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Sempre più italiani, sempre più cittadini del mondo

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Sempre più italiani, sempre più cittadini del mondo
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

È curioso come cambi il senso di appartenenza al proprio Paese di origine dopo un po’ che si vive a Dubai. Da un lato si tende a far maggiormente riferimento alle radici: per esempio diventiamo ossessionati dalla ricerca dei sapori nostrani a tavola e dipendenti da quei prodotti o servizi erogati dai connazionali, rischiando anche a volte fregature solenni e comunque spese spesso sopra la media, pur di sentirci ancora un poco a casa. Dall’altro, si interagisce con persone di ogni Paese, religione, etnia, cultura, lingua e in questo modo acquisiamo una percezione molto più umana e diretta di ciò che succede ovunque, nel bene e nel male. Insomma, diventiamo al contempo più Italiani e più cittadini del mondo, nell’ennesima delle infinite contraddizioni con le quali si impara a convivere trasferendosi qui.

Ogni volta che nella nostra vita quotidiana entriamo a contatto con qualcuno, questa persona e il suo microcosmo non sono più estranei, e quando leggiamo sul giornale notizie relative al suo Paese le sentiamo più nostre perché, bando alle ipocrisie, è assolutamente normale sentirsi molto più coinvolti da fatti che direttamente o indirettamente ci sembrano più vicini. Eventi felici o tragici, dal matrimonio del Principe Harry alla guerra civile, fino all’orrenda strage di Pasqua o al terremoto che ha colpito le Filippine, risuonano molto più profondamente in noi se letti condividendo l’emozione della mamma inglese della compagna di scuola della figlia, lo strazio del medico di famiglia siriano o il dolore del collega dello Sri Lanka. La lista di situazioni che per noi passano da “cronaca estera” a “vicende personali” cresce continuamente al crescere delle persone che conosciamo e che entrano a far parte della nostra cerchia, che si tratti di Kenya, Venezuela, Libia, Nuova Zelanda, Francia o Birmania. E ci sembrano davvero strani e ancor più ridicoli, adesso, quei post di Facebook con il solito incipit “Non ne parla nessuno, ma tutti devono sapere che…”: perché qui se ne parla, eccome. Per esempio se ne parlava proprio ieri alla playdate dei bambini dopo scuola. Per dire.

Per chi non è proprio fatto di coccio, allora, Dubai diventa qualcosa di molto più importante e profondo dei soldi, della sicurezza, dei messaggi marketing che rievocano una “Milano da bere” fuori tempo massimo, dell’andamento degli affitti o delle situazioni sociali a dir poco borderline: Dubai con tutte le sue contraddizioni, che pure ci sono e sono stridenti, diventa la nostra immersione totale nell’umanità, la terapia d’urto per aprire gli occhi e sentirci parte di qualcosa di estremamente interconnesso, senza inizio né fine, senza stranieri né estranei.

Forse un triennio di base a Dubai con eventuale biennio di specializzazione andrebbe imposto a tutti, come lezione di vita. Non illudiamoci: di sicuro molti ne uscirebbero invariati o, per reazione, anche più ottusi e dotati di paraocchi più spessi di prima, ma probabilmente tanti altri vedrebbero ampliate le proprie vedute e il proprio modo di sentire e percepire gli altri. Dubai come scuola obbligatoria di empatia senza confini. Ce ne sarebbe davvero tanto bisogno in questo mondo che sembra scivolare lentamente verso l’indifferenza collettiva.

Nata a Roma, una laurea in Ingegneria meccanica biomedica, dopo una carriera in multinazionali del settore IT lavora da parecchi anni come traduttrice professionale free-lance. Ha un diploma in Interior design ed è fra le prime socie fondatrici del Club Soroptimist International Gulf-Dubai, il primo in assoluto in questa parte di mondo. Ama Dubai con tutte le sue contraddizioni, anche perché qui è nata la sua bambina ed è qui che sono stati adottati quattro dei sei gatti che compongono il suo nucleo familiare. Desidera condividere le proprie esperienze in questa città a volte stancante, ma sempre sorprendente, con gli expat, Italiani e non, che continuano ad arrivare a Dubai.

