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Un sito Web contro i maltrattamenti sugli animali

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Ministry of Climate Change and Environment
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E’ stato lanciato nei giorni scorsi dal Ministry of Climate Change and Environment (MOCCAE) un nuovo sito Web dedicato ai maltrattamenti sugli animali. I cittadini possono dunque segnalare d’ora in avanti, casi di comportamenti non appropriati su animali domestici e non, possesso di animali pericolosi o prodotti e strutture veterinarie non conformi, con pochi semplici click.

Lo scorso dicembre il Governo ha approvato una nuova legge e ha introdotto nel Paese il reato per tutti gli “atti crudeli” nei confronti di un animale, punibile con una multa o anche con il carcere. “Gli Emirati Arabi Uniti sono fortemente impegnati nel benessere degli animali – ha sottolineato Saif Mohammed Al Shara, assistente sottosegretario per il Food Diversity Sector del Ministry of Climate Change and Environment -, poiché hanno un valore significativo nelle nostre credenze e nella nostra cultura islamica”. “Il nostro ruolo – ha aggiunto – è di sviluppare un quadro legislativo per la protezione degli animali e la conservazione della biodiversità, in linea con gli standard globali di benessere degli animali”.

La nuova norma, che ha integrato la legge federale del 2007 e i successivi emendamenti del 2016, in nove punti delinea le responsabilità dei proprietari degli animali e gli standard sanitari e tecnici delle strutture che ospitano cani, gatti ed altri animali domestici. In particolare, l’articolo numero 2 specifica che gli animali non dovrebbero essere abbandonati in nessuna circostanza e afferma che qualsiasi atto considerato come crudeltà verso gli animali potrebbe comportare una pena pecuniaria o il carcere. La legge precisa anche che se un proprietario non è più in grado di prendersi cura di un animale domestico, deve consegnarlo alle autorità. E’ reato anche non nutrire adeguatamente il proprio animale, maltrattarlo o farlo vivere in cattive condizioni o relegato.

Il nuovo portale, oltre a quella dedicata agli animali, propone altre due sezioni, la prima dedicata alle segnalazioni nel settore agricolo – Agricultural Development and Health -, come malattie delle piante o parassiti, e la seconda alla sicurezza alimentare – Food Safety- per segnalare prodotti commercializzati o conservati in condizioni non igieniche, prodotti fuorvianti per il consumatore, contaminati, non halal o scaduti.

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Business

Hyperloop One: rivoluzionerà i trasporti nel Golfo?

La notizia arriva dalla Abu Dhabi Sustainability Week: tutte le città del Golfo potrebbero essere collegate tra loro e raggiungibili in massimo un’ora senza inquinare. Non è fantascienza, ma il progetto portato avanti dalla Virgin, con il suo Hyperloop One.

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Hyperloop
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La notizia arriva dalla Abu Dhabi Sustainability Week, in corso proprio in questi giorni nella capitale emiratina: tutte le città del Golfo, molto presto, potrebbero essere collegate tra loro e raggiungibili in massimo un’ora senza inquinare. Non è fantascienza, ma il progetto portato avanti dalla Virgin, con il suo Hyperloop One.

Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta, secondo quando dichiarato dall’azienda: trasportando fino a 45 milioni di passeggeri all’anno nella regione a velocità superiori a 1.000 km/h, l’Hyperloop potrebbe essere in grado di collegare tutte le città del Golfo entro un’ora l’una dall’altra, con zero emissioni dirette, poiché utilizzerebbe i pannelli solari posti sopra le capsule all’interno delle quali viaggiano i treni.

“Stimiamo che, per passeggero, l’Hyperloop è il 50% più efficiente dal punto di vista energetico rispetto alla ferrovia ad alta velocità e fino a 10 volte più di un volo aereo” ha sottolineato ad Abu Dhabi Jay Walder, amministratore delegato di Virgin Hyperloop One (VHO).

