Connect with us

News

Mille e un articolo. Dubaitaly festeggia 6 anni di attività

Dubaitaly vi ha probabilmente accompagnato da un certo punto in poi della vostra permanenza qui negli Emirati Arabi. E questo è il nostro millesimo articolo.

Published

on

Mille e un articolo. Dubaitaly festeggia 6 anni di attività
Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Quanto ci si mette a scrivere un messaggio su Whatsapp? E-mail, Social Media, siti web, bots…quante lettere digitiamo ogni giorno? Siamo tornati a scrivere più che a parlare. Videochiamate e messaggi vocali sono parte della comunicazione, ma senza dubbio scriviamo più che in qualsiasi altra era.

Dubaitaly vi ha probabilmente accompagnato da un certo punto in poi della vostra permanenza qui negli Emirati Arabi. Sono davvero orgoglioso di aver avuto la fortuna di far parte di questo progetto, quasi dall’inizio. Questo è il nostro millesimo articolo. Per il team Dubaitaly è sempre stato più importante il contenuto, il messaggio: i “mi piace” e i follower sono numeri che dicono poco o niente. Ci interessano di più i commenti, le richieste, le domande e le risposte, gli aiuti e le informazioni che riusciamo a dare.

Dopo tanti anni e tanti sforzi, voglio essere io a fare un’intervista ad Elisabetta Norzi, fondatrice di Dubaitaly, e chiederle di raccontarci questa avventura.

Vogliamo sapere di più su di te: che cosa ti ha spinta a venire a Dubai, quanti anni fa?
Sono arrivata a Dubai dodici anni fa, da Bologna, dove ho vissuto e lavorato come giornalista per dieci anni. La mia città d’origine infatti è Torino, dove sono nata e cresciuta. Mi ero stufata di Bologna, un capitolo della mia vita si era chiuso, e la passione per i viaggi cresceva sempre di più. Mi sono licenziata dalla redazione per la quale lavoravo, e ho seguito quello che allora era il mio fidanzato, che poi è diventato mio marito, e che aveva ricevuto una proposta di lavoro a Dubai. Siamo partiti con una valigia a testa, null’altro, proprio come fosse un nuovo viaggio.

Qual è stato il motivo principale per cui hai deciso di aprire Dubaitaly?
A Dubai ho continuato, fin da subito, a lavorare come giornalista, scrivendo reportage per diverse testate italiane. Intanto la comunità italiana è cresciuta, insieme alla mia conoscenza della città, non facilissima da capire e vivere, almeno all’inizio, e sicuramente allora più di adesso. Mancava inoltre un punto di riferimento, in lingua italiana, qui negli Emirati Arabi. Per questo ho pensato a Dubaitaly.com, con l’idea di dare consigli, informazioni, news agli italiani che vivono qui o a chi si deve trasferire. Col tempo, poi, il magazine è diventato anche un punto di riferimento per il Made in Italy e per le attività italiane che vogliono promuoversi nel Paese. E’ stato un lavoro sempre in evoluzione, che è cambiato con gli anni, e che continua a trasformarsi. Una bella avventura, che mi ha permesso di conoscere storie e persone, di capire meglio l’Italia e Dubai.

Come si è costruito il rapporto con le istituzioni e con i vari business?
Abbiamo sempre cercato di dare la priorità ai contenuti, cercando di verificare le informazioni, dando voce a tutti, in un Paese dove non sempre è facile capire come stanno le cose. Il resto è venuto da sé.

Come ti vedi con il magazine fra 5 anni?

A questo davvero non so rispondere. Non amo guardare troppo in là nel tempo e, dopo il periodo assurdo che tutti noi stiamo vivendo, è veramente complicato fare previsioni.

Quanti collaboratori sono passati per questi 1000 articoli?

Moltissimi, qualcuno che ancora collabora con noi, altri che han preso altre strade o che si sono trasferiti in altre città del mondo. Ognuno ha aggiunto, costruito un pezzetto di Dubaitaly e in qualche modo ha contribuito a far capire e a descrivere meglio questa città, la cui anima è profondamente fatta dalle persone che la attraversano per periodi più o meno lunghi della loro vita. Dico sempre che l’aspetto che amo di più di Dubai sono proprio i suoi abitanti, gli incontri che si fanno, le storie, i destini, anche, che si incrociano. E’ questo, penso, che ancora mi stimola dopo tanti anni, e non mi stufa mai.

