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Maternità: tre mesi di congedo per le mamme emiratine

E’ arrivata nei giorni scorsi una notizia importante: il congedo di maternità, per ora solamente esteso alle neo mamme che lavorano per gli enti governativi, quindi alle donne emiratine, sarà di 3 mesi e non più di 45 giorni come prevede la legge attuale.

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Maternità: tre mesi di congedo per le mamme emiratine
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E’ arrivata nei giorni scorsi una notizia importante: il congedo di maternità, per ora solamente esteso alle neo mamme che lavorano per gli enti governativi, quindi alle donne emiratine, sarà di 3 mesi e non più di 45 giorni come prevede la legge attuale.

La nuova normativa è stata emessa dallo Sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan e va a sostituire alcuni articoli della precedente legge sulla maternità del 2008. Un piccolo passo avanti, dunque, che permetterà alle donne di conciliare meglio il lavoro e la cura figli e che, ci auguriamo, possa presto riguardare tutte le neo mamme che lavorano qui negli Emirati, comprese tutte coloro che lavorano nel settore privato.

Entrando nel dettaglio, la nuova legge prevede 90 giorni di congedo per tutte le neo mamme che abbiano un lavoro part-time o full-time a tempo indeterminato, oltre a 2 ore al giorno di permesso per l’allattamento. D’ora in avanti sarà inoltre possibile unire il periodo di maternità con le ferie annuali (retribuite e non) per un periodo di massimo 120 giorni. In caso di aborto spontaneo dopo la 24esima settimana, si ha invece diritto a 60 giorni di congedo retribuiti. Ancora, in caso di nascita di un bambino con disabilità o con altri problemi di salute, la neo mamma ha diritto a un congedo di 1 anno, rinnovabile fino a un massimo di 3 anni. Il decreto stabilisce infine che gli enti governativi debbano avere un asilo nido al proprio interno, qualora si raggiunga il numero di almeno 20 bimbi (se il numero dei bimbi è minore, diversi enti governativi possono comunque mettersi insieme ed aprire il proprio asilo).

Per tutte le donne che non lavorano per enti governativi, invece, rimane per ora in vigore l’attuale legge che prevede solamente 45 giorni di maternità retribuita a stipendio pieno, a condizione che la neo mamma abbia lavorato per lo stesso datore di lavoro per almeno un anno. Spesso, infatti, se il periodo di lavoro è inferiore ai 12 mesi, viene corrisposto solo metà stipendio. Unica eccezione, a parte le policy interne alle diverse aziende, riguarda le attività regolate dalla Dubai International Financial Centre (DIFC) Employment Law: le mamme, in questo caso, hanno diritto a 65 giorni di maternità, 33 a stipendio pieno e 32 a metà stipendio.

Secondo l’attuale legge che regolamenta il settore privato, ogni dipendente ha poi diritto a due pause giornaliere supplementari di 30 minuti ciascuna per l’allattamento, senza una riduzione dei compensi e fino a 18 mesi dalla data di rientro al lavoro. In caso di malattie legate alla gravidanza o complicanze dopo il parto, le mamme hanno diritto a un massimo di 100 giorni supplementari di congedo per malattia (ma il numero dei giorni retribuiti dipendono dai settori e dalle singole aziende).

Ad una nuova e completa legge sulla maternità sta lavorando, dallo scorso agosto, un Comitato ad hoc istituito da Sheikha Manal bint Mohammed bin Rashid Al Maktoum, presidente del UAE Gender Balance Council e del Dubai Women Establishment (DWE). Iniziativa che fa parte del più ampio progetto per attivare il “Gender Balance Index” negli Emirati e per consolidare il ruolo della donna in tutti i settori del Paese.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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