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In arrivo il Permanent Visa…ma solo per i geni

Della possibilità di ottenere un Permanent Visa, ovvero la residenza permanente negli Emirati Arabi, se ne sente parlare periodicamente. Secondo la legge attuale, però, nessun lavoratore straniero può ottenerla.

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In arrivo il Permanent Visa...ma solo per i geni
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Della possibilità di ottenere un Permanent Visa, ovvero la residenza permanente negli Emirati Arabi, se ne sente parlare periodicamente. Secondo la legge attuale, però, nessun lavoratore straniero può ottenerla.

Nei giorni scorsi è stata invece preannunciata una novità: l’introduzione di un nuovo sistema per rilasciare un Permanent Residence Visa, ma solo ai talenti e ai professionisti altamente qualificati. Che cosa significa? Che chi, dopo la valutazione di un’apposita commissione, venga ritenuto realmente un “talento” in un determinato campo, potrà vivere e lavorare per tutta la vita negli Emirati.

“Gli Emirati sono la terra delle opportunità – ha scritto lo Sceicco di Dubai su Twitter commentando la novità – e attrarre talenti sarà un valore aggiunto per la nostra economia e per il nostro sviluppo futuro”. Secondo Khalid Al Ameri, editorialista emiratino, questa misura contribuirà a costruire un Paese sempre più all’avanguardia, sia dal punto di vista dello sviluppo economico che da quello sociale. Tra i diversi Paesi del mondo, gli Stati Uniti hanno per primi introdotto un visto simile, pensato per le persone con “abilità straordinarie” nel campo della scienza, dell’istruzione e del business.

Per ora non si conoscono ancora i dettagli di questo nuovo visto e un comitato ad hoc sta lavorando per individuare i settori chiave nei quali “i geni” di tutto il mondo (compresi, pare, imprenditori, pionieri e intellettuali) potranno candidarsi. Lo Sceicco ha preannunciato, sempre attraverso Twitter, che in una prima fase verrà data precedenza al settore del turismo, della sanità e dell’educazione, mentre in un secondo momento alla ricerca scientifica, alla tecnologia e alla cultura.

In attesa di saperne di più e, soprattutto, di capire i criteri di selezione, lo Sceicco Al Maktoum, in occasione del World Government Summit, ha dato un’altra notizia shock, per la quale davvero serviranno i talenti di tutto il mondo: la costruzione di una città su Marte, da studiare e realizzare nei nei prossimi 100 anni (il progetto si chiama “Mars 2117”).

“Non ci sono limiti alla fantasia e alle aspirazioni degli esseri umani – ha scritto lo Sceicco su Twitter -. Il nuovo progetto è un seme che piantiamo oggi e ci aspettiamo che le generazioni future ne raccoglieranno i frutti, spinti dalla passione per svelare una nuova conoscenza. Lo sbarco di persone su altri pianeti è un sogno di lunga data per gli esseri umani. Il nostro obiettivo è che gli Emirati Arabi possano guidare gli sforzi internazionali per rendere questo sogno una realtà”.

Noi non potremo purtroppo sapere se davvero ci riusciranno, ma la missione su Marte è già a buon punto: nel 2020 verrà lanciata una sonda che raccoglierà i dati necessari per studiare meglio l’atmosfera sul pianeta. A una velocità di 126.000 chilometri all’ora, la sonda impiegherà 200 giorni per arrivare su Marte. Nel 2023, quindi, dovrebbe ritornare indietro e da lì potranno cominciare a prendere forma progetti più concreti per “Mars 2117”.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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