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Spirito Contadino: dall’orto alla tavola

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Spirito Contadino: dall'orto alla tavola
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Immaginate un orto, coltivato e curato da mani esperte, seguendo le tradizioni di un tempo, senza l’uso di nessun pesticida. Immaginate, ancora, un raccolto eseguito completamente a mano, rispettando la natura, le stagioni e i suoi ritmi. Tutto questo ha un nome, Spirito Contadino, e l’orto in questione non è un sogno, ma si trova in Puglia.

“Un’immagine che mi accompagna dall’infanzia è quella dei campi ricchi e rigogliosi di buoni frutti – sottolinea Mamma Damiana, la fondatrice dell’azienda – memoria della Puglia genuina e semplice. Ricordo le corse, in un’atmosfera intima e allegra, tra i campi dal colore biondo, tra i filari dell’orto colmi di preziosi tesori. I miei nonni erano contadini ed erano stati sposati per tutta la vita alla loro terra. Con amore e dedizione mi hanno affidato il compito di rivalutare la mia terra, le mie radici”.

Spirito Contadino nasce dunque dal recupero delle tradizioni pugliesi. Che cosa si coltiva in questo piccolo paradiso? Esclusivamente le piante e gli ortaggi autoctoni: cime di rapa, friarielli, funghi Cardocelli, carciofi, mugnoli, peperone friggitelo, melanzana e tanto altro.

I prodotti vengono poi surgelati, in modo che mantengano inalterate le loro caratteristiche organolettiche, e distribuite nel mondo.

Valeria Lizzio, co-founder e Middle East Operations Director della Prime International General Trading, si occupa della distribuzione di Spirito Contadino a Dubai e negli Emirati Arabi.

Valeria, che cosa è e come nasce Spirito Contadino?

Spirito Contadino nasce dalla voglia di riportare allo splendore, sulla tavola, il sapore della tradizione nostrana pugliese, fatta di pazienza, di sani prodotti della terra quasi dimenticati, tramandati nel tempo. Si tratta quindi di una selezione accurata e riservata delle migliori verdure del nostro orto, generosamente affidate alle mani contadine, coltivate con lo stesso amore che ci metteva la nonna, per donare il gusto antico e puro delle prelibatezze di qualità rimaste intatte nel tempo.

Come siete arrivati qui a Dubai?

Il progetto su Dubai nasce per far conoscere i gusti più tradizionali italiani a un paese di cultura internazionale, e dare la possibilità alla comunità italiana di ritrovare i propri sapori. Siamo presenti anche in Europa e Australia, con il progetto di espansione in molti altri Paesi del mondo. Crediamo fortemente che il futuro della buona tavola sia il recupero delle tradizioni contadine pugliesi di una volta. Per questo ci impegniamo a seguire i campi dalla semina alla raccolta, dalla mondatura alla preparazione dei prodotti sani e di qualità.

Quali sono le particolarità e le caratteristiche dei vostri prodotti?

I nostri prodotti sono seminati e raccolti a mano, coltivati in assenza di pesticidi, accuratamente selezionati e, con un innovativo metodo, surgelati mantenendo l’85% delle proprietà organolettiche inalterate. Questo fa sì che il loro gusto e il colore sia forte e deciso come un tempo. La selezione dei nostri prodotti nasce da uno studio delle coltivazioni antiche del territorio pugliese per riscoprire i sapori e i benefici delle verdure che la nostra terra ci offre. Il seme da noi selezionato è prodotto nei nostri campi, viene utilizzato per una nuova semina, per garantire e mantenere alti livelli di qualità. Rispettiamo pazientemente i ritmi e la stagionalità che la natura ci impone, senza forzature, arricchiamo la nostra terra con concime organico e sfruttiamo al meglio il suo ciclo vitale per avere una coltivazione naturale.

Quali prodotti proponete qui a Dubai?

Abbiamo iniziato con cime di rapa, friarielli, funghi Cardocelli, spicchi di carciofini, mugnoli, peperone friggitelo, melanzana mignon, fiori di zucca in crosta e salvia in crosta. E in arrivo ci sono moltissime altre novità, che per or non vogliamo anticipare.

I vostri progetti per il futuro?

Uno dei progetti al quale ci stiamo maggiormente dedicando, è quello di portare, direttamente nelle case, sulla vostra tavola, i nostri prodotti lavorati e cucinati accuratamente dalle abili mani dei migliori chef di Dubai.

Un suo consiglio su come cucinare i prodotti di Spirito Contadino?

La particolarità che caratterizza tutti i nostri prodotti è la semplicità di poterli prendere dal freezer e metterli in padella, senza doverli scongelare. L’intensità del gusto invita alla creazione anche dei piatti più semplici, come una sempre buonissima orecchietta con le cime di rapa ad esempio, oppure un risotto con i cuori di carciofini. Per tutti gli appassionati di piatti più elaborati e ricette stellate, consiglio la visione dei nostri video su Youtube al canale “Chef Spirito Contadino”.