2 commenti

2 Commenti

  1. Marzia

    28 Aprile, 2019 a 12:26

    Ciao , scusa, sono nuova del sito, sono un medico di medicina generale, lavoro attualmente in Lombardia, ma francamente sono stanca di vivere in questo grosso “asilo” che sta diventando l’Italia, e mi stavo guardando intorno. A Dubai mi piacerebbe molto vivere, ma non so a chi chiedere , leggevo una intervista del dr Viel, che diceva che per la medicina di base ci sono opportunità, ma non so a chi rivolgermi per avere informazioni, c’e Il sito a cui ti rimanda il dr Viel che è appunto dubaitaly, ma non trovo, indicazioni. Pertanto ho visto il tuo post e mi ci sono aggrappata.
    Ah mi chiamo Marzia D’Amico ,( su fb max ) la mia mail , nel caso volessi rispondermi è: marziadam@yahoo.it
    Grazie comunque semplicemente per avermi letto (se lo farai)
    Buona domenica

  2. Marilena

    29 Aprile, 2019 a 16:44

    Marzia ciao! Leggi questo articolo, potrebbe interessarti: https://dubaitaly.com/2019/01/28/cerchi-un-medico-italiano-basta-un-click/?locale=it

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#Stateacasa

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#Stateacasa
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Sì, state a casa, che è impensabile col caldo che fa sapervi tutti runner all’improvviso. E state a casa, che altrimenti la prima attività da fare che metto su questa lista è stare appostati con il Flobert sul balcone a sparare gommini a tutti i falsi salutisti di Marina.

Detto questo, siccome siamo tutti un po’ obbligati a stare richiusi, per evitare di tentarci campioni di WWE verso gli altri membri della famiglia (che si sa, i figli e il marito sono un dono dal cielo, ma perbacco dopo che ci passi 24/7 li rimanderesti indietro), ecco qualche #UglyActivity già testata, inutile di per sé, ma che possiamo svolgere per far passare il tempo:

Cornicette con la pasta
Usate pure la pasta Barilla, tanto ne abbiamo tutti quanti una scatola nella credenza che non mangeremo mai e che è pure scaduta nel 2013. Non mentite.

Seguire un corso online di yoga
N.B: niente posizioni assurde come il corvo o la verticale sulla testa, dico quelle facili facili, tipo il cane, il cobra e tutti gli animali che ti fanno sembrare solo sdraiata per terra. E che in realtà, poi, lo sei davvero. Ma intanto, come me, ti stai illudendo di fare ginnastica e bruciare calorie (ho provato a fare la posizione del corvo. Sembravo più una di quelle palline di carta che arrotoli e lanci nel cestino dell’immondizia).

Cucinare
Siamo italiani. All’estero, ma italiani. E quindi approfittiamone per fare quelle ricette fantastiche che abbiamo visto l’anno scorso su Instagram e che ci siamo salvati e ripromessi: “quando avrò tempo, le farò”. Ecco, ora quel tempo ce l’abbiamo.

Scrivere
Okay, questa è una cosa di liste cattive e di #UglyActivities, quindi se può per un istante sembrarvi una cosa carina, ve la posso stravolgere in tempo zero: dato l’avvento della tecnologia, in molti si sono completamente dimenticati cosa voglia dire usare carta e penna per scrivere e, molto probabilmente, la vostra calligrafia è ferma a quella delle superiori.

Spesso vedo gente che non sa più scrivere e si imbarazza ad usare un pezzo di carta. Può essere molto utile anche per capire quanto siamo ignoranti in una o in un’altra lingua e quanti errori facciamo, non potendo fare uso del correttore automatico.

Questo può essere un’ottimo modo per migliorare la propria grafia cercando di emularne una, usando poi le nostre acquisite skills per sfogarci e scrivere ciò che pensiamo in maniera “calligraficamente” elegante.

Finta caccia al tesoro
Mentire spudoratamente ai figli dicendogli di aver nascosto qualcosa per casa, ma solo per obbligarli a mettere in ordine mentre sono alla ricerca del tesoro nascosto. Che alla fine si rivelerà un bell’abbraccio di gratitudine per la mansione appena svolta. “Hey, l’affetto è importante e troppo sottovalutato, non vi ho mica cresciuti così materialisti!”.

Aggiornare il curriculum
Molto probabilmente, data la situazione, può essere un’attività sfortunatamente molto importante. Per me lo è stato.

Non dimentichiamoci, infine, che possiamo sempre contare sull’aiuto di Netflix, Disney+, Amazon e quant’altro, ma sono sicura vi siate già sparati tutte le stagioni di Peppa Pig un paio di volte.

