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We Can Do It: le donne contro il Climate Change

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We Can Do It: le donne contro il Climate Change
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*Questo articolo è stato gentilmente concesso da Sail Magazine e tradotto in italiano

Conclusa la settimana della sostenibilità, che si è tenuta ad Abu Dhabi dal 12 al 19 gennaio, pubblichiamo un interessante ed originale articolo scritto da Maryam Almheiri, giovane emiratina laureata in Scienze ambientali.

Se ti venisse chiesto di indicare un metodo efficace per contribuire a fermare i cambiamenti climatici, quale sarebbe la tua riposta? L’uso di veicoli elettrici, probabilmente, oppure investire in energia rinnovabile nucleare. Non possiamo negare la loro importanza, ma c’è un punto cruciale e trascurato che sicuramente non sarebbe tra le tue risposte: educare le ragazze.

Se stai cercando di capire qual è la correlazione, il ruolo delle donne e delle ragazze potrebbe diventare più evidente se spostassi leggermente la prospettiva sulla nostra potenziale forza contro il cambiamento climatico. Alcuni esempi molto basilari di sostenibilità, in termini di consapevolezza, sono la gestione delle risorse naturali e il controllo della popolazione; se si considera che una ragazza che studia è più incline a ritardare le gravidanze ed è più propensa a dare alla luce un numero inferiore di bambini, la questione è presto spiegata. Homi Kharas, Vice Presidente e Direttore ad interim di Global Economy and Development, ha condotto uno studio nel 2016 e ha dimostrato come l’istruzione secondaria ricevuta da tutte le donne nel mondo porterebbe a 2 miliardi di persone in meno sul pianeta entro il 2050 e fino a 5 miliardi in meno nel 2100, rispetto a quanto invece accadrebbe con i tassi di fertilità attuali. Investire nell’educazione delle ragazze e concedere loro l’accesso alla pianificazione familiare e delle nascite, porterebbe a 120 gigatoni di anidride carbonica in meno entro il 2050, rispetto ai 90 gigatoni che sarebbero ridotti da altri tipi di interventi, come ad esempio il limitare i clorofluorocarburi (CFC). (Kwauk and Winthrop, 2017)

Il tema del controllo della popolazione solleva spesso preoccupazioni etiche. Se portare avanti il genere umano è una necessità, il punto cruciale è che il mondo si sta avvicinando alla sovrappopolazione. Le tendenze mostrano che entro il 2030 il 97% dell’aumento della popolazione avverrà nei paesi in via di sviluppo. Ma i demografi hanno scoperto che esiste una connessione fondamentale tra l’emancipazione delle donne e famiglie più piccole e quindi più sostenibili. L’idea di una “popolazione sostenibile” costituisce un forte contro argomento alle questioni etiche, considerando che le donne nei paesi in via di sviluppo – attualmente circa 225 milioni – non hanno gli strumenti per pianificare le gravidanze (Kwauk e Winthrop, 2017). L’approccio corretto dovrebbe quindi partire dalla giustizia di genere, e dai diritti, attraverso l’educazione e la consapevolezza, non certo da leggi imposte contro la riproduzione (Braga e Kwauk, 2017).

Per mettere ulteriormente le cose in prospettiva, possiamo guardare a Project Drawdown. Project Drawdown è un gruppo di ricercatori e scienziati che hanno avviato attività multidisciplinari per classificare i modi più efficaci per resistere al cambiamento climatico e per far scendere ogni anno la concentrazione di gas serra nella nostra atmosfera (da qui il nome, “Drawdown”). La loro analisi ha portato ad identificare 80 misure immediate e 20 concetti per il futuro prossimo, classificati in una lista delle “100 soluzioni più potenti per invertire il riscaldamento globale”. In questa classifica, i parchi solari si trovano al numero 8 e i veicoli elettrici al 26, le bioplastiche al 47 e l’energia nucleare al 20. Educare le ragazze è al numero 6.

Gli studi dimostrano anche che leader donne tendono a tenere in maggior considerazione la conservazione, la protezione e la sostenibilità, e lo fanno in modo significativamente più frequente ed efficace rispetto ai colleghi uomini (Braga e Kwauk, 2017). Una leader donna, a qualsiasi livello diventa un pilastro fondamentale nel supportare altre ragazze e nel trasmettere alle generazioni future la consapevolezza e l’impegno per combattere il cambiamento climatico. Quindi, a prescindere dal tuo genere, prendi in considerazione l’idea di sostenere iniziative che includano le ragazze, che mirino a sviluppare le competenze di “green economy”o che incoraggiano il coinvolgimento delle donne nella scienza e nella tecnologia. Forse un giorno potrai così vedere la soluzione al problema del cambiamento climatico, grazie alle conoscenze di una donna che hai contribuito ad educare.

Bibliografia

Basij-Rasikh, S. (2018, October 09). Want to fight climate change? Educate a girl. Retrieved October 9th, 2018, from https://ideas.ted.com/want-to-fight-climate-change-educate-a-girl/

Braga, A. & Kwauk,C. (2017, September 27). 3 ways to link girls’ education actors to climate action. Retrieved October 9th, 2018 https://www.brookings.edu/blog/education-plus-development/2017/09/27/3-ways-to-link-girls-education-actors-to-climate-action/?utm_medium=social& utm_source=facebook&
utm_campaign=global

Kharas, H. (2016, February 16). Climate change, fertility and girls’ education. Retrieved December 13th, 2018 from https://www.brookings.edu/blog/future-development/2016/02/16/climate-change-fertility-and-girls-education/

Kwauk. & Winthrop, R. (2017, June 2). Concerned about the Paris Agreement? There’s still hope through girl’s education. Retrieved December 13th, 2018 from https://www.brookings.edu/blog/education-plus-development/2017/06/02/concerned-about-the-paris-agreement-theres-still-hope-through-girls-education/

Project Drawdown (2018). 100 Solutions to reverse Warming. Retrieved Oct 9th, 2018 from https://www.drawdown.org/

Laureata in Scienze ambientali, ha interessi che spaziano dalle foreste alle scienze forensi. Avida lettrice, ha una vera passione per il Sapere.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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