Se volete provare i prodotti di Spirito Contadino, con Dubaitalyfood.com è disponibile uno sconto del 20%

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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100per100 Italian Talks: si parla del futuro della ristorazione Made in Italy

Con un’attenzione speciale ai guerrieri che ogni giorno raccontano e propongono in tutto il mondo la ristorazione italiana, l’appuntamento farà il punto sul futuro del settore, in questo momento di incertezze economiche internazionali.

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Come cambieranno i comportamenti, le abitudini e quali saranno i nuovi modelli di business nel mondo della ristorazione post Covid-19? Se ne discute il 17 giugno 2020, alle 15 (ora italiana), in occasione della conferenza online “100per100 Italian Talks: la ristorazioe che verrà” organizzata dall’associazione I Love Italian Food e Future Food Network.

Con un’attenzione speciale ai guerrieri che ogni giorno raccontano e propongono in tutto il mondo la ristorazione del nostro Paese, l’appuntamento farà il punto sul futuro del settore, in questo momento di incertezze economiche internazionali. L’obiettivo? Confrontarsi, cercare e trovare nuove idee per lo sviluppo della cultura enogastronomica italiana nel mondo e provare ad immaginarne il futuro.

L’Ho.Re.Ca è uno dei settori più colpiti dalla crisi: solo in Italia il settore della ristorazione rappresenta il 4% del totale del PIL e il 5% dei posti posti di lavoro, ma con il nuovo scenario a fine 2020 si prevedono perdite per oltre 30 miliardi di euro e 230mila posti di lavoro a rischio (fonte: Bain & Company). Numeri che si moltiplicano esponenzialmente se si considera il numero di ristoranti italiani all’estero.

“Il covid-19 è un cigno nero, un evento raro e inaspettato – sottolinea I Love Italian Food – che ha cambiato e cambierà le nostre dinamiche sociali, le nostre abitudini, i nostri comportamenti. Un cambiamento imprevedibile che porterà indubbiamente mutamenti anche nel mondo della ristorazione, in cui l’esperienza non è solo gastronomica, ma anche sociale”.

A partire dalle 15, dunque, si alterneranno i collegamenti dal mondo, con gli interventi di Cristina Bowerman (Presidente dell’Associazione Ambasciatori del Gusto e 1 stella Michelin), Joe Bastianich (Restaurant Man e personaggio televisivo), Gennaro Contaldo (Chef Star inglese, ristoratore e autore di numerosi libri, oltre che mentore  di Jamie Oliver), Salvatore Cuomo (The Pizza, Man, il guru della cucina italiana in Asia, con oltre 200 ristoranti), Umberto Bombana (fondatore del celebre Otto e Mezzo Bombana a Hong Kong, è l’unico italiano con 3 stelle Michelin all’estero), Rocco DiSpirito (Chef vincitore del premio James Beard e autore di successo #1 del New York Times), Glen Helton (Managing partner di The Moseley Group, esperto in dining business models), Paul Neuman (Fondatore e Proprietario di Neuman’s Kitchen, una delle catene di catering leader in America), Antonio Capaldo (Presidente Feudi di San Gregorio).

A moderare gli interventi, Sebastiano Barisoni, giornalista e vice-direttore di Radio24, dove conduce ogni giorno il programma Focus Economia, insieme ad Alessandro Schiatti, socio fondatore e AD di I Love Italian Food.

Il Talk potrà essere seguito da tutto il mondo collegandosi alla pagina Facebook di I Love Italian Food, per la diretta in inglese, e sulla pagina Facebook di Dissapore, per la diretta in italiano. Tra i partner anche le maggiori Associazioni di categoria in rappresentanza del mondo dei ristoratori e degli chef, in Italia e all’estero: AICNY, Gruppo Italiano, Associazione Professionale Cuochi Italiani, Federazione Italiana Pasticceria Gelateria Cioccolateria, FIC delegazione Belgio, Federcuochi Germania, FIC delegazione Regno Unito, FIC delegazione Spagna, FIC delegazione Polonia, FIC delegazione New York, FIC delegazione Romania, Associazione Cuochi Italiani, Global School Palazzo Italia, Origini Italiane, Associazione Verace Pizza Napoletana, Associazione Pizzaioli Professionisti, iFeedAmerica, Associazione Pizzaiuoli Napoletani.

100per100 Italian Talks è un’iniziativa resa possibile grazie al supporto dei Consorzi di Tutela del Prosecco DOC, della Mortadella Bologna IGP, del Pecorino Toscano DOP e dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, oltre alle aziende di filiera 100% italiana Parmareggio, Casamodena e Smeg. Si ringraziano infine i media partner del progetto: Dissapore, Dubaitaly, i-Italy, Garage Pizza, italiani.it, Radio Radio, Shop-Italia e Terra Mia.