Una cosa divertente, che a me personalmente piace fare, è scegliere una serie che so mi regalerà emozioni incredibili dato il suo alto tasso di improbabilità degli eventi, e guardarla assieme ai miei cari per commentare insieme quanto sia sciocca. Di solito si tratta di K-drama.

In ogni caso, ricordatevi di stare a casa e di approfittare di questo tempo da passare con i vostri cari. Il mio Flobert è sempre sul balcone.

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Coronavirus negli Emirati Arabi: le nuove restrizioni

Il Governo emiratino ha deciso di adottare nuove restrizioni per cercare di fermare l’epidemia di Coronavirus, estendendo il “coprifuoco” a tutto il giorno. Vediamo quali sono.

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Coronavirus negli Emirati Arabi: le nuove restrizioni
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Il Governo emiratino ha deciso di adottare nuove restrizioni per cercare di fermare l’epidemia di Coronavirus, estendendo il “coprifuoco” a tutto il giorno. Misure entrate in vigore dalle 20 di sabato 4 aprile, per due settimane, ma che potrebbero essere estese anche più a lungo.

Vediamo cosa c’è da sapere:

  • Si può uscire di casa solo per l’acquisto di beni essenziali, emergenze mediche o per effettuare il test Covid-19.
  • Può andare a fare la spesa o in farmacia un solo membro della famiglia alla volta.
  • Quando si esce di casa devono essere indossati mascherine e guanti e deve essere rispettata la distanza di sicurezza dalle altre persone.
  • I supermercati, le farmacie, le delivery a domicilio di cibo o medicine possono proseguire normalmente.
  • La metropolitana è chiusa, sono in funzione solo autobus (gratuiti) e taxi, che applicano il 50% di sconto.
  • Tutti devono lavorare da casa, ad esclusione di chi svolge lavori in settori di vitale importanza, come sanità, settore alimentare, idrico ed elettrico, i distributori di benzina e gas, chi lavora nelle telecomunicazioni, nei media, per le compagnie aeree, nel settore della logistica (porti, spedizioni, dazi doganali e valichi di frontiera), chi lavora nei servizi di sicurezza pubblica e privata o in quelli di pulizia e igienico-sanitari, nei trasporti pubblici, nelle costruzioni (questi ultimi devono avere l’autorizzazione della Dubai Municipality e del Permanent Committee for Labour Affairs), nella catena di approvvigionamento industriale per servizi e materie prime e tutti coloro che lavorano per contrastare il Covid-19.
  • I dipendenti dei seguenti settori possono invece recarsi al lavoro solo tra le 8 e le 14: servizi bancari, finanziari e di cambio valuta, servizi di assistenza sociale, servizi di lavanderia (per punti vendita selezionati) e servizi di manutenzione.
  • Per uscire e andare al lavoro, al supermercato, in farmacia o all’ospedale, occorre avere un permesso, registrandosi al sito: https://dxbpermit.gov.ae/home. Per qualsiasi dubbio è stato messo a disposizione il numero verde 800737648.

Sono vietati:

  • Le riunioni familiari e tra amici
  • Esercizi e sport all’aperto
  • Uscire senza maschera o guanti
  • Portare i bambini nei supermercati

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Covid-19 negli Emirati: cosa c’è da sapere

Quali sono le principali restrizioni introdotte nel Paese per contrastare l’epidemia? Quali le multe per chi non le segue?

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Covid-19 negli Emirati: cosa c'è da sapere
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Negli ultimi giorni il Governo emiratino ha ancora implementato le misure per contenere la diffusione del Coronavirus e ha reso noto che sta lavorando su due fronti, seguendo la strada di quanto fatto, efficacemente, in Corea del Sud, a Singapore o ad Hong Kong: tracciare con precisione i contatti di ogni singolo paziente malato e aumentare il numero di tamponi; nelle prossime settimane verrà introdotta una nuova tecnologia che potrà verificare, in soli 20 minuti, la positività o meno al coronavirus e ad Abu Dhabi ha aperto un laboratorio in grado di testare decine di migliaia di campioni al giorno.