Cosa pensi della community che si è creata grazie al magazine sui social?
E’ sicuramente la soddisfazione maggiore. Essere letti, commentati, seguiti da persone che non solo vivono qui, ma che pensano o sognano di spostarsi all’estero, è molto gratificante. Spero che in questi anni sia passata, attraverso le nostre pagine, un’immagine più realistica di Dubai rispetto a quella che in genere viene data, sia qui che all’estero. Se non si tengono gli occhi bene aperti, a Dubai si rischia di vivere in una bolla e di perdere il senso della realtà. Occorre tenere allenato il senso critico e ricordarsi sempre che siamo in mezzo al deserto. Per questo la città rimane un punto di osservazione davvero privilegiato, non solo sul Medio Oriente, ma sul mondo.

Come vedi la situazione a Dubai e come hai vissuto questo ultimo periodo?
L’ultimo periodo non è stato semplice. Dover di colpo bloccare la propria quotidianità e i propri progetti è stato difficile e ho capito che avere più tempo, in una situazione così stressante, non aiuta per nulla a riorganizzare i pensieri né ad essere più creativi o ad avere nuove idee. Anche Dubai, rimanendo in tema, dovrà fare ora un grande sforzo per reinventarsi, per rinnovarsi, per trovare idee che possano ancora attrarre persone a vivere qui. Ci è sempre riuscita in passato, a partire dalla scommessa che è stata la sua nascita, da una manciata di capanne intorno al Creek. Penso possa riuscirci anche questa volta.

Nato nell'anno 10 a.G. (avanti Google) a Bolzano, cresce tra la cultura italiana e quella austriaca; spirito di osservazione delle regole e la puntualità da una parte, l’apertura mentale ed i caratteri accoglienti dall'altra. Passando da Bologna a Monaco di Baviera, scopre che le regole sono meglio applicabili alle idee creative che alla routine, e atterra infine a Dubai. Tra startups, proprietà intellettuali e la passione per la gestione sportiva, diventa esperto nello sviluppo di prodotti e progetti digitali. Si destreggia tra WiFi, droni e app per cercare gratificazione.

Click to comment

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

News

Dubai Media Office: Il piano di riapertura

Published

on

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Circa un’ora fa il Dubai Media Office ha pubblicato un articolo nel quale riporta come gli aeroporti permetteranno finalmente il rientro di cittadini e residenti dal 23 di giugno e dei turisti dal 7 di luglio.

È certamente un’ottima notizia, che vede molti business tirare un sospiro di sollievo e molte persone poter riabbracciare (o meglio salutare da lontano) amici e parenti.

Under the directives of His Highness Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, and follow-up of His Highness Sheikh Hamdan…

Posted by Government of Dubai Media Office on Sunday, June 21, 2020
Under the directives of His Highness Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, and follow-up of His Highness Sheikh Hamdan Bin Mohammed Bin Rashid Al Maktoum | Fazza Supreme Committee of Crisis and Disaster Management announces new air travel protocols for Dubai citizens, residents and visitors.
#Dubai to welcome returning residents from tomorrow, citizens and residents permitted to travel overseas from 23 June 2020.
#Dubai to welcome tourists from 7 July 2020; tourists required to present recent COVID-19 negative certificate or undergo testing at Dubai airports.

Nell’infografica prodotta dal Dubai Media Office, si legge che è prevista la quarantena per chi entra negli UAE solo nel caso in cui i test fatti all’aeroporto risultino positivi.

Per i cittadini e i residenti che vogliono viaggiare, non ci sono restrizioni sulle destinazioni, tuttavia occorre rispettare le linee guida e i protocolli seguiti nei Paesi di destinazione. Prima di volare bisogna inoltre compilare il Health Declaration Form per confermare che non si abbiano sintomi. La compagnia aerea ha il diritto di rifiutare l’imbarco se si presentano sintomi.

Per rientrare nel Paese occorre comunque sottoporsi al tampone, o direttamente all’aeroporto oppure (per i turisti) massimo 96 ore prima della partenza ed esibire il certificato di negatività insieme ai documenti. Bisogna stare in casa o in hotel finché non si riceve il risultato del tampone.

A seguire, il link al documento completo rilasciato dal Media Office.

Per tutti i turisti, occorre avere un’adeguata assicurazione sanitaria a copertura internazionale.

Cittadini, residenti e turisti devono scaricare l’App di tracciamento COVID-19 DXB.

