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Cinema

Beautiful life of women: in arrivo un documentario sulle donne del Golfo

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The Beautiful life of women: in arrivo un documentario sulle donne del Golfo
Tempo di lettura stimato: < 1 minuto

Ivana Romanello intervista Nicole Purin, avvocatessa e produttrice cinematografica, che ci presenta Beautiful life of women, documentario sulla vita delle donne nei Paesi del Golfo e sui grandi cambiamenti che sta vivendo la società, soprattutto saudita, in questi ultimi anni.

Il documentario, che uscirà nel corso del 2020, accompagna lo spettatore in un viaggio in Medio Oriente, esaminando l’evoluzione del percorso delle donne principalmente a Dubai e in Arabia Saudita, e come si è sviluppata nel tempo la settimane della moda (l’Arabia Saudita ha avuto la sua prima settimana della moda nella storia solo nel 2018). I settori creativi hanno agito infatti da catalizzatore per il progresso delle donne in questa parte del mondo.

La seconda parte del film, invece, ci porta in Occidente e negli Stati Uniti, sulla scia del movimento “me too”.

Due culture a confronto, dunque, per un messaggio globale: le donne, in qualsiasi parte del mondo si trovino, stanno continuando a portare avanti le proprie battaglie, con successo.

Ivana Romanello is an Italian, proudly from Milan, emerging market professional that has developed in Middle East market knowledge where she has successfully operated for the past 20years. Her successful projects in the Golf involve a variety of business area such as strategic planning, marketing survey for different products, marketing planning and new product launches, events management, product analysis and growth of companies, delivering marketing and management lectures. She has worked with a large number of Italian brands entering the Middle East, as CEO of Omnia Consultancy in UAE. She is been reporter for one Italian digital platform where she keeps in tight connection with the international jet set environment. In her previous assignments, she worked as administrative director and legal consultant for an international telecommunication company in Qatar and Dubai. Managing director of "ivana events management" mostly launching new products and brands and acting as tv and show presenter. Ivana achieved a doctorate Degree in Economy and international politics from Università Cattolica del Sacro Cuore in Milan. She did conduct performance analysis on the workforce of different organizations and prepared motivational program aimed at improving workforce productivity. For this reason, she got an honoris cause degree in social psychology from an University in Europe. She speaks fluently Italian, English, German, French and basic of Arabic. She is one of the 3 founders of the project roadtodubai2020.com. In the past 3 years she is following her passion as Yvonne spark: singing NU jazz and receiving already success and recognition that she wouldn't even expect and dream about.

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Arts & Culture

Passione Cinema: una Napoli fantastica

Tre Napoli fantastiche, in tre film ambientati in una versione immaginaria e inaspettata di questa città

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Passione Cinema: una Napoli fantastica
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

No, non vi sto consigliando una vacanza nell’ex capitale del Regno delle due Sicilie. Bensì vi parlo di un terzetto di film ambientati sì a Napoli, ma in una versione immaginaria, e inaspettata, di questa città.

Nel primo film che vi consiglio, 5 è il numero perfetto, ritroviamo un Toni Servillo in versione malavitoso in pensione. Il film è tratto da una graphic novel che porta lo stesso nome e anche lo stesso autore, Igort. Il fumettista, al secolo Igor Tuveri, aveva in mente di trovare un regista per girare la versione filmica della sua opera, ma poi venne convinto dallo stesso Toni Servillo a dirigere egli stesso la pellicola. Nella storia qualcuno tende un agguato al figlio di Peppino Lo Cicero, costringendo il vecchio camorrista in pensione a riprendere in mano la pistola. Nella sua missione verrà aiutato da Totò o Macellaio, interpretato da un Carlo Buccirosso strepitoso come sempre. Sì, avete letto bene, i due protagonisti si chiamano Peppino e Totò, amore per le proprie tradizioni anche nella scelta dei nomi. Film noir, molte volte sopra le righe, forse alcune volte troppe, sicuramente un esperimento interessante: non si trovano tutti i giorni film che prendono spunto da fumetti italiani, sopratutto se a girarli è poi l’autore stesso della versione cartacea.

Passiamo da pistole e sangue, ad un modello culturale forse più elevato, ma ancora sperimentale. Se siete amanti dello scrittore Jack London, sappiate che fra le varie versioni di Martin Eden, ne è stata realizzata anche una in chiave napoletana. Luca Marinelli, che si conferma un ottimo attore, interpreta il protagonista omonimo del libro, la storia riprende pari pari il romanzo ambientandolo però in una Napoli sospesa in un tempo indefinito, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. L’unico momento in cui si riesce a inquadrare la storia in un periodo storico ben definito, è nella parte finale del film, quando un Martin Eden ormai disilluso e decadente vede girare per la strada le camicie nere ad indicare che siamo entrati nel ventennio fascista. Storia bella, intensa, pregnante se vogliamo, regia che punta alla sperimentazione aggiungendo qua e là parti di filmati della vecchia Napoli ricolorati in digitale. Se sotto sotto vi sentite un po’ intellettuali da salotto, non potete perderlo.

