Connect with us

Dubaistart

“Valorizzeremo l’Italia in tutte le sue realtà”: al via il mandato dell’Ambasciatore Lener

Published

on

"Valorizzeremo l'Italia in tutte le sue realtà": al via il mandato dell'Ambasciatore Lener
Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Consolidare la presenza industriale italiana negli Emirati Arabi e valorizzare l’Italia in tutte le sue realtà, ovvero non solo per tutto quanto è legato alle sue famose “tre F”, Fashion, Furniture e Food, ma anche per l’innovazione, la tecnologia e il know how che il nostro Paese sa produrre.

E’ questa la priorità del nuovo Ambasciatore d’Italia negli Emirati Arabi Uniti, Nicola Lener, che da poche settimane ha cominciato il suo mandato. Una carriera di 26 anni alle spalle, sempre concentrando l’attenzione sullo sviluppo dei rapporti commerciali, sul sostegno alle imprese e al Sistema Italia all’estero.

Poi l’Expo ovviamente – proprio in questi giorni è partito ufficialmente il conto alla rovescia che, da qui ad un anno, ci porterà all’inaugurazione dell’esposizione universale -, ma anche la diffusione della cultura italiana in un territorio, come gli Emirati Arabi, dove l’interesse per la storia è forte, e l’impegno a consolidare il dialogo politico, per contribuire ad affrontare e risolvere le grandi crisi che interessano questa regione del mondo.

Ambasciatore Lener, quali saranno le priorità del suo mandato?
La priorità numero uno sarà sicuramente quella di sviluppare ulteriormente i rapporti commerciali e la presenza industriale italiana negli Emirati Arabi. Quindi attrarre investimenti in Italia e affiancare le nostre aziende presenti in questo mercato. Io vengo da una esperienza di sostegno alla internazionalizzazione delle imprese, in particolare, in questo ultimo quinquennio, al Ministero degli Esteri, quindi so che quello degli Emirati Arabi è un mercato di grandissimo interesse e con tantissime potenzialità. Ovviamente con le sue specificità, per cui il sostegno istituzionale alle nostre aziende è fondamentale e io intendo, insieme a tutto il team dell’Ambasciata, fornirlo come priorità. Non solo: vorrei sottolineare anche il ruolo crescente dell’Italia come partner politico degli Emirati Arabi: ci parliamo sempre di più, con grande franchezza, di quelli che sono gli scenari regionali e di come risolvere le grandi crisi regionali, delle quali gli Emirati Arabi sono un attore di crescente importanza e di crescente autorevolezza.

Parlare di Expo 2020 Dubai è d’obbligo. Quali opportunità porterà questo evento all’Italia, alle aziende italiane, e che cosa l’Italia porterà invece qui negli Emirati Arabi?
Vorrei precisare che la partecipazione ad Expo è gestita da un Commissariato generale che, con la sua struttura, si occupa della preparazione e della realizzazione del padiglione italiano prima, e dei contenuti che verranno presentati all’interno del padiglione poi. Ciò detto, naturalmente l’Expo sarà un’importante occasione per presentare un’idea dell’Italia che riteniamo più coerente con la realtà. Cioè non soltanto quell’Italia leader nel mondo per quanto riguarda le famose tre F, quindi beni di consumo, lusso, Made in Italy, ovvero Fashion, Furniture, Food, ma anche quell’Italia che è centro di innovazione, tecnologia, know how altamente sofisticato, benché l’immagine del nostro Paese sia meno associata a questa capacità. Quindi ad Expo, con il suo fortissimo focus sull’innovazione, nel senso di favorire le connessioni tra menti e tra Paesi per risolvere problemi e sfide globali, l’Italia può dare un grandissimo apporto. Siamo fortissimi in tantissimi settori legati all’innovazione, pensiamo alle scienze della vita, alla robotica, all’intelligenza artificiale, alla mobilità sostenibile. Insomma, possiamo dare un contributo importante e allo stesso tempo fornire al mondo una immagine dell’Italia più aggiornata, attuale, completa.

Un’immagine dell’Italia un po’ troppo stereotipata, quindi?
Scontiamo un po’ questa idea di essere un Paese per turisti rispetto ad un Paese con il quale si può lavorare puntando sull’innovazione. Expo contribuirà a correggere questo stereotipo e le nostre aziende possono svolgere un ruolo importante, sia nel padiglione sia, come stanno già facendo, nel fornire servizi o soluzioni ingegneristiche. Siamo molto orgogliosi del fatto che la cupola del cuore di Expo, la Al Wasl Plaza, sia realizzata con tecnologia italiana: una struttura in acciaio di estrema complessità. I milioni di visitatori che passeranno per Al Wasl vedranno un portato della tecnologia italiana. Ma ci sono diverse altre aziende italiane che stanno partecipando alla realizzazione di numerosi padiglioni nazionali e che stanno fornendo servizi alla infrastrutturazione del sito, direttamente alla società che organizza Expo.

