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Italiani, strana gente

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Su Quora, la rete sociale dove gli utenti possono pubblicare domande e risposte su qualunque argomento, mi sono imbattuta in questo assurdo interrogativo: “Do Italians eat pizza on Christmas day? I noticed the pizza restaurants are mostly empty”. E proprio questo profondo quesito mi ha fatto pensare: “ma cosa stracappero pensano gli altri di noi italiani?”.

Ho fatto una breve ricerca sul Web e ho scoperto che alcune delle nostre abitudini, o parti della nostra cultura, sono considerate parecchio strane dai non-italiani (e tralascerò il bidet, perché se nel resto del mondo nessuno lo usa e non ci sono le basi dell’igiene intima, non è certo colpa nostra).

Bene, le nostre stranezze, agli occhi degli altri, come dicevo sono tante.

Chiediamo il “permesso” per entrare, ad esempio. Sì, lo so, siamo stati invitati proprio dal padrone di casa, quindi perché dire “permesso” arrivati alla porta? A regà, semo o non semo la patria di Galeazzo, l’inventore del galateo? Daje.

 

Per alcuni (sopratutto americani) può suonare strano il fatto che non facciamo colazione con le uova. No, noi si fa la colazione con il cappuccino, e non lo si beve certo a pranzo con la pasta (siete voi che sbagliate, mi dispiace!)

Già, non abbiamo lo Starbucks. Allora, io alla sirena voglio pure bene, mi sta simpatica e sono campionessa olimpionica di storpiatura del nome, però noi abbiamo una cosa chiamata “caffè”…che non è quella cosa annacquata che bevete voi. In Italia beviamo il caffè vero, quello che ti da due begli schiaffi al mattino per farti risorgere e andare a lavoro o riprendere dopo la pausa pranzo.

Gesticoliamo parecchio. Italiani campioni di “drama”. Sì, ve ne rendo atto. Amiamo esprimerci con tutti e quattro gli arti. Shakespeare ce spiccia casa.

Non possediamo tutti quanti una vespa o una vecchia 500. Eh, no, purtroppo non viviamo più ai tempi di Vacanze Romane…

Perché diciamo spesso “Mamma mia”? Qui ringraziamo la Nintendo, perché in realtà non conosco nessun italiano che imprechi invocando sua madre. A meno che non sia un idraulico basso, vestito di rosso, con i baffi e che mangia funghetti.

Non siamo abituati a dare la mancia. So che questo per uno straniero possa sembrare sgarbato e cattivo, ma in realtà i camerieri italiani non vivono di mance come accade all’estero. Da questo punto di vista siamo un pochino più generosi, al contrario: paghiamo il “coperto” da clienti e uno stipendio semi decente da titolari.

Bacini, bacini everywhere. In molti dicono che noi italiani abbiamo questa strana e pessima abitudine di salutare tutti quanti con due bacini sulle guance ed un caloroso lungo ed eterno abbraccio. Vi assicuriamo che non è così. Non per tutti, almeno.

E a voi cari Expat, quali altre accuse di “stramberia” sono state mosse dalla Santa Inquisizione dei Normali?

Vegana, metallara, misantropa, elfa, nerd. Dopo aver perso il lavoro, dopo nove lunghi anni di dedizione alla scrivania, causa "crisi", decide sia giunto il momento per lei di trovarsi una professione, piuttosto che il "posto fisso". Incontra DraculApp e si reinventa così Developer, Designer e infine Social Media Strategist, trovando così la Felicità (ma non l'Amore, per quello sta messa peggio di Fighting Jumeirah Jane). Da quando è a Dubai ha scoperto di essere un'accumulatrice seriale di conchiglie.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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