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Emanuela Bilotto: da Genova a Dubai per realizzare se stessa

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In molti scrivono a Dubaitaly per chiedere informazioni e aiuto su come trovare lavoro e venire a vivere a Dubai.

Emanuela Bilotto, originaria di Genova, Responsabile Amministrativa dell’Italian Trade Agency, vive qui da tre anni e ha voluto raccontarci la sua esperienza anche per incoraggiare chi ha buona volontà, professionalità e costanza, a non scoraggiarsi e a provare a partire. Un invito rivolto soprattutto alle donne: anche venendo qui da sole, è possibile trovare lavoro e realizzare se stesse.

Emanuela, che cosa ti ha portata qui?

Ho deciso di venire a Dubai perché, dopo una breve vacanza con mio marito, la città ci è piaciuta tantissimo, ce ne siamo innamorati. Avevamo da tempo l’idea di fare un’esperienza all’estero e abbiamo deciso di trasferirci. Abbiamo quindi chiesto l’aspettativa dal lavoro: io l’ho ottenuta, ma mio marito purtroppo no. Non ci siamo scoraggiati e abbiamo continuato a perseguire questa nostra idea. Cosi ho deciso di venire qui da sola e di cercare lavoro. Dopo un paio di mesi l’ho trovato e mi sono stabilita qui. Ho quindi cominciato a cercare un lavoro anche per mio marito: sono riuscita a trovare un buon contatto tramite i social network, così anche mio marito ha trovato lavoro e mi ha raggiunta.

Di che cosa ti occupavi in Italia?

In Italia lavoravo nel Finance di una multinazionale americana ed è proprio grazie a questa precedente esperienza in ambito internazionale e alla mentalità aperta dei miei superiori che ho ottenuto l’aspettativa al lavoro e, in breve tempo, un buon lavoro negli Emirati.

Che cosa ti piace di Dubai?

Questa città ci è piaciuta sin da subito, perché è vivace, stimolante, ti permette di avere una crescita professionale in breve tempo e ti dà molte opportunità sia lavorative che di divertimento. In più è una città sicurissima, soprattutto per una donna: a Dubai ti senti sempre al sicuro, sia di giorno che di notte.

Che cosa non ti piace di Dubai?

Senza dubbio il caldo, in particolare l’umidità dei mesi estivi, e il fatto che è un po’ caotica a causa del traffico.

Che cosa ti manca dell’Italia?

Prima di tutto la famiglia e gli amici. Poi il buon cibo, il buon vino e i paesaggi italiani che qui davvero mancano tantissimo. Mi mancano la montagna, la mia Liguria ed il profumo dei fiori lungo la via Aurelia.

Che cosa non ti manca dell’Italia?

Non mi mancano la pioggia e il fatto che non sia un paese sicuro come questo. Stando qui, inoltre, ci si rende conto ancora di più della mala gestione delle risorse e del territorio italiano, purtroppo.

Un tuo consiglio a chi si vuole trasferire qui…

Consiglio di venire, di provare, di buttarsi. Dubai offre tanto, è una realtà multiculturale, una città che dà ottime opportunità di lavoro soprattutto a chi ha delle buone idee, a chi ha voglia di metterci impegno per realizzare i propri sogni. Con delle buone iniziative e con professionalità, si può davvero realizzare quello che in altri paesi non si può fare. Ripeto, ci vuole impegno, costanza, non si deve pensare che qui si possa ottenere tutto subito, ma è sicuramente un posto dove si possono ottenere risultati e realizzarsi. Io consiglio Dubai a tutti coloro che vogliono fare un’esperienza all’estero, un’esperienza di vita, di crescita e di arricchimento personale.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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