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Dubai è veramente una finzione?

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African woman holding white mask
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Finzione. Termine usato per indicare una falsa condotta o un inganno. O anche, ciò che si crea con l’immaginazione.

Chi frequenta o vive a negli Emirati, lo sente di tanto in tanto: “Dubai è una città finta”. Pensiero che tocca in particolare modo persone che con Dubai non hanno molto a che fare, a dirla tutta. C’è una strana tendenza a credere che Dubai sia addirittura basata su un modello economico fasullo, in quanto derivato dalla sola fortuna di avere il petrolio.

Per verificare questo interessante spunto, siamo andati a leggere i dati dell’ultimo report che stima il Commercio Estero di natura non-petrolifera (non-oil foreign trade) generato nel solo Emirato di Dubai, pari a circa 250 miliardi di euro.

Vi immaginate? Un paese di soli 3 milioni di abitanti (il 90% dei quali è straniero) , che pur non disponendo di una gran capacità industriale, sia ciononostante capace di esportare beni e – soprattutto – servizi per volumi da capogiro.

Per avere un metro di misura, considerate che l’Italia con una popolazione 22 volte superiore a Dubai, è la nona  potenza mondiale in fatto di export, con esportazioni per circa 500 miliardi di euro. Dubai, da sola, ha quindi la capacità di intermediare beni e servizi per un volume pari alla metà di tutta la nostra penisola.

Risulta quindi evidente che la grande performance del commercio estero di Dubai poggia su solidi fondamenti economici. Molto concreti e per nulla fasulli. Destinati peraltro a rinforzarsi ulteriormente nel 2020, con l’arrivo del primo vero e proprio Expo a livello mondiale.

Non dimentichiamo, poi, il tema di fare di Dubai una delle prime “Smart City” al mondo (“la città intelligente” è un insieme di strategie di pianificazione urbanistica ed amministrativa tese all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici, grazie all’impiego diffuso delle nuove tecnologie della comunicazione, della mobilità, dell’ambiente e dell’efficienza energetica, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni).

Il commercio estero di Dubai è spinto anche dalle numerose “zone franche” (Free Trade Zones) che hanno contribuito notevolmente al trend positivo, con un tasso di aumento del +11% su base annua. Si sta lavorando anche nel creare una zona commerciale virtuale (Virtual trade zone), la prima nel suo genere al mondo, che darà un forte impulso allo sviluppo dell’e-commerce a livello regionale e globale.

Oggi Dubai è anche un’importante destinazione turistica mondiale. E’ la quarta città al mondo come numero di visitatori (16 milioni di presenze annue); insegue Londra (a 19 milioni) ed ha ampiamente distaccato New York (settima destinazione). Vanta comunque un primato mondiale come città col più alto tasso di spesa da parte dei turisti, che ammonta a quasi 30 miliardi di euro. Il che la dice lunga sulla qualità del turismo attirato da questa meta.

L’invito è di superare i luoghi comuni, apprezzandone pregi e conoscendone i difetti. Alla pari di ogni altra città cosmopolita.

È facile essere impressionati dai record architettonici e forse anche essere titubanti riguardo le campagne di comunicazione che promuovono questa città come la meta perfetta, un paradiso fiscale e di benessere. Affermatasi cosi velocemente da sembrare quasi incredibile.

“Non è quindi una città fake?”. Possiamo tranquillamente affermare che oltre al lusso e allo sfarzo, Dubai è una realtà ben radicata. Soprattutto alla luce di dati, ranking e performance mondiali, che da anni hanno riposto questo lontano Emirato arabo ai vertici delle destinazioni finanziarie, economiche e turistiche.

Tutte cose molto concrete.

Avvocato Italiano, opera da oltre 20 anni nel campo del diritto commerciale internazionale e del diritto industriale dei marchi e brevetti. È trustee in una trust company italiana; master in diritto patrimoniale e diritto sportivo. Dal 2016 ha attivato un proprio recapito a Dubai per fornire assistenza nell’ambito dei processi di internazionalizzazione delle imprese Italiane.

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  1. PAOLO MASON

    Gennaio 4, 2020 at 12:00

    Ottima analisi basata su dati non su luoghi comuni.

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Adaptability: la chiave del successo nei mercati esteri e non solo

Il mercato globale chiede sempre di più alle aziende e alle persone di essere adaptable, adattabili. Il concetto di adaptability viene definito come la capacità di reagire (con successo) all’inevitabilità del cambiamento.

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Adaptability: la chiave del successo nei mercati esteri e non solo
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It is not the strongest of the species that survives, nor the most intelligent that survives. It is the one that is most adaptable to change.