I Love Italian Food
Associazione culturale no profit e network che promuove e difende la vera cultura enogastronomica italiana nel mondo. Creata in Italia, nel cuore della Food Valley nel 2013 da un gruppo di amici appassionati di cibo italiano, oggi I Love Italian Food è una community internazionale che nel 2017 ha raggiunto più di un miliardo di contatti digitali in tutto il mondo. Con il suo network di oltre 8.000 professionisti, I Love Italian Food produce ogni giorno contenuti per la sua piattaforma digitale, organizza eventi internazionali per creare un dialogo con i professionisti del settore e supporta iniziative di ricerca e formazione.

Website: www.iloveitalianfood.it, www.100per100italian.it
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Info: relazioni@ilif.it

Future Food Institute
Fondato nel 2014 a Bologna, è oggi un ecosistema che fa della food innovation uno strumento chiave per affrontare le grandi sfide del futuro e sostenere l’implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite;  parlando al mondo, ma valorizzando il territorio partendo dall’Italia. Il Future Food Institute è un centro di ricerca e formazione con sedi a San Francisco, Tokyo e Shanghai. L’istituto studia le nuove dinamiche di interazione tra l’uomo e il suo nutrimento in relazione alla salute, la cultura e l’ambiente, alla luce dei mutamenti dati dall’uso delle nuove tecnologie e dai cambiamenti sociali in corso. I programmi sono rivolti a due target principali: i cittadini di domani e gli attori del food di oggi (imprenditori, professionisti, agricoltori, cuochi). Future Food Institute attrae oggi innovatori da tutto il mondo e forma studenti internazionali animati dalla missione di accelerare processi positivi di cambiamento.

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“Support Italian Food Warriors” sosteniamo i ristoranti italiani nel mondo

L’associazione I Love Italian Food lancia una serie di masterclass: gli chef condivideranno i propri segreti culinari con i clienti e gli appassionati di cucina italiana

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"Support Italian Food Warriors" sosteniamo i ristoranti italiani nel mondo
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Gli chef e i ristoratori, a tutti i livelli, in questo periodo di emergenza sanitaria internazionale legata al Coronavirus, stanno combattendo una vera e propria battaglia per la sopravvivenza, con i locali chiusi in molti Paesi, Italia in primis, e spesso l’impossibilità di poter attingere ad altre forme di sostentamento. Una battaglia che non è soltanto importante per le loro attività, ma anche per la salvaguardia di uno dei più grandi e importanti patrimoni culturali e produttivi che rendono l’Italia eccellenza mondiale nel cibo e nella ristorazione.

Chef e ristoratori oggi sono quindi impegnati in veste di guerrieri che lottano per questo grande obiettivo. Da qui è nata “Support Italian Food Warriors” l’azione, lanciata da I Love Italian Food in collaborazione con Kaiti expansion e Italian Food Studio.

Spiega Alessandro Schiatti, Amministratore delegato e cofondatore di I Love Italian Food: “in questo momento di lockdown globale abbiamo dato vita ad una piattaforma per offrire ai ristoratori un modo per continuare a parlare con i loro clienti, creando una nuova esperienza culinaria che gli permetterà di raccogliere sostegno morale ed economico, in modo concreto, immediato e diretto. I ristoratori potranno condividere, attraverso masterclass online i segreti dei propri piatti con i clienti e con tutti gli appassionati di cucina italiana, raccogliendo un contributo che ogni ristoratore potrà utilizzare per sostenere la propria attività o anche devolvere a cause a lui care. Il progetto, che I Love Italian Food ha presentato agli operatori nei giorni scorsi, ha già raccolto molte adesioni e la collaborazione di numerose associazioni in Italia e nel resto del mondo che riuniscono migliaia di chef e ristoratori. Inoltre è sostenuto da un Team virtuoso di aziende sostenitrici di i Love Italian Food, tra le quali Carpigiani, Fior di Maso, Montanari Gruzza e Monti Trentini. Questo progetto è nato da noi ma è di tutti i ristoratori, di tutti gli appassionati di cucina italiana e di tutte quelle realtà che, come noi, lavorano ogni giorno per tutelare i professionisti italiani e promuovere la nostra cultura enogastronomica a livello internazionale”.

Le masterclass saranno divulgate attraverso la piattaforma webinar fino al 28 giugno 2020. Per avere tutte le informazioni è possibile visitare il sito https://warriors.100per100italian.it/.

Tra le realtà che hanno scelto di sostenere Italian Food Warriors ci sono: Associazione italiana chef New York; UCI – Unione Cuochi Italiani; ItChefs; Global School Palazzo Italia; ACI – Associazione Cuochi Italiani; Italian Feeds America; le delegazioni di Belgio, Argentina, Polonia e Francia della Federazione Italiana Cuochi; il Gruppo Italiano di New York; la Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria; Italian Food #Moltobuono, Authentico e Future Food Network.

