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Il business non si ferma

E’ adesso il momento di andare oltre la crisi: il business e la bellezza della creatività dei nostri imprenditori non si ferma.

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Il business non si ferma
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In questo momento l’empatia verso il nostro Paese si fa ancora più forte, il senso di appartenenza, il pensiero su quello che l’Italia rappresenta, più consapevole. Al di là delle preoccupazioni e dei quotidiani aggiornamenti sulla difficile circostanza che le nostre famiglie e la nostra Nazione stanno affrontando, la riflessione si sposta sugli interrogativi che il periodo imprevedibile e di complicata gestione ci impone.
Il modo migliore di affrontare i momenti di crisi è impegnarsi nel proprio lavoro e cercare di creare nuove opportunità. O se non altro, soluzioni.

E’ adesso il momento di andare oltre la crisi: il business e la bellezza della creatività dei nostri imprenditori non si ferma.

“Crisis management”: riprogrammare e continuare il business in UAE al tempo dello smart working
La limitazione di movimento è un impedimento in qualsiasi senso, ma sappiamo che per chi intraprende o per chi ha interessi all’estero può costituire un’ulteriore penalità: la perdita di controllo su progetti e rapporti commerciali o finanziari portati avanti nel tempo. Spesso al prezzo di grandi sacrifici.

Come in ogni Paese, anche negli Emirati Arabi Uniti è necessario interfacciarsi con varie istituzioni pubbliche o private per portare avanti i propri interessi. A oggi non tutte le questioni d’affari possono essere gestite in smart working ma, mettersi in contatto con consulenti che possono essere di aiuto e di ponte per essere aggiornati e seguire con chi professionalmente opera in loco e può assistere, è comunque un modo per non interrompere i rapporti e continuare a far crescere le opportunità e i business in questi mercati.

Per completezza, ricordiamo che ad esempio in base alla nuova normativa vigente negli Emirati Arabi Uniti (Economic Substance Rules, 2019), è necessario accertarsi di aver svolto una corretta gestione della contabilità aziendale, del controllo per quanto concerne gli adempimenti IVA o, di aver dato mandato a professionisti del settore per un’analisi completa dello stato delle strutture societarie già esistenti, allo scopo di evitare di incorrere nelle previste sanzioni.

Questi, naturalmente, sono solo alcuni esempi che si basano su una situazione in continua evoluzione e sulla quale saremo inoltre disponibili a tenervi costantemente aggiornati.

Tenersi aggiornati e assicurarsi con professionisti competenti sul territorio che quanto costruito nel tempo venga mantenuto e possa procedere senza che le contingenze lo penalizzino, è sicuramente un modo per iniziare a guardare al futuro del proprio business.

La capacità di impresa e la creatività italiana meritano di non conoscere sosta. E anche di fronte alle maggiori avversità, prepariamoci per la ripresa.

Business crisis management conceptual image

“La Linea” per l’Italia: il business non si ferma!
Data l’attuale contingenza, negli ultimi giorni abbiamo ritenuto utile estendere la nostra attuale gamma di servizi, includendo una “linea” di tools operativi dedicati all’Italia, per supportare le esigenze di chi necessita di un aiuto “a distanza” o di un vero e proprio mandato fiduciario per lo svolgimento “on site” di adempimenti di vario genere.

Nel rispetto della massima confidenzialità e professionalità, siamo disponibili a un iniziale colloquio di approfondimento per comprendere le esigenze dei servizi necessari, senza nessun tipo di diritto sul business in questione e con particolare attenzione al contenimento dei costi in questo momento di difficoltà.

Chi siamo
“La Linea” è una società e un “one-stop-office” che si occupa quotidianamente, anche attraverso il proprio network selezionato di professionisti locali, di corporate services, costituzione di società in UAE, assistenza per l’apertura conti bancari, wealth management, investment management e business development.

Cosa possiamo fare per voi?
Grazie ai nostri consolidati rapporti con i più importanti partner sul territorio emiratino (i principali referenti locali del mondo finanziario, bancario, societario e del real estate), siamo in grado di poter aiutare concretamente tutti gli imprenditori italiani che abbiano interessi in questa parte del mondo.