In questo modo, la soluzione di energia pulita di VHO andrebbe a sposarsi perfettamente con gli obiettivi della “Energy Strategy 2050” che gli Emirati Arabi si sono posti come sfida cruciale per i prossimi anni, in modo da aumentare l’apporto di energia pulita fino al 50% entro il 2050.

Quello della Virgin sembra essere più che un progetto su carta: nell’aprile dello scorso anno, infatti, l’operatore portuale di Dubai, il colosso DP World, ha siglato un accordo con VHO per creare un’azienda globale che costruirà sistemi di consegna merci ad alta velocità. La nuova società che ne è nata, DP World Cargospeed, creerà sistemi di trasporto futuristici utilizzando appunto la tecnologia basata sui “tubi” di Hyperloop per consegnare merci e collegare le infrastrutture esistenti.

Per la vicina Arabia Saudita, invece, nell’ottobre dello scorso anno VHO aveva annunciato i risultati di uno studio di fattibilità per costruire la prima rete di Hyperloop nel Paese. Se verrà approvato, potrebbe creare oltre 124.000 posti di lavoro e portare a un aumento di 4 miliardi di dollari al PIL entro il 2030.

Oltre alla Virgin, anche la Hyperloop Transportation Technology, guidata dall’italiano Bipop Gresta, sta facendo i suoi test proprio qui negli Emirati Arabi. In occasione di Expo 2020 Dubai, come annunciato lo scorso anno dallo stesso Gresta, potremmo infatti vedere un primo prototipo del treno super veloce (5 chilometri), che in futuro potrebbe poi collegare Dubai ad Abu Dhabi.

Cos’è e Hyperloop
Hyperloop è un treno a lievitazione magnetica che viaggia all’interno di un tunnel a bassa pressione, alla velocità del suono, ovvero a circa 1.200 km/h. Le capsule, simili a vagoni ferroviari, si “appoggiano” su di una struttura soprelevata. Poiché incapsulato, il treno non incontra la resistenza dell’aria, compressa e spinta dietro alla capsula. Si prevede consumerà pochissima energia elettrica, alla quale dovrebbe provvedere in via autonoma grazie ad un sistema di pannelli solari posti sulla parte superiore dei tunnel.

L’idea è nata da un progetto dell’imprenditore americano Elon Musk (il fondatore di Tesla), nel 2013, con l’intenzione di rivoluzionare completamente il settore dei trasporti su rotaia. Da allora diverse aziende hanno stretto accordi con differenti Paesi per dare inizio ai lavori di costruzione dei tunnel. Gli Emirati Arabi sono appunto tra i primi.

Il dubbio maggiore che ancora accompagna Hyperloop riguarda la fattibilità del progetto: spendere miliardi di dollari in una tecnologia della quale non si conoscono di preciso i benefici, vale l’investimento per il suo sviluppo e per la ricerca necessaria a trasformare la tecnologia in realtà?

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Arts & Culture

Il nuovo logo degli Emirati Arabi Uniti

Avete già visto il nuovo logo degli Emirati Arabi Uniti? Lo ha presentato lo Sceicco di Dubai, dopo che il novembre scorso erano stati annunciati i tre designer finalisti, selezionati per creare il brand del Paese.

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Uae logo
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Avete già visto il nuovo logo degli Emirati Arabi Uniti? Lo Sceicco di Dubai, Mohammed bin Rashid Al Maktoum, lo ha appena presentato, dopo che il novembre scorso erano stati annunciati i tre designer finalisti selezionati per creare il nuovo brand del Paese.

Come ha spiegato lo Sceicco, le sette linee del nuovo simbolo rappresentano i leader dei sette emirati che, il 2 dicembre del 1971, accettarono di unirsi sotto una unica bandiera. Non solo: la forma sinuosa e ondulata di come sono disposte le linee, evoca le dune del deserto e un Paese sempre in movimento, proiettato nel futuro e pronto all’innovazione. Lo slogan di accompagnamento? “Make it Happen”, pensato per rappresentare l’ambizione del Paese e i progressi compiuti dall’unificazione degli Emirati, 49 anni fa, fino ad oggi, ma anche le sfide per i prossimi cinque decenni.

