Connect with us

Lifestyle

Vita da expat: intervista alla psicologa Valentina Verderio

Published

on

The Journal of Italian Healthcare World
Tempo di lettura stimato: 3 minuti
*Pubblichiamo un estratto, gentilmente concesso da The Journal of Italian Healthcare World, dell’intervista di Nicoletta Mele alla psicologa clinica Valentina Verderio

Anche se un italiano su quattro, il 27% per la precisione, dice di non sentirsi a casa nel Paese che lo ospita e un altro 17% sostiene che non lo sarà mai, solo un quarto pensa ad un probabile rientro in Italia. I dati arrivano dal Rapporto 2018 di Expat Insider, indagine annuale ed internazionale sul mondo visto attraverso gli expat di ogni nazionalità.

Numeri a parte, la parola “expat” racchiude tante emozioni e sentimenti diversi, spesso contrastanti. Qual è il percorso da seguire per fronteggiare in maniera positiva i traumi e gli imprevisti e riorganizzare la propria vita? Quanto è importante la resilienza per la propria identità nel trasferirsi all’estero? Come sviluppare e migliorare il proprio recupero emotivo? Qual è l’impatto psicologico dei figli expat e il ruolo dei genitori?

Nicoletta Mele, per The Journal of Italian Healthcare World, ha intervistato Valentina Verderio, psicologa clinica a Dubai.

Dottoressa, lei è psicologa clinica con esperienza nel supporto di persone expat. Cosa significa essere expat dal punto di vista psicologico?
E’ prima di tutto un cambiamento e dal punto di vista psicologico: può avere impatti diversi che possono anche portare a problematiche emotive gravi. La vita di un expat inevitabilmente comporta delle sfide pragmatiche, chi intraprende questo tipo di percorso deve abituarsi a convivere con un perenne senso di incertezza e imparare a far fronte ai continui cambiamenti. Occorre focalizzare l’attenzione sul concetto di partenza, di separazione e di arrivo. Maturare la scelta di partire per un altro Paese significa scontrarsi con il concetto e con il vissuto di separazione: ci si separa dal contesto familiare, affettivo, sociale e culturale originario e questa scelta provoca una rottura dell’equilibrio preesistente. Questa fase costituisce un momento contraddittorio di sofferenza, unita ad aspettative rivolte verso il nuovo Paese e la nuova vita. La partenza e la separazione provocano la necessità di elaborare queste esperienze proprio come un lutto: il lutto della separazione dal gruppo originario, dai legami costruiti durante l’infanzia, dalla famiglia, dagli amici, dalle abitudini, ma anche dalla lingua e dalla cultura di appartenenza. Le condizioni nelle quali avviene, i motivi stessi della scelta intrapresa, sono importanti perché condizionano tutta la traiettoria dell’esperienza migratoria. Traiettoria che non è solo geografica, ma anche mentale ed emotiva. Il cambiamento dal punto di vista psicologico non è sempre chiaro e può portare, in un secondo momento, a vissuti ambivalenti ed estranianti. Ciò che ero, in condizioni diverse, muta e si trasforma acquisendo competenze nuove, affrontando sfide non previste, sopravvivendo a condizioni impervie. Questo può talvolta risultare estraniante e portare a vissuti dissociativi, stati ansiosi e/o depressione, bloccando cosi’ l’adattamento e il cammino verso nuove esperienze.

Qual è il consulto più comune che le viene richiesto?
I consulti sono molto vari e la ricerca di aiuto non avviene solo quando le emozioni riguardanti il trasferimento all’estero diventano ingestibili o influenzano il normale svolgimento della vita quotidiana, facendo insorgere sintomi quali attacchi di panico, sensazioni di forte estraniamento, perdita cronica di attenzione, disturbi del sonno, vissuti di tristezza e pianto, ma anche quando insorgono altre problematiche che non coinvolgono direttamente la problematica “expat” anche se a volte possono essere concatenate o esacerbate come ad esempio problemi di coppia, relazionali, lavorativi.

Shock culturale inverso, ovvero tornare nel proprio Paese ma non sentirsi più a casa. Perché accade?
Perché nel momento in cui si ritorna a casa ci si aspetta di ritornare in un posto che rappresenta per noi “la nostra casa” come l’abbiamo lasciata. Tornare a casa, dopo anni trascorsi all’estero può non risultare così facile come si pensa: l’ambiente che una volta si sentiva come familiare è inevitabilmente cambiato; la città ha assunto un altro aspetto, la famiglia e gli amici di una vita hanno intrapreso la propria strada. Tali cambiamenti causano una mancanza di familiarità nell’expat che in qualche modo rivive le fasi iniziali del proprio adattamento in terra straniera.

Alla luce di quanto detto, qual è il suo messaggio?
Lasciare le proprie sicurezze per l’ignoto può comportare moltissime sfide, sia a livello pratico che a livello psicologico, ma chiunque abbia il desiderio di mettersi alla prova e testare le proprie capacità di adattamento non deve lasciarsi spaventare: essere informati, saper riconoscere le proprie emozioni e soprattutto saperle gestire sono alla base di una vita da “expat” di successo.

Qui trovate l’intervista integrale a Valentina Verderio 

Click to comment

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Lifestyle

Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

Published

on

Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
Tempo di lettura stimato: < 1 minuto

Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

Continue Reading

Lifestyle

Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

Published

on

Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

Continue Reading

Lifestyle

Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

Published

on

Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
Tempo di lettura stimato: < 1 minuto

Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

Continue Reading

WAM.AE News

Trending

Copyright © 2014-2020 Dubaitaly

Vai alla barra degli strumenti