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Mazmi: l’Italia e gli Emirati sulle rive del Creek

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Mazmi: l'Italia e gli Emirati sulle rive del Creek
Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Mazmi coffee&more è un piccolo gioiello nel cuore della vecchia Dubai, nato con un’idea ben precisa: unire due mondi, l’Italia e gli Emirati Arabi. Sí perché la storia di questo luogo, così curato, caldo ed accogliente, nasce dalla storia di Ilaria Paci, italiana, e Mohamed Almazmi, emiratino, suo marito. Due mondi che in questo locale, sulla riva del Creek, si incontrano per accogliere chi vuole scoprire più a fondo questa città, assaporando piatti della tradizione italiana.

Abbiamo incontrato Ilaria Paci che ci ha spiegato come è nato Mazmi e che cosa propone la sua cucina.

Da dove è nata l’idea di aprire Mazmi?

E’ nata dalla grande passione di Mohammed per il caffè e dalla mia voglia di intraprendere sempre nuove sfide. Abbiamo quindi avuto l’idea di aprire in questa zona, un po’ particolare ed inusuale per Dubai. E’ nato tutto proprio di fronte ad un caffè, quando Mohammed ed io abbiamo realizzato che questa zona non è servita come dovrebbe essere, per i turisti e non solo. Poi, piano piano, abbiamo iniziato a fare un po’ di ricerche e abbiamo proposto il nostro progetto con dei nostri amici in Italia, proprietari del laboratorio di pasticceria Cavazzoni a Fano, la mia città di origine. L’idea è sembrata ottima a tutti e così il progetto ha preso forma: i pasticceri di Fano e uno chef vengono qui dall’Italia, una volta al mese, a fare il training ai ragazzi in cucina e ad aggiornare continuamente il menù.

Che cosa significa Mazmi?

Mazmi è il cognome di Mohammed, ma suona bene anche in italiano e abbiamo quindi scelto di chiamarlo così. Anche perché abbiamo voluto unire quelle che sono le tradizione e la cultura araba con le nostre radici italiane nel cibo.

Qual è quindi il concept di Mazmi?

E’ un concept un po’ inusuale e so che potrebbe confondere, perché a Dubai trovi il ristorante arabo, la cucina francese, quella italiana e così via. Ma Mazmi siamo noi, è la nostra identità. Come si vede arrivando qui, tutta la struttura, l’ispirazione è chiaramente consona all’area in cui ci troviamo, però il cibo è più che altro italiano. Ci teniamo particolarmente ad offrire ai nostri clienti prodotti di qualità e piatti che sembrano usciti dalla cucina della nostra nonna. Facciamo tutto qui, in casa, gelato compreso, perché vorrei fare passare Mazmi come una famiglia, quella che noi in realtà siamo. Il concetto è partito molto bene da subito, tutti hanno capito cosa volevo: il mio obbiettivo non voleva essere un ristorante, il cliente che viene qui non vuole stare seduto quattro ore, ma ha voglia di girare. Però si vuole fermare, rinfrescare, bersi qualcosa e magari fare uno spuntino veloce.

Qual è il vostro menù?

Innanzitutto c’è tutta la parte della caffetteria, dove siamo particolarmente forti. Quindi tutti i tipi di caffè, molti mocktails, importanti qui, dove è molto caldo, e che possono rinfrescare dopo una lunga passeggiata nel souq. Poi facciamo una serie di coppe gelato, milkshakes, smoothies, waffles usando il nostro gelato artigianale. Passando al cibo, durante la settimana abbiamo sempre la pasta del giorno, oltre a piatti veloci che serviamo dalla colazione fino alla cena: insalate, sandwich, pizza al trancio fatta a mano da noi, parmigiana. Infine i dolci, la nostra specialità: ogni giorni abbiamo torte diverse, crostate, la torta con la ricotta, il classico tiramisù, la mousse al cioccolato. Amiamo anche sperimentare: la settimana scorsa, ad esempio, visto che i locals amano specialmente il Lotus, abbiamo fatto un piatto ispirato. Mi piace sperimentare e nonostante io non sia una cuoca spesso metto bocca in cucina.

Che cosa ci consiglia di assaggiare assolutamente?