Possiamo assistervi con attività di monitoraggio o di prosecuzione di una qualsiasi procedura aministrativa, funzione anche solo di “tramite”, o di un procuratore ad hoc o di una semplice “linea” diretta per portare avanti interessi e business interrotti dall’impossibilità di viaggiare, o di essere “presenti personalmente”.

In particolare, vi segnaliamo la possibilità di assistervi e dare luogo alla vostra rappresentanza temporanea presso istituti bancari, autorità locali, uffici amministrativi, sedi aziendali o anche nell’ambito di processi di “handover” nel corso di operazioni di investimento immobiliare. In taluni casi più specifici, saremo inoltre in grado di fornirvi un’apposita assistenza per consentire adempimenti a distanza di maggiore complessità, come la costituzione di società presso le attuali freezone o l’abilitazione temporanea a servizi bancari per le imprese, con impegno da parte dei disponenti a procedere alle formalità di legge, on site, al termine del periodo di limitazione dei viaggi internazionali.


Con la nostra società negli Emirati aiutiamo le aziende e gli imprenditori in tutto il mondo che esportano, intraprendono all’estero. Ci impegniamo per eliminare gli ostacoli e le difficoltà burocratiche, per facilitare processi, realizzare progetti e impostare strutture per la gestione del patrimonio che abbiano visioni longeve e sostenibili per il business e le famiglie.

Per maggiori informazioni:
La Linea
+971501059086, consultant@lalineame.com

Imprenditrice italiana, dalla Toscana si è trasferita in Medio Oriente nel 2015, prima a Doha, poi a Dubai. Nel gennaio 2020, ha fondato la sua nuova società negli Emirati Arabi Uniti: “La Linea”, in collaborazione con un'altra lungimirante amica imprenditrice. “La Linea” è un Business Advisor e Wealth Consultant, un fornitore multi-servizi al servizio di privati, imprenditori e famiglie facoltose internazionali, che desiderano stabilire società, investire, intraprendere business a livello globale e proteggere il loro valore attraverso le generazioni.

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19 strumenti utili (e gratuiti) per lo Smart Working

Vi sono sostanziali differenze tra Smart Working e Remote Working. Andiamo a definire quali sono, per poi lasciarvi una lista utile di servizi e App che potete usare per cominciare la vostra trasformazione digitale ed entrare a pieno ritmo nel 2020.

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Businessman Working On Laptop At Desk In Modern Office Checking Data On Smart Watch
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Anche in periodi difficili e di prove a lungo termine, bisogna saper vedere i lati positivi. Per molte aziende in tutto il mondo, COVID-19 è sinonimo di un approccio forzato al Remote Working, il lavoro da remoto. Questa modalità di lavoro non è lontana dal concetto di Smart Working, anche se non è esattamente la stessa cosa. Vi sono sostanziali differenze tra queste due modalità. Andiamo a definire quali sono, per poi lasciarvi una lista utile di servizi e App che potete usare per cominciare la vostra trasformazione digitale ed entrare a pieno ritmo nel 2020.

Lo Smart Working prevede l’integrazione di servizi e tecnologie che puntano a rendere più flessibile e autonomo un lavoratore dipendente, grazie alla possibilità di scelta nelle modalità di esecuzione, delegando alcune attività aziendali ad automazioni e integrazioni hardware/software.
Alcuni esempi sono la flessibilità degli orari di lavoro, la condivisione di risorse interne sul cloud, l’automazione dell’assegnamento dei giorni di ferie, l’uso di sistemi di comunicazione alternativi alle e-mail.

Il lavoro da remoto mantiene le stesse dinamiche e gli stessi processi, semplicemente spostando la posizione di chi lavora da un ambiente ad un altro (in questo caso a casa propria), che proprio in questo periodo viene forzato dalle varie regole imposte dal distanziamento sociale. Questa pratica è possibile anche in periodi non di emergenza, ma come già detto non prevede flessibilità né automazione (o ottimizzazione) di processi. Ergo, se cominciate alle 8 a lavorare, con il remote working vi risparmiate giusto il viaggio in ufficio.

