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Ilaria Caielli: 101 curiosità sugli Emirati Arabi Uniti

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Ilaria Caielli: 101 curiosità sugli Emirati Arabi
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Scrittrice, mamma, expat. Una laurea in storia dell’arte, tanti viaggi e l’entusiasmo di conoscere ed esplorare, senza pregiudizi. Lei è Ilaria Caielli e, insieme a Roudha Al Marri, sua vicina di casa quando viveva qui negli Emirati Arabi, ha deciso di scrivere un libro, rispondendo a 101 curiosità sulle tradizioni, la cultura, gli usi e i costumi di questo Paese. “Uae 101, Stories and Cultural Learnings”, questo il titolo, dopo essere stato presentato all’Ambasciata Italiana di Abu Dhabi, è uscito proprio in questi giorni nelle librerie di Dubai e Abu Dhabi.

Ilaria, una breve presentazione di te stessa
Italiana, zona lago Maggiore, expat da quasi dieci anni (prima in Cina, poi negli Emirati, Seychelles e ora Cipro) ho una laurea in storia dell’arte e – fra un viaggio e l’altro – sono in dirittura d’arrivo per una seconda laurea magistrale in comunicazione editoria e culture della moda presso la Statale di Milano. Per diversi anni ho lavorato a Milano nel settore dell’editoria periodica. Sono freelance contributing editor per Vanity Fair Italia e Wired, sto scrivendo un altro libro e ho due figli.

Quanto hai vissuto negli Emirati Arabi? Che cosa ti aveva spinta qui?
Ho vissuto negli Emirati tre anni, dal 2013 al 2016, seguendo mio marito che per ragioni lavorative si era trasferito lì.

Come è nata l’idea di questo libro?
Dalla curiosità nei confronti del luogo e delle persone. Io amo leggere e conoscere: avevo già avuto la possibilità di pubblicare un libro nel 2013 per cui avevo già idea di come procedere. L’idea si è poi concretizzata perché ho avuto la fortuna di conoscere Roudha Al Marri, all’epoca mia vicina di casa, una ragazza locale aperta e solare…così ho colto l’occasione al volo. Le ho proposto il progetto, lei ha accettato di condividere le sue esperienze e di rispondere a 101 curiosità. Da qui è nato il nostro libro, scritto a quattro mani.

Ci racconti qualche curiosità sugli usi e costumi degli Emirati?
Non svelo nulla, vi consiglio la lettura del libro. In particolare i capitoli “Traditions” e “Speak and Greet” che rivelano particolari interessanti sulla vita “segreta” del locali.

Quali sono secondo te gli aspetti della cultura emiratina che più differiscono da quella europea/italiana? E le affinità, invece?
Non amo parlare di differenze. Ogni popolo ha una cultura specifica che è il risultato di avvenimenti storici e politici, credenze, tradizioni. Tutti aspetti che messi insieme creano identità peculiari. Il vantaggio di essere expat è proprio quello di poter entrare in contatto con una miriade di culture diverse, prendere qualcosa da ognuna di esse e farla in parte propria.

Quali erano state per te le difficoltà maggiori ad adattarti alla vita negli Emirati Arabi?
Non avevo avuto nessuna difficoltà! Accolgo ogni nuova esperienza all’estero con entusiasmo, voglia di conoscere ed esplorare, senza pregiudizi. Sono una persona che ama le sfide in generale.

Dove possiamo trovare il tuo libro?
Lo trovate nelle librerie Magrudy’s, Kinokuniya e Borders. Il prezzo è 40 dirhams. Buona lettura!

 

 

Ilaria Caielli: 101 curiosità sugli Emirati Arabi

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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