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L’isolamento e i gesti ritrovati

In questi giorni, durante i quali tutti siamo costretti a vivere la nostra vita all’interno di mura, con solo le finestre che danno sul mondo, le donne cucinano. Anche io lo faccio.

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L'isolamento e i gesti ritrovati
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Anche a Dubai è partita la campagna #StayHome, in tutte le lingue: se non strettamente necessario, bisogna stare a casa. Nelle prossime 48 ore chiuderanno i mall, i negozi di beni non essenziali, i ristoranti (che saranno autorizzati solo alla delivery). Rimarranno aperti i supermercati e le farmacie. Per due settimane sono inoltre sospesi tutti i voli in entrata e in uscita dal Paese.

Cucinare

In questi giorni, durante i quali tutti siamo costretti a vivere la nostra vita all’interno di mura, con solo le finestre che danno sul mondo, le donne cucinano. Anche io lo faccio. Ho sempre cucinato per decenni, davanti ai fornelli in quella stanza, fra gli utensili e pentole e forno, mattarello, tavoletta per i maloreddus, frullatore, io lì stavo bene. Era un piccolo spazio rubato al quotidiano. La mia famiglia era lì, nella casa, nulla cambiava nel mio essere presente per loro, facevo tutto ciò che dovevo, lavoravo e accudivo mio figlio. Ma quando la tristezza e la malinconia mi aggredivano, io cucinavo. Mi isolavo completamente. Ero altrove.

Il compulsivo quasi furioso cucinare di questi giorni, mi fa capire che l’atto di isolamento è ciò che accomuna il mio passato con questo presente. Sí, è un isolamento diverso, il primo era voluto, ma necessario, il secondo imposto, ma anch’esso necessario.

Tuttavia il significato del cucinare è lo stesso: creare un qualcosa che prenda forma nelle mie mani, qualcosa che nutra me e le persone che amo, e nutrirsi significa anche tenersi in vita. E così impastare il pane, fare torte, ecco… specialmente questi cibi contengono per me una simbologia profonda. La storia del pane è antichissima, porta con sé memoria, tradizioni, e non è il solo atto di sfamare il corpo, ma anche ciò che l’uomo è come spirito. Il pane è anche socializzazione, la condivisione con i propri simili, è un rito di appartenenza. Il solo gesto quasi sacro di fare una croce per farlo lievitare, creare dei pani votivi per propiziare un buon raccolto, benedire cerimonie, per i matrimoni (da noi in Sardegna ci sono dei pani intagliati che sembrano pizzi, che sono di una bellezza commovente) fa capire quanto sia importante.

E le torte, anche queste un simbolo: la torta contiene uova, zucchero, la farina – quella stessa farina usata per il pane. La torta è dolcezza, la torta è ricordo, la torta sono tutti i tuoi e i nostri compleanni, e compleanni sono il presente e il futuro, sono gli anni che verranno. Una torta rallegra gli occhi, fa gioire il palato. La si prepara per regalarla, la si prepara per la famiglia, la si prepara perché è un dono felice.

È uno di quei piccoli piaceri che nessun altro cibo può regalarti nell’urgenza del desiderio. Il dolce non è mangiato per sfamarsi, il dolce è una piccola conquista, una concessione, c’è sempre un piccolo spazio che lo stomaco gli lascia.

E tutti i dolci che cucino in questo tempo di isolamento dove vedo scorrere dalle finestre del mio grattacielo la vita molto più lentamente di ieri, sono come una ninna-nanna, e io voglio solo chiudere gli occhi e riaprirli quando tutto questo sarà finito.

Cucire

Questo è un altro atto attraverso il quale ho sempre ritrovato me stessa. Quando ho avuto dei momenti bui senza uscita, io cucivo. Quando ho subito strappi e perdite, io cucivo.

Nel tempo, col trascorrere degli anni, con esperienze diverse avute, ho capito che questo lavoro ha un significato preciso per me: è il tentativo di rimettere i pezzetti al loro posto, di aggiustare, riunire le lontananze e avere l’illusione di ricrearne le presenze.

Non è una magia il cucito, non sa riportarti le persone che sono mancate, non rimedia agli errori commessi, non ricongiunge le voragini dei terremoti. Ma aiuta a crederlo. Il mio cucire oggi, davanti a questo ingegnoso aggeggio, con in mano i pezzi di stoffa che il filo congiungerà, sono la necessità di una speranza.