Ci troviamo finalmente di fronte ad una prova forzata che servirà a molte aziende per capire quanto il proprio business sia dipendente da azioni manuali, firme ad inchiostro, riunioni (che ancora fate, a discapito del vostro tempo), e presenze, controlli fisici. Saremo posti di fronte ad un imparziale verdetto che sentenzierà quale sia la percentuale di tecnologia che usiamo per portare avanti le nostre operazioni e quanto smart sia la vostra azienda.

Ovviamente ci sono mercati e situazioni in cui è più difficile guardare allo Smart Working come soluzione plausibile, ma l’innovazione deve essere guidata, non seguita. Bisogna altresì precisare che non si tratta solo di aggiungere un software per la fatturazione, se poi la fattura viene comunque modificata e girata al cliente manualmente via email. Questo non è affatto intelligente, anzi, aggiunge un costo ed un passaggio in più che pesa sul processo di controllo.

Gli strumenti per il lavoro flessibile devono adattarsi ai processi aziendali ed avere dei chiari benefici per azienda e dipendenti o collaboratori. L’altro punto, già stressato in partenza, è la presenza di una scelta che permette flessibilità. Quindi, non avere un ufficio non è Smart Working. Al contrario, è limitare le possibilità ai propri dipendenti.

Detto questo, e considerato che molti sono alle prese con il lavoro a distanza, passiamo all’elenco degli strumenti che potete usare da subito e tenere in considerazione successivamente per cominciare la vera trasformazione in una effettiva Smart Company.

Automazione

Zapier, IFTTT
Le automazioni, queste sconosciute. Se ancora pensate a creare task e bot,
Zapier è una piattaforma ormai famosa per automatizzare specifiche azioni: permette di integrare diverse applicazioni che probabilmente già usate. È compatibile anche con una serie di elementi IoT (Internet of Things) che consente di creare una serie di “interruttori” per compiere determinate azioni. Alternativa con strumenti simili è IFTTT (If This Than That, letteralmente “Se questo allora quello”) che propone anche la condivisioni delle automazioni, così avrete già diverse idee su come partire.

Gestione canali Social Media

Hootsuite
Se già non la conoscete, andate subito a cercare qualche video o guida per il re dei gestionali social. Hootsuite è presente sul mercato da diversi anni e permette di ottimizzare post e contenuti su praticamente qualsiasi piattaforma social media.

Videochiamate e video-conferenze

Video conference

Zoom, Miro, TeamViewer
Zoom ha preso piede negli ultimi anni come migliore alternativa a Skype. Nonostante anche quest’ultimo si sia aggiornato con parecchie funzioni, Zoom è diventato popolare grazie alla facilità di connessione e creazioni di meeting (la versione gratuita permette solo riunioni di massimo un’ora con utenti limitati). Zoom sembra funzionare molto bene anche negli Emirati Arabi, a dispetto della limitazione dei servizi VoIP.
Miro è una lavagna condivisa che permette uso di post-it e diagrammi, molto carina e funzionale. TeamViewer è conosciuta bene da chi fa assistenza da remoto. Non tutti si sono accorti della sua utilità come strumento di condivisione schermo, videochiamate, oltre che al controllo remoto e, sì, funziona anche qui! È stata anche rilasciata un App che consente, con la realtà aumentata, di indicare “a schermo” delle azioni o evidenziare oggetti fisici.

Documenti e condivisione

Google Suite (Google Docs e Drive), iWork Suite (iWork e iCloud)
Entrambi molto conosciuti anche questi, a seconda che lavoriate in un ecosistema Google o Apple (per gli evergreen di Microsoft abbiamo fatto una sezione dedicata) potete avere pressoché le stesse funzionalità di modifica e creazione documenti e spazi di condivisione. Sicuramente una funzione essenziale, ma quanto è fluido il flusso di lavoro e l’accesso ai documenti che create in azienda?
Entrambi i servizi dispongono di una versione gratuita, anche se Google offre pacchetti iniziali molto generosi (siete sicuri di voler condividere tutti i documenti e le foto gratuitamente?).

