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Dubai: attenzione alle truffe

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Dubai: attenzione alle truffe
Tempo di lettura stimato: 4 minuti

A Dubai, al di fuori dei circuiti ufficiali, i tentativi di truffe grandi e piccole ai danni di chi cerca “l’affare” possono essere all’ordine del giorno. Di recente la polizia ha dato un giro di vite, per esempio, al settore delle contraffazioni dei grandi marchi di moda, ma è naturale rendersi conto di come, per posizione geografica e presenza di porti molto attivi, lo smercio di articoli falsi sia ancora presente. Qualche tempo fa, se non ricordo male, Fighting Jumeirah Jane scrisse su queste pagine Web una gustosa guida ai negozi di Karama: però, un conto è cercare di acquistare intenzionalmente, per divertimento o per scelta, qualcosa di falso o di “caduto dal camion” (come si dice da noi per parlare di articoli fuoriusciti in qualche modo dalla casa di produzione, che siano scarti del controllo di qualità o furti veri e propri, pardon, incidenti appunto del camion… ) e un conto è ritrovarsi vittime di una truffa.

E la truffa può arrivare da chiunque! Chi non ha sentito parlare dei due Italiani in macchina, oramai soprannominati “gli Armani” (grazie al marchio che citano più spesso ma non è l’unico) che, reduci da una fantomatica convention sartoriale in questo o quell’hotel, fermano distinti uomini in giacca e cravatta nei parcheggi dicendo di avere nel bagagliaio dell’automobile campioni di altissima moda e sartoria maschile non rivendibili in negozio ma comunque nuovi, mai indossati, che sarebbe inutile riportare a casa e che possono essere ceduti in cambio di un telefono mobile, un iPad, o anche un modico pagamento in contanti? Li ha incontrati nel lontano 2008 mio marito e poco dopo anche un nostro amico egiziano il quale purtroppo, pur non essendo affatto un ingenuotto e nemmeno una persona estranea ai negozi di qualità, ci cascò come una pera cotta convinto della loro onestà “perché Italiani”. Come mi spiegò poi, all’epoca di Italiani a Dubai non se ne vedevano molti e lui conosceva solo mio marito e me, quindi basava il suo metro di giudizio su di noi. Chiunque fosse italiano, insomma, doveva per forza essere onesto e perbene, secondo lui. Lusingati, ma anche disarmati davanti a tale affermazione, gli improvvisammo un crash course sui nostri connazionali, credo riuscito perché alla fine chiamò il suo pesce rosso, un po’ “fissato” diciamo, BungaBunga. Pare comunque che “gli Armani” ancora girino al giorno d’oggi e che ancora riescano occasionalmente a truffare qualcuno, forse addirittura passandosi il mestiere fra “colleghi”: speriamo che vengano prima o poi fermati.

Ad ogni modo, i rischi che si corrono non sono sempre così facilmente evitabili. In questa città il mercato dell’usato, anzi, del pre-loved come si dice, è da sempre molto intenso per il continuo ricambio di residenti. Adesso poi, stiamo attraversando un periodo di assestamento economico e i negozi di grandi marche, che oltretutto qui propongono, come si sa, le collezioni della stagione precedente e nemmeno sempre molto complete, stanno patendo come tutti l’introduzione della VAT. In compenso fioriscono e prosperano i mercatini in casa e le vendite online anche di articoli di alta moda. Diventa quindi fondamentale fare attenzione a cosa si acquista per poter usufruire al massimo delle buone opportunità evitando le truffe (certe volte involontarie perché può succedere che chi propone un oggetto sia stato a sua volta raggirato in passato, soprattutto a livello di vendite fra privati).

La settimana scorsa GulfNews ha pubblicato online una video-intervista molto interessante a Elisabeth Bohler (che potete vedere qui), responsabile del merchandising di The Luxury Closet, uno (ma non l’unico) dei siti più accreditati per l’acquisto di articoli di lusso. Il suo vademecum per evitare sorprese è incentrato sulle borse, ma i principi generali possono essere estesi un po’ a tutto (indubbiamente è necessario avere un minimo di familiarità con gli oggetti autentici per poter fare il confronto):

Per chi non capisse ogni sfumatura del video, in inglese ma comprensibile, ecco un riepilogo dei punti principali spiegati:

