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Dubai, robot UV per la disinfezione negli ospedali

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La tecnologia ai tempi del Covid-19, per fortuna, è certamente più avanzata che all’era della peste nera. Oltre alle analisi dei laboratori, mezzi di comunicazione e diversi strumenti per lo studio dei virus e patogeni odierni, anche la robotica e l’automazione ci vengono in aiuto, dandoci l’impressione di essere dentro ad uno dei romanzi di Isaac Asimov.

La Dubai Healthcare Authority ha implementato una flotta di Robot prodotti dalla Danese UVD-Robots che permettono di pulire e sanificare aree affette da pazienti con malattie contagiose, grazie alle lampade ad ultravioletti. Per ora, gli ospedali che dispongono di almeno un Robot a Dubai sono Latifa, Rashid e Dubai Hospital (tutti ospedali pubblici) e sono partiti i training per utilizzarli nella lotta al Covid-19.

Il funzionamento è relativamente semplice: i robot consistono in due parti hardware, una per il movimento e i sensori, l’altra per il controllo dei raggi UVC. Queste macchine permettono il controllo manuale o automatico, tramite una interfaccia installata su un tablet (che viene incluso nel servizio) e la possibilità di collegarsi in remoto al robot tramite WiFi. Avendo seguito lo sviluppo del progetto e l’incarico di formare i responsabili all’interno dei reparti, vi spiego brevemente in cosa consiste e come può essere uno strumento fondamentale per il controllo dei contagi.

I raggi UV

Esistono tre tipi di raggi ultravioletti: UVA, UVB e UVC. Questi raggi fanno parte della fascia eletromagnetica e sono presenti in natura. Il sole è una delle principali fonti di queste radiazioni. Sono all’esterno della fascia visibile all’occhio umano e fanno parte di radiazioni a cortissima lunghezza d’onda (al di sotto dei 10nm). Queste radiazioni sono particolarmente dannose per gli esseri viventi, inclusi batteri e virus, soprattutto quando esposti per lungo tempo. I primi due raggi, UVA e UVB, raggiungono la superficie terrestre attraverso l’atmosfera e sono il motivo per cui quando vogliamo stare al sole per diverse ore è bene applicare una crema protettiva, onde evitare bruciature o danni a lungo termine. I raggi UVC sono quelli più dannosi a parità di esposizione e, fortunatamente, vengono filtrati dall’ozono e dell’atmosfera. Benché non raggiungano quasi mai la nostra pelle, queste radiazioni sono utilizzate già da diverso tempo dall’uomo, ad esempio per la purificazione di acqua potabile, processi di saldatura o banalmente per gli smalti delle unghie.

UVD Robots

UVD robots ha sviluppato questo progetto in collaborazione con L’Istituto di Tecnologia Danese di Copenhagen nel 2014 e i robot sono stati messi in commercio negli ultimi due anni. Il funzionamento è come quello per i filtri dell’acqua, le lampade vengono accese in una stanza chiusa (che dev’essere lasciata vuota durante la disinfezione) e i raggi UVC uccidono tutti i patogeni con i quali riescono ad entrare in contatto. Il tempo medio della disinfezione dura dai 10 ai 20 minuti. Grazie alla parte inferiore, il robot può muoversi autonomamente nella stanza, e tramite i sensori naviga tra lettini e scrivanie per sanificare tutti componenti e le superfici.

La compagnia del gruppo Blue Ocean, dichiara che il sistema uccide il 99% dei batteri in soli 10 minuti. L’altro grande vantaggio nell’utilizzo di questi robot è la sicurezza e l’efficienza. Il software installato nella macchina, lavorando assieme ai sensori, garantisce che nessun essere vivente possa venire esposto ai raggi mentre la macchina è in missione. Inoltre, oltre a muoversi autonomamente, durante il funzionamento vengono registrati i tempi e i percorsi del robot, così da avere un resoconto di tutte le zone disinfestate e la frequenza.