Charles Darwin

Il mercato globale chiede sempre di più alle aziende e alle persone di essere adaptable, adattabili. Il concetto di adaptability viene definito come la capacità di reagire (con successo) all’inevitabilità del cambiamento.

Natalie Fratto, Vice-President di Goldman Sachs, nel suo Ted Talk spiega l’importanza dell’AQ (Adaptability Quotient) anche rispetto ai classici misuratori come IQ o EQ. La relatrice cita tre strumenti per misurare l’AQ dei Founder delle start up:

  • le what if questions, domande che presentano scenari futuri vincolati ad un avvenimento specifico servono per misurare la capacità dell’interlocutore di immaginare soluzioni e ideare strategie;
  • l’individuazione di segni di disapprendimento attivo, tipico delle persone che non danno la propria conoscenza per assodata;
  • infine la capacità del founder di fare exploration, ossia la predisposizione a controllare costantemente che il proprio business model non sia minacciato da disruption.

L’adaptability è anche elemento chiave per le start up così come per le aziende consolidate.

Uno spunto di lettura a tal proposito è il recente articolo di Forbes “Adaptability Is The Key To Business Growth: Five Ways To Stay Ahead Of Real-Time“, che sottolinea come la “industry disruption” sia ormai all’ordine del giorno e suggerisce cinque domande che le aziende dovrebbero porsi per controllare il proprio livello di adattabilità.

L’adaptability è chiave anche nei percorsi di internazionalizzazione delle aziende, in quanto il successo in un mercato estero dipende dalla capacità dell’azienda di adattare il suo business model a quello del Paese target. La storia è piena di Epic Cases di aziende che hanno fallito nella Market Entry Strategy e motivo di tale fallimento è stata proprio l’incapacità di adattamento.

Sapevate che il colosso americano Walmart nel 2006 ha perso 1 billion USD in Germania? Walmart aveva aperto il primo negozio in Germania nel 1997 ed era arrivato a collezionare 85 punti vendita nel Paese. L’obiettivo era quello di inserirsi nel redditizio mercato dei discount tedeschi replicando l’approccio americano. Il colosso americano non aveva considerato le intricate leggi sul lavoro, gli orari di lavoro limitati e i vincoli della burocrazia e neanche ha provato ad adattarsi a questi vincoli. La ciliegina sulla torta sono state le reazioni spaventate dei clienti in merito ai saluti di Walmart e alla loro propensione a fare la spesa per i clienti, entrambe pratiche insolite in Germania.

Questi gap non sono stati colmati da un business model adattato al mercato target ed hanno portato al rigetto di Walmart da parte del mercato tedesco.

L’esempio di Walmart ci restituisce un messaggio chiaro: l’adattabilità non è più un plus, ma un requirement per una market entry strategy di successo.

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Covid-19: nuove regole per attività commerciali e uffici

Si allentano ancora le restrizioni messe in atto dal Governo per rallentare la diffusione del Covid-19. Vediamo che cosa cambia da oggi, mercoledì 27 maggio.

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Covid-19: nuove regole per attività commerciali e uffici
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Anche negli Emirati Arabi si allentano le restrizioni che il Governo aveva imposto per rallentare la diffusione del Covid-19.

Vediamo che cosa cambia da oggi, mercoledì 27 maggio.

Attività commerciali

  • I centri commerciali di Dubai e i negozi possono ora operare al 70% della capacità, rispetto al 30% imposto dalle regole precedenti.
  • Gli esercizi commerciali possono scegliere l’orario di apertura preferito tra le 6 e le 22.
  • Solo il 30% delle aree di parcheggio dei Mall rimarrà chiuso.
  • I ristoranti possono operare a piena capacità, a condizione che vengano prese adeguate precauzioni di sicurezza e che i tavoli vengano mantenuti a 2 metri di distanza uno dall’altro.
  • Rimane in vigore il divieto di ingresso ai minori di 12 anni e agli anziani di età superiore ai 60 anni.

Uffici

  • Gli uffici possono operare al 50% della loro capacità.
  • Tutti gli ascensori devono avere delle marcature sul pavimento che indichino il distanziamento sociale obbligatorio.