Siamo tagliati fuori dal mondo, il mondo è tagliato fuori da noi. Ci è stato chiesto di tenere una distanza di sicurezza dagli altri, lecita, ma quanto è inumana questa richiesta? L’uomo è un animale di gruppo, l’uomo ha bisogno di scambio di pensiero, di affetto, di amore, un semplice bacio, un abbraccio, ha bisogno di guardarti dritto negli occhi, di incontrare e avvicinarsi per poter abbracciare il figlio.

E per accorciare questa distanza, per sentire i lembi dell’esistenza che si avvicinano e si uniscono, io uso il filo e cucio. Il suono della macchina da cucire, l’ago che si infila nella stoffa, i nodi coi fili colorati giusti, tutto questo mi dà almeno l’illusione di un futuro che spero non lontano, dove io possa ricongiungermi alla mia vita di sempre, agli altri, al mondo.

Nata e vissuta in Sardegna per gran parte della mia vita, poi in Francia per qualche anno, faccio base tra Ravenna e Dubai, quest’ultima ormai chiamata “casa”. Madre di un figlio che adoro e che ha già preso il volo, seguo mio marito nei suoi viaggi di lavoro, che ci portano ad unire l’utile al dilettevole, con la valigia sempre a portata di mano finalmente appagata del sogno di bambina di andarmene in giro per il mondo. La mia vita a Dubai, città sorprendente e viva, mi regala tanto tempo libero da dedicare alle cose che amo, come l’Arte in tutte le sue forme, e altri passatempi grazie ai quali ho incontrato altre expat come me, e con le quali ho instaurato delle buone affettuose amicizie. Di Dubai, paese giovane e pieno di giovani di tutte le etnie, mi rimane la sensazione che sia forse una delle città che meglio rappresenta il fermento, la crescita, il costruire, il proiettarsi verso un futuro- incrociando le dita, si spera.

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Lifestyle

La Juventus academy negli EAU non si ferma mai!

È stato un anno particolare per la Juventus Academy. Dopo aver vinto prestigiosi riconoscimenti come miglior “Football Academy” del Medio Oriente e degli Emirati Arabi Uniti nel 2019, l’Academy inaugurerà la stagione 2020/2021 a Dubai, Abu Dhabi e Ras Al Khaimah dopo aver essere stata tra le poche scuole calcio negli EAU ad aver svolto le sessioni di recupero post lockdown a Dubai nei mesi di Giugno, Luglio e Agosto.

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Trezeguet Juventus Academy Dubaitaly 2020
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È stato un anno particolare per la Juventus Academy. Dopo aver vinto prestigiosi riconoscimenti come miglior “Football Academy” del Medio Oriente e degli Emirati Arabi Uniti nel 2019, l’Academy inaugurerà la stagione 2020/2021 a Dubai, Abu Dhabi e Ras Al Khaimah dopo aver essere stata tra le poche scuole calcio negli EAU ad aver svolto le sessioni di recupero post lockdown a Dubai nei mesi di Giugno, Luglio e Agosto.

Ogni anno più di 1000 ragazzi e ragazze dai 4 ai 17 anni vestono la maglia bianconera in campionati, partite, tornei e gli allenatori valutano periodicamente i loro progressi, per monitorare e sviluppare al meglio la crescita di ogni singolo giocatore. Inoltre, i piccoli calciatori hanno l’opportunità di incontrare le leggende della Juventus, come David TrezeguetEdgar Davids, oltre all’opportunità di volare in Italia e partecipare alla Juventus Training Experience e alla Juventus Academy World Cup, momento di incontro tra le Juventus Academy di tutto il mondo. Da qualche anno, diversi giocatori dell’Academy hanno avuto l’occasione di incontrare i loro idoli (Ronaldo, Pjanic, Matuidi e tanti altri) presso il Globe Soccer Award, evento organizzato da Bendoni Communication.  

Allenatori e dirigenti italiani qualificati, approvati dalla Juventus, tornei, campionati e location strepitose, rientrano nel progetto della Juventus Academy, con l’obiettivo di aiutare i giovani a muovere i primi passi nel mondo del calcio, formandoli seguendo il famoso “metodo Juventus”. La Juventus Academy ha coinvolto, solo lo scorso anno, oltre 1000 bambini negli Emirati Arabi, sotto la supervisione del responsabile dell’area della Juventus, Marco Degortes, che visita periodicamente l’Accademia durante la stagione e coordina le attività insieme ai Direttori Tecnici delle Academy di Dubai e Abu Dhabi, Marco Casula e Antonio Leo. 