COVID-19

Nella battaglia al virus che ci tiene lontani dai nostri cari, la prevenzione e il distanziamento sociale sono solo una parte delle operazioni. Soprattutto in luoghi come ospedali e cliniche, operatori sanitari e pazienti vengono esposti costantemente a persone infette e lavorano in luoghi sui quali si ha poco controllo e ancora meno tempo per pulire correttamente. Questi robot, insieme agli sforzi degli operatori, possono garantire maggiori pulizie e una precisione nella disinfezione maggiore rispetto a qualsiasi altro strumento utilizzato finora. Proteggere le persone garantendo che dopo ogni operazione vi sia un’ambiente sterile, è una della difficolta più grande da fronteggiare per ogni struttura.

Nato nell'anno 10 a.G. (avanti Google) a Bolzano, cresce tra la cultura italiana e quella austriaca; spirito di osservazione delle regole e la puntualità da una parte, l’apertura mentale ed i caratteri accoglienti dall'altra. Passando da Bologna a Monaco di Baviera, scopre che le regole sono meglio applicabili alle idee creative che alla routine, e atterra infine a Dubai. Tra startups, proprietà intellettuali e la passione per la gestione sportiva, diventa esperto nello sviluppo di prodotti e progetti digitali. Si destreggia tra WiFi, droni e app per cercare gratificazione.

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Dubai Media Office: Il piano di riapertura

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Circa un’ora fa il Dubai Media Office ha pubblicato un articolo nel quale riporta come gli aeroporti permetteranno finalmente il rientro di cittadini e residenti dal 23 di giugno e dei turisti dal 7 di luglio.

È certamente un’ottima notizia, che vede molti business tirare un sospiro di sollievo e molte persone poter riabbracciare (o meglio salutare da lontano) amici e parenti.

Under the directives of His Highness Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, and follow-up of His Highness Sheikh Hamdan…

Posted by Government of Dubai Media Office on Sunday, June 21, 2020
Under the directives of His Highness Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, and follow-up of His Highness Sheikh Hamdan Bin Mohammed Bin Rashid Al Maktoum | Fazza Supreme Committee of Crisis and Disaster Management announces new air travel protocols for Dubai citizens, residents and visitors.
#Dubai to welcome returning residents from tomorrow, citizens and residents permitted to travel overseas from 23 June 2020.
#Dubai to welcome tourists from 7 July 2020; tourists required to present recent COVID-19 negative certificate or undergo testing at Dubai airports.

Nell’infografica prodotta dal Dubai Media Office, si legge che è prevista la quarantena per chi entra negli UAE solo nel caso in cui i test fatti all’aeroporto risultino positivi.

Per i cittadini e i residenti che vogliono viaggiare, non ci sono restrizioni sulle destinazioni, tuttavia occorre rispettare le linee guida e i protocolli seguiti nei Paesi di destinazione. Prima di volare bisogna inoltre compilare il Health Declaration Form per confermare che non si abbiano sintomi. La compagnia aerea ha il diritto di rifiutare l’imbarco se si presentano sintomi.

Per rientrare nel Paese occorre comunque sottoporsi al tampone, o direttamente all’aeroporto oppure (per i turisti) massimo 96 ore prima della partenza ed esibire il certificato di negatività insieme ai documenti. Bisogna stare in casa o in hotel finché non si riceve il risultato del tampone.

A seguire, il link al documento completo rilasciato dal Media Office.

Per tutti i turisti, occorre avere un’adeguata assicurazione sanitaria a copertura internazionale.

Cittadini, residenti e turisti devono scaricare l’App di tracciamento COVID-19 DXB.

Vi invitiamo a leggere l’articolo ufficiale qui.

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Spiagge: il Governo ricorda le regole da seguire

In questi giorni le spiagge sono prese d’assalto, complice un clima ancora sopportabile.