Vediamo quali sono le principali norme restrittive introdotte nel Paese per contrastare l’epidemia:

  • dalle 20 alle 6 di mattina, per permettere la disinfezione della città, non si può uscire di casa, a meno di non avere un urgente e valido motivo (lavoro di vitale importanza, necessità di recarsi in ospedale o di acquistare medicinali). Il Governo ha fatto sapere che non è più necessario, come invece richiesto in un primo momento, registrarsi sul sito Web che aveva dedicato per avere il permesso di muoversi.
  • durante il giorno, tutti i cittadini sono invitati a non uscire di casa se non in caso di reale necessità, come per fare la spesa, andare in farmacia o per prestazioni lavorative “essenziali”. Chi viene fermato in giro per la città senza un buon motivo, può essere sanzionato con una multa di 2000 aed.
  • dal 25 marzo gli Emirati Arabi hanno deciso di chiudere tutti i centri commerciali, i mercati del pesce, della carne e della verdura per un periodo rinnovabile di due settimane. Sono escluse dalle limitazioni le farmacie e i punti vendita al dettaglio di generi alimentari, comprese le società cooperative, i negozi di alimentari e i supermercati, insieme ai mercati del pesce, della carne e della verdura che trattano con i grossisti.
  • il Governo ha invitato le famiglie ad andare a fare la spesa nei supermercati uno alla volta, per ridurre il numero di persone all’interno dei negozi ed evitare code alle casse.
  • il Ministero degli Interni e della National Emergency Crisis and Disasters Management Authority (NCEMA) invita a limitare i contatti sociali, evitare assembramenti e mantenere il distanziamento sociale (1,5 metri).
  • in ogni automobile possono viaggiare massimo 3 persone. Anche in questo caso le sanzioni sono di 2000 aed.
  • la raccomandazione è di non andare in ospedale, se non per situazioni di reale emergenza (multa di 1000 aed se si richiedono prestazioni sanitarie non necessarie e non urgenti).
  • i trasporti pubblici sono attivi, tranne che dalle 20 alle 6 di mattina, durante la sanificazione della città. Alcune stazioni della metropolitana sono al momento chiuse poiché un intero quartiere della città, Al Ras (a Deira, intorno al mercato delle spezie e dell’oro) è stato chiuso (una sorta di “zona rossa”). Gli orari degli autobus sono cambiati, occorre dunque controllare le corse sul sito della RTA.
  • chi soffre di malattie croniche oppure mostra sintomi di raffreddore o tosse, deve obbligatoriamente indossare la mascherina. Altrimenti potrebbe ricevere una multa di 1000 aed. Per tutti gli altri, a meno che non sia espressamente richiesto ad esempio in qualche supermercato (come avviene all’Union Coop), non è necessario indossarla.
  • i ristoranti sono chiusi al pubblico, funzionano solo attraverso il servizio di home delivery.
  • è vietato organizzare feste o invitare amici a casa. La multa è di 10.000 aed per il padrone di casa e di 5000 per ogni ospite presente.
  • per chi viola la quarantena la multa è di 50.000 aed.
  • le multe vengono raddoppiate per chi ripete le violazioni, dopodiché viene aperto un procedimento.
  • la National Emergency Crisis and Disasters Management Authority (NCEMA) e la General Civil Aviation Authority (GCAA) hanno deciso di sospendere tutti i voli passeggeri in entrata e in uscita e il transito dei passeggeri delle compagnie aeree negli Emirati Arabi per almeno due settimane a partire dal 25 marzo. Il GCAA ha dichiarato che i voli cargo e i voli di evacuazione d’emergenza, sono esenti da tale provvedimento.
  • per tre mesi, il Governo ha deciso di sospendere le multe per overstay nel caso il proprio visto sia scaduta (valido per tutti i tipi di visti, anche per chi si trova fuori dal Paese per oltre 180 giorni)
  • il Ministero della Salute ha ricordato che diffondere notizie non ufficiali sul Covid-19, in particolare sui Social Media, è reato, punibile anche con un anno di carcere.

Per chi rientra in Italia

Il Ministro della Salute italiano obbliga all’autoisolamento, per i 14 giorni successivi al ritorno. E’ necessario presentare una dichiarazione nella quale si attesti di rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, oppure per motivi di salute. È obbligatorio comunicare al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria locale il proprio ingresso in Italia per avviare la sorveglianza sanitaria. Infine, per chi va in autoisolamento e accusa sintomi Covid-19, c’è l’obbligo di segnalare la situazione con tempestività all’autorità sanitaria. Qui potete trovare le principali FAQ se dovete rientrare in Italia.

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