“Il marchio nazionale degli Emirati Arabi Uniti – ha sottolineato lo Sceicco – racconta la storia della nostra unione, della nostra unità, del nostro futuro e di un Paese che sta saldamente segnando il segno in tutto il mondo. Il nostro obiettivo per il nuovo marchio è migliorare la reputazione globale degli Emirati, in cui abbiamo investito migliaia di squadre durante 48 anni di lavoro costante”.

Progettato da 49 emiratini, il logo, come detto, è stato scelto tra tre finalisti, dopo essere stato sottoposto a votazione online. E hanno cliccato sul brand vincitore oltre 10 milioni di persone provenienti da tutto il mondo. Con questa cifra record di partecipanti alla selezione, è stato deciso di legare il nuovo simbolo ad una buona causa: verranno piantati oltre 10 milioni di alberi, tra cui mangrovie, in Nepal (a Nawalparasi, che ospita specie in via di estinzione tra cui i leopardi e la tigre del Bengala) e Indonesia (nell’isola di Numfoor, una delle aree più svantaggiate di questo Paese).

“Gli Emirati pianteranno 10 milioni di alberi e con loro pianteremo una nuova speranza e una nuova storia di ispirazione – ha aggiunto lo Sceicco -. Per questo chiediamo a tutti i settori e le entità del Paese di utilizzare questo logo come parte delle loro iniziative strategiche ed eventi che aiutino a trasmettere la storia degli Emirati Arabi Uniti nel mondo “

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City Guide

Nuovo visto turistico: cosa si sa finora

I turisti di tutte le nazionalità potranno entrare e uscire dal Paese per un massimo di cinque anni e rimanere per sei mesi consecutivi ad ogni ingresso

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Nuovo visto turistico: cosa si sa finora
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Questa settimana, il Gabinetto degli Emirati Arabi ha approvato una nuova normativa che prevede un nuovo visto turistico, di cinque anni e per ingressi multipli, per i visitatori di tutte le nazionalità che entrano nel Paese.

La decisione è stata presa durante il primo incontro del 2020 del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo, come ha dichiarato il Governo, di sostenere l’economia turistica degli Emirati Arabi e di affermare la posizione del Paese come destinazione turistica globale, raddoppiando il numero dei visitatori nei prossimi anni. Gli Emirati puntano infatti ad attrarre 10 milioni di turisti entro il 2021 e oltre 40 milioni nei prossimi dieci anni, con aspettative di fatturato di circa 167,5 miliardi di dirham nel 2020 e 204 miliardi di dirham entro il 2022 (i dati arrivano da Business Monitor).

Ma vediamo che cosa si sa finora sul nuovo visto: i visitatori, a quanto pare a prescindere dalla propria nazionalità, potranno entrare e uscire dal Paese per un massimo di cinque anni e, secondo quanto riportato dal quotidiano Gulf News, potranno rimanere nel Paese per sei mesi consecutivi ad ogni ingresso.

Non è ancora chiaro se ci sarà una tassa da pagare per la domanda di visto: per i dettagli, occorre avere ancora un po’ di pazienza, saranno resi noti nelle prossime settimane.

Il Governo emiratino ha sottolineato che la decisione arriva in concomitanza con i preparativi del Paese per ospitare Expo 2020 Dubai e che il nuovo visto entrerà in vigore a tutti gli effetti entro i prossimi quattro mesi.

Al momento i turisti (ma non di tutte le nazionalità) possono visitare gli Emirati Arabi con un visto di ingresso multiplo gratuito solo per un massimo di 90 giorni dalla data di entrata.

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