Per i video dell’Academy cliccare qui. Per gli Album fotografici delle Academy cliccare qui.

FFG Sports Management è il partner ufficiale della Juventus negli Emirati Arabi Uniti. “Siamo orgogliosi e felici di iniziare la nostra quinta stagione con la squadra dei nostri cuori dopo aver ricevuto il premio come miglior Academy in Medio Oriente – sottolinea lo Chairman di FFG, Mohammed Lajam -. Nonostante l’anno particolare, siamo stati in costante contatto con i nostri clienti, abbiamo aderito immediatamente ai protocolli di Dubai Sports Council e centinaia di ragazzi hanno avuto l’opportunità di continuare ad allenarsi con noi”.

“Abbiamo ulteriormente rinforzato un grande team di professionisti – precisa invece il CEO, Fabrizio Puglisi, – composto principalmente da italiani, circa 20. Siamo molto orgogliosi del lavoro svolto dal nostro gruppo di lavoro durante la scorsa stagione, nonostante le restrizioni dovute alla situazione particolare, abbiamo svolto una serie di attività come lezioni online, valutazioni personalizzate per ogni singolo giocatore, sessioni di recupero e tanto altro, stando sempre in contatto con i nostri clienti che riceveranno anche condizioni agevolate per l’iscrizione alla nuova stagione sportiva. Con il supporto della Juventus e le nostre attività (eventi, tornei in Italia e nei Paesi del Gcc, tornei negli Emirati, la presenza al Globe Soccer Award, le Juventus Legends e molto altro ancora) il nostro progetto continuerà a crescere”.

La Juventus Academy di Abu Dhabi è invece gestita da J Sports LLC, una joint venture tra Al Masaood Group e FFG Sports Management. “Siamo onorati di rappresentare una delle più grandi squadre di calcio del mondo – ha dichiarato Ahmed Rahma Al Masaood, Vice Chairman di Al Masaood e Chairman di J Sports -. La Juventus è stata fondata nel 1897 ed è l’unica squadra sportiva al mondo ad essere di proprietà della stessa famiglia (la famiglia Agnelli) da così tanti anni”.

Quando si comincia?

La stagione inizierà a metà settembre. A Dubai presso la JSS Private School (vicino al Safa Park), Sportsmania (Jumeirah Lakes Towers) e Gulf Heroes Sports Club (Mirdif) e a Ras Al Khaimah (presso Marjan Island). Le sedi di Abu Dhabi saranno Abu Dhabi Cricket e Koora Sports (Reem Island) ma per l’apertura nella capitale bisognerà attendere il via libera del Governo.

Marco Casula, direttore tecnico della Juventus Academy negli Emirati Arabi Uniti, invita tutti a partecipare: “Abbiamo già ricominciato con le sessioni di recupero e nei prossimi giorni – spiega – inizieranno i Free Days di prova e questa sarà un’incredibile opportunità per conoscere la squadra e gli allenatori. I nostri Area Head Coach, che provengono dal progetto Juventus International monitoreranno costantemente il progetto tecnico in tutte le diversi sedi”.

“Non vediamo l’ora di iniziare questa nuova stagione con il via libera delle autorità locali – conclude Antonio Leo, direttore tecnico della Juventus Academy di Abu Dhabi e Head Coach di una location a Dubai -. Siamo ansiosi di incontrare i nostri nuovi giocatori e di cominciare gli allenamenti con il metodo che abbiamo acquisito lavorando in tutto il mondo con lo Juventus Football Club International Project. Ragazzi e ragazze dai 4 ai 17 anni, di tutti i livelli, avranno l’opportunità di giocare con i loro coetanei e partecipare a tornei, squadre d’élite, campionati interni, partite amichevoli e molto altro”.

