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Giornata mondiale del tango argentino: dove si balla a Dubai

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Giornata mondiale del tango argentino: dove si balla a Dubai
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Oggi, in tutto il mondo, si celebra il Dia internacional del Tango per ricordare la nascita di due grandi di questa forma d’arte, che è insieme musica e danza: Carlos Gardel, cantante e compositore, nato l’11 dicembre del 1890, e Julio De Caro, compositore e direttore d’orchestra, nato l’11 dicembre del 1899. E anche Dubai, inaspettatamente, negli anni è diventata una capitale del tango, quantomeno nel Middle East: si balla tutte le sere e, nel mese di maggio, viene organizzato il Dubai Tango Festival, un appuntamento internazionale che porta in città molti ballerini e maestri argentini.

La comunità di tangueri continua a crescere e, di recente, è finalmente arrivato a Dubai uno dei maestri più noti in questo momento, che sta portando in città l’autentica cultura del tango argentino: Enrique De Fazio. Famoso nel mondo per le sue spettacolari esibizioni insieme al fratello – nome d’arte Los Hermanos Macana – dà lezioni di gruppo e private, e organizza due milonghe (in gergo tanguero le serate danzanti) ogni settimana (al Poco Loco di JBR il sabato e Al Seville’s Restaurant del Wafi Mall il venerdì). Enrique De Fazio ha un cognome italianissimo, che rappresenta l’unione tra mondi diversi, tra una sponda e l’altra dell’Oceano: il bisnonno, come tanti italiani, nel 1912 lasciò la sua città, Crotone, e partí in cerca di un futuro migliore in Argentina. E in qualche modo il tango si addice bene anche a Dubai: una città di migranti, di arrivi, di partenze e di popoli che si mescolano.

Il tango è la più bella forma di danza del mondo – spiega Enrique De Fazio -. Tutte le donne e tutti gli uomini dovrebbero imparare a ballarlo. E’ il ballo più sensuale, elegante e naturale che esista, nato per abbracciarsi, innamorarsi e affermare la propria personalità”. Perché il tango si balla sempre di più, in tutto il mondo? “Per la necessità di abbracciarsi, nel senso più ampio di questo termine – aggiunge De Fazio -. Nell’abbraccio si prova soddisfazione e il tango è perfetto, perché è un ballo di coppia non invasivo, non si balla troppo vicini, ed è un ballo sociale che aiuta ad interagire, a comunicare con gli altri, ad affermare la propria personalità ed autostima. E poi c’è la musica, così bella che si può ascoltare per ore ed ore senza stordire le orecchie”.

Il tango è un ballo basato sull’improvvisazione: il passo base è il normale passo di una camminata. La posizione è quella di un abbraccio frontale più o meno asimmetrico, a seconda dello stile, in cui l’uomo con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra le tiene la mano. Poche regole semplici: l’uomo guida, la donna segue.

Per chi già balla il tango, le serate sono tante: domenica all’Asado Restaurant (a partire dalle 21), lunedì al Roda Grill del Bustan Hotel (a partire dalle 20.30), il mercoledì al Solis sulla Palma (dalle 21), il giovedì al Bongo Art dance di JLT (a partire dalle 22), il venerdì al Tempo Dance Center di JLT (a partire dalle 21.30) e al Seville’s Restaurant del Wafi Mall (a partire dalle 21.30), il sabato al Poco Loco di JBR (a partire dalle 21.30).

Per maggiori informazioni sulle lezioni, potete contattare direttamente Enrique Macana.

 

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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