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Expo 2020 Dubai: il settore costruzioni guiderà la crescita dei prossimi anni

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Expo 2020 Dubai: il settore costruzioni guiderà la crescita dei prossimi anni
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A Dubai ci sono 4792 progetti di costruzione aperti, il 42% di quelli complessivi presenti in tutti gli Emirati Arabi, fattore chiave per la crescita del settore in vista di Expo 2020. Non solo: questi progetti hanno guidato lo sviluppo economico della città già dal 2018 e contribuiranno a dare impulso anche nei prossimi due anni.

A dirlo sono i risultati di una ricerca portata avanti dalla Dubai Chamber of Commerce and Industry, che si è basata sui dati forniti da BNC, IMF, Haver Analytics and Fitch Connect: il settore delle costruzioni ha contribuito dunque per circa il 6,4% al PIL di Dubai nel solo 2018.

Oltre ad Expo, gli altri fattori chiave di crescita per il mercato delle costruzioni di Dubai includono la strategia di diversificazione dell’emirato, un costante aumento della popolazione e del numero dei turisti.

La ricerca ha evidenziato inoltre come la maggior parte dei progetti infrastrutturali relativi a Expo 2020 siano in fase di costruzione o completati, e la maggior si trovino proprio all’interno del sito dell’esposizione universale.

Altri mega progetti includono l’espansioni dell’aeroporto internazionale Al Maktoum (DWC), del porto di Jebel Ali e della linea rossa della metropolitana di Dubai, che collega il centro della città al sito di Expo 2020.

I risultati hanno mostrato inoltre che gli Emirati Arabi guidano il GCC nel valore degli appalti aggiudicati per il 2019: si stima che il Paese abbia in cantiere contratti per 48,4 miliardi di dollari, seguito dall’Arabia Saudita, con 40,2 miliardi di dollari, e dal Kuwait con 15,8 miliardi.

Gli Emirati Arabi sono in testa alla classifica tra gli altri Paesi della regione anche per quanto il contributo del settore costruzioni sul PIL nazionale, con un valore che ha raggiunto i 33,2 miliardi di dollari nel 2018.

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Bilancio 2020: investimenti extra per Expo Dubai

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Bilancio 2020: investimenti extra per Expo 2020 Dubai
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Per stimolare l’economia e sostenere Expo 2020, il Governo di Dubai prevede un aumento sostanziale degli investimenti per questo anno appena cominciato. Il 3% della spesa pubblica prevista nel 2020, ovvero quasi 2 miliardi di dirham, verrà infatti investita per Expo 2020 Dubai.

Lo ha annunciato nei giorni scorsi lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vicepresidente e Primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, in occasione dell’approvazione del bilancio triennale 2020-2022 di Dubai.

L’obiettivo? Prima di tutto rendere Expo 2020 un successo e “lo spettacolo più grande del mondo”, come si legge in una nota diramata dal Governo. Il ciclo di bilancio triennale, che prevede una spesa totale di 196 miliardi di dirham, “soddisfa le aspirazioni del futuro di Dubai e conferma la sua determinazione a continuare a migliorare la felicità delle persone e a stimolare l’imprenditorialità”, specifica ancora la nota governativa.

Per l’anno 2020, dunque, lo sceicco Al Maktoum ha firmato una spesa di 66,4 miliardi di dihram (18,1 miliardi di dollari), la più grande nella storia di Dubai (più 17% rispetto al 2019), che comprende, oltre ad Expo, il sostegno alla sanità, all’istruzione e al settore del Real Estate, come parte dell’obiettivo di rendere Dubai una delle città più vivibili del mondo.

“Il budget per l’anno fiscale 2020 – ha sottolineato Abdulrahman Saleh Al Saleh, direttore generale del Dipartimento delle finanze del Governo di Dubai (DOF) – è stato approvato con una spesa totale in aumento del 16,9% rispetto all’anno precedente. Questo rientra nel supporto del Dubai Plan 2021, dell’Expo 2020 Dubai e della macroeconomia dell’emirato”.

Qualche altro numero dichiarato dal Governo: le entrate pubbliche per il 2020 si stima raggiungeranno i 64 miliardi di dirham, un aumento del 25% su base annua nonostante le misure per ridurre alcune tasse e congelare l’aumento di altre fees per tre anni. Le entrate petrolifere, come dichiarato, rappresentano solo il 6% delle entrate totali previste per l’anno 2020, mentre le entrate non fiscali rappresentano il 60% delle entrate previste totali; le entrate fiscali rappresentano il 29% e quelle derivanti da investimenti pubblici il 5%.

Infine alcune previsioni: secondo quando dichiarato dal Governo, l’economia di Dubai crescerà del 3,2% nel 2020, ritmo decisamente più alto della crescita del 2,1% nel 2019 e dell’1,94% del 2018 (record negativo dal 2009, anno della crisi che aveva colpito Dubai).

“Il bilancio 2020, il più grande nella storia del governo di Dubai – conclude la nota governativa – invia un chiaro messaggio alla comunità imprenditoriale: Dubai sta perseguendo una politica fiscale espansiva, che dà grande fiducia all’economia dell’emirato e contribuisce ad attrarre più investimenti”.

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Expo 2020 Dubai: parteciperà anche Israele

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Expo 2020 Dubai: parteciperà anche Israele
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Ora è ufficiale: ad Expo 2020 Dubai sarà presente anche il padiglione di Israele. Il Paese, che non ha rapporti diplomatici con gli Emirati Arabi e con gli altri Stati del Golfo, era stato invitato a prendere parte all’esposizione universale ed ora ha dato la sua conferma.

