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Conto alla rovescia per l’inizio della scuola

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Conto alla rovescia per l'inizio della scuola
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Manca una settimana all’inizio della scuola e lentamente Dubai si sta ripopolando di tutti gli studenti che dal 2 di settembre torneranno sui banchi di scuola. Precisamente, secondo gli ultimi dati della Knowledge and Human Development Authority (KHDA), le oltre 170 scuole private della città accolgono un totale di 281.432 studenti.

Tutti pronti? Probabilmente, come ogni anno, sono più tranquilli gli studenti che le loro mamme. Inutile negarlo: in fondo la scuola, sotto molti aspetti, è un po’ un banco di prova del lavoro svolto come genitori e l’apprensione, proprio per questo, è più che giustificata.

La novità principale di quest’anno, come deciso lo scorso giugno dal Dubai’s Executive Council, è che le rette scolastiche sono state congelate – e in alcune scuole addirittura ridotte – “per sgravare le famiglie”, come aveva annunciato Sheikh Hamdan bin Rashid Al Maktoum, presidente del Dubai’s Executive Council.

Su 167 istituti ispezionati dalla Knowledge and Human Development Authority (KHDA), 14 le strutture che hanno ricevuto la votazione massima “outstanding” durante il passato anno scolastico. La Dubai British School è stata promossa da “very good” ad “outstanding”, mentre 3 scuole, la Dubai International Academy, la Jumeirah English Speaking School (JESS) di Arabian Ranches e The Indian High School (Oud Metha) sono scese da”outstanding” a “very good”. Dieci le scuole che da “good” sono salite a “very good” (che si vanno ad aggiungere alle altre 17 scuole nella stessa categoria), mentre 67 istituti sono stati valutati “good”, 53 “acceptable”, 6 “weak”.

Il numero di scuole valutate da “good” in su è raddoppiato negli ultimi dieci anni. “Riflettendo sugli ultimi dieci anni di ispezioni scolastiche a Dubai – ha sottolineato Fatma Belrehif, direttore esecutivo del Dubai School Inspection Bureau presso il KHDA – possiamo chiaramente affermare che la qualità dell’istruzione offerta dalle scuole private è significativamente migliorata, così come la preparazione e i risultati degli alunni” (qui trovate la comparazione dal 2008 ad oggi).

Link utili

Sul sito Web della Knowledge Human Development Authority trovate l’elenco di tutte le scuole private di Dubai. Il Governo ogni anno pubblica un report con la valutazione di ogni struttura e un giudizio che va da unsatisfactory ad outstanding (trovate qui il documento).

Sul sito Which School Advisor è disponibile un utile elenco delle scuole di Dubai divise per quartieri.

Dubai School Guides for Parents è invece un gruppo Facebook molto attivo dedicato alla scuola, dove scambiare informazioni e trovare risposte ai dubbi.

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Happy Halloween

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Happy Halloween
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Non fa parte della nostra tradizione, ma qui, dove domina la cultura anglosassone, è una festa sentita o quantomeno molto celebrata. Di cosa stiamo parlando? Di Halloween ovviamente: amatissima dai bambini, ma anche da tanti adulti. In giro per la città le feste a tema sono proposte da quasi tutti i locali e all’interno dei compound soprattutto, ma anche delle torri, piccoli eserciti di bimbi travestiti suonano alle porte chiedendo il loro Trick or Treat? (Dolcetto o scherzetto?).

Se appendete una zucca, uno scheletro, un fantasma o qualsiasi altra decorazione di fronte alla vostra casa, questo significa che intendete partecipare alla festa e i bimbi busseranno anche alla vostra porta per avere qualche caramella o un dolcetto (non scordatevi, quindi, di fare scorte).

Ecco il “regolamento” che circola in questi giorni sui vari gruppi Facebook di expat in città:

  • Offrite solo caramelle o dolciumi impacchettati singolarmente (evitate quindi prodotti fatti in casa o caramelle sciolte)
  • Non bussate a nessuna porta senza che non sia decorata o abbia le luci spente, per non disturbare le famiglie che non desiderano festeggiare
  • Spegnete le luci o togliete gli addobbi se avete finito i dolcetti
  • Non andate a bussare oltre le 20, massimo 20.30
  • Se siete in automobile, fate attenzione, all’interno dei compound, ai bambini che attraversano le stradine e segnalate alla security automobili che procedono a velocità troppo sostenuta

Qui trovate invece i consigli di Timeout Dubai sui migliori party e brunch in città.