Per scoprire la location più vicina a te e avere tutte le informazioni sui corsi e sui free days (le Academy sono anche su Facebook e Instagram), puoi visitare I vari siti:
Dubai
Abu Dhabi
Ras Al Khaima

Per coloro che desiderano registrarsi, la Juventus Academy offre ai lettori di Dubaitaly una promozione speciale per la stagione 2020/2021: la tariffa “Early Bird” (sconto fino al 20%) verrà applicata non solo a coloro che si registrano durante i Free Days di prova, ma anche a chi si registra in ogni altro momento dell’anno, in ognuna delle sedi di Dubai, Abu Dhabi e Ras Al Khaimah. 

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Pillole di Emirati: Eid mobarak

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, in ricordo del sacrificio di Abramo.

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Pillole di Emirati: Eid mobarak
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Il termine “Islam” significa sottomissione a Dio. La più grande prova di sottomissione è stata quella di Abramo, pronto a sacrificare il figlio per volere di Dio. Dio salvò poi Abramo, sostituendolo con un agnello pochi istanti prima del sacrificio.

Oggi i musulmani di tutto il mondo festeggiano Eid al-Adha, la festa del sacrificio, proprio in ricordo del sacrificio di Abramo.

Per i musulmani è la festa più importante, l’essenza della fede, l’essenza dell’Islam: il musulmano è il sottomesso al volere di Allah.

Curiosità: nella Bibbia Abramo sacrifica il figlio Isacco, nel Corano invece è il figlio Ismaele ad essere sacrificato. Gli arabi venivano anche chiamati ismaeliti e il profeta Maometto discendeva dalla dinastia di Ismaele.

“Eid Mobarak” è una delle frasi che si possono utilizzare per inviare auguri ad amici, parenti o colleghi di fede islamica.

Eid mobarak!

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Si festeggia l’Eid Al Adha

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Si festeggia l'Eid Al Adha
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Dubai si prepara a festeggiare una delle ricorrenze religiose più importanti dell’Islam: l’Eid Al-Adha o Grande Eid. Il decimo giorno di Dhu al-Hijjah, il dodicesimo mese del calendario islamico, che quest’anno dovrebbe cadere, luna permettendo, il 31 di luglio, si ricorda infatti la devozione e l’ubbidienza di Abramo a Dio, nel momento in cui fece il gesto di sacrificare il figlio (per la religione musulmana Ismaele e non Isacco).

L’Eid è quindi la celebrazione che, più di tutte, simboleggia la fede. Eid Al Adha conclude anche il periodo dei pellegrinaggi alla Mecca (Hajj), che questo anno non si è potuto svolgere a causa del Covid-19. E’ preceduto da quello che si chiama Arafat Day, secondo giorno di pellegrinaggio nel quale i fedeli viaggiano attraverso la valle di Arafat, si fermano all’aperto per pregare Allah e meditare sul monte in cui Maometto pronunciò il suo ultimo sermone e ricevette la rivelazione per scrivere il passaggio conclusivo del Corano.

I giorni di vacanza dovrebbero dunque essere quattro, da giovedì 30 luglio a domenica 2 agosto.

Nei giorni dell’Eid, vengono abitualmente organizzati banchetti, si fanno regali ai bambini, si indossano gli abiti migliori, si ricevono gli amici, si prega insieme e si offrono cibo e denaro ai più bisognosi. Oltre a macellare un animale che ricorda come Dio, quando Abramo aveva già il braccio sollevato per sacrificare il figlio, sostituì Ismaele con un montone. “Non è la carne né il sangue che raggiunge Allah, è la tua pietà che lo raggiunge”, recita il Corano: il sangue e il sacrificio, nella religione islamica, non hanno il significato di lavare dai peccati, ma di devozione, ubbidienza e dimostrazione di fede.

A Dubai si vivono momenti nei quali ci si sente proiettai nel futuro e altri in cui sembra di essere tornati indietro nel tempo. E’ una caratteristica tipica di questa città, che si accentua senza dubbio durante le ricorrenze religiose. Non c’è da stupirsi, quindi, se l’usanza di sacrificare gli animali durante l’Eid sia ancora radicata in tutti gli Emirati. Secondo la tradizione, l’animale macellato si divide in tre parti, una per la famiglia stretta, una per i parenti e l’ultima si dona ai più poveri.

In giro per la città, in genere vengono organizzati tantissimi eventi: musica, intrattenimento per i bambini, spettacoli, quest’anno ovviamente limitati. Tutti gli eventi per l’Eid Al Adha sono disponibili sul sito del Dubai’s Department of Tourism and Commerce Marketing, Visit Dubai.

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