Ultimo, il meno tradizionale, e di sicuro il più inaspettato di questa trilogia napoletana, è Gatta Cenerentola. Realizzato da una casa di animazione partenopea, ambientato nel porto commerciale di una Napoli futuristica ma non troppo, è sì in qualche modo un remake della storia di Cenerentola. Ma non fatevi tradire dal nome che riporta alla memoria Walt Disney e principesse varie. Qui siamo nel territorio della criminalità, della sopraffazione e del riscatto, scene di nudo e sangue non mancheranno; quindi primo consiglio, quello ovvio, non è roba per bambini. Secondo consiglio, da guardare se siete sicuri di capire bene il napoletano perché i personaggi parlano tutti in dialetto, chi in maniera più marcata chi meno. Il che potrebbe risultare pesante per alcuni. Film comunque interessante, sicuramente ben fatto e che ho apprezzato molto per il coraggio di intraprendere una strada così fuori dai binari standard del cinema nostrano.

Vi aspetto quindi nelle tre Napoli di fantasia che vi ho raccontato, in attesa di sapere quale vi sia piaciuta di più.

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Cinema

Passione Cinema: grandi registi per grandi guerre

Due pellicole uscite negli ultimi anni che hanno sicuramente lasciato il segno per la qualità artistica: Dunkirk di Christopher Nolan e 1917 di Sam Mendes.

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Passione Cinema: grandi registi per grandi guerre
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Il tema della guerra nel cinema americano ha sempre suscitato grande interesse, vuoi per la loro sindrome da salvatori dell’umanità, o forse perché il tema stesso aiuta a creare storie di coraggio ed eroismo che sono fra le spezie essenziali del cinema. Fatto sta che ancora oggi la fabbrica dei sogni ci racconta storie appassionanti di cosa à stato vivere e purtroppo morire durante le due guerre mondiali.

Vi parlo oggi di due pellicole uscite negli ultimi anni che hanno sicuramente lasciato il segno per la qualità artistica che sono riuscite ad esprimere. Del resto, entrambe sono dirette da due grandissimi registi che negli anni hanno dimostrato capacità decisamente sopra la media. Sto parlando di Dunkirk (2017), di Christopher Nolan ambientato durante la Seconda guerra mondiale e 1917 (2019), di Sam Mendes.

Entrambi i film riprendono episodi realmente accaduti. Dunkirk è la storia di un gruppo di soldati che cerca di sopravvivere mentre si trovano accerchiati dall’esercito tedesco. Sono le truppe inglesi in ritirata a Dunkerque (nome francese), paesino nel Nord della Francia che si affaccia sul mare. La potenza della macchina bellica nazista è soverchiante e se l’Inghilterra non riuscirà a mandare velocemente delle navi a recuperarli, sarà un bagno di sangue senza precedenti e una tale perdita di vite umane per l’esercito di Sua Maestà la regina, che il Regno Unito dovrà prendere in considerazione l’idea di arrendersi.

Film maestoso, da godere in 4k, Nolan è maestro nel girare scene magnificenti, basti ricordare che stiamo parlando del regista di Inception e della trilogia di Batman con Christian Bale. Per godere veramente a pieno del film e della sua collocazione storica vi consiglio vivissimamente di guardare prima The Darkest Hour. Pellicola bellissima, che parla di come Churchill si sia trovato a guidare un’Inghilterra spiazzata di fronte al disastro che stava avvenendo in Germania. Nel film si vede anche tutta la storia dell’operazione Dunkirk, ma dal punto di vista di Londra, della politica e di tutti i retroscena. Film strepitoso che ha vinto tantissimi premi fra cui spicca l’Oscar per il miglior attore a Gary Oldman nei panni di Churchill.

Andando invece indietro nel tempo storico, ma avanti nel tempo cinematografico, 1917, distribuito nelle sale nel 2019, diretto da Sam Mendes, ci porta ai tempi della Prima guerra mondiale. Il regista è un altro peso massimo del panorama cinematografico americano, stiamo parlando del maestro che ha realizzato American Beauty, con l’indimenticabile Kevin Spacey che fantastica su Mena Suvari in un vasca ricoperta di petali di rose, e il grandioso 007 Skyfall, film che oltre alla trama ricca e perfettamente orchestrata, è già di per sé una gioia per gli occhi, viste le scenografie mozzafiato.