Con l’Irena, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili che ha sede proprio ad Abu Dhabi, l’Italia è in prima fila anche in un settore cruciale come le energie rinnovabili…
L’Italia ha proposto la candidatura all’incarico di direttore generale dell’Irena, il dott. Francesco La Camera, eletto all’assemblea del gennaio scorso con grande successo di voti. Crediamo molto a Irena come agenzia delle Nazioni Unite che può realizzare progetti, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, ma che può anche fare crescere la consapevolezza dell’importanza delle rinnovabili tra i finanziatori internazionali, per concentrare sempre più fondi in questo settore. Noi abbiamo un grandissimo know how con Enel, uno dei più grandi player globali nel settore delle rinnovabili, e abbiamo anche tante aziende della filiera che realizzano progetti innovativi. C’e un grande potenziale anche in questo settore per l’Italia, tante soluzioni proposte da imprese media o piccole, molto flessibili ma estremamente ingegnose, che continuano ad innovare con idee e progetti che possono essere integrati e realizzati con partner emiratini.

Dal punto di vista culturale, invece, quali i progetti in programma?
L’ambizione con cui questo Paese affronta la grande sfida dell’Expo è sorprendente, anche per collocare sempre più gli Emirati Arabi sulla cresta dell’innovazione e proiettarli verso il futuro. Ecco sotto questo aspetto c’è una grande complementarità con l’Italia, un Paese di grandi tradizioni e con una lunga storia, delle quali, un Paese giovane come gli Emirati Arabi, hanno bisogno. Proprio per questo la domanda di cultura italiana che ci è giunta negli anni da parte emiratina è cresciuta. Da qui è nato il progetto, che il precedente ambasciatore ha sostenuto molto – io in realtà ne vedo i frutti – dell’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi, che verrà inaugurato ufficialmente nei prossimi mesi. Una struttura che avrà una programmazione culturale per presentare l’Italia di oggi, ma anche per mostrare le tradizioni italiane, in questo palcoscenico globale. Non dimentichiamo, infatti, che qui vive una popolazione che per otto decimi non è locale: gli Emirati sono dunque una piattaforma davvero internazionale e, con questa consapevolezza, intendiamo portare il meglio dell’Italia anche in termini di cultura.

Un suo invito rivolto ai lettori di Dubaitaly
Vorrei sottolineare che di tutti gli italiani che vivono e operano in questo Paese c’è bisogno, anche le Istituzioni ufficiali ne hanno bisogno, ed è grazie alla loro posizione nelle diverse attività, nella società, nell’economia, nella cultura che possiamo rendere più forte la presenza del nostro Paese qui, con beneficio di tutti quanti. Conto quindi moltissimo sulla vicinanza all’Ambasciata dei nostri connazionali: mi sto muovendo già in questi primissimi giorni tra Abu Dhabi, Dubai, Sharja e anche negli altri emirati, perché vorrei conoscere quanti più italiani possibile e quante più emanazioni possibili dell’italianità negli Emirati. Intendo dare un messaggio di vicinanza a tutti: l’Ambasciata è aperta e disponibile non solo per per risolvere difficoltà, ma anche semplicemente per discutere progetti da realizzare insieme.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

Click to comment

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Dubaistart

Coronavirus: agevolazioni per i cittadini e sostegno economico

“Siamo fiduciosi nella resilienza della nostra economia nazionale – ha sottolineato il Principe ereditario Mohamed bin Zayed – e nella sua capacità di attraversare le fluttuazioni del mercato”.

Published

on

Coronavirus: agevolazioni per i cittadini e sostegno economico dalla Banca Centrale
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

La Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato, nei giorni scorsi, un pacchetto da 100 miliardi di dirhams per ridurre l’impatto del coronavirus sull’economia del Paese.

Il programma di sostegno economico è costituito da 50 miliardi di dirham dai fondi della Banca Centrale, attraverso prestiti garantiti a costo zero per tutte le banche che operano negli Emirati Arabi Uniti, e da 50 miliardi di dirham liberati dalle riserve di capitale di ciascuna banca.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa nazionale WAM, le banche dovrebbero mantenere solidi standard di prestito, sono tenute a trattare equamente tutti i clienti e dovrebbero utilizzare i finanziamenti per concedere un aiuto temporaneo ai clienti, sia imprese del settore privato che singoli cittadini, per un periodo di 6 mesi.

