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Una nuova App per gli italiani all’estero

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Una nuova App per gli italiani all'estero
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E’ dedicata a tutti gli italiani all’estero, la nuova App messa a punto dall’Unità di crisi della Farnesina. A portata di telefonino, dunque, è possibile monitorare in tempo reale la situazione del Paese nel quale ci si trova (le informazioni sono analoghe a quelle riportate dal sito internet “Viaggiare sicuri”), ma non solo: attraverso il security check l’utente che ha già reso nota la propria presenza in un Paese straniero, può comunicare alla Farnesina di stare bene in seguito ad una emergenza di qualsiasi genere. Dopo essersi registrati, grazie alla geo-localizzazione è inoltre possibile ricevere notifiche push con informazioni riguardo a particolari situazioni, improvvise o meno (disordini politici, guerre, calamità naturali).

L’App, nella sezione “Approfondimenti”, riporta anche una serie di consigli utili sulla salute in viaggio, sui documento necessari, sulla sicurezza aerea (comprese indicazioni su cosa fare in caso di bagagli smarriti)

Uno strumento che può diventare davvero utile, sia per chi vive all’estero che per chi viaggia, per lavoro o per piacere, in particolare in un periodo di grandi flussi come quello estivo. I casi di crisi gestiti dalla Farnesina, secondo i numeri resi noti, sono circa cinquecento ogni anno e comprendono tensioni sociali o politiche, atti di terrorismo, pandemia, calamità naturali.

Per chi non ama le App, le informazioni principali sono comunque sempre disponibili sui due portali “Viaggiare Sicuri” e “Dove siamo nel Mondo”, sul quale è possibile registrare il proprio itinerario e i propri riferimenti, in modo che in caso di emergenza l’Unità di Crisi possa immediatamente attivarsi.

 

Una nuova App per gli italiani all'estero

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Volare negli Emirati Arabi: cosa cambia dal primo di agosto

Le regole per volare negli Emirati Arabi cambieranno dal primo di agosto. Alcuni aspetti ancora non sono chiari e sui gruppi Facebook degli expat di tutte le nazionalità i dubbi sono molti. Vediamo che cosa si sa finora.

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Volare negli Emirati Arabi: cosa cambia da primo di agosto
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Le regole per volare negli Emirati Arabi cambieranno dal primo di agosto. Nei prossimi giorni potrebbero esserci ancora degli “aggiustamenti” da parte delle compagni aeree. Il consiglio è sempre quello di chiamare la compagnia con la quale si vola, per accertarsi delle norme e dei documenti necessari per volare.

Vediamo che cosa cambia.

  • Dal primo di agosto tutti i passeggeri (turisti, residenti e cittadini emiratini) che si imbarcano su un volo diretto negli Emirati Arabi (Abu Dhabi, Dubai o Sharjah), devono essere in possesso di un test Covid-19 negativo.
  • Il tampone deve essere fatto massimo 96 ore prima della partenza.
  • I bambini di età inferiore ai 12 anni non devono sottoporsi al test.
  • Chi proviene da alcuni specifici Paesi e atterra a Dubai, verrà sottoposto nuovamente al tampone arrivato all’aeroporto. I Paesi al momento sono 30: Afghanistan, Bangladesh, India, Indonesia, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Filippine, Sri Lanka, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Gibuti, Egitto, Eritrea, Iran, Iraq, Libano, Nigeria, Somalia, Sudan, Sudafrica, Tanzania, Armenia, Montenegro, Russia, Serbia, Brasile, Stati Uniti.
  • Le autorità emiratine hanno dichiarato che i test per poter rientrare nel Paese devono essere eseguiti in uno dei centri autorizzati sparsi per il mondo (qui la procedura e la lista dei centri autorizzati).
  • Qualora nella vostra città non ci sia nessun laboratorio presente nella lista, occorre contattare la compagnia aerea con la quale si vola e coordinarsi con loro. Questi sono i centri riconosciuti da Etihad in Italia: https://www.etihad.com/content/dam/eag/etihadairways/etihadcom/Global/pdf/travel-guidelines/pcr-testing-labs-in-italy.pdf; Emirates, invece, come specificato qui, accetta i test effettuati in un laboratorio accreditato “nel proprio paese di partenza”.
  • Se si arriva a Dubai e si viene sottoposti al test in aeroporto, occorre isolarsi fino a quando non si riceve il risultato del tampone. Se il risultato è negativo, non occorre rimanere in quarantena 14 giorni.
  • Chi invece atterra ad Abu Dhabi deve sottoporsi a quarantena di 14 giorni.
  • Tutti coloro che arrivano negli Emirati Arabi devono scaricare l’app Covid19 – DXB Smart se arrivano a Dubai o l’app Al Hosn se atterrano ad Abu Dhabi o a Sharjah.

