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Cibo 100% italiano a Dubai? Ecco dove trovarlo

I Love Italian Food lancia la Guida dedicata agli autentici ristoranti italiani in città

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Cibo 100% italiano a Dubai? Ecco dove trovarlo
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Città futuristica, patria del lusso estremo e crocevia del business tra Oriente e Occidente, Dubai è la patria di oltre 180 nazionalità diverse e in vista di Expo 2020 prevede una presenza di 25 milioni di turisti.

Nel cuore degli Emirati Arabi, tra tradizione e modernità, c’è un melting pot di cucine e sapori: dal sushi al dim sum, dalle meze arabe allo shawarma, dallo street food ai ristoranti stellati raffinatissimi. Anche a livello gastronomico, Dubai si aggiudica senza rivali il record di città cosmopolita per eccellenza.

Qui, nonostante il mercato competitivo, l’export del Made in Italy è in costante crescita: solo nel 2019 l’Italia ha esportato sul mercato degli Emirati 266 milioni di euro di prodotti agroalimentari (i dati arrivano dalla Italian Trade Agency, 2019) e forti sono le aspettative che queste opportunità aumentino con Expo.

Italianità è la parola d’ordine del progetto di promozione e valorizzazione del Made in Italy che l’associazione I Love Italian Food ha presentato a Dubai lo scorso 20 febbraio, con il lancio di 100per100 Italian Food in Dubai e della guida che raccoglie i nomi di quasi 50 locali che propongono il vero Made in Italy.

Locali votati e selezionati da una giuria di oltre 100 italiani residenti in città, che hanno suggerito i nomi dei luoghi dove gustare un’autentica pizza napoletana, dove assaporare l’aroma unico dell’espresso, o dove rinfrescarsi dal caldo estremo del deserto con un vero gelato italiano.

Quattro categorie – Restaurant, Pizza, Espresso, Gelato – per un viaggio sensoriale, oltre che gastronomico, in cui ritrovare, anche lontano da casa, quell’esperienza unica che contraddistingue la nostra cultura enogastronomica, tra prodotti, visioni e lifestyle.

La guida, spiega I Love Italian Food, “rappresenta anche uno strumento per supportare i veri ambasciatori del cibo italiano, quelli che noi chiamiamo ‘i guerrieri del Made in Italy’: un esercito di chef, ristoratori, pizzaioli, pasticceri e gelatieri che con passione dedicano ogni giorno il proprio lavoro alla promozione e alla difesa dell’autentica cucina italiana”.

E’ possibile consultare la 100per100 Italian Food Guide di Dubai anche online.

I Love Italian Food
Associazione culturale no profit e network, promuove e difende la vera cultura enogastronomica italiana nel mondo. Creata in Italia, nel cuore della Food Valley nel 2013 da un gruppo di amici appassionati di cibo italiano, oggi I Love Italian Food è una community internazionale che nel 2017 ha raggiunto più di un miliardo di contatti digitali in tutto il mondo. Con il suo network di oltre 8.000 professionisti, I Love Italian Food produce ogni giorno contenuti per la sua piattaforma digitale, organizza eventi internazionali per creare un dialogo con i professionisti del settore e supporta iniziative di ricerca e formazione.

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm”

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Pillole di Emirati: che cosa significa Umm Suqeim?
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Quante volte avete percorso Umm Suqeim Road (ام سقيم)? Vi siete mai chiesti che cosa significhi?

Tanto tempo fa nella zona che si estende lungo Jumeirah Road si era diffusa tra gli abitanti una forte febbre, che in arabo si traduce con “al-suqm” (السُقُم).

La forma “Suqeim” è un diminutivo/vezzeggiativo della parola “al-suqm. Potremmo quindi tradurla con “febbretta”, “febbriciattola”.

Molti conosceranno il termine “Umm” come la traduzione di “mamma”, in realtà insieme alla parola “Ab” (che significa padre), vengono usate entrambe anche per tradurre “quello di”, “quella di”. Ad esempio la città di Abu Dhabi diventa “il posto della Gazzella, dove Dhabi è una delle tante parole per tradurre la parola “gazzella”.