Tra leggenda e storia

Le origini di Halloween vanno ricercate nella cultura celtica che, il 31 ottobre, celebrava la fine dell’anno. Poiché si trattava di una realtà contadina, ottobre rappresentava la fine dell’estate, quindi il tempo di mettere al riparo raccolto e bestiame, e di festeggiare, prima di affrontare l’inverno. E durante questa ultima notte dell’anno, la credenza era che tutti, compresi gli spiriti e i morti, vagassero sulla terra per divertirsi. La tradizione del “Dolcetto o scherzetto”? Si pensa derivi dal fatto che i celtici temessero gli scherzi di elfi e spiriti maligni e quindi offrissero loro dolciumi per tenerli occupati e distanti. Significato simile anche per la zucca: veniva intagliata con volti minacciosi e si inseriva all’interno una candela per tenere lontani gli spiriti dei morti dalle case.

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Smallfoot, l’uomo delle nevi nel deserto

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Smallfoot, l'uomo delle nevi nel deserto
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Sarà tutto quel manto, bianco come l’abito papale, ma aver visto in aereo “Smallfoot – Il mio amico delle nevi” in questi giorni, durante i quali i media ci ricordano continuamente della storica imminente visita di Sua Santità negli Emirati, mi ha fatto riflettere sul messaggio del film, e su quanto sia importante spiegarlo ai nostri bambini e ragazzi che crescono qui: in un ambiente sicuramente aperto e multiculturale, ma con tasti delicati che è meglio evitare di sfiorare nel modo sbagliato.

La metafora delle pietre sulle quali è scolpita in modo indelebile la verità assoluta e incontestabile è un richiamo diretto non solo alle religioni più dogmatiche – o alle interpretazioni più dogmatiche di religioni altrimenti ragionevolmente tranquille -, ma anche alla fissità verso la quale si sta muovendo il pensiero umano, in qualunque campo. Il gruppetto di giovani Yeti che segretamente raccolgono reperti come prova dell’esistenza di mondi in contrasto con i dettami delle leggi scritte, e la loro curiosità naturale, che si contrappone alla paura e al desiderio di proteggere la propria specie, all’origine delle leggende trasformate in verità dagli antichi Guardiapietre, sono un perfetto specchio di tante situazioni oramai estremizzate della realtà, un po’ ovunque. Dalla religione al razzismo, dalle posizioni politiche alle teorie scientifiche, arrivando perfino alle ossessioni culinarie e alle preferenze alimentari, sembra proprio che il nostro mondo di adulti sia diventato la parodia di un cartone animato per bambini, pur partendo molte volte da intenzioni nobili o comunque da motivazioni in buona fede a sostegno di questa o quella tesi e credenza.

La conoscenza è potere, ma come ottenere questa conoscenza e cosa farsene di questo potere? La domanda centrale del film è niente affatto banale. La risposta di “Smallfoot” è semplice: è il modo di avvicinarsi alla conoscenza che fa la differenza. Conta la voglia di capire gli altri con apertura e senza pregiudizi, di essere pronti a fare e ricevere domande e a dare e ottenere risposte con curiosità verificando tutto di persona, senza accettare nessuna lezione dall’alto come oro colato, ma allo stesso tempo senza necessariamente disprezzare o considerare in malafede e animato da chissà quali obiettivi maligni chi la vede diversamente.

Manifestare dubbi e cercare chiarezza non significa necessariamente lanciare una sfida incattivita. Allo stesso tempo posizioni che possono apparire retrograde e conservatrici magari hanno radici più profonde di quanto non possa sembrare. Solo accettando questo discorso diventa possibile superare ostilità e paure anche giustificate inizialmente, e trovare un linguaggio comune, punti di contatto e compromessi di coesistenza pacifica.

Certo non è facile andare a pescare le parole adatte, non solo per far arrivare il messaggio ai bambini, ma anche e soprattutto per farlo arrivare vivendo in un paese come questo, con il retropensiero sempre presente di dover evitare successivamente gaffe e situazioni potenzialmente incresciose con estranei. In tal senso, allora, “Smallfoot” diventa un prezioso alleato. E poi, alcuni dialoghi sono esilaranti e le musiche veramente belle.

Buona visione!

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Stop alla pubblicità del latte artificiale

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Stop alla pubblicità del latte artificiale
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Anche qui negli Emirati Arabi è arrivato il divieto: stop alla pubblicità del latte artificiale per i neonati, ma anche di biberon, ciucci e alimenti specifici per i piccoli. L’obiettivo? Promuovere il più possibile l’allattamento al seno e proteggere i cittadini dalle pubblicità, spesso ingannevoli, sui benefici dei prodotti alimentari per la primissima infanzia. Ricordiamo che anche in Italia è proibito ogni tipo di pubblicità per il latte di formula del tipo 1 (quello per i neonati fino ai sei mesi), in base alle norme sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno (Decreto del Ministero della Sanità n. 82 del 2009, che ha recepito la Direttiva dell’Unione Europea del 2006).

