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“Non capisco, è arabo!”

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Per chi vuole imparare qualche frase in arabo e per chi semplicemente desidera capire un po’ di più del Paese nel quale viviamo. Parte oggi, ospitata sulle pagine di Dubaitaly, una nuova rubrica dedicata a questa fantastica lingua, curata da Eugenio Malatacca, fondatore di Impara l’arabo a Dubai.

In Italiano, quando non capiamo nulla di qualcosa, diciamo comunemente “aiuto, per me questo è arabo”. Ma, come ci spiega Eugenio, imparare a leggere e a districarsi in un alfabeto che sembra tanto complicato, è possibile.

Come è nata l’idea di creare Impara l’arabo a Dubai?
L’idea è nata per caso, ero in auto lungo la Sheikh Zayed Road e vedevo tutti i cartelli scritti in arabo, ho provato ad immedesimarmi negli italiani che non sapevano leggere e scrivere l’arabo e mi sono detto: “non è possibile! Tutti devono riuscire almeno a leggere quanto riportato nei cartelli”, poi l’idea si faceva più forte nel quotidiano, leggendo le difficoltà di chi voleva impararlo e forse non trovava il metodo adatto.

Tu come l’hai imparato?
Sono laureato in Lingua e Letteratura araba all’Università Orientale di Napoli, poi ho studiato, inviato dal nostro Ministero degli Esteri, alle Università di Tunisi, Cairo e Damasco. Ho vissuto anche in Giordania, Libano, Yemen, Libia, Oman dove ho appreso le sfumature dei dialetti locali, una delle mie passioni è sempre stata quella di interagire con le persone nel posto, nella loro lingua.

In quanto tempo si può imparare a parlarlo? E a leggerlo e scriverlo?
Ho iniziato a studiare l’arabo nel 2000 e continuo sempre a studiarlo ogni giorno, è una lingua molto vasta e richiede un”allenamento” quotidiano.  Leggere e scrivere è difficile, con buona volontà si può iniziare in pochi giorni, per parlarlo ci vuole un pò di più, bisogna inizialmente scegliere su quale dialetto impostare la propria comunicazione. E’ importante ricordare che l’arabo classico (quello che si studia nelle Università) non è una lingua veicolare, è una lingua “aulica” letteraria, un pò come pretendere di parlare latino per le strade di Milano o Roma.

Quali sono le difficoltà maggiori per un italiano?
Le difficoltà maggiori sono dovute probabilmente all’assimilare il sistema della lingua, molto diverso dal nostro, e la pronuncia di alcune lettere , una decina, che non esistono nel nostro alfabeto, ma nulla di impossibile. Il segreto per iniziare ad imparare l’arabo consiste proprio nella corretta pronuncia di queste lettere.

Che cosa ti piace di questa lingua?
Sicuramente la vena poetica, le sfumature, l’eleganza e le diversità dialettali.

Perché ci consigli di studiare l’arabo?
Comunicare, la comunicazione è fondamentale, a volte basta un semplice ciao (ahlan in arabo) per cambiare gli approcci e le interazioni, anche a livello lavorativo. Inoltre viviamo tutti in un paese arabo, è impensabile, anche se la maggioranza degli expats parla inglese, non avere almeno un pò di basi per avvicinarsi alla lingua. Ricordiamo che in Italia i parlanti arabo sono più di un milione.

Parlaci dei tuoi corsi, quando cominciano?
Dal 21 ottobre inizierò dei corsi di gruppo, in italiano, per italiani, di avvicinamento alla lingua araba: la prima sessione sarà composta da 4 lezioni, due ore ognuna, ogni domenica dalle 20 alle 22, per un totale di 8 ore, all’Hilton Garden Inn Mall of The Emirates, il costo sarà di 800 aed a persona. Sarà possibile iscriversi entro il 30 settembre. Dai primi giorni di ottobre comunicherò la formazione delle classi (un massimo di 10-15 studenti per classe). Se siete interessati, potete dare adesione attraverso l’evento Corso di arabo di gruppo sulla pagina Facebook di Impara l’arabo a Dubai.