Senza dubbio il gelato che, per Dubai, è qualcosa di davvero speciale. Abbiamo anche gusti un po’ più arabi, per far testare quali siano i sapori del souk, quindi lo zafferano, la rosa, i datteri. Il gelato ha preso talmente piede che ne facciamo quasi 3 chili al giorno per gusto. Poi le nostre torte e, ovviamente, il caffè.

Mazmi come punto di incontro tra Italia ed Emirati, che cosa hanno in comune questi due Paesi?

E’ una domanda che mi fanno in molti quando vengono qui, oltre a quelle sulla religione, sul perché le donne si coprano, se è possibile integrarsi a Dubai. Io credo che, se si ama questo Paese, ci si integri molto facilmente, tutto dipende dallo spirito con cui si arriva. Personalmente, per quella che è la mia storia, Dubai e gli Emirati mi hanno dato moltissimo. Mohammed ed io siamo una coppia atipica, io italiana e lui emiratino, ma nella sua famiglia mi hanno accettata benissimo, sono un’altra figlia per loro. C’é tanto rispetto e amore, tutti sentimenti che vorrei che le persone che vengono qui da Mazmi sentissero, che mi piace trasmettere. Per questo sono sempre disponibile a parlare con i clienti e a cercare di fare capire quelle che sono le tradizioni emiratine, non così distanti, in fondo, da quelle italiane. Qualche esempio? Loro amano fare tutto in casa, come noi italiani, e la famiglia, come in Italia, è alla base della società.

Quali sono i progetti per il futuro?

Ancor non facciamo delivery, ma piano piano inizieremo a vendere gelati all’interno del souq con piccoli carretti, sia da questa parte che dall’altra sponda del Creek. Poiché la nostra cucina è piccola, ci stiamo inoltre espandendo e stiamo pensando di aprire un piccolo laboratorio per fare solo il gelato e la pasticceria. Una volta partito il laboratorio, cominceremo anche con un servizio di catering, specializzato in pasticceria, che è il nostro punto di forza.

Mazmi coffee&more
Bur Dubai, sul Creekside, all’interno del souk dei tessuti, dietro al Dubai Museum 
Tel. 04 282 7252

Per chi vuole provare Mazmi coffee&more, con Dubaitalyfood.com è disponibile lo sconto del 10% su tutto il menù. Basta usare il Promo Code MAZMICAFE oppure il coupon sull’App Dubaitaly.

 

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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100per100 Italian Talks: si parla del futuro della ristorazione Made in Italy

Con un’attenzione speciale ai guerrieri che ogni giorno raccontano e propongono in tutto il mondo la ristorazione italiana, l’appuntamento farà il punto sul futuro del settore, in questo momento di incertezze economiche internazionali.

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Come cambieranno i comportamenti, le abitudini e quali saranno i nuovi modelli di business nel mondo della ristorazione post Covid-19? Se ne discute il 17 giugno 2020, alle 15 (ora italiana), in occasione della conferenza online “100per100 Italian Talks: la ristorazioe che verrà” organizzata dall’associazione I Love Italian Food e Future Food Network.

Con un’attenzione speciale ai guerrieri che ogni giorno raccontano e propongono in tutto il mondo la ristorazione del nostro Paese, l’appuntamento farà il punto sul futuro del settore, in questo momento di incertezze economiche internazionali. L’obiettivo? Confrontarsi, cercare e trovare nuove idee per lo sviluppo della cultura enogastronomica italiana nel mondo e provare ad immaginarne il futuro.

L’Ho.Re.Ca è uno dei settori più colpiti dalla crisi: solo in Italia il settore della ristorazione rappresenta il 4% del totale del PIL e il 5% dei posti posti di lavoro, ma con il nuovo scenario a fine 2020 si prevedono perdite per oltre 30 miliardi di euro e 230mila posti di lavoro a rischio (fonte: Bain & Company). Numeri che si moltiplicano esponenzialmente se si considera il numero di ristoranti italiani all’estero.