Comunicazione e Project Management

Slack, Trello
Possiamo dirlo? Basta email.
La posta elettronica rimane un componente essenziale del vostro business. Non c’è cosa più utile e allo stesso tempo fastidiosa di una cara vecchia email. Per il lavoro interno e soprattutto quando il gruppo è dislocato in più aree o zone, è essenziale avere anche la flessibilità e l’immediatezza della messaggistica istantanea. Non utilizzereste Facebook con i vostri dipendenti immagino, ecco che allora anche Whatsapp dovrebbe essere abbastanza in fondo alla lista dei preferiti.
Slack offre le funzionalità di un App di messaggistica, con delle comode funzioni di catalogazione, ricerca e gestione progetti (nonché condivisione files).
In maniera opposta, ma altrettanto funzionale, Trello permette la gestione di task sul modello KanBan, ovvero con delle schede in cui è possibile gestire diversi aspetti di progetti e comunicazione

Gestione flusso vendite

HubSpot, Sellf
Le vendite sono gli zuccheri dell’azienda. Non solo perché danno le energie economiche per operare, ma anche per la risposta psicologica che questa attività genera nel nostro cervello. Se ancora non avete uno strumento per controllarla, è un ottimo punto di partenza.
HubSpot è una piattaforma a pagamento per controllo di sistemi e processi aziendali. Ha però un utilissimo strumento di gestione vendite che è totalmente gratuito (e con il quale potete condividere, sempre gratis, i vostri prospetti con HubSpot stessa 😅 ).
Sellf è invece una App fantastica se siete un Sales Manager o dovete gestire un gruppo di venditori. La grafica è fresca e utilizza un simpatico sistema di gamificazione per spingervi a raggiungere gli obiettivi che vi siete posti.

Vendita online (E-commerce)

Gumroad, Wix (o Shopify in alternativa)
Quale momento migliore per riguardare e rinfrescare la vostra presenza online?
GumRoad raccoglie tutti gli strumenti per la vendita online di materiale digitale e creativo, dai corsi ai video, ai contenuti dedicati. Vi permette in poco tempo, di creare un e-commerce che vi da modo di vendere i vostri servizi digitali.
Wix è una piattaforma (anche conosciuta come builder) per costruire accattivanti siti Web senza bisogno di sapere scrivere una riga di codice e senza avere alcuna esperienza nel Web design. Si parte da template preparati ad hoc: hanno entrambi un sacco di strumenti per l’ottimizzazione delle ricerche, la vendita online e tante altre integrazioni interessanti.

Form e raccolta dati

JotForm, TypeForm
Per chi usa semplici form online oppure per chi ha veri e propri processi basati sulla raccolta dati, JotForm è un utilissimo tool che permette di creare form e modificare i campi e la grafica in maniera semplice e veloce. Typeform presenta funzioni simili e, anche se un po’ più limitato del precedente, ha una grafica molto accativante e funzioni mobile molto snelle. Entrambi possono essere integrati nei builder citati in precedenza.

Asian businesswoman holding paper sheet in office

Microsoft Office 365

Mi è capitato spesso nell’ultimo anno di lavorare con dei clienti che avevano già implementato il pacchetto Microsoft. Gli scenari sono diversi, dall’integrazione dei servizi microsoft su diversi laptop “aziendali”, all’offerta di un buon servizio di email integrato in OutLook (che abbiamo già detto non vi serve a granché, ma comunque…). Da considerare anche che nell’aera del Golfo le multinazionali regnano sovrane, è quindi facile che molte aziende scelgano servizi conosciuti. Aggiungeteci che il vostro manager IT non ha avuto tempo di imparare cose nuove negli ultimi 10 anni ed ecco che avete pagato anni di licenza Microsoft in anticipo.
Per voi aficionados, segue la lista nelle rispettive categorie che avete già a disposizione e probabilmente nemmeno lo sapevate. (office365 website)

