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Intervista a Silvia Vianello: “indispensabile reinventarci costantemente”

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Intervista a Silvia Vianello: "indispensabile reinventarci costantemente"
Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Storie di donne che vivono a Dubai, che hanno fatto scelte coraggiose, investito tempo ed energie in attività nelle quali credono e che possono ispirare tutti. Perché coraggio e voglia di fare non hanno genere e chiunque può trovare la sua strada in questa città. Silvia Vianello, inserita da Forbes nella classifica delle 100 donne italiane di maggior successo nel mondo, è una di loro.

Docente di Marketing alla Bocconi di Milano per più di dieci anni, ha condotto il programma televisivo Smart&App (su Sky), ha fondato Reinventami, società di consulenza per grandi e piccole/medie imprese, ed è autrice di numerosi libri come “GreenWebEconomics: la nuova frontiera” e “Startup digitali & PMI innovative. Guida completa al successo di un’impresa innovativa”, solo per citarne alcuni.  Eppure, dopo tanti successi, Silvia Vianello ha lasciato l’Italia per venire a vivere qui a Dubai.

Perché, Silvia, questa decisione?
Ho sempre cercato di vivere la vita senza freni, dedicando almeno un’ora delle mie giornate a pensare a come migliorarle. Ho lottato per realizzare i miei sogni con estrema positività. La mia vita a Dubai è davvero una favola, ma tutti possiamo aspirare a un’esistenza piena, qui o in altre parti del mondo. Prima di vivere a Dubai avevo vissuto comunque già diversi anni all’estero, come Professore e Consulente, a New York, Houston e Parigi, ma l’Italia è la mia terra che ho sempre nel cuore. Mi impegno a diffondere l’innovazione nel nostro Paese anche da Dubai. La verità è che sono geograficamente libera. Quando mi sveglio la mattina non so mai cosa accadrà, con chi creerò qualcosa di straordinario, in quale paese farò il mio prossimo speech per diffondere l’innovazione nel mondo. Mi sono trasferita a Dubai per un’incredibile offerta di lavoro per Maserati in cui gestivo il Marketing di 24 Paesi in tre diversi continenti (Asia, Africa e Oceania). Ma quando ho cominciato a sentire sulle spalle che stavo facendo “un lavoro”, significava che non mi stavo divertendo più e che era tempo di cambiare. Per questo motivo recentemente ho cambiato e sono tornata a lavorare nel settore dell’education, che è molto più nelle mie corde rispetto al mondo automotive. Con entusiasmo ho accettato la sfida come Direttore di un Innovation Lab e come Professor presso la pluripremiata Business School Australiana, SPJain Global School of Management.

Sei stata definita una delle donne più esperte nel settore Digital in Italia, qual è la tua formazione?
Quale? Quella ufficiale o quella non ufficiale? Partendo da quella ufficiale ho un dottorato di ricerca in economia e una laurea specialista con lode in marketing, più un corso di formazione executive su Innovation e Smart Cities conseguito ad Harvard. Poi c’è quella molto più importante che è quella non ufficiale. Bisogna abbandonare l’approccio da libro universitario. Il digital è passione, è cambiamento, è aggiornamento continuo, una velocità a cui la carta stampata non può star dietro. E paradossalmente quasi nemmeno gli e-book. Il consiglio è quello di crearsi una bella lista di siti interessanti che aggiornano in modo imparziale sulle novità e leggersi ogni giorno quello che accade. Contestualmente trovare chi sono i key opinion leader che si occupano di digital e seguirli sui Social. Per questo vi aspetto su Linkedin.

Quali sono le tue prime impressioni su questa città?
Dubai è una città che ci vizia molto. Ci sono opportunità illimitate. E’ una città che cambia ogni giorno. Una città in cui si investe molto sull’innovazione e le nuove tecnologie. Una città in cui del cambiamento non solo si parla, qui il cambiamento lo si fa. E si è parte integrante di questo cambiamento.

