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Nuova legge: 50% di donne al Consiglio Nazionale Federale

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Gli Emirati Arabi hanno un ordinamento politico particolare, a metà tra monarchia assoluta e monarchia costituzionale. Ognuno dei sette emirati è infatti governato da uno sceicco, che ha i poteri di un monarca assoluto sul proprio territorio, mentre il governo centrale della federazione è guidato da un Presidente (lo sceicco di Abu Dhabi), da un Primo Ministro (lo sceicco di Dubai), da 23 ministri e da una sorta di Parlamento, il Federal National Council (FNC), formato da 40 membri, per metà eletti – non però a suffragio universale, sono state 224.000 le persone votanti nel 2015 – e per metà nominati dal consiglio dei sette sceicchi.

Di ieri l’annuncio: in vista delle prossime elezioni, che si terranno ad ottobre 2019, lo Sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan ha emanato una nuova legge per aumentare la rappresentanza delle donne nel Federal National Council al 50%. Con un invito rivolto a tutte le emiratine dai 25 anni in su (età minima per diventare membri del Consiglio): candidatevi.

Un altro passo avanti, dunque, verso la parità di genere nel Paese “per promuovere lo sviluppo politico e l’emancipazione femminile”, come ha riportato l’agenzia di stampa nazionale WAM. Ma non solo: la nuova disposizione ha anche l’obbiettivo, secondo quanto riportato dai media locali, di stimolare maggiormente l’impegno dei cittadini nella vita pubblica del Pese, rafforzando il ruolo del Federal National Council come entità di supporto del potere esecutivo. Questo organismo ha infatti il compito di aiutare il Consiglio dei Ministri a connettersi maggiormente con i cittadini.

Attualmente nove ministre donne siedono nel governo degli Emirati, circa il 22% fa parte del Federal National Council e una donna ne ha assunto la presidenza per la prima volta nel 2015 (la legislatura dura 4 anni).

E in attesa che comici la campagna elettorale (forse si vedrà perfino qualche cartellone in giro per i sette emirati), è arrivato il plauso della direttrice dell’Entità per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile dell’Onu per il GCC, Mouza Al Shehhi, che ha elogiato “il significativo sostegno fornito dalla leadership saggia del Paese per rafforzare l’emancipazione femminile su tutti i fronti e consentire alle donne di partecipare in molte aree”.

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Volare negli Emirati Arabi: cosa cambia dal primo di agosto

Le regole per volare negli Emirati Arabi cambieranno dal primo di agosto. Alcuni aspetti ancora non sono chiari e sui gruppi Facebook degli expat di tutte le nazionalità i dubbi sono molti. Vediamo che cosa si sa finora.

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Volare negli Emirati Arabi: cosa cambia da primo di agosto
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Le regole per volare negli Emirati Arabi cambieranno dal primo di agosto. Nei prossimi giorni potrebbero esserci ancora degli “aggiustamenti” da parte delle compagni aeree. Il consiglio è sempre quello di chiamare la compagnia con la quale si vola, per accertarsi delle norme e dei documenti necessari per volare.

Vediamo che cosa cambia.

  • Dal primo di agosto tutti i passeggeri (turisti, residenti e cittadini emiratini) che si imbarcano su un volo diretto negli Emirati Arabi (Abu Dhabi, Dubai o Sharjah), devono essere in possesso di un test Covid-19 negativo.
  • Il tampone deve essere fatto massimo 96 ore prima della partenza.
  • I bambini di età inferiore ai 12 anni non devono sottoporsi al test.
  • Chi proviene da alcuni specifici Paesi e atterra a Dubai, verrà sottoposto nuovamente al tampone arrivato all’aeroporto. I Paesi al momento sono 30: Afghanistan, Bangladesh, India, Indonesia, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Filippine, Sri Lanka, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Gibuti, Egitto, Eritrea, Iran, Iraq, Libano, Nigeria, Somalia, Sudan, Sudafrica, Tanzania, Armenia, Montenegro, Russia, Serbia, Brasile, Stati Uniti.
  • Le autorità emiratine hanno dichiarato che i test per poter rientrare nel Paese devono essere eseguiti in uno dei centri autorizzati sparsi per il mondo (qui la procedura e la lista dei centri autorizzati).
  • Qualora nella vostra città non ci sia nessun laboratorio presente nella lista, occorre contattare la compagnia aerea con la quale si vola e coordinarsi con loro. Questi sono i centri riconosciuti da Etihad in Italia: https://www.etihad.com/content/dam/eag/etihadairways/etihadcom/Global/pdf/travel-guidelines/pcr-testing-labs-in-italy.pdf; Emirates, invece, come specificato qui, accetta i test effettuati in un laboratorio accreditato “nel proprio paese di partenza”.
  • Se si arriva a Dubai e si viene sottoposti al test in aeroporto, occorre isolarsi fino a quando non si riceve il risultato del tampone. Se il risultato è negativo, non occorre rimanere in quarantena 14 giorni.
  • Chi invece atterra ad Abu Dhabi deve sottoporsi a quarantena di 14 giorni.
  • Tutti coloro che arrivano negli Emirati Arabi devono scaricare l’app Covid19 – DXB Smart se arrivano a Dubai o l’app Al Hosn se atterrano ad Abu Dhabi o a Sharjah.