Vi invitiamo a leggere l’articolo ufficiale qui.

Continue Reading

Lifestyle

Spiagge: il Governo ricorda le regole da seguire

In questi giorni le spiagge sono prese d’assalto, complice un clima ancora sopportabile.

Published

on

Spiagge: il Governo ricorda le regole da seguire
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Negli Emirati Arabi i casi di Covid-19 sono in diminuzione e le guarigioni superano ogni giorno i nuovi contagi. Da oggi nei centri commerciali possono entrare anche i bambini con meno di 12 anni e gli over 60, e le restrizioni vengono di giorno in giorno allentate.

La Dubai Health Authority precisa però che il Covid-19 c’è ancora, e che occorre continuare a seguire alcune misure preventive. E se in questi giorni le spiagge sono prese d’assalto – complice un clima ancora sopportabile – il Governo ricorda le norme da seguire.

  • Chi ha sintomi e non si sente bene (mal di gola, febbre lieve o sintomi respiratori superiori lievi o simil-influenzali) deve restare a casa
  • E’ obbligatoria la mascherina: si può togliere solo in acqua
  • Evitare di toccarsi il viso con le mani
  • I guanti non sono necessari in spiaggia, tuttavia devono essere indossati in parchi e aree chiuse
  • Deve essere mantenuto il distanziamento sociale di due metri anche nell’acqua
  • Non si può stare in gruppi che superino le cinque persone
  • Attenzione ai bagni pubblici e alle docce: occorre lavarsi le mani accuratamente dopo avere toccato maniglie e rubinetti
  • Non condividere oggetti personali, come stuoie, creme solari, asciugamani, occhialini, boccali e maschere
  • Tenere sempre a portata di mano un disinfettante e lavarsi frequentemente le mani
  • Lavarsi sempre le mani o disinfettarle prima di mangiare qualsiasi cibo o toccare il viso, gli occhi, il naso e la bocca
  • E’ raccomandabile portarsi il proprio cibo e le bevande da casa. Se si scegli di mangiare fuori, chiedere posate usa e getta e assicurarsi che il ristorante aderisca a tutte le misure preventive e precauzionali

Per maggiori informazioni sul Covid-19: Dubai Health Authority 800 342, Department of Health 800 1717, Ministry of Health & Prevention 800 11111.

Continue Reading

Food

100per100 Italian Talks: si parla del futuro della ristorazione Made in Italy

Con un’attenzione speciale ai guerrieri che ogni giorno raccontano e propongono in tutto il mondo la ristorazione italiana, l’appuntamento farà il punto sul futuro del settore, in questo momento di incertezze economiche internazionali.

Published

on

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Come cambieranno i comportamenti, le abitudini e quali saranno i nuovi modelli di business nel mondo della ristorazione post Covid-19? Se ne discute il 17 giugno 2020, alle 15 (ora italiana), in occasione della conferenza online “100per100 Italian Talks: la ristorazioe che verrà” organizzata dall’associazione I Love Italian Food e Future Food Network.

Con un’attenzione speciale ai guerrieri che ogni giorno raccontano e propongono in tutto il mondo la ristorazione del nostro Paese, l’appuntamento farà il punto sul futuro del settore, in questo momento di incertezze economiche internazionali. L’obiettivo? Confrontarsi, cercare e trovare nuove idee per lo sviluppo della cultura enogastronomica italiana nel mondo e provare ad immaginarne il futuro.

L’Ho.Re.Ca è uno dei settori più colpiti dalla crisi: solo in Italia il settore della ristorazione rappresenta il 4% del totale del PIL e il 5% dei posti posti di lavoro, ma con il nuovo scenario a fine 2020 si prevedono perdite per oltre 30 miliardi di euro e 230mila posti di lavoro a rischio (fonte: Bain & Company). Numeri che si moltiplicano esponenzialmente se si considera il numero di ristoranti italiani all’estero.

“Il covid-19 è un cigno nero, un evento raro e inaspettato – sottolinea I Love Italian Food – che ha cambiato e cambierà le nostre dinamiche sociali, le nostre abitudini, i nostri comportamenti. Un cambiamento imprevedibile che porterà indubbiamente mutamenti anche nel mondo della ristorazione, in cui l’esperienza non è solo gastronomica, ma anche sociale”.

