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Diwali, la festa delle luci

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Diwali la festa delle luci
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Vi siete mai trovati negli stretti vicoli del souk di Dubai, immersi nel profumo di gelsomino e incenso, tra i colori delle corone di fiori e le immagini delle divinità induiste? Se non ci siete ancora stati, andarci durante il Diwali, la festa delle luci, è un’esperienza unica, anche per capire come in questa città riescano a convivere tradizioni e culture differenti. La comunità indiana è la più numerosa di Dubai e il Diwali diventa quindi una festa che coinvolge un po’ tutti noi. Nelle scuole organizzano giornate a tema (con gli immancabili lavoretti di art&craft) e in giro per la città troverete eventi e intrattenimenti dedicata alla celebrazione più importante della cultura induista.

Che cos’è il Diwali?

Diwali, che quest’anno comincia il 7 di novembre, è la festa induista che celebra il trionfo del bene sul male. I festeggiamenti durano cinque giorni, nel mese di ashwayuja, che solitamente cade tra ottobre e novembre. Simbolicamente si festeggia il ritorno della luce nella sua casa di origine, il nostro corpo, dopo avere sconfitto tutte le cattive tendenze (Ravana). La più popolare leggenda legata all’origine del Diwali racconta che il re Rama tornò nella città di Ayodhya dopo 14 anni di esilio nella foresta. Il popolo, per indicargli la strada e per celebrare il suo ritorno, accese file (Avali) di lampade (Dipa) in suo onore: da qui il nome Dipawali o Diwali.

Queste giornate sono l’occasione per rendere omaggio ai propri antenati e alle divinità (in particolare a Lakshmi, dea della ricchezza e della prosperità), consolidare i legami con la famiglia, con gli amici, con la comunità e, per i giainisti, corrispondono all’inizio dell’anno. La tradizione vuole che vengono accese candele o particolari lampade (Diyas) – che vedrete alle finestre e sui balconi delle famiglie indiane in tutta Dubai – per indicare la vittoria personale del bene sul male e il ritorno della fede.

Nel giorno della festa, è consuetudine alzarsi molto presto la mattina e fare un bagno purificatorio prima dell’alba, seguito da un massaggio con oli profumati (un rito propiziatorio, questo, che simboleggia il bagno nel Gange). Si usa inoltre indossare vestiti nuovi, scambiarsi denaro e organizzare piccoli banchetti con alcuni dolci tipici: i Burfi, fatti con latte, cocco, mandorle, anacardi e zucchero, o i Ras Malai, a base di formaggio e pistacchio.

Davanti ai tempi e alle case (qui a Dubai anche all’interno delle abitazioni) vengono disegnati per terra gli spettacolari Rangolis: intricate immagini floreali o geometriche eseguite con farina di riso e polveri colorate. Si tratta di disegni rituali bene auguranti, divenuti nel tempo una vera e propria arte: ogni regione indiana ha la sua tecnica e ogni famiglia le sue tradizioni tramandate di madre in figlia.

Cosa fare a Dubai

  • Una passeggiata per Bur Dubai dove, in tutti i negozi, troverete gli oggetti tipici per il Diwali. Di notte rimarrete incantati dalle centinaia di candele e lampade accese.
  • Una visita ai templi induisti, che si trovano tra il Dubai Creek e la Grande Moschea, a Bur Dubai, nascosti tra le strette vie del souk.
  • Una visita al souk dell’oro dove i negozi espongono elaborati gioielli. Due giorni prima di Diwali è infatti la festa di Dhanteras, durante la quale è di buon auspicio comprare oro o argento: se si acquista un oggetto prezioso in questo giorno, non si avranno problemi economici per tutto l’anno.
  • Se avete un amico indiano, chiedetegli di partecipare a una cena Diwali tradizionale. Altrimenti fermatevi in qualche negozio o ristorante indiano per assaggiare almeno i dolci tipici.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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