Consiglieresti agli italiani di venire a vivere qui?
Sì e sono anche convinta di una cosa: tutte le persone che sono determinate possono farcela a trovare lavoro qui. L’indole delle persone fa la differenza. Sulla mia pelle ho imparato che senza l’insoddisfazione perderemmo la più potente spinta che abbiamo all’azione. I momenti della mia vita in cui sono stata più infelice, sono stati quelli in cui non ho avuto la motivazione per costruire le cose belle. Tutti ce la possono fare a cambiare, purché impariamo a non barattare la nostra felicità con la sicurezza, come diceva Freud. Quante volte non molliamo un lavoro che non ci soddisfa più solo perché si ha paura di non trovarne un altro? E quante volte rimaniamo in una città che non ha più nulla da offrirci? Se ci sono italiani con il desiderio di abbracciare nuove sfide in una città che ha molto da offrire è sicuramente un buon momento per venire qui.

A Dubai si investe molto sull’innovazione e sulla tecnologia, tanto che viene chiamata la Silicon Valley del Middle East: secondo te è un modello di sviluppo vincente?
Lo sarà se Dubai riuscirà a continuare ad attrarre i migliori talenti dall’estero e a formare al meglio quelli che sono già qui. C’è infatti un chiaro mismatch tra i profili presenti nella region e quelli richiesti sempre di più dalle aziende, sia nel private che nel public sector. I ruoli richiesti qui in questo momento sono ruoli tecnici associati alle nuove tecnologie come ad esempio data analyst, specialisti di intelligenza artificiale e machine learning, sviluppatori, esperti di big data e di trasformazione digital, esperti di nuove tecnologie e di IT, di blockchain e cosi via. I ruoli invece che verranno progressivamente sostituti sono ad esempio quelli di inserimento dati, di accounting, ruoli amministrativi, operai non specializzati, revisori contabili, e più in generale tutti i lavori di routine che verranno progressivamente sostituiti da robot e intelligenza artificiale. Lo raccontavo recentemente qui, se volete approfondire.

E per quanto riguarda le competenze, di chi avranno bisogno le aziende qui a Dubai?
Le competenze più importanti sono per lo più legate a capacità che non possono essere automatizzate. Cruciale sarà la risoluzione di problemi complessi, il pensiero critico e la creatività. E, naturalmente, la gestione delle persone giocherà un ruolo importante, specialmente con le nuove soluzioni emergenti di smart-working da casa ed in mobilità in cui il coordinamento con gli altri membri del team potrebbe sembrare più difficile. Anche l’intelligenza emotiva, la capacità di giudizio e più in generale le capacità di processo decisionale evoluto svolgeranno un ruolo molto importante nel nuovo panorama lavorativo, nonché l’orientamento al servizio verso il cliente e la negoziazione. L’ultimo molto importante è la flessibilità cognitiva. In generale, gli studi dimostrano che sarà molto difficile sostituire con la tecnologia persone con ruoli molto creativi. Perciò più sarete creativi e più sarete insostituibili.

I punti più importanti da tenere in considerazione per il futuro di Dubai e per gli italiani che lavorano a Dubai?
Uno: l’automazione distruggerà posti di lavoro, ma ne crea di più di quelli che distrugge e saranno migliori, sotto molti punti di vista.
Due: abbiamo bisogno di reinventarci costantemente, ad esempio di diventare più creativi, sviluppando capacità che non possono essere automatizzate. Per questo è importante lavorare sulla formazione continua di se stessi.
Tre: l’automazione genera tonnellate di dati affidabili, che devono essere trasformati in informazioni utili. I dati sono il nuovo Oil. Chi sarà in grado di leggere ed interpretare i dati per prendere decisioni avrà sicuramente una marcia in più rispetto agli altri profili.
Quattro: dobbiamo concentrarci su come costruire esperienze migliori per tutti i principali stakeholder. In modo tale da dare un lavoro migliore alle persone, che avranno così più tempo per altre attività sia lavorative ma anche personali. Con modalità di lavoro incentrare sulla digitalizzazione, la mobilità, lo smart-working e così via.