  1. Rivolgersi solo a siti o negozi accreditati e seri
  2. Toccare e annusare la borsa per capire se si tratta di vera pelle e soprattutto di qualità. Alcune case come Louis Vuitton, fra le più copiate in assoluto, utilizzano materiali in realtà estremamente difficili da falsificare
  3. Osservare e maneggiare con molta attenzione ogni minimo dettaglio, in particolare borchiette, fibbie, ganci, zip, chiusure, che oltre a essere cuciti, saldati e incisi con estrema precisione (soprattutto nel logo), devono chiudere o fare il tipico clic senza sbavature
  4. Accuratezza delle cuciture e della forma della fodera interna che deve aderire perfettamente alla sagoma della borsa ed essere in materiali originali
  5. Presenza della scheda di autenticità con codice che deve coincidere esattamente con quello riportato nell’etichetta dell’articolo; la scheda stessa deve essere perfetta in ogni dettaglio (anche ortografico!) incluso l’ologramma
  6. In generale attenzione alla precisione di ogni dettaglio, in particolare al disegno, alle sfumature di colore, all’allineamento o meglio all’assenza di punti di congiunzione grossolani, ecc. sia nelle parti interne che nelle parti esterne o meno visibili.

Nata a Roma, una laurea in Ingegneria meccanica biomedica, dopo una carriera in multinazionali del settore IT lavora da parecchi anni come traduttrice professionale free-lance. Ha un diploma in Interior design ed è fra le prime socie fondatrici del Club Soroptimist International Gulf-Dubai, il primo in assoluto in questa parte di mondo. Ama Dubai con tutte le sue contraddizioni, anche perché qui è nata la sua bambina ed è qui che sono stati adottati quattro dei sei gatti che compongono il suo nucleo familiare. Desidera condividere le proprie esperienze in questa città a volte stancante, ma sempre sorprendente, con gli expat, Italiani e non, che continuano ad arrivare a Dubai.

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Lifestyle

Sospetti di avere il Covid-19? Ecco cosa fare

Occorre innanzitutto stare a casa, anche se non si ha febbre. Se si vive con altre persone, bisogna isolarsi il più possibile nella propria stanza.

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Sospetti di avere il Covid-19? Ecco cosa fare
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Che cosa bisogna fare se si sospetta di avere il Covid-19 oppure si è venuti a contatto con una persona ammalata? Ecco quanto suggerito dal protocollo del Ministero della Salute.

  • Occorre innanzitutto stare a casa, anche se non si ha febbre. Se si vive con altre persone, bisogna isolarsi il più possibile nella propria stanza. Bisognerà quindi stare a casa per 14 giorni, in attesa che compaiano i sintomi.
  • Bisogna dunque telefonare al Department of Health (8001717) o al Ministry of Health & Prevention (80011111) o alla Dubai Health Authority (800342) e seguire le indicazioni delle autorità.
  • Per sottoporsi al tampone ci sono 3 opzioni: farlo a casa con un nuovo servizio disponibile a Dubai e a Sharjah (ha un costosi di 400 aed e i risultati dovrebbero essere garantiti in 24 ore); sottoporsi al test in uno dei drive-through, aperti ogni giorno dalle 8 alle 18.30 (costa 370 aed, i risultati dovrebbero arrivare in 48 ore); visitare uno centri sanitari pubblici.
  • Saranno comunque le autorità sanitarie a consigliare il percorso più adatto ad ognuno e a suggerire di far eseguire il tampone anche alle altre persone del nucleo familiare o ai contatti avuti nei giorni precedenti, se necessario.
  • Il Ministero invita tutti i cittadini a registrarsi all’App di tracciamento Alhosn. Supportata da smartphone iOS e Android, può essere scaricata dagli store Apple App, Google Play, Galaxy o Huawei AppGallery. È attualmente disponibile in arabo, inglese e hindi.
  • Per chi non rispetta le indicazioni delle autorità sanitarie, le multe sono salate: 50.000 aed per chi non rimane la quarantena, per chi non rimane in ospedale quando ritenuto necessario, non rispetta le cure prescritte e non ripete i tamponi come richiesto.

Qui potete trovare tutte le informazioni ufficiali e aggiornate sul Coronavirus negli Emirati Arabi.

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Business

Covid-19: nuove regole per attività commerciali e uffici

Si allentano ancora le restrizioni messe in atto dal Governo per rallentare la diffusione del Covid-19. Vediamo che cosa cambia da oggi, mercoledì 27 maggio.

