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Le prospettive per i medici a Dubai: intervista al chirurgo plastico Roberto Viel

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Le prospettive per i medici a Dubai: intervista al chirurgo plastico Roberto Viel
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Dubai è la città che ha il rapporto più alto al mondo tra pazienti e chirurghi plastici. Un po’ per la disponibilità economica che molte persone hanno qui, un po’ per la particolarità di questa città, ricca di eventi sociali, apparire curati, giovani e in forma è un must. Quello della chirurgia estetica è quindi un settore medico che negli Emirati Arabi vede oggi parecchi dottori, molta concorrenza e tecniche all’avanguardia. E per le altre specializzazioni? C’è ancora richiesta di medici? Ne abbiamo parlato con Roberto Viel, chirurgo plastico e fondatore del London Centre for Aesthetic Surgery di Dubai, che abbiamo incontrato in occasione del “2nd Annual Summit of Aesthetic Medicine“, organizzato dall’American Academy of Anti-Aging Medicine.

Un punto di vista prezioso sul campo della medicina, non solo per la lunga esperienza di Roberto Viel, ma anche per la sua profonda conoscenza di questa città e di chi la abita.

Dottor Viel, come è arrivato qui a Dubai?

Sono arrivato nel 2006 con il progetto di aprire una clinica insieme a mio fratello, Maurizio Viel, a Dubai Healthcare City. Io lavoro anche a Londra, dal 1990, e là, soprattutto nel periodo estivo, ci sono tanti pazienti che arrivano dal Middle East. Proprio da loro è arrivata la richiesta: “perché, dottore, non viene in Middle East?”. Abbiamo valutato che Dubai era senza dubbio la situazione migliore, nel senso che c’é un tipo di vita più simile a quello cui noi siamo abituati e, soprattutto, c’erano, e ci sono ancora, molte prospettive di sviluppo. Quindi nel 2006 abbiamo cominciato le pratiche per aprire la clinica. Tra documenti e certificazioni sono passati ben due anni e, una volta aperta la clinica, è arrivata la recessione. Sono stati tempi duri, ma avendo una certa reputazione, arrivando da Londra, lavorando nella maniera corretta ed essendo i nostri pazienti soddisfatti, siamo andati avanti e abbiamo superato la crisi.

Oggi come è la situazione, c’è ancora richiesta di medici?

Negli ultimi anni c’è un grosso flusso di medici che arrivano soprattutto dall’Europa, e anche dall’Italia, tutti medici molto competenti. Il numero di medici a Dubai e negli Emirati sta aumentando tanto e la qualità è buona, anche perché, per avere la licenza e operare qui, bisogna essere puliti, avere tutte le credenziali e le specializzazioni: la regolamentazione è molto rigida. A questo proposito, se posso dare un consiglio ai pazienti, è quello di non affidarsi mai ai visiting doctors, che vengono qui solamente per dei periodi limitati all’anno ed escono quindi dalla regolamentazione. Scegliete invece i medici che risiedono qui stabilmente e che lavorano in cliniche consolidate, con una storia e un background solidi.

Quali sono le specializzazioni più richieste?

Dubai è la città che ha il rapporto tra pazienti e chirurghi plastici più alto al mondo, quindi vuole dire che questo settore è un po’ saturo. Per le altre specializzazioni, come odontoiatria, chirurgia generale, ortopedia, chirurgia vascolare, neurologia, pediatria, invece c’è molto spazio, queste sono tutte specialità in sviluppo. Il numero di famiglie e di persone che arrivano e che hanno bisogno di medicina di base è ancora in continuo aumento.

Come mai qui a Dubai è così popolare la chirurgia estetica?

Perché tutti, alla fine, vogliamo cercare di rallentare l’invecchiamento, di dimostrare meno anni di quelli che abbiamo e di migliorare qualcosa che non ci piace di noi stessi. La chirurgia estetica è sempre popolare, e qui in particolare, soprattutto tra la popolazione locale e del Golfo. Le donne locals sono molto portate a questo genere di interventi, chirurgici e non. Qui, infatti, eventi ed occasioni nei quali farsi vedere in buone condizioni hanno una forte importanza. Nella mia esperienza, comunque, arrivando da Londra e continuando a lavorare anche là, Londra e Dubai sono città simili per quanto riguarda la richiesta di chirurgia e di trattamenti estetici, penso come tutte le grandi capitali del mondo.

Veniamo alla sua clinica, quali trattamenti e cure offrite ai vostri pazienti?

Proponiamo tutta la parte di chirurgia plastica estetica, così come quella non chirurgica. Per la parte chirurgica offriamo ogni genere di trattamento, con tutte le ultime innovazioni: solo per citare qualche esempio, il laser and ultrasonic liposuction, l’aumento del seno con gli ultimi impianti disponibili sul mercato, il trapianto di grasso per il ringiovanimento facciale e corporeo, l’uso delle cellule staminali per il ringiovanimento della pelle, il ringiovanimento intimo femminile e i trattamenti maschili, compresa la parte di sexual wellbeing. Poi c’é tutto il settore non chirurgico, che è molto richiesto oggigiorno: dal botox ai filler, dai chemical peels ai trattamenti per migliorare la pelle con le cellule staminali o per ridurre le macchie facciali, qui molto diffuse a causa del sole, oltre all’infusion terapy, ovvero quei trattamenti intravenosi con minerali, vitamine e tutto ciò che serve per il detox o l’energy booster. Insomma, nella nostra clinica il paziente può avere trattamenti davvero a 360 gradi, dagli interventi chirurgici fino alla terapia infusionale per riprendere energia: sotto un unico tetto trovano tutto.

Quali consigli si sente di dare ai medici italiani che vogliono trasferirsi qui?

Di prepararsi per una pratica burocratica piuttosto lunga. In certe specializzazioni è richiesto anche un esame e per lavorare a Healthcare City una prova di inglese. Non è che si arriva qui ed è tutto facile: è tutto regolamentato, in maniera rigida e stretta, e occorre essere molto ben preparati. Inoltre bisogna trovare strutture solide nelle quali lavorare, con un buon background, una buona storia, che sono qui da un po’ di anni.

Quanti sono oggi i medici italiani negli Emirati?

Per riunire i medici italiani presenti negli Emirati, circa un centinaio al momento, è stata di recente fondata l’Italian Healthcare Uae, su iniziativa dell’amico ortopedico Pierdanilo Sanna. Si tratta di un’associazione, o meglio di un network di medici, ed è molto attiva: dà informazioni alla comunità italiana sulla medicina qui, sulla prevenzione – aspetto sul quale stiamo molto lavorando – e offre l’elenco aggiornato degli specialisti italiani presenti a Dubai e negli Emirati nei diversi settori. Un bellissimo servizio: arrivando dall’Italia, sapere che c’è una buona comunità di medici italiani, con un livello di preparazione alto, che parlano italiano e che hanno quel particolare approccio italiano verso i pazienti, è una grande sicurezza. Siamo qui a vostra disposizione.

Per maggiori informazioni sul London Centre for Aesthetic Surgery
tel.: +971 (0) 4 375 2393, 
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Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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