Automazione: Power automation, Power BI

Gestione social media: Planner, ToDo, One Note

Video-chiamate: Teams, Skype Business (che funziona in UAE solo da connessione commerciale)

Documenti: Microsoft Office

Condivisione: Sharepoint, OneDrive

Comunicazione: Yammer (social media interno), Kaizala (app messaggistica), Sway

Vendite: Delve, Dynamic365

E-Commerce: Power Apps, Stream


E voi, quali usate? Ci sono molte altre alternative a quelli elencati, ma questi sono quelli con cui ho lavorato più spesso negli ultimi anni e hanno tutti una versione, o almeno un periodo di prova, gratuito (suite Microsoft a parte).

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Dubaistart

Coronavirus: agevolazioni per i cittadini e sostegno economico

“Siamo fiduciosi nella resilienza della nostra economia nazionale – ha sottolineato il Principe ereditario Mohamed bin Zayed – e nella sua capacità di attraversare le fluttuazioni del mercato”.

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Coronavirus: agevolazioni per i cittadini e sostegno economico dalla Banca Centrale
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

La Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato, nei giorni scorsi, un pacchetto da 100 miliardi di dirhams per ridurre l’impatto del coronavirus sull’economia del Paese.

Il programma di sostegno economico è costituito da 50 miliardi di dirham dai fondi della Banca Centrale, attraverso prestiti garantiti a costo zero per tutte le banche che operano negli Emirati Arabi Uniti, e da 50 miliardi di dirham liberati dalle riserve di capitale di ciascuna banca.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa nazionale WAM, le banche dovrebbero mantenere solidi standard di prestito, sono tenute a trattare equamente tutti i clienti e dovrebbero utilizzare i finanziamenti per concedere un aiuto temporaneo ai clienti, sia imprese del settore privato che singoli cittadini, per un periodo di 6 mesi.

A seguito dello stanziamento dei fondi dalla Banca Centrale, l’Abu Dhabi Executive Council, guidato dal principe ereditario Mohamed bin Zayed, ha rivelato 16 iniziative, nell’ambito del programma Ghadan 21 del Governo, che verranno adottate da subito ad Abu Dhabi.

Lo stesso Sceicco ha sottolineato che gli Emirati “stanno andando bene”, grazie ai primi sforzi per contenere i tassi di infezione. Nel Paese, ha dichiarato, “abbiamo adottato misure precauzionali razionali e anticipate, guardando ad altri Paesi intorno a noi, per far fronte alla sfida”.

“Siamo fiduciosi nella resilienza della nostra economia nazionale – ha ancora sottolineato il Principe ereditario in un Tweet – e nella sua capacità di attraversare le fluttuazioni del mercato”.

Ma vediamo le principali misure adottate da Abu Dhabi:

  • 5 miliardi di dirham sono i sussidi per l’acqua e l’elettricità, per i cittadini e i settori commerciali e industriali, con l’obiettivo di ridurre il costo della vita e sostenere le imprese fino alla fine dell’anno.
  •  Altri 3 miliardi di dirham sono stati assegnati al sistema di garanzia del credito per le Piccole e medie imprese, gestito dall’Ufficio di Investimenti di Abu Dhabi (ADIO), per stimolare la capacità delle Pmi nell’attuale contesto di mercato.
  • Per quanto riguarda i mercati finanziari, l’Abu Dhabi Executive Council ha stanziato 1 miliardo di dirham per istituire un fondo di market maker, per migliorare la liquidità e sostenere l’equilibrio tra domanda e offerta di titoli.
  • Ancora, la liquidazione di tutti i debiti e fatture governativi approvati entro 15 giorni lavorativi (a partire dal 16 marzo 2020), la rinuncia a tutte le sanzioni commerciali e industriali correnti e la riduzione delle tasse di leasing industriale del 25% per i nuovi contratti.
  • L’esenzione di tutte le attività commerciali e industriali dalle commissioni Tawtheeq, nonché l’esenzione delle tasse di registrazione immobiliare individuale e commerciale, la sospensione delle obbligazioni di offerta e l’esenzione per le startup di garanzie di performance per progetti fino a 50 milioni di dirham.
  • Sono sospese anche le tasse di immatricolazione per i veicoli commerciali e il pedaggio delle strade.
  • Altre iniziative includono uno sconto fino al 20% sugli affitti per i settori della ristorazione, del turismo e dell’intrattenimento, mentre per tutto l’anno saranno sospese le tasse turistiche (anche nel settore dell’intrattenimento).