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Covid-19: nuove regole per attività commerciali e uffici
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Anche negli Emirati Arabi si allentano le restrizioni che il Governo aveva imposto per rallentare la diffusione del Covid-19.

Vediamo che cosa cambia da oggi, mercoledì 27 maggio.

Attività commerciali

  • I centri commerciali di Dubai e i negozi possono ora operare al 70% della capacità, rispetto al 30% imposto dalle regole precedenti.
  • Gli esercizi commerciali possono scegliere l’orario di apertura preferito tra le 6 e le 22.
  • Solo il 30% delle aree di parcheggio dei Mall rimarrà chiuso.
  • I ristoranti possono operare a piena capacità, a condizione che vengano prese adeguate precauzioni di sicurezza e che i tavoli vengano mantenuti a 2 metri di distanza uno dall’altro.
  • Rimane in vigore il divieto di ingresso ai minori di 12 anni e agli anziani di età superiore ai 60 anni.

Uffici

  • Gli uffici possono operare al 50% della loro capacità.
  • Tutti gli ascensori devono avere delle marcature sul pavimento che indichino il distanziamento sociale obbligatorio.

Intrattenimento

  • Misurazione della temperatura a tutti i clienti prima di entrare nei cinema o in altri luoghi di intrattenimento.
  • Nei cinema la frequenza degli spettacoli è ridotta e il distanziamento dei posti obbligatorio (vengono assegnati due posti ad ogni cliente sia orizzontalmente che verticalmente)
  • Sanificazione regolare degli spazi.
  • Piste di pattinaggio sul ghiaccio, musei, spettacoli, Green Planet, Dolphanarium, Ski Dubai, Acquari, Go Kart ecc, possono ora funzionare al 50% della loro capacità, a condizione che vengano indossate le mascherine e il distanziamento sociale sia rispettato.
  • Eventi familiari, feste di compleanno e riunioni di gruppo rimangono vietati in tutti iluoghi di intrattenimento.
  • Non hanno accesso ai cinema e agli luoghi di intrattenimento i bambini sotto i 12 anni e gli adulti di età superiore ai 60 anni.

Palestre

  • Possono riaprire al 50% della capacità massima.
  • E’ obbligatorio indossare la mascherina durante l’attività fisica leggere o moderata.
  • Le mascherine possono essere brevemente abbassate in caso di “intenso esercizio fisico”.
  • Tra gli attrezzi devono essere poste partizioni di plastica.
  • Verranno ridotte le classi, sia per numero di partecipati che per durata.

Saloni di bellezza

  • Funzionano solo per appuntamento e possono operare con una capacità del 50%.
  • I bimbi sotto i 12 anni possono andare solo dai parrucchieri al di fuori dei Mall.
  • Sono consentiti solo il taglio dei capelli, pedicure e manicure. Ancora fermi i massaggi e gli altri trattamenti.
  • A tutti i clienti viene controllata la temperatura prima di entrare.
  • All’interno dei locali e durante i trattamenti, deve essere garantito il distanziamento sociale.
  • La mascherina è obbligatoria, può essere spostata per per periodi di tempo molto brevi durante determinate procedure (tagliare i capelli dietro le orecchie, la barba) e se assolutamente necessario.
  • Chi presta i trattamenti deve indossare la visiera di plastica oltre alla mascherina.
  • Dopo ogni cliente devono essere disinfettate tutte le postazioni.

Aeroporto

  • Dovrebbe riaprire (previa approvazione delle autorità) per permettere il ritorno dei residenti negli Emirati Arabi Uniti e per i passeggeri in transito.
  • Per i residenti che rientrano è obbligatoria la quarantena di 14 giorni.
  • I residenti che vogliono tornare negli Emirati Arabi Uniti devono ottenere il permesso della Federal Authority for Identity and Citizenship (ICA) per entrare nel Paese registrandosi al sito https://smartservices.ica.gov.ae/echannels/web/client/default.html#/login. Solo dopo l’approvazione possono procedere alla prenotazione del biglietto aereo.

Ricordiamo che per ora le spiagge pubbliche, le palestre e le piscine all’interno degli edifici residenziali rimangono chiuse.

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Dubai, robot UV per la disinfezione negli ospedali

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La tecnologia ai tempi del Covid-19, per fortuna, è certamente più avanzata che all’era della peste nera. Oltre alle analisi dei laboratori, mezzi di comunicazione e diversi strumenti per lo studio dei virus e patogeni odierni, anche la robotica e l’automazione ci vengono in aiuto, dandoci l’impressione di essere dentro ad uno dei romanzi di Isaac Asimov.