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Spiagge: il Governo ricorda le regole da seguire
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Negli Emirati Arabi i casi di Covid-19 sono in diminuzione e le guarigioni superano ogni giorno i nuovi contagi. Da oggi nei centri commerciali possono entrare anche i bambini con meno di 12 anni e gli over 60, e le restrizioni vengono di giorno in giorno allentate.

La Dubai Health Authority precisa però che il Covid-19 c’è ancora, e che occorre continuare a seguire alcune misure preventive. E se in questi giorni le spiagge sono prese d’assalto – complice un clima ancora sopportabile – il Governo ricorda le norme da seguire.

  • Chi ha sintomi e non si sente bene (mal di gola, febbre lieve o sintomi respiratori superiori lievi o simil-influenzali) deve restare a casa
  • E’ obbligatoria la mascherina: si può togliere solo in acqua
  • Evitare di toccarsi il viso con le mani
  • I guanti non sono necessari in spiaggia, tuttavia devono essere indossati in parchi e aree chiuse
  • Deve essere mantenuto il distanziamento sociale di due metri anche nell’acqua
  • Non si può stare in gruppi che superino le cinque persone
  • Attenzione ai bagni pubblici e alle docce: occorre lavarsi le mani accuratamente dopo avere toccato maniglie e rubinetti
  • Non condividere oggetti personali, come stuoie, creme solari, asciugamani, occhialini, boccali e maschere
  • Tenere sempre a portata di mano un disinfettante e lavarsi frequentemente le mani
  • Lavarsi sempre le mani o disinfettarle prima di mangiare qualsiasi cibo o toccare il viso, gli occhi, il naso e la bocca
  • E’ raccomandabile portarsi il proprio cibo e le bevande da casa. Se si scegli di mangiare fuori, chiedere posate usa e getta e assicurarsi che il ristorante aderisca a tutte le misure preventive e precauzionali

Per maggiori informazioni sul Covid-19: Dubai Health Authority 800 342, Department of Health 800 1717, Ministry of Health & Prevention 800 11111.

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Mille e un articolo. Dubaitaly festeggia 6 anni di attività

Dubaitaly vi ha probabilmente accompagnato da un certo punto in poi della vostra permanenza qui negli Emirati Arabi. E questo è il nostro millesimo articolo.

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Mille e un articolo. Dubaitaly festeggia 6 anni di attività
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Quanto ci si mette a scrivere un messaggio su Whatsapp? E-mail, Social Media, siti web, bots…quante lettere digitiamo ogni giorno? Siamo tornati a scrivere più che a parlare. Videochiamate e messaggi vocali sono parte della comunicazione, ma senza dubbio scriviamo più che in qualsiasi altra era.

Dubaitaly vi ha probabilmente accompagnato da un certo punto in poi della vostra permanenza qui negli Emirati Arabi. Sono davvero orgoglioso di aver avuto la fortuna di far parte di questo progetto, quasi dall’inizio. Questo è il nostro millesimo articolo. Per il team Dubaitaly è sempre stato più importante il contenuto, il messaggio: i “mi piace” e i follower sono numeri che dicono poco o niente. Ci interessano di più i commenti, le richieste, le domande e le risposte, gli aiuti e le informazioni che riusciamo a dare.

Dopo tanti anni e tanti sforzi, voglio essere io a fare un’intervista ad Elisabetta Norzi, fondatrice di Dubaitaly, e chiederle di raccontarci questa avventura.

Vogliamo sapere di più su di te: che cosa ti ha spinta a venire a Dubai, quanti anni fa?
Sono arrivata a Dubai dodici anni fa, da Bologna, dove ho vissuto e lavorato come giornalista per dieci anni. La mia città d’origine infatti è Torino, dove sono nata e cresciuta. Mi ero stufata di Bologna, un capitolo della mia vita si era chiuso, e la passione per i viaggi cresceva sempre di più. Mi sono licenziata dalla redazione per la quale lavoravo, e ho seguito quello che allora era il mio fidanzato, che poi è diventato mio marito, e che aveva ricevuto una proposta di lavoro a Dubai. Siamo partiti con una valigia a testa, null’altro, proprio come fosse un nuovo viaggio.

