40 anni fa, l’alba del Gulf Cooperation Council

da Mag 25, 2021Culture, Highlights, News

TRENDING

Solarelli, la frutta italiana che piace in Medio Oriente

Chi è Apofruit Italia? Apofruit Italia è un gruppo ortofrutticolo cooperativo con un’esperienza di oltre 60 anni che opera con proprie strutture e soci produttori dal nord al sud dell’Italia e una presenza ormai consolidata sui mercati internazionali. 170 mila...

Travel blogger italiane a Dubai per il primo viaggio post-pandemia

Pronte a rilanciare il turismo dopo il lunghissimo stop imposto dalla pandemia, le travel blogger d'Italia fanno girare il mappamondo e puntano il dito sugli Emirati per il primo viaggio post-Covid19. Travel Blogger Italiane, l'unica community al femminile in Italia,...

La Casa del Libro di Sharjah, il luogo dei libri e delle menti aperte

Dalle linee rette e minimaliste, dagli spazi luminosi e la struttura armonica, la Casa del Libro di Sharjah si staglia nei pressi della città universitaria e trae ispirazione  dalla Grande Biblioteca di Baghdad, seppur rappresentandone un’interpretazione più moderna. ...

National Food Security Strategy: l’ambizioso obiettivo degli Emirati entro il 2051

“Vorrei rassicurare ogni cittadino e residente degli Emirati Arabi Uniti: il nostro Paese è capace di fornire a tutti il cibo e le medicine necessarie. Siamo più che preparati ad affrontare qualsiasi sfida si presenti.” Ha affermato Sua Altezza lo sceicco Mohammed Bin...

Sharjah celebra la connessione tra acqua, arte ed Islam

Fonte primaria di vita. Spesso purificatrice, ma anche capace di incontrollabile forza distruttiva. Nella tradizione musulmana l'acqua accompagna la vita dei credenti e, attraverso riti e pratiche quotidiane, ne scandisce i momenti più significativi, dalla nascita...

Investire nell’Immobiliare a Dubai: rischio o opportunità?

Il Mercato immobiliare di Dubai, negli ultimi anni, ha toccato vette altissime e baratri profondi. Ci sono connazionali che hanno fatto, letteralmente, fortuna, ma altri che ci hanno rimesso sensibilmente. Così, a pochi mesi dall’apertura del tanto atteso Expo, in un...

Intervento Ambasciatore Lener in occasione del 75mo anniversario della Festa della Repubblica

Your Excellency Sheikh Nayhan Al Mubarak Al Nayhan, Excellencies, dear colleagues and friends, It is with great pleasure and an even greater emotion that I take the floor to thank you for accepting the invitation to participate in the celebration of the 75th National...

Ibn Battuta, il viaggiatore dell’Islam

Descriverò solo l'esterno, perché dentro non l'ho vista. La chiamano Ayā Sūfiyā e dicono sia stata costruita dal figlio della zia di Salomone. Fornita di tredici porte e circondata da mura come una città, è una delle più grandi chiese bizantine, con un enorme portone...

75 anni da quel 2 giugno 1946

Criticata, bistrattata, a colte denigrata, ma pur sempre “Casa”, con un posto speciale nel cuore di ognuno di noi, che l’abbiamo dovuta o voluta lasciare. L’Italia è il Paese nel quale affondano le nostre radici ovunque ci troviamo nel mondo, quello al quale dobbiamo...

Teach for Italy: cambiare il futuro dell’Italia cambiando quello degli studenti 

Cento insegnanti trasformativi in cento scuole. È questo l’obiettivo della ONG italiana Teach For Italy che, da due anni e mezzo, trasforma i giovani più brillanti e talentuosi in insegnanti altamente specializzati destinati a cambiare le sorti degli studenti più...
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Appeso al muro della sala da ballo Dar El Istiqbal dell’Intercontinental Hotel di Abu Dhabi vi è oggi lo stemma di sei Nazioni unite. Ad adornare le imponenti colonne di marmo della proprietà, le fotografie incorniciate dell’evento e dei tanti altri che ne seguirono a partire da quel 25 maggio 1981.

Le sei Nazioni che in quella data diedero vita al GCC sono rappresentate simbolicamente da una mappa senza confini. Ai tempi, però, al di là di quei confini regnava la disunione: Iraq e Iran erano dilaniate da una sanguinosa guerra che si sarebbe protratta per otto anni. Di lì a poco, in Egitto, Anwar Sadat sarebbe stato assassinato da ufficiali dell’esercito legati ai Fratelli Musulmani. Solo due anni prima la rivoluzione iraniana aveva spazzato via la monarchia dello Scià e consegnato il Paese nelle mani dell’Ayatollah Ruhollah Khomeini. 

Gli Accordi di Helsinki del 1975 sembravano aver permesso ai protagonisti della Guerra Fredda di voltare pagina, ma poi l’Unione Sovietica invase l’Afghanistan gettando sale sulle ferite che il bipolarismo aveva inferto sino a quel momento. Mentre tali accadimenti minacciavano, un pò qui un pò li, la stabilità dello scacchiere internazionale, i sei Paesi del Golfo, seppur benedetti dalla scoperta di petrolio e gas, capirono di non poter competere con la potenza militare degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica. Entrambe le superpotenze poi, consideravano il Golfo strategicamente importante per i propri interessi. 

Inoltre, il Sovrano di Abu Dhabi, era ben consapevole di quanto fosse vulnerabile il suo Paese nato da poco più di una decina d’anni. Su proposta dello sceicco Zayed, in quel caldo pomeriggio di maggio di 40 anni fa, i Capi di Stato dell’Arabia Saudita, del Kuwait, del Bahrain, del Qatar e dell’Oman si incontravano nel nuovo e lussuoso Intercontinental Hotel ed alle 19.55 dello stesso giorno firmavano la Carta che creava il Consiglio di Cooperazione del Golfo.

“Ciò che il mondo arabo si aspetta da noi è una seria solidarietà, cooperazione e lealtà”, ha detto Sheikh Zayed ai suoi colleghi leader a conclusione del vertice. Una dichiarazione d’intenti ma anche d’identità.

Da quel giorno l’attività del GCC si è incentrata sull’area economica, su progetti di telecomunicazioni e trasporti, di forniture idriche ed elettriche, di creazione di un mercato unico di cui oggi beneficiano i cittadini dei paesi membri. Con un PIL di 1,6 trilioni di dollari è il sesto mercato di esportazione al mondo per un controvalore di 610 miliardi di dollari all’anno. Lo scorso gennaio la città Saudita di Al Ula ha ospitato il quarantunesimo vertice del Consiglio, il cui risultato più significativo, tra i molti raggiunti, è sicuramente quello di aver dato una voce comune ad un angolo del mondo arabo.

Articoli correlati

Share This