Umm Suqeim diventa quindi “la zona della febbretta”.

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Covid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati

Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

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Cvid-19: le limitazioni ancora in vigore negli Emirati
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Con la sospensione del coprifuoco in tutti gli Emirati Arabi e l’imminente apertura al turismo, a Dubai e nelle altre città del Paese si sta lentamente tornando alla (quasi) normalità.

“Con il graduale ritorno alla vita normale – ha dichiarato Amna Al Dahhak Al Shamsi, portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, – il ruolo più grande e più importante di tutti rimane l’impegno a seguire le istruzioni e le procedure al fine di non annullare finora gli sforzi di tutte le entità governative e della società”.

Le autorità ricordano che le multe per le violazioni delle norme anti Covid-19 sono ancora in vigore e che i trasgressori sorpresi per la terza volta sono soggetti a un’azione legale e possono rischiare anche il carcere.

Ma quali sono le limitazioni ancora in vigore? Vediamole:

  • Le mascherine sono obbligatorie ovunque, anche negli uffici e sul posto di lavoro. Uniche eccezioni: se si viaggia in auto da soli o con i propri familiari, se si svolge un esercizio fisico molto inteso, per i bambini sotto i due anni o se ci sono condizioni di salute che ne impediscono l’utilizzo.
  • In automobile non possono viaggiare più di tre persone, a meno che non siano tutti membri della stessa famiglia.
  • La distanza sociale di 2 metri deve essere mantenuta in ogni momento nei luoghi pubblici.
  • Eventi, feste, riunioni sono vietati in tutti i luoghi pubblici e privati, comprese case e uffici. Chiunque verrà trovato ad ospitarne sarà multato. “Sottolineiamo che gli incontri pubblici sono ancora vietati ed è preferibile evitare le visite ai famigliari” ha dichiarato Saif Al Dhaheri, portavoce del National Emergency, Crisis and Disaster Management Authority.
  • A partire dal 24 giugno, è stato vietato servire alcolici ai banconi del bar fino a nuovo avviso.
  • In tutto il Paese, le moschee e gli altri luoghi di culto rimangono chiusi.
  • I lavoratori domestici non dovrebbero incontrare nessuno al di fuori della famiglia. La regola si applica in tutti gli emirati, tranne che a Dubai.
  • Ai bambini è permesso visitare ristoranti e centri commerciali, ma alle persone di età superiore ai 70 anni è ancora vietato l’ingresso, ad Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain, Ras Al Khaimah e Fujairah. A Dubai non ci sono più limiti di età.
  • I residenti ad Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafra possono viaggiare all’interno delle loro città ma non altrove nell’emirato senza prima ottenere un permesso. Chiunque desideri uscire da queste zone è ora libero di farlo, ma è necessario un permesso per rientrare nell’emirato.
  • Le autorità non hanno ancora consentito la riapertura delle piscine di edifici residenziali e complessi ad Abu Dhabi.
  • Ad Abu Dhabi anche le spiagge pubbliche e i cinema rimangono chiusi.
  • Le spiagge rimangono chiuse a Umm Al Quwain fino a nuovo avviso.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah

La sabbia rimaneva incandescente fino a tarda notte e brillava luminosa contrastando la luce della luna.

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Pillole di Emirati: la sabbia calda di Jumeirah
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Faceva (…e fa) tanto caldo, molto tempo fa sulle spiagge di Dubai, così caldo che la sabbia bruciava come brace.

In arabo brace si dice “jamr” (جمر) e proprio da questa parola deriva il nome “Jumeirah” (جميرا).

La struttura della parola è un vezzeggiativo, diminutivo, un termine affettuoso traducibile con “bracetta”, “bracina”, “braciuccia”.

La spiaggia dunque bruciava come brace, ma esiste anche una versione romantica che racconta come la sabbia rimanesse incandescente fino a tarda notte e brillasse luminosa contrastando la luce della luna.

Jumeirah è ora quell’area di quasi 27km di spiagge, negozi, ristoranti, cafe, ville maestose, moschee, una delle strade più belle di Dubai.

Se notate nel logo della catena “Jumeirah” c’è una piccola fiamma incandescente disegnata sulla lettera “I”.

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