Per i residenti

Per approfondire
Le norme di viaggio Emirates
Le norme di viaggio Etihad

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Si festeggia l’Eid Al Adha

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Si festeggia l'Eid Al Adha
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Dubai si prepara a festeggiare una delle ricorrenze religiose più importanti dell’Islam: l’Eid Al-Adha o Grande Eid. Il decimo giorno di Dhu al-Hijjah, il dodicesimo mese del calendario islamico, che quest’anno dovrebbe cadere, luna permettendo, il 31 di luglio, si ricorda infatti la devozione e l’ubbidienza di Abramo a Dio, nel momento in cui fece il gesto di sacrificare il figlio (per la religione musulmana Ismaele e non Isacco).

L’Eid è quindi la celebrazione che, più di tutte, simboleggia la fede. Eid Al Adha conclude anche il periodo dei pellegrinaggi alla Mecca (Hajj), che questo anno non si è potuto svolgere a causa del Covid-19. E’ preceduto da quello che si chiama Arafat Day, secondo giorno di pellegrinaggio nel quale i fedeli viaggiano attraverso la valle di Arafat, si fermano all’aperto per pregare Allah e meditare sul monte in cui Maometto pronunciò il suo ultimo sermone e ricevette la rivelazione per scrivere il passaggio conclusivo del Corano.

I giorni di vacanza dovrebbero dunque essere quattro, da giovedì 30 luglio a domenica 2 agosto.

Nei giorni dell’Eid, vengono abitualmente organizzati banchetti, si fanno regali ai bambini, si indossano gli abiti migliori, si ricevono gli amici, si prega insieme e si offrono cibo e denaro ai più bisognosi. Oltre a macellare un animale che ricorda come Dio, quando Abramo aveva già il braccio sollevato per sacrificare il figlio, sostituì Ismaele con un montone. “Non è la carne né il sangue che raggiunge Allah, è la tua pietà che lo raggiunge”, recita il Corano: il sangue e il sacrificio, nella religione islamica, non hanno il significato di lavare dai peccati, ma di devozione, ubbidienza e dimostrazione di fede.

A Dubai si vivono momenti nei quali ci si sente proiettai nel futuro e altri in cui sembra di essere tornati indietro nel tempo. E’ una caratteristica tipica di questa città, che si accentua senza dubbio durante le ricorrenze religiose. Non c’è da stupirsi, quindi, se l’usanza di sacrificare gli animali durante l’Eid sia ancora radicata in tutti gli Emirati. Secondo la tradizione, l’animale macellato si divide in tre parti, una per la famiglia stretta, una per i parenti e l’ultima si dona ai più poveri.

In giro per la città, in genere vengono organizzati tantissimi eventi: musica, intrattenimento per i bambini, spettacoli, quest’anno ovviamente limitati. Tutti gli eventi per l’Eid Al Adha sono disponibili sul sito del Dubai’s Department of Tourism and Commerce Marketing, Visit Dubai.

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Pillole di Emirati: chi era Bin Majed?

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Pillole di Emirati: chi era Bin Majed?
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In questi giorni di staycations vi sarà capitato, se siete stati a Ras Al-Khaimah, di esservi imbattuti nella catena alberghiera “Bin Majed”.

Il primo pensiero, probabilmente, sarà stato quello di associare il nome al proprietario, magari ad un eventuale “Bin Majed”, figlio di Majed.

In realtà Bin Majed è il Vasco da Gama, il Cristoforo Colombo, dei Paesi Arabi: è il primo navigatore della storia araba, che dateremo nella seconda metà del 1400 e inizi del 1500.

Bin Majed scrisse un libro sull’oceanografia e aiutò diversi marinai ad attraversare l’Africa, l’Asia e le Indie, tra i quali anche Vasco da Gama.

Il suo soprannome era “il leone del mare”. Bin Majed nacque a Sur, villaggio di pescatori nel sud dell’Oman.

Perché dunque la catena “Bin Majed” è a Ras Al-Khaimah? Gli archivi sostengono che Bin Majed avesse aiutato Vasco Da Gama a raggiungere le Indie proprio di passaggio da Ras Al-Khaimah.

Un pezzetto di Emirati Arabi, dunque, nella grande storia della navigazione!

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