Per i residenti

Per approfondire
Le norme di viaggio Emirates
Le norme di viaggio Etihad

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Si festeggia l’Eid Al Adha

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Si festeggia l'Eid Al Adha
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Dubai si prepara a festeggiare una delle ricorrenze religiose più importanti dell’Islam: l’Eid Al-Adha o Grande Eid. Il decimo giorno di Dhu al-Hijjah, il dodicesimo mese del calendario islamico, che quest’anno dovrebbe cadere, luna permettendo, il 31 di luglio, si ricorda infatti la devozione e l’ubbidienza di Abramo a Dio, nel momento in cui fece il gesto di sacrificare il figlio (per la religione musulmana Ismaele e non Isacco).

L’Eid è quindi la celebrazione che, più di tutte, simboleggia la fede. Eid Al Adha conclude anche il periodo dei pellegrinaggi alla Mecca (Hajj), che questo anno non si è potuto svolgere a causa del Covid-19. E’ preceduto da quello che si chiama Arafat Day, secondo giorno di pellegrinaggio nel quale i fedeli viaggiano attraverso la valle di Arafat, si fermano all’aperto per pregare Allah e meditare sul monte in cui Maometto pronunciò il suo ultimo sermone e ricevette la rivelazione per scrivere il passaggio conclusivo del Corano.

I giorni di vacanza dovrebbero dunque essere quattro, da giovedì 30 luglio a domenica 2 agosto.

Nei giorni dell’Eid, vengono abitualmente organizzati banchetti, si fanno regali ai bambini, si indossano gli abiti migliori, si ricevono gli amici, si prega insieme e si offrono cibo e denaro ai più bisognosi. Oltre a macellare un animale che ricorda come Dio, quando Abramo aveva già il braccio sollevato per sacrificare il figlio, sostituì Ismaele con un montone. “Non è la carne né il sangue che raggiunge Allah, è la tua pietà che lo raggiunge”, recita il Corano: il sangue e il sacrificio, nella religione islamica, non hanno il significato di lavare dai peccati, ma di devozione, ubbidienza e dimostrazione di fede.

A Dubai si vivono momenti nei quali ci si sente proiettai nel futuro e altri in cui sembra di essere tornati indietro nel tempo. E’ una caratteristica tipica di questa città, che si accentua senza dubbio durante le ricorrenze religiose. Non c’è da stupirsi, quindi, se l’usanza di sacrificare gli animali durante l’Eid sia ancora radicata in tutti gli Emirati. Secondo la tradizione, l’animale macellato si divide in tre parti, una per la famiglia stretta, una per i parenti e l’ultima si dona ai più poveri.

In giro per la città, in genere vengono organizzati tantissimi eventi: musica, intrattenimento per i bambini, spettacoli, quest’anno ovviamente limitati. Tutti gli eventi per l’Eid Al Adha sono disponibili sul sito del Dubai’s Department of Tourism and Commerce Marketing, Visit Dubai.

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Pillole di Emirati: chi era Bin Majed?

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Pillole di Emirati: chi era Bin Majed?
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In questi giorni di staycations vi sarà capitato, se siete stati a Ras Al-Khaimah, di esservi imbattuti nella catena alberghiera “Bin Majed”.

Il primo pensiero, probabilmente, sarà stato quello di associare il nome al proprietario, magari ad un eventuale “Bin Majed”, figlio di Majed.

In realtà Bin Majed è il Vasco da Gama, il Cristoforo Colombo, dei Paesi Arabi: è il primo navigatore della storia araba, che dateremo nella seconda metà del 1400 e inizi del 1500.

Bin Majed scrisse un libro sull’oceanografia e aiutò diversi marinai ad attraversare l’Africa, l’Asia e le Indie, tra i quali anche Vasco da Gama.

Il suo soprannome era “il leone del mare”. Bin Majed nacque a Sur, villaggio di pescatori nel sud dell’Oman.

Perché dunque la catena “Bin Majed” è a Ras Al-Khaimah? Gli archivi sostengono che Bin Majed avesse aiutato Vasco Da Gama a raggiungere le Indie proprio di passaggio da Ras Al-Khaimah.

Un pezzetto di Emirati Arabi, dunque, nella grande storia della navigazione!

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