La notizia, riportata da tutti i media locali, ha suscitato un acceso dibattito sui Social Media e lo sfogo di molte donne: chi appoggia la decisione e chi, la maggior parte degli interventi, critica il fatto che molte mamme non riescano ad allattare – e non per scelta – e che le campagne a sostegno dell’allattamento al seno ad ogni costo dovrebbero essere un po’ più pacate. Ma la questione ha  sollevato soprattutto il delicato problema del congedo di maternità negli Emirati che, per legge, dura solo 45 giorni, ad eccezione degli enti governativi per i quali, nel 2017, è stata emanata una norma che prolunga la maternità a tre mesi (di fatto, dunque il provvedimento riguarda solamente le donne emiratine).

“Lo scopo di questa risoluzione – ha sottolineato Esmat Mohammed Al Qassim, capo della sezione di salute materna e infantile al Ministry of Health and Prevention – è di contribuire efficacemente alla protezione, alla promozione e al sostegno dell’allattamento al seno attraverso la regolamentazione delle attività di marketing e promozione per i prodotti relativi all’alimentazione dei lattanti e dei bambini (età 0-2 anni) e per fornire informazioni adeguate”.

Secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dell’Unicef (risale già al 1981 il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno), alle madri viene consigliato di allattare esclusivamente i loro bambini per i primi sei mesi. Per questo il Governo emiratino sta portando avanti diverse campagna per incoraggiare ospedali e centri medici a diventare strutture “a misura di bambino” seguendo appunto le linee guida dell’OMS e dell’Unicef, con la formazione specifica degli operatori sanitari, con la celebrazione della Settimana internazionale per l’allattamento (dall’1 al 7 agosto) e della Settimana nazionale, istituita dagli Emirati Arabi, la seconda di novembre.

Le leggi sulla maternità

La nuova legge sulla maternità, emessa il 3 maggio 2017, prevede 90 giorni di congedo per tutte le neo mamme che abbiano un lavoro part-time o full-time a tempo indeterminato, oltre a due ore al giorno di permesso per l’allattamento. D’ora in avanti sarà inoltre possibile unire il periodo di maternità con le ferie annuali (retribuite e non) per un periodo di massimo 120 giorni. In caso di aborto spontaneo dopo la 24esima settimana, si ha invece diritto a 60 giorni di congedo retribuiti. Ancora, in caso di nascita di un bambino con disabilità o con altri problemi di salute, la neo mamma ha diritto a un congedo di 1 anno, rinnovabile fino a un massimo di 3 anni. Il decreto stabilisce infine che gli enti governativi debbano avere un asilo nido al proprio interno, qualora si raggiunga il numero di almeno 20 bimbi (se il numero dei bimbi è minore, diversi enti governativi possono comunque mettersi insieme ed aprire il proprio asilo).

Per tutte le donne che non lavorano per enti governativi, invece, rimane per ora in vigore l’attuale legge che prevede solamente 45 giorni di maternità retribuita a stipendio pieno, a condizione che la neo mamma abbia lavorato per lo stesso datore di lavoro per almeno un anno. Spesso, infatti, se il periodo di lavoro è inferiore ai 12 mesi, viene corrisposto solo metà stipendio. Unica eccezione, a parte le policy interne alle diverse aziende, riguarda le attività regolate dalla Dubai International Financial Centre (DIFC) Employment Law: le mamme, in questo caso, hanno diritto a 65 giorni di maternità, 33 a stipendio pieno e 32 a metà stipendio.

Secondo l’attuale legge che regolamenta il settore privato, ogni dipendente ha poi diritto a due pause giornaliere supplementari di 30 minuti ciascuna per l’allattamento, senza una riduzione dei compensi e fino a 18 mesi dalla data di rientro al lavoro. In caso di malattie legate alla gravidanza o complicanze dopo il parto, le mamme hanno diritto a un massimo di 100 giorni supplementari di congedo per malattia (ma il numero dei giorni retribuiti dipendono dai settori e dalle singole aziende).

Ad una nuova e completa legge sulla maternità sta lavorando un Comitato ad hoc istituito da Sheikha Manal bint Mohammed bin Rashid Al Maktoum, presidente del UAE Gender Balance Council e del Dubai Women Establishment (DWE). Iniziativa che fa parte del più ampio progetto sul “Gender Balance Index” negli Emirati per consolidare il ruolo della donna in tutti i settori del Paese.

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