La Dubai Healthcare Authority ha implementato una flotta di Robot prodotti dalla Danese UVD-Robots che permettono di pulire e sanificare aree affette da pazienti con malattie contagiose, grazie alle lampade ad ultravioletti. Per ora, gli ospedali che dispongono di almeno un Robot a Dubai sono Latifa, Rashid e Dubai Hospital (tutti ospedali pubblici) e sono partiti i training per utilizzarli nella lotta al Covid-19.

Il funzionamento è relativamente semplice: i robot consistono in due parti hardware, una per il movimento e i sensori, l’altra per il controllo dei raggi UVC. Queste macchine permettono il controllo manuale o automatico, tramite una interfaccia installata su un tablet (che viene incluso nel servizio) e la possibilità di collegarsi in remoto al robot tramite WiFi. Avendo seguito lo sviluppo del progetto e l’incarico di formare i responsabili all’interno dei reparti, vi spiego brevemente in cosa consiste e come può essere uno strumento fondamentale per il controllo dei contagi.

I raggi UV

Esistono tre tipi di raggi ultravioletti: UVA, UVB e UVC. Questi raggi fanno parte della fascia eletromagnetica e sono presenti in natura. Il sole è una delle principali fonti di queste radiazioni. Sono all’esterno della fascia visibile all’occhio umano e fanno parte di radiazioni a cortissima lunghezza d’onda (al di sotto dei 10nm). Queste radiazioni sono particolarmente dannose per gli esseri viventi, inclusi batteri e virus, soprattutto quando esposti per lungo tempo. I primi due raggi, UVA e UVB, raggiungono la superficie terrestre attraverso l’atmosfera e sono il motivo per cui quando vogliamo stare al sole per diverse ore è bene applicare una crema protettiva, onde evitare bruciature o danni a lungo termine. I raggi UVC sono quelli più dannosi a parità di esposizione e, fortunatamente, vengono filtrati dall’ozono e dell’atmosfera. Benché non raggiungano quasi mai la nostra pelle, queste radiazioni sono utilizzate già da diverso tempo dall’uomo, ad esempio per la purificazione di acqua potabile, processi di saldatura o banalmente per gli smalti delle unghie.

UVD Robots

UVD robots ha sviluppato questo progetto in collaborazione con L’Istituto di Tecnologia Danese di Copenhagen nel 2014 e i robot sono stati messi in commercio negli ultimi due anni. Il funzionamento è come quello per i filtri dell’acqua, le lampade vengono accese in una stanza chiusa (che dev’essere lasciata vuota durante la disinfezione) e i raggi UVC uccidono tutti i patogeni con i quali riescono ad entrare in contatto. Il tempo medio della disinfezione dura dai 10 ai 20 minuti. Grazie alla parte inferiore, il robot può muoversi autonomamente nella stanza, e tramite i sensori naviga tra lettini e scrivanie per sanificare tutti componenti e le superfici.

La compagnia del gruppo Blue Ocean, dichiara che il sistema uccide il 99% dei batteri in soli 10 minuti. L’altro grande vantaggio nell’utilizzo di questi robot è la sicurezza e l’efficienza. Il software installato nella macchina, lavorando assieme ai sensori, garantisce che nessun essere vivente possa venire esposto ai raggi mentre la macchina è in missione. Inoltre, oltre a muoversi autonomamente, durante il funzionamento vengono registrati i tempi e i percorsi del robot, così da avere un resoconto di tutte le zone disinfestate e la frequenza.

COVID-19

Nella battaglia al virus che ci tiene lontani dai nostri cari, la prevenzione e il distanziamento sociale sono solo una parte delle operazioni. Soprattutto in luoghi come ospedali e cliniche, operatori sanitari e pazienti vengono esposti costantemente a persone infette e lavorano in luoghi sui quali si ha poco controllo e ancora meno tempo per pulire correttamente. Questi robot, insieme agli sforzi degli operatori, possono garantire maggiori pulizie e una precisione nella disinfezione maggiore rispetto a qualsiasi altro strumento utilizzato finora. Proteggere le persone garantendo che dopo ogni operazione vi sia un’ambiente sterile, è una della difficolta più grande da fronteggiare per ogni struttura.

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