I Love Italian Food
Associazione culturale no profit e network che promuove e difende la vera cultura enogastronomica italiana nel mondo. Creata in Italia, nel cuore della Food Valley nel 2013 da un gruppo di amici appassionati di cibo italiano, oggi I Love Italian Food è una community internazionale che nel 2017 ha raggiunto più di un miliardo di contatti digitali in tutto il mondo. Con il suo network di oltre 8.000 professionisti, I Love Italian Food produce ogni giorno contenuti per la sua piattaforma digitale, organizza eventi internazionali per creare un dialogo con i professionisti del settore e supporta iniziative di ricerca e formazione.

Kaiti expansion
Opera da 25 anni nel settore marketing e comunicazione, promuovendo l’immagine e i valori di numerose aziende ed enti pubblici. Con le sue sedi a Reggio Emilia, Roma e Milano, Kaiti expansion è strutturata in un network di aree aziendali, che lavorano in sinergia tra loro per offrire progetti personalizzati e flessibilità operativa.

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La delusione di un uovo di Pasqua

La ricetta della crema al caffè e cioccolato. Per consolarsi dalla delusione della sorpresa.

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La delusione di un uovo di Pasqua
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Finalmente la Santa Pasqua. Finalmente un po’ di sano cioccolato. Mentre faccio i canonici auguri di buona Pasqua a mia cognata, lei mi dice di aver ricevuto quello della Lindt, ma che avrebbe preferito riceverne uno di Barbie o della Kinder. Lamentati.

Io ho quello della Poveree. Quello che l’anno scorso si chiamava Pezzenty. Quello da 8 dirham, col cioccolato ricavato dagli scarti delle mense, sciolto tutto insieme e rimodellato a forma di uovo. Con le sorprese dentro prese dalle discariche abbandonate di Pripyat ancora cariche di uranio.
Che dentro ci trovi un puzzle da tre pezzi o uno sticker di quelli che dicono “hey, essere te fa schifo. Vergognati (non ingerire altamente tossico)”.

Odio quelle sorprese inutili. Le odio cavolo. Piuttosto fai che non metterle. Scrivimi un biglietto “le nostre sorprese sono molto deludenti, per evitare di farti arrabbiare abbiamo evitato e abbiamo messo l’equivalente del peso della sorpresa brutta, in cioccolato. Goditelo”.
Tanto a me basta il cioccolato. Anche se costa tipo 30 dirham in più che una tavoletta della novi, di quelle con le nocciole intere.

Ma detto questo. Sono in quarantena, ho una (1) cialda di caffè da far fuori assieme a tutto questo cioccolato e del latte che scade fra 3 giorni. E come è ben risaputo, svegliandomi alle 11 non mi pare il caso di fare colazione un’ora prima di preparare il pranzo.

Siamo tutta la famiglia chiusa in casa, la mia e quella di mio cognato, mio nipote mi adora e penso “potrei fargli la crema al caffè”, e visto che non mi considera da ormai due minuti dico “vado in cucina”. Entro in cucina e sento un lontano “ziaaa?”. Poi sempre più vicino “ZIAAAAA!!! ZiaaaaaaaaZIAZIAZIAAAAAAAHHHHHHH! ZIAAAAAA!!!! E mi chiedo “quindi è questo quel che vuol dire avere dei figli??”. Qualcuno lo informa “è in cucina, lasciala stare” e prontamente replica “ah, okay. ZIAAAAAAA???????????”

Tornando a noi, volevo condividere con voi la mia approssimativa ricetta della crema al caffè e cioccolato, che basta per un barattolo da quasi mezzo chilo.

  • Prendete pressapoco un mezzo bicchiere di latte e mettetelo a scaldare in un pentolino;
  • Mettete del cioccolato dell’uovo di pasqua dentro al latte e fatelo sciogliere con un cucchiaino di zucchero. Io ce lo metto perché il mio uovo era fondente, e mi piace la roba dolce;
  • Preparate il caffè, ma per favore, che sia un buon caffè, non una di quelle brodaglie che ti danno qui allungata con l’acqua, e metteteci 2 bei cucchiaini pieni di zucchero, perché il caffè deve essere dolce, come quello del Pocket Coffee;
  • Poi fatto il caffè, aggiungetelo al cioccolato sciolto;
  • Rigirate per bene e fatelo andare a fuoco lentissimo fino a quando non lo vedrete quasi bollire;
  • Andate un po’ ad occhio perché questa ricetta la facevo tantissimi anni fa e non l’ho mai segnata;
  • Mettete a raffreddare in un barattolo e appena si sarà addensata, potrete godervela 🙂

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