Arafah day e Eid Al Adha: perchè l’Islam festeggia

da Lug 15, 2021Culture, Highlights

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Nella cittadina di Mina, a pochi chilometri da La Mecca, si trova una piccola collina nota come “Monte della Misericordia” e nel giorno di Arafah che precede la grande festa dell’Eid al Adha (la festa del sacrificio) i pellegrini si riuniscono in preghiera dall’alba al tramonto. Cade il nono giorno di Dhu al-Hijjah, dodicesimo e ultimo mese del calendario islamico. Un mese particolarmente sacro per i musulmani perché è quello durante il quale si svolge il Ḥajj, il pellegrinaggio.

Dhu al-Hijjah, difatti, significa letteralmente “Possessore del pellegrinaggio” o “Il mese del pellegrinaggio” periodo in cui i pellegrini musulmani di tutto il mondo si radunano alla Mecca per visitare la gigante struttura granitica posta all’interno della moschea al-Bayt al Ma’mur, la Kaaba.

“Ogni minuto di ogni giorno c’è sempre qualcuno che cammina intorno alla Kaaba. “

Edificata al tempo di Adamo ed Eva, la Kaaba rappresentava il primo luogo di culto dedicato all’unico Dio. Fu distrutta durante il Diluvio Universale per poi essere ricostruita da Abramo e suo figlio Ismaele. Nei secoli successivi, ai tempi degli Arabi pagani, alla Kaaba ci si rivolgeva per venerare plurime divinità. È solo nel 630 d.c. che con la conquista della Mecca da parte di Maometto la Kaaba tornò alla sua originale natura monoteistica divenendo il luogo di culto a cui oggi un miliardo di musulmani rivolge le proprie preghiere.

La festività dell’Arafah inizia all’alba, quando milioni di pellegrini si incamminano verso la Mecca. Proprio a venti chilometri da questa sorge il Monte Arafah, luogo in cui Maometto, secondo la tradizione islamica, pronunciò il sermone d’addio circondato dai suoi compagni musulmani e quello in cui, prima ancora, Adamo ed Eva si incontrarono.

L’Arafah è il giorno della gratitudine, il giorno del perdono e delle ricompense, del pentimento e della devozione e  precede la grande festa dell’Eid al Adha, la festa del sacrificio, osservata per celebrare la volontà di Abramo di sacrificare suo figlio Ismaele come atto di obbedienza al comando di Dio. Questo, differentemente da quanto accade nelle religioni ebraica e cristiana secondo le quali fu il figlio Isacco ad essere sacrificato.

Il sacrificio del figlio Ismaele continuava ad apparire in sogno ad Ibrahim il quale sapeva che in quel terribile incubo era celata, in realtà, la volontà di Dio. Fu lo stesso Ismaele rivolgendosi a suo padre a dire: “Fai ciò che ti è stato ordinato di fare.” Riconoscendo che Abramo era disposto a sacrificare ciò che egli aveva di più caro, Dio ne onorò il coraggio ed offrì all’uomo di fede un agnello da sacrificare al posto di Ismaele. I musulmani di tutto il mondo sacrificano da sempre nel giorno di Eid al Adha un animale, un terzo della cui carne viene consumato dalla famiglia che offre il sacrificio mentre il resto viene distribuito ai più bisognosi.

Eid al Adha diviene così l’occasione per commemorare la devozione di Abramo e la sopravvivenza di suo figlio, ma porta con sé anche un messaggio di benevolenza ed uguaglianza, di rinuncia a ciò che si ha di più caro per abbracciare un “bene” più grande.

Per questo motivo, nonostante la tradizione coranica faccia riferimento all’uccisione di un animale come offerta sacrificale, tale rinuncia può anche essere rappresentata dal denaro, o dal proprio tempo, per dedicarne parte alla comunità. Come riportato dal Corano, non è il sangue o la carne a raggiungere Dio, ma un gesto d’amore.

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