“Il covid-19 è un cigno nero, un evento raro e inaspettato – sottolinea I Love Italian Food – che ha cambiato e cambierà le nostre dinamiche sociali, le nostre abitudini, i nostri comportamenti. Un cambiamento imprevedibile che porterà indubbiamente mutamenti anche nel mondo della ristorazione, in cui l’esperienza non è solo gastronomica, ma anche sociale”.

A partire dalle 15, dunque, si alterneranno i collegamenti dal mondo, con gli interventi di Cristina Bowerman (Presidente dell’Associazione Ambasciatori del Gusto e 1 stella Michelin), Joe Bastianich (Restaurant Man e personaggio televisivo), Gennaro Contaldo (Chef Star inglese, ristoratore e autore di numerosi libri, oltre che mentore  di Jamie Oliver), Salvatore Cuomo (The Pizza, Man, il guru della cucina italiana in Asia, con oltre 200 ristoranti), Umberto Bombana (fondatore del celebre Otto e Mezzo Bombana a Hong Kong, è l’unico italiano con 3 stelle Michelin all’estero), Rocco DiSpirito (Chef vincitore del premio James Beard e autore di successo #1 del New York Times), Glen Helton (Managing partner di The Moseley Group, esperto in dining business models), Paul Neuman (Fondatore e Proprietario di Neuman’s Kitchen, una delle catene di catering leader in America), Antonio Capaldo (Presidente Feudi di San Gregorio).

A moderare gli interventi, Sebastiano Barisoni, giornalista e vice-direttore di Radio24, dove conduce ogni giorno il programma Focus Economia, insieme ad Alessandro Schiatti, socio fondatore e AD di I Love Italian Food.

Il Talk potrà essere seguito da tutto il mondo collegandosi alla pagina Facebook di I Love Italian Food, per la diretta in inglese, e sulla pagina Facebook di Dissapore, per la diretta in italiano. Tra i partner anche le maggiori Associazioni di categoria in rappresentanza del mondo dei ristoratori e degli chef, in Italia e all’estero: AICNY, Gruppo Italiano, Associazione Professionale Cuochi Italiani, Federazione Italiana Pasticceria Gelateria Cioccolateria, FIC delegazione Belgio, Federcuochi Germania, FIC delegazione Regno Unito, FIC delegazione Spagna, FIC delegazione Polonia, FIC delegazione New York, FIC delegazione Romania, Associazione Cuochi Italiani, Global School Palazzo Italia, Origini Italiane, Associazione Verace Pizza Napoletana, Associazione Pizzaioli Professionisti, iFeedAmerica, Associazione Pizzaiuoli Napoletani.

100per100 Italian Talks è un’iniziativa resa possibile grazie al supporto dei Consorzi di Tutela del Prosecco DOC, della Mortadella Bologna IGP, del Pecorino Toscano DOP e dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, oltre alle aziende di filiera 100% italiana Parmareggio, Casamodena e Smeg. Si ringraziano infine i media partner del progetto: Dissapore, Dubaitaly, i-Italy, Garage Pizza, italiani.it, Radio Radio, Shop-Italia e Terra Mia.

I Love Italian Food
Associazione culturale no profit e network che promuove e difende la vera cultura enogastronomica italiana nel mondo. Creata in Italia, nel cuore della Food Valley nel 2013 da un gruppo di amici appassionati di cibo italiano, oggi I Love Italian Food è una community internazionale che nel 2017 ha raggiunto più di un miliardo di contatti digitali in tutto il mondo. Con il suo network di oltre 8.000 professionisti, I Love Italian Food produce ogni giorno contenuti per la sua piattaforma digitale, organizza eventi internazionali per creare un dialogo con i professionisti del settore e supporta iniziative di ricerca e formazione.

Website: www.iloveitalianfood.it, www.100per100italian.it
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Info: relazioni@ilif.it

Future Food Institute
Fondato nel 2014 a Bologna, è oggi un ecosistema che fa della food innovation uno strumento chiave per affrontare le grandi sfide del futuro e sostenere l’implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite;  parlando al mondo, ma valorizzando il territorio partendo dall’Italia. Il Future Food Institute è un centro di ricerca e formazione con sedi a San Francisco, Tokyo e Shanghai. L’istituto studia le nuove dinamiche di interazione tra l’uomo e il suo nutrimento in relazione alla salute, la cultura e l’ambiente, alla luce dei mutamenti dati dall’uso delle nuove tecnologie e dai cambiamenti sociali in corso. I programmi sono rivolti a due target principali: i cittadini di domani e gli attori del food di oggi (imprenditori, professionisti, agricoltori, cuochi). Future Food Institute attrae oggi innovatori da tutto il mondo e forma studenti internazionali animati dalla missione di accelerare processi positivi di cambiamento.