 

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Pillole di Emirati: Eid mobarak

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, in ricordo del sacrificio di Abramo.

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Pillole di Emirati: Eid mobarak
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Il termine “Islam” significa sottomissione a Dio. La più grande prova di sottomissione è stata quella di Abramo, pronto a sacrificare il figlio per volere di Dio. Dio salvò poi Abramo, sostituendolo con un agnello pochi istanti prima del sacrificio.

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, proprio in ricordo del sacrificio di Abramo.

Per i musulmani è la festa più importante, l’essenza della fede, l’essenza dell’Islam: il musulmano è il sottomesso al volere di Allah.

Curiosità: nella Bibbia Abramo sacrifica il figlio Isacco, nel Corano invece è il figlio Ismaele ad essere sacrificato. Gli arabi venivano anche chiamati ismaeliti e il profeta Maometto discendeva dalla dinastia di Ismaele.

“Eid Mobarak” è una delle frasi che si possono utilizzare per inviare auguri ad amici, parenti o colleghi di fede islamica.

Eid mobarak!

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Si festeggia l’Eid Al Adha

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Si festeggia l'Eid Al Adha
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Dubai si prepara a festeggiare una delle ricorrenze religiose più importanti dell’Islam: l’Eid Al-Adha o Grande Eid. Il decimo giorno di Dhu al-Hijjah, il dodicesimo mese del calendario islamico, che quest’anno dovrebbe cadere, luna permettendo, il 31 di luglio, si ricorda infatti la devozione e l’ubbidienza di Abramo a Dio, nel momento in cui fece il gesto di sacrificare il figlio (per la religione musulmana Ismaele e non Isacco).

L’Eid è quindi la celebrazione che, più di tutte, simboleggia la fede. Eid Al Adha conclude anche il periodo dei pellegrinaggi alla Mecca (Hajj), che questo anno non si è potuto svolgere a causa del Covid-19. E’ preceduto da quello che si chiama Arafat Day, secondo giorno di pellegrinaggio nel quale i fedeli viaggiano attraverso la valle di Arafat, si fermano all’aperto per pregare Allah e meditare sul monte in cui Maometto pronunciò il suo ultimo sermone e ricevette la rivelazione per scrivere il passaggio conclusivo del Corano.

I giorni di vacanza dovrebbero dunque essere quattro, da giovedì 30 luglio a domenica 2 agosto.

Nei giorni dell’Eid, vengono abitualmente organizzati banchetti, si fanno regali ai bambini, si indossano gli abiti migliori, si ricevono gli amici, si prega insieme e si offrono cibo e denaro ai più bisognosi. Oltre a macellare un animale che ricorda come Dio, quando Abramo aveva già il braccio sollevato per sacrificare il figlio, sostituì Ismaele con un montone. “Non è la carne né il sangue che raggiunge Allah, è la tua pietà che lo raggiunge”, recita il Corano: il sangue e il sacrificio, nella religione islamica, non hanno il significato di lavare dai peccati, ma di devozione, ubbidienza e dimostrazione di fede.

A Dubai si vivono momenti nei quali ci si sente proiettai nel futuro e altri in cui sembra di essere tornati indietro nel tempo. E’ una caratteristica tipica di questa città, che si accentua senza dubbio durante le ricorrenze religiose. Non c’è da stupirsi, quindi, se l’usanza di sacrificare gli animali durante l’Eid sia ancora radicata in tutti gli Emirati. Secondo la tradizione, l’animale macellato si divide in tre parti, una per la famiglia stretta, una per i parenti e l’ultima si dona ai più poveri.

In giro per la città, in genere vengono organizzati tantissimi eventi: musica, intrattenimento per i bambini, spettacoli, quest’anno ovviamente limitati. Tutti gli eventi per l’Eid Al Adha sono disponibili sul sito del Dubai’s Department of Tourism and Commerce Marketing, Visit Dubai.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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