Un consiglio pratico e concreto per trovare lavoro a Dubai…
Su Linkedin ho creato l’iniziativa #unlavoropertutti dove aiuto gli italiani a trovare un nuovo lavoro. Posto molte offerte ogni giorno sia in Italia sia a Dubai. Per le offerte di lavoro internazionali uso l’hashtag #ajobforall. La cosa più importante da tenere a mente è che ci possono volere anche sei mesi prima di trovare un lavoro a Dubai, ma una volta che si è dentro il mondo del lavoro capita con frequenza di ricevere nuove offerte di lavoro.

Hai viaggiato molto, qual è il Paese più tecnologico e innovativo nel quale sei stata?
Finora ho visitato 65 Paesi nel mondo e cerco di visitarne almeno uno nuovo al mese, come riporto nei miei report di viaggio. Sicuramente per quanto riguarda la parte Asiatica sono rimasta piacevolmente colpita da Singapore, dal Giappone e dalla Corea del Sud. Sono Paesi avanzati che senza fare troppo rumore stanno lavorando molto su tecnologia ed innovazione e ci potranno dare in futuro grandi sorprese. Poi ho un debole per gli USA e la Silicon Valley californiana, ma sono di parte avendo vissuto in USA per diversi anni. Sicuramente in questo momento storico siamo tutti in attesa del prossimo unicorno e mentre da Dubai speriamo un po’ tutti che nasca qui, bisogna considerare che in Cina forse è già nato e magari proprio da un cervello italiano.

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Coronavirus: agevolazioni per i cittadini e sostegno economico

“Siamo fiduciosi nella resilienza della nostra economia nazionale – ha sottolineato il Principe ereditario Mohamed bin Zayed – e nella sua capacità di attraversare le fluttuazioni del mercato”.

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Coronavirus: agevolazioni per i cittadini e sostegno economico dalla Banca Centrale
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

La Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato, nei giorni scorsi, un pacchetto da 100 miliardi di dirhams per ridurre l’impatto del coronavirus sull’economia del Paese.

Il programma di sostegno economico è costituito da 50 miliardi di dirham dai fondi della Banca Centrale, attraverso prestiti garantiti a costo zero per tutte le banche che operano negli Emirati Arabi Uniti, e da 50 miliardi di dirham liberati dalle riserve di capitale di ciascuna banca.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa nazionale WAM, le banche dovrebbero mantenere solidi standard di prestito, sono tenute a trattare equamente tutti i clienti e dovrebbero utilizzare i finanziamenti per concedere un aiuto temporaneo ai clienti, sia imprese del settore privato che singoli cittadini, per un periodo di 6 mesi.

A seguito dello stanziamento dei fondi dalla Banca Centrale, l’Abu Dhabi Executive Council, guidato dal principe ereditario Mohamed bin Zayed, ha rivelato 16 iniziative, nell’ambito del programma Ghadan 21 del Governo, che verranno adottate da subito ad Abu Dhabi.

Lo stesso Sceicco ha sottolineato che gli Emirati “stanno andando bene”, grazie ai primi sforzi per contenere i tassi di infezione. Nel Paese, ha dichiarato, “abbiamo adottato misure precauzionali razionali e anticipate, guardando ad altri Paesi intorno a noi, per far fronte alla sfida”.

“Siamo fiduciosi nella resilienza della nostra economia nazionale – ha ancora sottolineato il Principe ereditario in un Tweet – e nella sua capacità di attraversare le fluttuazioni del mercato”.