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Politecnico Milano: Master sul lusso Made in Italy nei Paesi del Golfo

E’ stato presentato a Dubai il Global Executive Master in Luxury Management, organizzato dal Mip Politecnico di Milano in collaborazione con l’Università australiana Wollongong

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Politecnico Milano: Master sul lusso Made in Italy nei Paesi del Golfo
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Le tradizioni italiane legate al lusso e i nuovi mercati, come quello dei Paesi del Golfo e anche dell’India. E’ stato presentato a Dubai, dal Mip Politecnico di Milano, il Global Executive Master in Luxury Management, corso post laurea dedicato appunto al settore del lusso, tradizione del nostro Paese. Realizzato in collaborazione con la University of Wollongong in Dubai, rientra nei progetti che da qui al 2020 ci accompagneranno verso Expo Dubai.

“Il Master in Luxury Management del Politecnico di Milano, che grazie alla partnership con la Wollongong University di Dubai diventa ora globale – ha sottolineato Paolo Glisenti, Commissario Generale dell’Italia a Expo 2020 Dubai – è il perfetto modello dell’offerta formativa che l’Italia porterà a Expo 2020: multidisciplinare e multisettoriale nel senso che integra competenze diverse creando opportunità in molti settori del lusso, dallo sviluppo di prodotto al branding, dalla finanza al marketing”.

Il programma prevede 18 mesi di formazione, a partire da marzo 2020, ed è rivolto ai professionisti con almeno cinque anni di esperienza, interessati ad esplorare ulteriormente il mondo del lusso. Il Master permetterà di avere un doppio diploma, riconosciuto sia in Europa che negli Emirati Arabi.

“Il lusso è uno dei settori in cui l’Italia ha una forte tradizione – ha spiegato Alessandro Brun, docente di ingegneria gestionale e direttore del Master -. Vogliamo continuare a studiare per proteggere e coltivare l’artigianato, il patrimonio e il lusso in generale”.

Alla base del corso c’è l’idea di formare professionisti in grado di sviluppare l’industria del lusso, tanto a Dubai quanto nel resto del mondo. “Ci rendiamo conto che non importa se i partecipanti lavoreranno per un marchio italiano o un altro; devono essere consapevoli di ciò che sta accadendo in questa parte del mondo”, ha aggiunto Brun in occasione della presentazione del corso.

Da 13 anni il MIP propone percorsi formativi nel luxury management, ma questa è la prima volta che si rivolge ad executive con una certa esperienza. “Il master verrà svolto a Dubai – ha spiegato ancora Brun – perché oggi è una delle principali capitali dello shopping, ma avrà importanti sessioni anche a Milano, che rimane la capitale del lusso e del design, a Ginevra e a Parigi, per visitare alcune aziende di eccellenza e parlare con il loro top management, favorendo una formazione basata sull’esperienza. Non si tratta infatti solo di moda, ma anche di orologi, gioielli, yacht, automobili, pelletteria, profumi, settori in cui esistono straordinarie competenze nella manifattura, nel design e nel marketing, ma spesso non nel management”.

Secondo la società di consulenza strategica Bain & Company, il mercato dei beni e servizi di lusso è valutato a 1,35 trilioni di dollari a livello globale ed è cresciuta nel 2019 del 4% (in leggera flessione rispetto all’anno precedente); mentre il mercato del lusso degli Emirati Arabi dovrebbe raggiungere i 14,9 miliardi di dollari entro il 2023.

Per iscriversi al Master c’è tempo fino al 20 febbraio 2020. Per maggiori informazioni Global Executive Master in Luxury Management.

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