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Shams Dubai: come rendere “verde” la propria casa

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Shams Dubai: come rendere "verde" la propria casa
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Avete mai sentito parlare di Shams Dubai? È l’iniziativa lanciata dalla Dewa che invita i cittadini, proprietari di ville o edifici, ad istallare pannnelli fotovoltaici sul tetto della propria casa. Il progetto rientra nelle iniziative del Governo di Dubai per promuovere lo sviluppo sostenibile della città, “Dubai Clean Energy 2050”: lanciata dallo Sceicco Al Maktoum, ha l’obiettivo di generare il 7% di energia pulita entro il 2020, il 25% entro il 2030 e il 75% entro il 2050.

Shams Dubai dà quindi ai residenti di Dubai l’opportunità di trasformare le loro case in edifici sostenibili, applicando i pannelli sui tetti e allacciandosi alla rete Dewa, in modo da evitare sistemi di storage costosi. L’energia prodotta in eccesso potrà quindi essere “venduta” alla Dewa (con una detrazione sulle bollette), contribuendo così a produrre energia verde non solo per se stessi, ma anche per la comunità.

Shams Dubai ha già installato i pannelli solari su 435 edifici, con una capacità totale di 15,6 megawatt. “I sistemi solari fotovoltaici dei clienti collegati alla rete Dewa – ha fatto sapere la Dubai Electricity and Water Authority  – finora includono, tra gli altri, il tetto dell’Al Maktoum International Airport, l’Emirates Engine Maintenance Centre, buona parte degli edifici della Dubai Municipality, la stazione ENOC vicina a Dubai Internet City e le ville di Sustainable City”.

Come aderire a Shams Dubai? Occorre contattare uno dei consulenti o delle società accreditate dalla Dewa per studiare la fattibilità del progetto. Il consulente otterrà quindi le necessarie approvazioni, sia dal punto di vista tecnico che del design e dell’impatto estetico dei pannelli. Dopo aver ottenuto i documenti necessari, verranno quindi eseguiti i lavori. Ultima fase, l’ispezione della Dewa e l’installazione dei contatori necessari per completare la connessione alla rete.

Per approfondire e contattare la Dewa, sul sito dedicato a Shams Dubai trovate tutte le informazioni necessarie.

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Pillole di Emirati: Eid mobarak

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, in ricordo del sacrificio di Abramo.

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Pillole di Emirati: Eid mobarak
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Il termine “Islam” significa sottomissione a Dio. La più grande prova di sottomissione è stata quella di Abramo, pronto a sacrificare il figlio per volere di Dio. Dio salvò poi Abramo, sostituendolo con un agnello pochi istanti prima del sacrificio.

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, proprio in ricordo del sacrificio di Abramo.

Per i musulmani è la festa più importante, l’essenza della fede, l’essenza dell’Islam: il musulmano è il sottomesso al volere di Allah.

Curiosità: nella Bibbia Abramo sacrifica il figlio Isacco, nel Corano invece è il figlio Ismaele ad essere sacrificato. Gli arabi venivano anche chiamati ismaeliti e il profeta Maometto discendeva dalla dinastia di Ismaele.

“Eid Mobarak” è una delle frasi che si possono utilizzare per inviare auguri ad amici, parenti o colleghi di fede islamica.

Eid mobarak!

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Si festeggia l’Eid Al Adha

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Si festeggia l'Eid Al Adha
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Dubai si prepara a festeggiare una delle ricorrenze religiose più importanti dell’Islam: l’Eid Al-Adha o Grande Eid. Il decimo giorno di Dhu al-Hijjah, il dodicesimo mese del calendario islamico, che quest’anno dovrebbe cadere, luna permettendo, il 31 di luglio, si ricorda infatti la devozione e l’ubbidienza di Abramo a Dio, nel momento in cui fece il gesto di sacrificare il figlio (per la religione musulmana Ismaele e non Isacco).

L’Eid è quindi la celebrazione che, più di tutte, simboleggia la fede. Eid Al Adha conclude anche il periodo dei pellegrinaggi alla Mecca (Hajj), che questo anno non si è potuto svolgere a causa del Covid-19. E’ preceduto da quello che si chiama Arafat Day, secondo giorno di pellegrinaggio nel quale i fedeli viaggiano attraverso la valle di Arafat, si fermano all’aperto per pregare Allah e meditare sul monte in cui Maometto pronunciò il suo ultimo sermone e ricevette la rivelazione per scrivere il passaggio conclusivo del Corano.

I giorni di vacanza dovrebbero dunque essere quattro, da giovedì 30 luglio a domenica 2 agosto.

Nei giorni dell’Eid, vengono abitualmente organizzati banchetti, si fanno regali ai bambini, si indossano gli abiti migliori, si ricevono gli amici, si prega insieme e si offrono cibo e denaro ai più bisognosi. Oltre a macellare un animale che ricorda come Dio, quando Abramo aveva già il braccio sollevato per sacrificare il figlio, sostituì Ismaele con un montone. “Non è la carne né il sangue che raggiunge Allah, è la tua pietà che lo raggiunge”, recita il Corano: il sangue e il sacrificio, nella religione islamica, non hanno il significato di lavare dai peccati, ma di devozione, ubbidienza e dimostrazione di fede.

A Dubai si vivono momenti nei quali ci si sente proiettai nel futuro e altri in cui sembra di essere tornati indietro nel tempo. E’ una caratteristica tipica di questa città, che si accentua senza dubbio durante le ricorrenze religiose. Non c’è da stupirsi, quindi, se l’usanza di sacrificare gli animali durante l’Eid sia ancora radicata in tutti gli Emirati. Secondo la tradizione, l’animale macellato si divide in tre parti, una per la famiglia stretta, una per i parenti e l’ultima si dona ai più poveri.

In giro per la città, in genere vengono organizzati tantissimi eventi: musica, intrattenimento per i bambini, spettacoli, quest’anno ovviamente limitati. Tutti gli eventi per l’Eid Al Adha sono disponibili sul sito del Dubai’s Department of Tourism and Commerce Marketing, Visit Dubai.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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