Qual è stato il motivo principale per cui hai deciso di aprire Dubaitaly?
A Dubai ho continuato, fin da subito, a lavorare come giornalista, scrivendo reportage per diverse testate italiane. Intanto la comunità italiana è cresciuta, insieme alla mia conoscenza della città, non facilissima da capire e vivere, almeno all’inizio, e sicuramente allora più di adesso. Mancava inoltre un punto di riferimento, in lingua italiana, qui negli Emirati Arabi. Per questo ho pensato a Dubaitaly.com, con l’idea di dare consigli, informazioni, news agli italiani che vivono qui o a chi si deve trasferire. Col tempo, poi, il magazine è diventato anche un punto di riferimento per il Made in Italy e per le attività italiane che vogliono promuoversi nel Paese. E’ stato un lavoro sempre in evoluzione, che è cambiato con gli anni, e che continua a trasformarsi. Una bella avventura, che mi ha permesso di conoscere storie e persone, di capire meglio l’Italia e Dubai.

Come si è costruito il rapporto con le istituzioni e con i vari business?
Abbiamo sempre cercato di dare la priorità ai contenuti, cercando di verificare le informazioni, dando voce a tutti, in un Paese dove non sempre è facile capire come stanno le cose. Il resto è venuto da sé.

Come ti vedi con il magazine fra 5 anni?

A questo davvero non so rispondere. Non amo guardare troppo in là nel tempo e, dopo il periodo assurdo che tutti noi stiamo vivendo, è veramente complicato fare previsioni.

Quanti collaboratori sono passati per questi 1000 articoli?

Moltissimi, qualcuno che ancora collabora con noi, altri che han preso altre strade o che si sono trasferiti in altre città del mondo. Ognuno ha aggiunto, costruito un pezzetto di Dubaitaly e in qualche modo ha contribuito a far capire e a descrivere meglio questa città, la cui anima è profondamente fatta dalle persone che la attraversano per periodi più o meno lunghi della loro vita. Dico sempre che l’aspetto che amo di più di Dubai sono proprio i suoi abitanti, gli incontri che si fanno, le storie, i destini, anche, che si incrociano. E’ questo, penso, che ancora mi stimola dopo tanti anni, e non mi stufa mai.

Cosa pensi della community che si è creata grazie al magazine sui social?
E’ sicuramente la soddisfazione maggiore. Essere letti, commentati, seguiti da persone che non solo vivono qui, ma che pensano o sognano di spostarsi all’estero, è molto gratificante. Spero che in questi anni sia passata, attraverso le nostre pagine, un’immagine più realistica di Dubai rispetto a quella che in genere viene data, sia qui che all’estero. Se non si tengono gli occhi bene aperti, a Dubai si rischia di vivere in una bolla e di perdere il senso della realtà. Occorre tenere allenato il senso critico e ricordarsi sempre che siamo in mezzo al deserto. Per questo la città rimane un punto di osservazione davvero privilegiato, non solo sul Medio Oriente, ma sul mondo.

Come vedi la situazione a Dubai e come hai vissuto questo ultimo periodo?
L’ultimo periodo non è stato semplice. Dover di colpo bloccare la propria quotidianità e i propri progetti è stato difficile e ho capito che avere più tempo, in una situazione così stressante, non aiuta per nulla a riorganizzare i pensieri né ad essere più creativi o ad avere nuove idee. Anche Dubai, rimanendo in tema, dovrà fare ora un grande sforzo per reinventarsi, per rinnovarsi, per trovare idee che possano ancora attrarre persone a vivere qui. Ci è sempre riuscita in passato, a partire dalla scommessa che è stata la sua nascita, da una manciata di capanne intorno al Creek. Penso possa riuscirci anche questa volta.

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