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Che fine ha fatto il Salvator Mundi?

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Che fine ha fatto il Salvator Mundi?

Prosegue il mistero intorno al Salvator Mundi, il dipinto attribuito a Leonardo Da Vinci che avrebbe dovuto essere l’attrazione di punta del Louvre di Abu Dhabi. Atteso per lo scorso settembre, la sua esposizione è poi stata rimandata senza spiegazioni, e qui negli Emirati non se ne è più saputo nulla.

Intanto il New York Times, che ha seguito dall’inizio il burrascoso destino di questo quadro, ha proseguito la sua inchiesta: il Salvator Mundi, ha pubblicato il giornale nei giorni scorsi, è scomparso. Dopo essere stato venduto, nel novembre del 2017 all’asta di Christie’s, alla cifra record di 450 milioni di dollari e in soli 19 minuti, si sono perse le sue tracce. Nessuno sa dove sia finito e, secondo il quotidiano, c’è qualcuno che non vuole parlare.

In realtà non è mai stato chiarito nemmeno chi abbia acquistato il dipinto più costoso mai venduto ad un’asta: l’acquirente potrebbe essere stato un delegato del principe ereditario saudita (che lo avrebbe poi donato ad Abu Dhabi) oppure, come sottolineato dal New York Times, direttamente il principe Bader bin Abdullah bin Mohammed bin Farhan al-Saud, divenuto Ministro della cultura in Arabia Saudita due mesi dopo l’asta. Sta di fatto che lo staff del Louvre de sable ha dichiarato di non sapere dove sia l’opera e la stessa risposta è arrivata anche da Louvre di Parigi, che avrebbe dovuto includere il quadro nella mostra organizzata per le celebrazioni dei 500 anni della morte di Leonardo, il 2 maggio.

Definito la “più forte affermazione di Leonardo sull’elusività del divino” dallo storico d’arte Martin Kemp, sembra proprio che l’ambiguità di questa Monna Lisa in versione religiosa abbia stregato anche la sua storia. E così il Salvator Mundi, piccolo dipinto su legno che molti critici nemmeno pensano sia nato dal pennello di Leonardo, fa discutere da sempre: ritenuto distrutto, è stato infatti ritrovato in pessime condizioni nel 2007 e la sua originalità è stata più volte messa in discussione per via del particolare della sfera che regge Gesù nella mano sinistra; secondo alcuni storici dell’arte, infatti, Leonardo stava portando avanti, proprio negli anni al quale risale il dipinto, uno studio sulla luce e i riflessi attraverso la sfera di vetro avrebbero dovuto deformare l’immagine. Un particolare al quale Leonardo, da scrupoloso scienziato quale era, non avrebbe potuto trascurare. E’ solo nel 2011, dopo il restauro del quadro avvenuto negli Stati Uniti, che la maggior parte degli studiosi hanno attribuito infine il dipinto a Da Vinci.

Insomma, in quello che è già stato definito un intrigo internazionale, dove si mescolano probabilmente anche rapporti diplomatici e giochi di potere, per ammirare “il nostro dono al mondo”, come Mohamed Khalifa al-Mubarak, capo del Dipartimento della Cultura di Abu Dhabi, aveva definito il Salvator Mundi, dovremo ancora aspettare.

 

 

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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