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“Support Italian Food Warriors” sosteniamo i ristoranti italiani nel mondo

L’associazione I Love Italian Food lancia una serie di masterclass: gli chef condivideranno i propri segreti culinari con i clienti e gli appassionati di cucina italiana

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"Support Italian Food Warriors" sosteniamo i ristoranti italiani nel mondo
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Gli chef e i ristoratori, a tutti i livelli, in questo periodo di emergenza sanitaria internazionale legata al Coronavirus, stanno combattendo una vera e propria battaglia per la sopravvivenza, con i locali chiusi in molti Paesi, Italia in primis, e spesso l’impossibilità di poter attingere ad altre forme di sostentamento. Una battaglia che non è soltanto importante per le loro attività, ma anche per la salvaguardia di uno dei più grandi e importanti patrimoni culturali e produttivi che rendono l’Italia eccellenza mondiale nel cibo e nella ristorazione.

Chef e ristoratori oggi sono quindi impegnati in veste di guerrieri che lottano per questo grande obiettivo. Da qui è nata “Support Italian Food Warriors” l’azione, lanciata da I Love Italian Food in collaborazione con Kaiti expansion e Italian Food Studio.

Spiega Alessandro Schiatti, Amministratore delegato e cofondatore di I Love Italian Food: “in questo momento di lockdown globale abbiamo dato vita ad una piattaforma per offrire ai ristoratori un modo per continuare a parlare con i loro clienti, creando una nuova esperienza culinaria che gli permetterà di raccogliere sostegno morale ed economico, in modo concreto, immediato e diretto. I ristoratori potranno condividere, attraverso masterclass online i segreti dei propri piatti con i clienti e con tutti gli appassionati di cucina italiana, raccogliendo un contributo che ogni ristoratore potrà utilizzare per sostenere la propria attività o anche devolvere a cause a lui care. Il progetto, che I Love Italian Food ha presentato agli operatori nei giorni scorsi, ha già raccolto molte adesioni e la collaborazione di numerose associazioni in Italia e nel resto del mondo che riuniscono migliaia di chef e ristoratori. Inoltre è sostenuto da un Team virtuoso di aziende sostenitrici di i Love Italian Food, tra le quali Carpigiani, Fior di Maso, Montanari Gruzza e Monti Trentini. Questo progetto è nato da noi ma è di tutti i ristoratori, di tutti gli appassionati di cucina italiana e di tutte quelle realtà che, come noi, lavorano ogni giorno per tutelare i professionisti italiani e promuovere la nostra cultura enogastronomica a livello internazionale”.

Le masterclass saranno divulgate attraverso la piattaforma webinar fino al 28 giugno 2020. Per avere tutte le informazioni è possibile visitare il sito https://warriors.100per100italian.it/.

Tra le realtà che hanno scelto di sostenere Italian Food Warriors ci sono: Associazione italiana chef New York; UCI – Unione Cuochi Italiani; ItChefs; Global School Palazzo Italia; ACI – Associazione Cuochi Italiani; Italian Feeds America; le delegazioni di Belgio, Argentina, Polonia e Francia della Federazione Italiana Cuochi; il Gruppo Italiano di New York; la Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria; Italian Food #Moltobuono, Authentico e Future Food Network.

I Love Italian Food
Associazione culturale no profit e network che promuove e difende la vera cultura enogastronomica italiana nel mondo. Creata in Italia, nel cuore della Food Valley nel 2013 da un gruppo di amici appassionati di cibo italiano, oggi I Love Italian Food è una community internazionale che nel 2017 ha raggiunto più di un miliardo di contatti digitali in tutto il mondo. Con il suo network di oltre 8.000 professionisti, I Love Italian Food produce ogni giorno contenuti per la sua piattaforma digitale, organizza eventi internazionali per creare un dialogo con i professionisti del settore e supporta iniziative di ricerca e formazione.