In 1917 la potenza delle immagini la fa ancora da padrone, coadiuvata da uno stile registico all’avanguardia e stiloso, come solo un vero autore può fare. Tutto il film sembra un intero piano sequenza con la telecamera che praticamente non stacca mai il suo occhio dai due giovani protagonisti. I tagli fra una scena e l’altra sono quasi invisibili e questo crea un senso della realtà e un ritmo mozzafiato. La trama, tratta da una storia vera, racconta di due adolescenti che devono portare un messaggio a una compagnia che si trova oltre le linee nemiche, per avvertirli di non avanzare perché stanno per cadere in una trappola e verranno tutti sterminati. Riusciranno nell’impresa? A voi scoprirlo.

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Arts & Culture

Passione Cinema: l’horror è un sottogenere?

Quanti di voi non leggono neanche la trama di un film se sanno che è un horror? Eppure, malgrado questo stereotipo che vale tanto da noi quanto negli altri Paesi, questo genere riesce ancora a partorire film di qualità.

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Passione Cinema: l'horror è un sottogenere?
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Come accade per altre forme d’arte, il cinema viene, per comodità di fruizione e catalogazione, diviso in generi. Dai western ai noir, dai drammi alla fantascienza. Tutti dignitosi, perché in fin dei conti quello che fa la differenza è sempre la qualità della regia, degli attori, della sceneggiatura più che il contesto.

Uno solo di questi generi, però, gode da sempre di un trattamento speciale: l’horror, considerato da molti un genere di serie B, da ragazzini, da evitare direttamente. Quanti di voi non leggono neanche la trama di un film se sanno che è un film “di paura”? Eppure, malgrado questo stereotipo che vale tanto da noi quanto negli altri Paesi, il genere horror riesce ancora a partorire film di qualità, film che molte volte hanno molto retropensiero e ben poco sangue.

Vi vado pertanto, se avete voglia di una nottata in compagnia di film non scontati, ma di sicuro elettrizzanti, ad elencare qualche ottima pellicola uscita negli ultimi anni che vi farà, nel caso foste fra gli scettici, rivedere i vostri pregiudizi sul genere.

Partiamo dal più recente, un’operazione nostalgia decisamente riuscita, Dr. Sleep (2019). Preso dall’omonimo libro di Steven King, trattasi nientepopodimeno che del sequel di Shining. Ebbene si lor signori, il bambino di Shining, Danny Torrance, è diventato adulto e deve ancora lottare coi ricordi terribili della sua infanzia oltre che con nuovi e agguerritissmi nemici.

Non stiamo parlando di un capolavoro assoluto che entrerà nei libri di storia del cinema come il suo precedessore, l’inarrivabile Shining di Stanley Kubrik, ma siamo comunque davanti ad un ottimo prodotto, ben girato, ben curato in ogni dettaglio e che vi metterà subito nel giusto stato mentale fin dal primo minuto, quando già dalle prime inquadrature sentirete suonare le stesse musiche che hanno fatto da colonna sonora al primo film.

Il mio secondo consiglio è l’ottimo Get Out, di Jordan Peel. Uscito nel 2017 ha conquistato pubblico e critica con un film a basso budget ma tante idee, giusto ritmo e recitazione di attori poco conosciuti ma assolutamente efficaci. Una storia che può sembrare quasi comica all’inizio: una coppia interraziale, lui afroamericano e lei caucasica, si sta preparando per passare il fine settimana dai genitori di lei. Che neanche a dirlo sono ricchissimi e vivono in quella provincia del Sud americano dove ancora si sente forte il fetore del razzismo.

Quando stanno per partire, a lei sfugge la confessione di non aver neanche pensato di informare i genitori del colore della pelle del ragazzo perché tanto in casa sono tutti progressisti e grandi stimatori di Obama. Sarà proprio così? A voi scoprirlo.

Terzo e ultimo consiglio sempre dello stesso regista: due anni dopo, nel 2019, esce US. Jordan Peele nuovamente si dedica all’horror, ma sempre col piglio della critica sociale. Una famiglia benestante afroamericana si ritrova barricata in casa mentre delle persone fuori stanno cercando di entrare per far loro del male. D’un tratto scopriranno che queste persone sono identiche a loro, cosa vuol dire? Cosa vogliono veramente? Altro film di grandissimo successo, ad un budget di 20 milioni di dollari, che in America è medio basso, e che ha fatto un incasso di 255 milioni.

Buona visione a tutti!

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