A partire dalle 15, dunque, si alterneranno i collegamenti dal mondo, con gli interventi di Cristina Bowerman (Presidente dell’Associazione Ambasciatori del Gusto e 1 stella Michelin), Joe Bastianich (Restaurant Man e personaggio televisivo), Gennaro Contaldo (Chef Star inglese, ristoratore e autore di numerosi libri, oltre che mentore  di Jamie Oliver), Salvatore Cuomo (The Pizza, Man, il guru della cucina italiana in Asia, con oltre 200 ristoranti), Umberto Bombana (fondatore del celebre Otto e Mezzo Bombana a Hong Kong, è l’unico italiano con 3 stelle Michelin all’estero), Rocco DiSpirito (Chef vincitore del premio James Beard e autore di successo #1 del New York Times), Glen Helton (Managing partner di The Moseley Group, esperto in dining business models), Paul Neuman (Fondatore e Proprietario di Neuman’s Kitchen, una delle catene di catering leader in America), Antonio Capaldo (Presidente Feudi di San Gregorio).

A moderare gli interventi, Sebastiano Barisoni, giornalista e vice-direttore di Radio24, dove conduce ogni giorno il programma Focus Economia, insieme ad Alessandro Schiatti, socio fondatore e AD di I Love Italian Food.

Il Talk potrà essere seguito da tutto il mondo collegandosi alla pagina Facebook di I Love Italian Food, per la diretta in inglese, e sulla pagina Facebook di Dissapore, per la diretta in italiano. Tra i partner anche le maggiori Associazioni di categoria in rappresentanza del mondo dei ristoratori e degli chef, in Italia e all’estero: AICNY, Gruppo Italiano, Associazione Professionale Cuochi Italiani, Federazione Italiana Pasticceria Gelateria Cioccolateria, FIC delegazione Belgio, Federcuochi Germania, FIC delegazione Regno Unito, FIC delegazione Spagna, FIC delegazione Polonia, FIC delegazione New York, FIC delegazione Romania, Associazione Cuochi Italiani, Global School Palazzo Italia, Origini Italiane, Associazione Verace Pizza Napoletana, Associazione Pizzaioli Professionisti, iFeedAmerica, Associazione Pizzaiuoli Napoletani.

100per100 Italian Talks è un’iniziativa resa possibile grazie al supporto dei Consorzi di Tutela del Prosecco DOC, della Mortadella Bologna IGP, del Pecorino Toscano DOP e dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, oltre alle aziende di filiera 100% italiana Parmareggio, Casamodena e Smeg. Si ringraziano infine i media partner del progetto: Dissapore, Dubaitaly, i-Italy, Garage Pizza, italiani.it, Radio Radio, Shop-Italia e Terra Mia.

I Love Italian Food
Associazione culturale no profit e network che promuove e difende la vera cultura enogastronomica italiana nel mondo. Creata in Italia, nel cuore della Food Valley nel 2013 da un gruppo di amici appassionati di cibo italiano, oggi I Love Italian Food è una community internazionale che nel 2017 ha raggiunto più di un miliardo di contatti digitali in tutto il mondo. Con il suo network di oltre 8.000 professionisti, I Love Italian Food produce ogni giorno contenuti per la sua piattaforma digitale, organizza eventi internazionali per creare un dialogo con i professionisti del settore e supporta iniziative di ricerca e formazione.

Website: www.iloveitalianfood.it, www.100per100italian.it
Facebook
Instagram
Info: relazioni@ilif.it

Future Food Institute
Fondato nel 2014 a Bologna, è oggi un ecosistema che fa della food innovation uno strumento chiave per affrontare le grandi sfide del futuro e sostenere l’implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite;  parlando al mondo, ma valorizzando il territorio partendo dall’Italia. Il Future Food Institute è un centro di ricerca e formazione con sedi a San Francisco, Tokyo e Shanghai. L’istituto studia le nuove dinamiche di interazione tra l’uomo e il suo nutrimento in relazione alla salute, la cultura e l’ambiente, alla luce dei mutamenti dati dall’uso delle nuove tecnologie e dai cambiamenti sociali in corso. I programmi sono rivolti a due target principali: i cittadini di domani e gli attori del food di oggi (imprenditori, professionisti, agricoltori, cuochi). Future Food Institute attrae oggi innovatori da tutto il mondo e forma studenti internazionali animati dalla missione di accelerare processi positivi di cambiamento.

Continue Reading

WAM.AE News

Trending

Copyright © 2014-2020 Dubaitaly

Vai alla barra degli strumenti