza dubbio durante le ricorrenze religiose. Non c’è da stupirsi, quindi, se l’usanza di sacrificare gli animali durante l’Eid sia ancora radicata in tutti gli Emirati. Secondo la tradizione, l’animale macellato si divide in tre parti, una per la famiglia stretta, una per i parenti e l’ultima si dona ai più poveri.

In giro per la città, in genere vengono organizzati tantissimi eventi: musica, intrattenimento per i bambini, spettacoli, quest’anno ovviamente limitati. Tutti gli eventi per l’Eid Al Adha sono disponibili sul sito del Dubai’s Department of Tourism and Commerce Marketing, Visit Dubai.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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