Kaiti expansion
Opera da 25 anni nel settore marketing e comunicazione, promuovendo l’immagine e i valori di numerose aziende ed enti pubblici. Con le sue sedi a Reggio Emilia, Roma e Milano, Kaiti expansion è strutturata in un network di aree aziendali, che lavorano in sinergia tra loro per offrire progetti personalizzati e flessibilità operativa.

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La delusione di un uovo di Pasqua

La ricetta della crema al caffè e cioccolato. Per consolarsi dalla delusione della sorpresa.

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La delusione di un uovo di Pasqua
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Finalmente la Santa Pasqua. Finalmente un po’ di sano cioccolato. Mentre faccio i canonici auguri di buona Pasqua a mia cognata, lei mi dice di aver ricevuto quello della Lindt, ma che avrebbe preferito riceverne uno di Barbie o della Kinder. Lamentati.

Io ho quello della Poveree. Quello che l’anno scorso si chiamava Pezzenty. Quello da 8 dirham, col cioccolato ricavato dagli scarti delle mense, sciolto tutto insieme e rimodellato a forma di uovo. Con le sorprese dentro prese dalle discariche abbandonate di Pripyat ancora cariche di uranio.
Che dentro ci trovi un puzzle da tre pezzi o uno sticker di quelli che dicono “hey, essere te fa schifo. Vergognati (non ingerire altamente tossico)”.

Odio quelle sorprese inutili. Le odio cavolo. Piuttosto fai che non metterle. Scrivimi un biglietto “le nostre sorprese sono molto deludenti, per evitare di farti arrabbiare abbiamo evitato e abbiamo messo l’equivalente del peso della sorpresa brutta, in cioccolato. Goditelo”.
Tanto a me basta il cioccolato. Anche se costa tipo 30 dirham in più che una tavoletta della novi, di quelle con le nocciole intere.

Ma detto questo. Sono in quarantena, ho una (1) cialda di caffè da far fuori assieme a tutto questo cioccolato e del latte che scade fra 3 giorni. E come è ben risaputo, svegliandomi alle 11 non mi pare il caso di fare colazione un’ora prima di preparare il pranzo.

Siamo tutta la famiglia chiusa in casa, la mia e quella di mio cognato, mio nipote mi adora e penso “potrei fargli la crema al caffè”, e visto che non mi considera da ormai due minuti dico “vado in cucina”. Entro in cucina e sento un lontano “ziaaa?”. Poi sempre più vicino “ZIAAAAA!!! ZiaaaaaaaaZIAZIAZIAAAAAAAHHHHHHH! ZIAAAAAA!!!! E mi chiedo “quindi è questo quel che vuol dire avere dei figli??”. Qualcuno lo informa “è in cucina, lasciala stare” e prontamente replica “ah, okay. ZIAAAAAAA???????????”

Tornando a noi, volevo condividere con voi la mia approssimativa ricetta della crema al caffè e cioccolato, che basta per un barattolo da quasi mezzo chilo.

  • Prendete pressapoco un mezzo bicchiere di latte e mettetelo a scaldare in un pentolino;
  • Mettete del cioccolato dell’uovo di pasqua dentro al latte e fatelo sciogliere con un cucchiaino di zucchero. Io ce lo metto perché il mio uovo era fondente, e mi piace la roba dolce;
  • Preparate il caffè, ma per favore, che sia un buon caffè, non una di quelle brodaglie che ti danno qui allungata con l’acqua, e metteteci 2 bei cucchiaini pieni di zucchero, perché il caffè deve essere dolce, come quello del Pocket Coffee;
  • Poi fatto il caffè, aggiungetelo al cioccolato sciolto;
  • Rigirate per bene e fatelo andare a fuoco lentissimo fino a quando non lo vedrete quasi bollire;
  • Andate un po’ ad occhio perché questa ricetta la facevo tantissimi anni fa e non l’ho mai segnata;
  • Mettete a raffreddare in un barattolo e appena si sarà addensata, potrete godervela 🙂

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