A seguito dello stanziamento dei fondi dalla Banca Centrale, l’Abu Dhabi Executive Council, guidato dal principe ereditario Mohamed bin Zayed, ha rivelato 16 iniziative, nell’ambito del programma Ghadan 21 del Governo, che verranno adottate da subito ad Abu Dhabi.

Lo stesso Sceicco ha sottolineato che gli Emirati “stanno andando bene”, grazie ai primi sforzi per contenere i tassi di infezione. Nel Paese, ha dichiarato, “abbiamo adottato misure precauzionali razionali e anticipate, guardando ad altri Paesi intorno a noi, per far fronte alla sfida”.

“Siamo fiduciosi nella resilienza della nostra economia nazionale – ha ancora sottolineato il Principe ereditario in un Tweet – e nella sua capacità di attraversare le fluttuazioni del mercato”.

Ma vediamo le principali misure adottate da Abu Dhabi:

  • 5 miliardi di dirham sono i sussidi per l’acqua e l’elettricità, per i cittadini e i settori commerciali e industriali, con l’obiettivo di ridurre il costo della vita e sostenere le imprese fino alla fine dell’anno.
  •  Altri 3 miliardi di dirham sono stati assegnati al sistema di garanzia del credito per le Piccole e medie imprese, gestito dall’Ufficio di Investimenti di Abu Dhabi (ADIO), per stimolare la capacità delle Pmi nell’attuale contesto di mercato.
  • Per quanto riguarda i mercati finanziari, l’Abu Dhabi Executive Council ha stanziato 1 miliardo di dirham per istituire un fondo di market maker, per migliorare la liquidità e sostenere l’equilibrio tra domanda e offerta di titoli.
  • Ancora, la liquidazione di tutti i debiti e fatture governativi approvati entro 15 giorni lavorativi (a partire dal 16 marzo 2020), la rinuncia a tutte le sanzioni commerciali e industriali correnti e la riduzione delle tasse di leasing industriale del 25% per i nuovi contratti.
  • L’esenzione di tutte le attività commerciali e industriali dalle commissioni Tawtheeq, nonché l’esenzione delle tasse di registrazione immobiliare individuale e commerciale, la sospensione delle obbligazioni di offerta e l’esenzione per le startup di garanzie di performance per progetti fino a 50 milioni di dirham.
  • Sono sospese anche le tasse di immatricolazione per i veicoli commerciali e il pedaggio delle strade.
  • Altre iniziative includono uno sconto fino al 20% sugli affitti per i settori della ristorazione, del turismo e dell’intrattenimento, mentre per tutto l’anno saranno sospese le tasse turistiche (anche nel settore dell’intrattenimento).

Continue Reading

Dubaistart

Expo 2020 Dubai: grande occasione di rilancio per l’Italia

Superata l’emergenza Coronavirus, potrà fare da volano per l’economia italiana, con ricadute positive sull’export, l’internazionalizzazione delle imprese, l’indotto turistico.

Published

on

Expo 2020 Dubai: grande occasione di rilancio per l'Italia
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Expo 2020 Dubai sarà la prima importante opportunità di rilancio e di promozione del Sistema Italia dopo l’emergenza Coronavirus. Potrà infatti fare da volano per l’economia italiana, con ricadute positive sull’export, l’internazionalizzazione delle imprese verso nuovi mercati e l’indotto turistico. A sostenerlo è Lucio Lamberti, in un’intervista rilasciata all’Ansa nei giorni scorsi, professore di Marketing alla School of Management del Politecnico di Milano e autore di una ricerca sugli impatti economici della partecipazione italiana all’Esposizione Universale di Dubai.

Stesso messaggio lanciato in questi giorni anche da Paolo Glisenti, Commissario Generale dell’Italia ad Expo 2020 Dubai. “In un momento di emergenza così delicato – ha sottolineato in un intervento al programma Omnibus su La 7 – non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico, finanziario e turistico, stiamo lavorando con grande attenzione insieme alle Regioni, le Università, i centri di ricerca, le imprese, le scuole e tanti artisti per il rilancio del Made in Italy e di tutto il Sistema Paese”.

“Expo 2020 Dubai – ha aggiunto Glisenti – può essere la prima grande occasione internazionale per l’Italia per ricostruire la propria immagine e rimettere in moto circuiti economici che oggi stanno rallentando come export e turismo. Stiamo lavorando con grande senso di responsabilità per arrivare pronti all’evento: i preparativi vanno avanti, il padiglione è in fase avanzata di costruzione, stiamo collaborando con 16 Regioni, 95 Università e centri di ricerca e 45 aziende che hanno già aderito al progetto”.