Ma vediamo le principali misure adottate da Abu Dhabi:

  • 5 miliardi di dirham sono i sussidi per l’acqua e l’elettricità, per i cittadini e i settori commerciali e industriali, con l’obiettivo di ridurre il costo della vita e sostenere le imprese fino alla fine dell’anno.
  •  Altri 3 miliardi di dirham sono stati assegnati al sistema di garanzia del credito per le Piccole e medie imprese, gestito dall’Ufficio di Investimenti di Abu Dhabi (ADIO), per stimolare la capacità delle Pmi nell’attuale contesto di mercato.
  • Per quanto riguarda i mercati finanziari, l’Abu Dhabi Executive Council ha stanziato 1 miliardo di dirham per istituire un fondo di market maker, per migliorare la liquidità e sostenere l’equilibrio tra domanda e offerta di titoli.
  • Ancora, la liquidazione di tutti i debiti e fatture governativi approvati entro 15 giorni lavorativi (a partire dal 16 marzo 2020), la rinuncia a tutte le sanzioni commerciali e industriali correnti e la riduzione delle tasse di leasing industriale del 25% per i nuovi contratti.
  • L’esenzione di tutte le attività commerciali e industriali dalle commissioni Tawtheeq, nonché l’esenzione delle tasse di registrazione immobiliare individuale e commerciale, la sospensione delle obbligazioni di offerta e l’esenzione per le startup di garanzie di performance per progetti fino a 50 milioni di dirham.
  • Sono sospese anche le tasse di immatricolazione per i veicoli commerciali e il pedaggio delle strade.
  • Altre iniziative includono uno sconto fino al 20% sugli affitti per i settori della ristorazione, del turismo e dell’intrattenimento, mentre per tutto l’anno saranno sospese le tasse turistiche (anche nel settore dell’intrattenimento).

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Expo 2020 Dubai: grande occasione di rilancio per l’Italia

Superata l’emergenza Coronavirus, potrà fare da volano per l’economia italiana, con ricadute positive sull’export, l’internazionalizzazione delle imprese, l’indotto turistico.

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Expo 2020 Dubai: grande occasione di rilancio per l'Italia
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Expo 2020 Dubai sarà la prima importante opportunità di rilancio e di promozione del Sistema Italia dopo l’emergenza Coronavirus. Potrà infatti fare da volano per l’economia italiana, con ricadute positive sull’export, l’internazionalizzazione delle imprese verso nuovi mercati e l’indotto turistico. A sostenerlo è Lucio Lamberti, in un’intervista rilasciata all’Ansa nei giorni scorsi, professore di Marketing alla School of Management del Politecnico di Milano e autore di una ricerca sugli impatti economici della partecipazione italiana all’Esposizione Universale di Dubai.

Stesso messaggio lanciato in questi giorni anche da Paolo Glisenti, Commissario Generale dell’Italia ad Expo 2020 Dubai. “In un momento di emergenza così delicato – ha sottolineato in un intervento al programma Omnibus su La 7 – non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico, finanziario e turistico, stiamo lavorando con grande attenzione insieme alle Regioni, le Università, i centri di ricerca, le imprese, le scuole e tanti artisti per il rilancio del Made in Italy e di tutto il Sistema Paese”.

“Expo 2020 Dubai – ha aggiunto Glisenti – può essere la prima grande occasione internazionale per l’Italia per ricostruire la propria immagine e rimettere in moto circuiti economici che oggi stanno rallentando come export e turismo. Stiamo lavorando con grande senso di responsabilità per arrivare pronti all’evento: i preparativi vanno avanti, il padiglione è in fase avanzata di costruzione, stiamo collaborando con 16 Regioni, 95 Università e centri di ricerca e 45 aziende che hanno già aderito al progetto”.

Intanto anche gli organizzatori di Expo 2020 Dubai hanno confermato che i preparativi stanno procedendo come previsto e che stanno monitorando attentamente la situazione, giorno dopo giorno: “ci stiamo consultando molto da vicino con le autorità locali e l’Ufficio internazionale di Parigi – si legge in un comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi -, la pianificazione prosegue, ma riconosciamo la difficoltà che il mondo sta affrontando e la salute di tutti coloro che visitano e lavorano a Expo sono per noi di fondamentale importanza”.