Intrattenimento

  • Misurazione della temperatura a tutti i clienti prima di entrare nei cinema o in altri luoghi di intrattenimento.
  • Nei cinema la frequenza degli spettacoli è ridotta e il distanziamento dei posti obbligatorio (vengono assegnati due posti ad ogni cliente sia orizzontalmente che verticalmente)
  • Sanificazione regolare degli spazi.
  • Piste di pattinaggio sul ghiaccio, musei, spettacoli, Green Planet, Dolphanarium, Ski Dubai, Acquari, Go Kart ecc, possono ora funzionare al 50% della loro capacità, a condizione che vengano indossate le mascherine e il distanziamento sociale sia rispettato.
  • Eventi familiari, feste di compleanno e riunioni di gruppo rimangono vietati in tutti iluoghi di intrattenimento.
  • Non hanno accesso ai cinema e agli luoghi di intrattenimento i bambini sotto i 12 anni e gli adulti di età superiore ai 60 anni.

Palestre

  • Possono riaprire al 50% della capacità massima.
  • E’ obbligatorio indossare la mascherina durante l’attività fisica leggere o moderata.
  • Le mascherine possono essere brevemente abbassate in caso di “intenso esercizio fisico”.
  • Tra gli attrezzi devono essere poste partizioni di plastica.
  • Verranno ridotte le classi, sia per numero di partecipati che per durata.

Saloni di bellezza

  • Funzionano solo per appuntamento e possono operare con una capacità del 50%.
  • I bimbi sotto i 12 anni possono andare solo dai parrucchieri al di fuori dei Mall.
  • Sono consentiti solo il taglio dei capelli, pedicure e manicure. Ancora fermi i massaggi e gli altri trattamenti.
  • A tutti i clienti viene controllata la temperatura prima di entrare.
  • All’interno dei locali e durante i trattamenti, deve essere garantito il distanziamento sociale.
  • La mascherina è obbligatoria, può essere spostata per per periodi di tempo molto brevi durante determinate procedure (tagliare i capelli dietro le orecchie, la barba) e se assolutamente necessario.
  • Chi presta i trattamenti deve indossare la visiera di plastica oltre alla mascherina.
  • Dopo ogni cliente devono essere disinfettate tutte le postazioni.

Aeroporto

  • Dovrebbe riaprire (previa approvazione delle autorità) per permettere il ritorno dei residenti negli Emirati Arabi Uniti e per i passeggeri in transito.
  • Per i residenti che rientrano è obbligatoria la quarantena di 14 giorni.
  • I residenti che vogliono tornare negli Emirati Arabi Uniti devono ottenere il permesso della Federal Authority for Identity and Citizenship (ICA) per entrare nel Paese registrandosi al sito https://smartservices.ica.gov.ae/echannels/web/client/default.html#/login. Solo dopo l’approvazione possono procedere alla prenotazione del biglietto aereo.

Ricordiamo che per ora le spiagge pubbliche, le palestre e le piscine all’interno degli edifici residenziali rimangono chiuse.

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Investire a Dubai? Gli errori da non fare

La guida di Carlo Abbiati su come investire in immobili a Dubai in modo sicuro

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Investire a Dubai? Gli errori da non fare
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E’ un momento difficile, lo sappiamo tutti, e dobbiamo resistere. Non ci possiamo abbattere. Dalle notizie più recenti, i voli su Dubai potrebbero riprendere molto presto e gli Emirati Arabi, nell’affrontare l’emergenza Coronavirus, si stanno comportando molto bene con le riaperture di una buona parte delle attività: ci sono linee guida chiare e rispettate da tutti. Sono orgoglioso di vivere in questo Paese.

In Italia, dalle cose che leggo sui giornali, mi pare purtroppo ci sia un po’ di confusione. Le persone sono in difficoltà e mi piacerebbe poter fare qualcosa per aiutare. Anche se mi trovo lontano dalla mia amata città, Bergamo, con il cuore sono in Italia.

Voglio dire una cosa importante, recentemente ci sono persone, dei veri e propri sciacalli, che come succede con mascherine e liquidi disinfettanti per le mani, approfittano della situazione e della debolezza di alcuni soggetti: facendo leva sul fatto che non si può viaggiare, propongono immobili a Dubai da comprare, senza poterli nemmeno vedere.

E fino a qui ci può stare, se a proporlo è un professionista serio, ma purtroppo ho saputo da alcuni che mi contattano via email o sui social media, che questi soggetti offrono appartamenti a prezzi maggiorati oppure soluzioni scadenti a prezzi più alti di quanto si possano trovare adesso sul mercato, sapendo che, non potendo viaggiare e vedere con i propri occhi, non è possibile fare alcun confronto.

Se mi conoscete, sapete quanto ci tenga alla reputazione di Dubai e alla mia immagine. Quindi ho deciso di contrastare questo fenomeno attraverso una guida, gratuita, che possa informare le persone, che possa dare loro maggiore consapevolezza.

Qui potete trovare la mia guida. Sicuri di voler investire a Dubai? Scoprite gli errori da evitare!

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