Intanto anche gli organizzatori di Expo 2020 Dubai hanno confermato che i preparativi stanno procedendo come previsto e che stanno monitorando attentamente la situazione, giorno dopo giorno: “ci stiamo consultando molto da vicino con le autorità locali e l’Ufficio internazionale di Parigi – si legge in un comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi -, la pianificazione prosegue, ma riconosciamo la difficoltà che il mondo sta affrontando e la salute di tutti coloro che visitano e lavorano a Expo sono per noi di fondamentale importanza”.

Continue Reading

Dubaistart

Coronavirus: quali i danni all’economia del Golfo?

Si prevede che l’epidemia sarà contenuta molto prima dell’inizio dell’Expo ed è improbabile che possa avere un impatto sul numero di eventi in programma o sui visitatori.

Published

on

Coronavirus: quali i danni all'economia del Golfo?
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Anche i Paesi del Golfo, Emirati Arabi in testa, stanno adottando misure straordinarie per evitare la diffusione del coronavirus e per arginare i danni economici di cui già si cominciano ad avvertire i primi effetti.

In tutto il Medio Oriente si parla di oltre 2500 contagi, ma non è semplice e avere numeri attendibili. Sicuramente i casi sono in crescita e si stanno diffondendo rapidamente in diversi Paesi, per via dei tanti spostamenti, per lavoro ma anche per turismo, compreso quello religioso, che caratterizzano questa zona del mondo.

Se negli Emirati Arabi i casi dichiarati dal Ministero della Sanità sono 27, dei quali 5 persone già guarite, proprio in questi giorni il coronavirus è arrivato in Bahrein, Kuwait e Qatar. Secondo quanto ricostruito seguendo gli spostamenti di chi è stato contagiato, il virus sarebbe arrivavano dall’Iran, uno dei Paesi più colpiti.

Negli Emirati è stata presa oggi la decisone di chiudere tutte le scuole (oltre agli asili, già chiusi, anche gli altri gradi fino all’università), per quattro settimane e, come abbiamo letto sui giornali, sono state cancellate le ultime due tappe dello UAE Tour, la gara di ciclismo che si corre ogni anno nel Paese, dopo che due italiani, membri dello staff di una delle squadre, sono risultati positivi.

E se tra i residenti c’è un po’ di apprensione, considerando la natura delle città, dove si incrociano persone provenienti da oltre 180 nazionalità differenti, il Governo ha fatto sapere che è pronto ad affrontare una eventuale emergenza. Secondo quanto dichiarato, è addirittura in costruzione una nuova struttura medica per curare le infezioni da coronavirus nel caso l’epidemia dovesse espandersi maggiormente.

E l’economia, come ne sta risentendo? Secondo il Center for Economics and Business Research (CEBR), in un mondo ormai interconnesso, si potrebbe registrare una perdita complessiva di 160 miliardi di dollari, un impatto negativo sul PIL mondiale compreso tra l’1,8% e il 6%.

Per quanto riguarda i Paesi del Golfo e l’area Mena, invece, si prevede che la crescita del PIL diminuirà tra lo 0,5 e l’1,2%. Considerando la velocità e l’entità della diffusione del virus, hanno sottolineato in questi giorni diversi analisti, l’epidemia avrà gravi conseguenze per l’economia mondiale e le economie regionali, in particolare per gli stati GCC esportatori di petrolio. Ed insieme al settore petrolifero, che vede un notevole rallentamento della domanda cinese di energia (petrolio, gas e prodotti petrolchimici) dalla regione, verrà pesantemente colpito anche il settore del turismo, a causa della diminuzione del flusso di turisti cinesi (e non) in questa parte del mondo.

Apprensione, infine, anche per Expo 2020 Dubai, che dovrebbe attirare 25 milioni di visitatori nei suoi sei mesi di durata, con il il 70% di persone proveniente da fuori gli Emirati Arabi Uniti. Mentre gli organizzatori hanno dichiarato che stanno monitorando attentamente, giorno per giorno, la situazione, gli analisti prevedono che l’epidemia del virus sarà contenuta molto prima dell’inizio dell’Expo ed è improbabile che possa avere un impatto sul numero di eventi in programma o sui visitatori.

Continue Reading

WAM.AE News

Trending

Copyright © 2014-2020 Dubaitaly

Vai alla barra degli strumenti