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La ballerina Roberta Di Laura: “a Dubai scuole di qualità e opportunità di lavoro”

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La ballerina Roberta Di Laura: “a Dubai scuole di qualità e opportunità di lavoro”
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La danza classica incontra la danza orientale. A rappresentare la danza italiana a Dubai è Roberta Di Laura, classe 1992: nata a Taranto, un lungo elenco di maestri e scuole di fama mondiale (tra gli altri Conservatorio Superiore Nazionale di Danza e Musica di Parigi, Accademia Vaganova di San Pietroburgo, Opera di Vienna, Bolshoi Ballet di Mosca, Opéra di Parigi, Steps on Broadway di New York), è oggi membro del Consiglio Internazionale della Danza di Parigi riconosciuto dall’Unesco, la massima organizzazione a livello internazionale per tutte le forme di danza. Roberta è arrivata a Dubai per il progetto “Travelling Ballerina Project”, una tournée internazionale partita dalla Germania che la vede danzare all’aperto, on the road, nei luoghi più significativi delle città del mondo.

Roberta, che cosa è il progetto “Modern Ballerina Dubai Project”?

Il “Modern Ballerina Dubai Project” è un progetto video e fotografico che vuole esprimere attraverso la danza moderna tutto il dinamismo che caratterizza questa straordinaria metropoli. Le riprese e gli scatti sono stati realizzati nei luoghi più caratteristici della città: Souk Madinat Jumeirah, City Walk, Dubai Mall e Dubai Marina Mall. Il progetto sarà presentato nel corso di vari Congressi Mondiali di Ricerca sulla Danza e si inserisce all’interno del più vasto “Travelling Ballerina Project”, una tournée internazionale partita dalla Germania che mi vede danzare nei luoghi più significativi delle città in cui si svolgono le performances.

Lei è un membro dell’International Council Paris Unesco, di che cosa si occupa questo organismo?

L’International Council Paris Unesco è la massima organizzazione a livello internazionale per tutte le forme di danza. E’ stato fondato nel 1973, ha sede a Parigi ed è riconosciuto dall’Unesco. Il suo scopo è la diffusione e la promozione della danza nel mondo ed è composto da membri provenienti da tutto il mondo, tra cui ballerini, coreografi, critici, giornalisti. Io, in qualità di membro, ho il compito di occuparmi della diffusione e promozione della danza nel mondo e prendere parte ai Congressi Mondiali di Ricerca sulla Danza promossi dal Consiglio e dalla sue varie sezioni nei diversi Paesi.

Quali sono le sue impressioni sulla danza nei Paesi del Golfo e nel Middle East?

Il mondo della danza nei Paesi del Golfo e nel Medio Oriente è estremamente affascinante, ricco di storia e tradizione. A partire dal “khaliji”, la danza tradizionale del Golfo Persico, fino alla Bellydance o danza del ventre, ciascun stile si caratterizza come una modalità espressiva particolare per movimenti, musica e sensazioni.

Che cosa ne pensa di Dubai, dell’Opera Dubai e della diffusione della danza in questo Paese?

Dubai è una città meravigliosa, era da molto tempo che sognavo di visitarla e soprattutto di ballare qui e non appena si è presentata l’occasione giusta non me la sono fatta scappare. È una città che ti coinvolge del tutto con la sua magia, le luci e i colori. L’Opera Dubai offre una ricca programmazione legata anche alla danza ed in generale Dubai è caratterizzata da numerose scuole ed importanti compagnie di danza che abbracciano un po’ tutti gli stili dalla danza orientale alla moderna fino alla classica permettendo una buona formazione e interessanti opportunità lavorative.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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