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Come sopravvivere agli addii di Dubai

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Come sopravvivere agli addii di Dubai
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Mi sono trovata tempo fa nella strampalata situazione di cercare di rincuorare una cara amica, sconfortata dall’ennesimo saluto a cui la stava forzando Dubai, improvvisando una serie di consigli dall’alto dei miei 10 anni e più in questa città irrequieta alle spalle. È inutile negare che il dispiacere ci sia. Agli addii che creano anche piccole rivoluzioni nel nostro quotidiano non ci si abitua mai. Magari con il tempo si può imparare a sopravvivere senza necessariamente dover rinunciare ad affezionarsi ancora e a stringere nuove amicizie preziose. Non so se il mio sia un sistema valido, o sensato, o condivisibile: alla fine è vero che per molti aspetti io sono un’araba fenice che risorge dalle proprie ceneri, come diceva qualcuno, e non siamo tutti uguali. Però non si sa mai, magari i miei piccoli stratagemmi sono utili per qualcuno: perché non provare a scriverli in forma di decalogo, come va tanto di moda?

Vediamo.

  1. Cercare di mantenere una rete abbastanza larga ed eclettica di contatti da non rischiare mai di rimanere completamente soli, ma allo stesso tempo non troppo estesa da diventare impersonale e dispersiva. Soprattutto a Dubai il networking è qualcosa di maniacale, molto superficiale e mirato esclusivamente a interessi professionali o tornaconti personali, il che può creare per contrasto grossi momenti di solitudine. I rapporti umani sono un’altra cosa.
  2. Essere sempre consapevoli della differenza che c’è fra le persone con le quali ci si sente veramente affini e le persone che si frequentano anche in modo assiduo solo perché uniti da un hobby o un interesse comune. Le seconde sono simpatiche e piacevoli ma rimpiazzabili, le prime no e sono queste quelle con le quali sulla lunga distanza si rimarrà in contatto.
  3. Non farsi prendere dall’ansia se una persona di quelle più strette che parte, per un poco non si fa viva. Non ci ha dimenticati ma semplicemente sta affrontando la nuova vita e si sta creando nuovi equilibri. Basta un messaggio per ricreare subito il clima di intesa di sempre.
    3a. Questo è un corollario personale, ma nella mia esperienza riscontro sempre più spesso che le persone che contano davvero prima o poi le ritroviamo quando meno ce lo aspettiamo, che sia sotto casa o in un pomeriggio londinese. I rapporti cambiano forma ma chi conta davvero non lo perdiamo.
  4. Comunque, quando arriva la notizia che una persona cara se ne sta andando, cercare subito di guardarsi attorno e ampliare le proprie conoscenze o i propri interessi. Ci sono tante persone carine al mondo, persino a Dubai, e alcune possono stupirci anche in breve tempo. Le persone care non sono sostituibili e non vengono dimenticate, ma avere accanto qualcuno di nuovo da ricominciare a scoprire può aiutare a superare il dispiacere inevitabile del distacco. E se dovesse rivelarsi una delusione, almeno ci abbiamo provato.
  5. Non cadere nel tranello di scambiare chat di gruppo, pagine Facebook e quant’altro per grupponi di amici veri. Gli strumenti telematici sono molto utili, soprattutto nei primi tempi, ma il rapporto diretto e personale è quello che conta.
  6. Naturalmente, imparare a star bene anche da soli. Avere un proprio nucleo consolidato di interessi e passioni secondo me è indispensabile.
  7. Pensare che un giorno, in questa città, sarà il nostro turno di ricoprire il ruolo di quelli che partono. Non so che tipo di conforto dovrebbe portare questa osservazione ma è la verità. Mal comune mezzo gaudio?
  8. E se proprio nessuno dei punti precedenti funziona, giocatevi il jolly: è vero che a Dubai tutti se ne vanno di continuo e che ci troviamo troppo spesso a salutare gente che non vorremmo mai se ne andasse, però la ruota gira e prima o poi se ne dovrà pur andare anche quella persona che ci sta tanto sulle scatole infelicitandoci la vita da anni… o no?

Come temevo non sono riuscita a compilare un decalogo. Come si chiama un elenco semi-serio in otto punti, ottalogo? Che ottalogo sia.

Nata a Roma, una laurea in Ingegneria meccanica biomedica, dopo una carriera in multinazionali del settore IT lavora da parecchi anni come traduttrice professionale free-lance. Ha un diploma in Interior design ed è fra le prime socie fondatrici del Club Soroptimist International Gulf-Dubai, il primo in assoluto in questa parte di mondo. Ama Dubai con tutte le sue contraddizioni, anche perché qui è nata la sua bambina ed è qui che sono stati adottati quattro dei sei gatti che compongono il suo nucleo familiare. Desidera condividere le proprie esperienze in questa città a volte stancante, ma sempre sorprendente, con gli expat, Italiani e non, che continuano ad arrivare a Dubai.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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