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Coronavirus: quali i danni all’economia del Golfo?

Si prevede che l’epidemia sarà contenuta molto prima dell’inizio dell’Expo ed è improbabile che possa avere un impatto sul numero di eventi in programma o sui visitatori.

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Coronavirus: quali i danni all'economia del Golfo?
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Anche i Paesi del Golfo, Emirati Arabi in testa, stanno adottando misure straordinarie per evitare la diffusione del coronavirus e per arginare i danni economici di cui già si cominciano ad avvertire i primi effetti.

In tutto il Medio Oriente si parla di oltre 2500 contagi, ma non è semplice e avere numeri attendibili. Sicuramente i casi sono in crescita e si stanno diffondendo rapidamente in diversi Paesi, per via dei tanti spostamenti, per lavoro ma anche per turismo, compreso quello religioso, che caratterizzano questa zona del mondo.

Se negli Emirati Arabi i casi dichiarati dal Ministero della Sanità sono 27, dei quali 5 persone già guarite, proprio in questi giorni il coronavirus è arrivato in Bahrein, Kuwait e Qatar. Secondo quanto ricostruito seguendo gli spostamenti di chi è stato contagiato, il virus sarebbe arrivavano dall’Iran, uno dei Paesi più colpiti.

Negli Emirati è stata presa oggi la decisone di chiudere tutte le scuole (oltre agli asili, già chiusi, anche gli altri gradi fino all’università), per quattro settimane e, come abbiamo letto sui giornali, sono state cancellate le ultime due tappe dello UAE Tour, la gara di ciclismo che si corre ogni anno nel Paese, dopo che due italiani, membri dello staff di una delle squadre, sono risultati positivi.

E se tra i residenti c’è un po’ di apprensione, considerando la natura delle città, dove si incrociano persone provenienti da oltre 180 nazionalità differenti, il Governo ha fatto sapere che è pronto ad affrontare una eventuale emergenza. Secondo quanto dichiarato, è addirittura in costruzione una nuova struttura medica per curare le infezioni da coronavirus nel caso l’epidemia dovesse espandersi maggiormente.

E l’economia, come ne sta risentendo? Secondo il Center for Economics and Business Research (CEBR), in un mondo ormai interconnesso, si potrebbe registrare una perdita complessiva di 160 miliardi di dollari, un impatto negativo sul PIL mondiale compreso tra l’1,8% e il 6%.

Per quanto riguarda i Paesi del Golfo e l’area Mena, invece, si prevede che la crescita del PIL diminuirà tra lo 0,5 e l’1,2%. Considerando la velocità e l’entità della diffusione del virus, hanno sottolineato in questi giorni diversi analisti, l’epidemia avrà gravi conseguenze per l’economia mondiale e le economie regionali, in particolare per gli stati GCC esportatori di petrolio. Ed insieme al settore petrolifero, che vede un notevole rallentamento della domanda cinese di energia (petrolio, gas e prodotti petrolchimici) dalla regione, verrà pesantemente colpito anche il settore del turismo, a causa della diminuzione del flusso di turisti cinesi (e non) in questa parte del mondo.

Apprensione, infine, anche per Expo 2020 Dubai, che dovrebbe attirare 25 milioni di visitatori nei suoi sei mesi di durata, con il il 70% di persone proveniente da fuori gli Emirati Arabi Uniti. Mentre gli organizzatori hanno dichiarato che stanno monitorando attentamente, giorno per giorno, la situazione, gli analisti prevedono che l’epidemia del virus sarà contenuta molto prima dell’inizio dell’Expo ed è improbabile che possa avere un impatto sul numero di eventi in programma o sui visitatori.

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