A firmare il protocollo di partecipazione ad Expo 2020 è stato il direttore generale del ministero degli esteri, Yuval Rotem, in occasione di una visita a Dubai nei giorni scorsi.

“Questa partecipazione – ha sottolineato invece il ministro degli Esteri Israel Katz – offre ad Israele una straordinaria opportunità di mostrare le sue capacità e i risultati raggiunti nel campo della tecnologia accanto alla vivace cultura israeliana”.

In vista di Expo, dunque, dall’ottobre del prossimo anno, ai turisti israeliani sarà consentito entrare liberamente negli Emirati Arabi, cosa che finora non era mai stata permessa.

Secondo quanto dichiarato, il padiglione israeliano, “Gates of Tomorrow”, progetto dell’architetto David Knafo, sarà ispirato ad una duna di sabbia, con grandi schermi sui quali verranno proiettati paesaggi di Israele e i risultati raggiunti dal Paese.

Cosa c’è da sapere su Expo 2020 Dubai

  • Si svolgerà dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021: secondo le stime, si aspettano 25 milioni di visitatori. A differenza delle passate edizioni, il 70% delle persone che passeranno da Expo, arriveranno da Paesi diversi da quello ospitante, in maggioranza da Cina ed India.
  • È la prima esposizione universale che si terrà in Medio Oriente, Africa e Asia meridionale. Non solo, per la prima volta 192 Paesi hanno confermato la loro partecipazione alla manifestazione, rendendolo dunque l’evento più internazionale nei 168 anni di esposizioni universali.
  • Il 2021 sarà anche il Gold Jubilee degli Emirati Arabi, ovvero il cinquantesimo anniversario dell’unione dei sette emirati.
  • Il logo di Expo 2020 è un anello formato da tanti cerchi concentrici e simboleggia l’unità dei popoli e la continuità tra presente e futuro. Il disegno è ispirato ad un antico anello d’oro, risalente ad oltre 6000 anni fa, ritrovato nel corso degli scavi archeologici tra Dubai ed Abu Dhabi, nel deserto di Saruq Al Hadid.
  • “Connecting minds, creating the future”, “Collegare le menti, creare il futuro” è il tema centrale di questa edizione di Expo: collaborazione tra tutti i Paesi del mondo in nome dello sviluppo e dell’innovazione per affrontare insieme le prossime sfide del pianeta, a partire da quelle ambientali.
  • Un magico albero di Ghaf, due fratelli emiratini, Latifa e Rashid, e tre aiutanti robot sono le mascotte di Expo 2020 Dubai.
  • I biglietti di Expo 2020 Dubai saranno disponibili per il grande pubblico a partire da aprile 2020, mentre sono già disponibili i biglietti mensili e gli abbonamenti stagionali. Il prezzo del biglietto è di 120 aed. Qui potete trovare le informazioni necessarie.

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Banca Mondiale: per i Paesi GCC diversificazione e sostenibilità

La crescita nei Paesi del CCG ha rallentato quest’anno, principalmente perché la domanda di petrolio si è indebolita in un’economia globale più cauta, ma la maggior parte delle nazioni ha visto aumentare costantemente il prodotto interno lordo non petrolifero.

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paesi del golfo
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La strada per la diversificazione dal petrolio, nei Paesi del Golfo, è ancora lunga, ma molti passi avanti son stati fatti negli ultimi anni. Lo dice il Gulf Economic Update, rapporto diffuso in questi giorni dalla Banca Mondiale, che elogia gli sforzi, ma afferma come occorra fare di più.

La crescita nei Paesi del CCG ha rallentato quest’anno, principalmente perché la domanda di petrolio si è indebolita in un’economia globale più cauta, ma la maggior parte delle nazioni ha visto aumentare costantemente il prodotto interno lordo non petrolifero. E gli sforzi per la diversificazione, ha sottolineato la Banca Mondiale, hanno continuato a dare buoni frutti.

Qualche numero: secondo il Gulf Economic Monitor la crescita media del prodotto interno lordo in tutto il GCC è scesa allo 0,8% nel 2019, dal 2% del 2018, a causa di “prezzi del petrolio ridotti e da un eccesso di offerta”. Ma a sostenere la crescita è stato in larga parte il settore non petrolifero.

Il rapporto ha messo in evidenza i diversi risultati tra gli stati del Golfo, con il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti che quest’anno prevedono la più forte crescita del PIL, rispettivamente del 2% e dell’1,8%, mentre l’Arabia Saudita e il Kuwait sono destinati a crescere allo 0,4%.

E per i prossimi anni? Si prevede che la crescita economica si riprenderà al 2,2% l’anno prossimo e al 2,6% nel 2021, risultati subordinati ad “una graduale ripresa dei prezzi del petrolio e alla continua spesa per mega-progetti, nonché alla continua crescita dei settori non idrocarburi”, afferma il rapporto.

Il Gulf Economic Update esplora inoltre i legami tra diversificazione economica e sostenibilità ambientale. L’analisi evidenzia infatti la assoluta necessità di integrare la sostenibilità al processo decisionale sui percorsi e sulle opzioni di diversificazione in questa zona del mondo.

Tre i modi suggeriti attraverso i quali le strategie di investimento regionale potrebbero conciliare diversificazione, sostenibilità ambientale e resilienza climatica: riforme che aumentino gli investimenti per ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici; allineamento della crescita economica a settori ecosostenibili; “diversificazione delle risorse” attraverso lo sviluppo del capitale umano.

Per approfondire, qui potete trovare il rapporto completo

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