Connect with us

Lifestyle

Guardando oltre le uniformi

Published

on

Guardando oltre le uniformi
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Circa otto mesi fa mi sono trasferita a vivere a Nyuad, una comunità conosciuta per essere una delle più multietniche del mondo. Durante gli ultimi sei mesi, ho lentamente sviluppato la sensazione di non essere riconosciuta in questa comunità, a causa di una situazione ricorrente. Mi sono presentata ad alcuni compagni di classe mentre indossavo il mio abaya e il mio hijab. Qualche giorno dopo, quando ho rivisto le stesse persone mentre mi allenavo con abbigliamento da sport, le stesse persone non mi hanno riconosciuta. Questo mi è successo diverse volte. Ogni volta che salutavo qualcuno, mi dovevo presentare di nuovo, con conseguente sguardo sorpreso e imbarazzato della persona in questione nel momento in cui finalmente mi riconosceva. Alla fine, mi sono talmente abituata a questa situazione che dopo che mi presento e qualcuno non mi riconosce, dico sempre: “non mi hai riconosciuto perché indossavo l’abaya”.

Per un po’ questa situazione ricorrente mi ha fatto sentire a disagio con me stessa e con la mia identità. Ho iniziato a notare quante persone distogliessero l’attenzione da me nel momento in cui i loro occhi incrociavano il tessuto nero del mio mantello, come se non ci fosse nulla di interessante in me, come individuo, ma contasse solo il mio aspetto culturale. Tuttavia, questo mi ha fatto capire anche, come la gente apprezzasse la mia presenza una volta che riuscisse a guardare oltre le proprie percezioni su quel “monotono” e “sempre uguale” abaya. Questo mi ha resa più forte e sicura; mi ha ricordato che non è colpa mia se molte persone mi vedono attraverso i loro pregiudizi.

La reazione e i pensieri che ho avuto in seguito a questa situazione, mi hanno spinta a pensare a tutte le persone che vediamo ogni giorno indossare uniformi. Personale della security, camerieri, addetti alle pulizie e lavoratori edili – in particolare i lavoratori edili – sono spesso ignorati da molti, come se fossero solo un rumore di sottofondo nella propria quotidianità. È quasi come se la mansione che ricoprono prevalesse sull’identità che ogni individuo possiede.

Ho avuto un professore che, tra i primi lavori, ci ha assegnato l’incarico di andare ad incontrare e conoscere la persona della Security del turno mattutino nell’edificio principale del campus universitario. Molti dei miei compagni di classe pensavano che questo potesse invadere la sua privacy o fosse un atteggiamento falso nei confronti di quest’uomo, ma per me questo esercizio ci stava spingendo a rompere le barriere che il nostro pregiudizio verso le uniformi aveva creato. Ho conosciuto il nome di questo gentiluomo, ho saputo che era originario del Pakistan e che lavorava nella mia università da circa cinque anni. Ho anche capito che era riservato, ma molto spiritoso e che aveva un paio di amici che vivevano a Sharjah.

Le uniformi non impediscono ad un individuo di esprimere la propria individualità. È la percezione della gente di una persona in uniforme che la priva della sua individualità. Derek Jarman, nel suo film Blue, dice: “Se le porte della percezione fossero pure, allora tutto verrebbe visto così com’è”. A me piace pensare che le porte della percezione siano invece bloccate solamente dai nostri pregiudizi e stereotipi, e aprirle significa percepire le cose, e in questo caso le persone, oltre le loro uniformi o il loro abbigliamento. L’unica cosa che dobbiamo fare è trovare le serrature delle nostre porte.

Maitha è una studentessa di 17 anni della New York University di Abu Dhabi, specializzata in Scienze Politiche. È anche un'atleta della Sharjah Women Sports Foundation e della squadra nazionale di tiro con l'arco degli Emirati Arabi Uniti. Ha un innegabile amore per la lettura, che si tratti di poesie, romanzi o articoli. Nel suo viaggio di ricerca di se stessa, spera di ispirare le altre persone e diffondere del buono lungo la sua strada.

Click to comment

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Lifestyle

Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

Published

on

Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
Tempo di lettura stimato: < 1 minuto

Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

Continue Reading

Lifestyle

Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

Published

on

Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

Continue Reading

Lifestyle

Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

Published

on

Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
Tempo di lettura stimato: < 1 minuto

Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

Continue Reading

WAM.AE News

Trending

Copyright © 2014-2020 Dubaitaly

Vai alla barra degli strumenti