Il folklore emiratino, voce autentica del Paese

da Mag 23, 2021Culture, Highlights

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Il folklore, letteralmente “il sapere del popolo”, è la voce autentica di un Paese, specchio della sua cultura che si estrinseca attraverso usanze, detti, danze e, in particolare, racconti. Negli Emirati Arabi Uniti il racconto popolare tramandato oralmente di generazione in generazione è chiamato Kharrufa, mentre con il termine Khrairifa si intende il  racconto cantato. Le fiabe narrate rivelano e custodiscono credenze, valori ed usi radicati nella cultura araba ed arricchiti da contaminazioni Indiane e Persiane.

Nonostante assumano connotazioni, temi, sfondi e personaggi differenti nei diversi Paesi, i racconti popolari hanno una comune finalità: quella dell’insegnamento. Principi integerrimi, rigattieri e mercanti, fanciulle impavide e condottieri spietati, e poi fantasmi, geni della lampada, mostri marini. Le storie di questi personaggi infondono da sempre messaggi educativi e codici comportamentali, familiari e morali destinati ad ascoltatori e lettori di ogni età.

A differenza delle più note fiabe europee in stile Disney, il folklore tradizionale degli Emirati Arabi Uniti può assumere sfumature più cupe, talvolta persino inquietanti. Principesse ed abili spadaccini appaiono di rado nelle leggende tramandate in questi luoghi. Più spesso si tratta di storie sinistre e malinconiche.

Ne è un esempio la narrativa legata alla figura di Umm Al Duwais, una donna bellissima dai lineamenti incantevoli ed il corpo snello su cui ricadevano lunghi capelli neri. Indossava splendidi abiti ed emanava fragranze dei profumi arabi più esotici, percepibili a un miglio di distanza. Vagava per le strade della città ricoperta d’oro ed aveva una voce così soave da richiamare a sé ogni uomo. Eppure, ogni qualvolta qualcuno le si avvicinasse, Umm Al Duwais rivelava d’improvviso la sua vera identità: una vecchia strega dall’aspetto così spaventoso che nessuno poteva sopportarne la vista. La bella creatura divenuta strega avrebbe poi ucciso coloro che aveva sedotto. Negli Emirati Arabi questa fiaba è raccontata ai più piccoli con l’intento di dissuaderli dall’uscire di sera o per ricordare loro di esser cauti con gli estranei.

Tramandata di secolo in secolo è anche la storia di Bū Daryā,  dall’arabo abū”,  che significa “padre” e “daryā” “mare” in persiano, e per questo tradotto poi in “Signore del mare”. Secondo la credenza popolare, Bū Daryā è un personaggio potente e pericoloso, temuto da uomini di mare, avventurieri, pescatori di perle o marinai. Vive nelle profondità del Golfo Persico, mezzo uomo mezzo pesce. Le storie legate al “Signore del mare” variano. Si dice ne esista una versione per ogni narratore che la racconti. Il mostro terrificante pare si intrufolasse nelle navi durante la notte ed afferrasse i marinai addormentati per poi trascinarli nel fondo buio dell’oceano dove, silenziosamente, li divorava. In antichità, la fiaba veniva narrata con il fine di istruire chiunque si avventurasse in mare dei pericoli che si incorrono solcando gli oceani.

Altrettanto noto è il personaggio di Nasir, tanto bello quanto impertinente, affascinante ed irriverente, spiritoso, ma meschino. Nasir viene punito per i suoi atteggiamenti irrispettosi e maleducati da un Genio, proprio come quello di Aladino, che lo costringerà ad arare campi ed a svolgere duri lavori manuali per settimane. Il periodo di fatiche e di lontananza da casa porterà il protagonista ad apprezzare finalmente ciò che fino a quel momento aveva sempre dato per scontato ed a riscoprire il valore dei legami familiari, delle buone maniere e del rispetto per gli altri.

Ricorre sovente nella letteratura, così come nel folklore arabo, la figura del Jinn, il Genio: un’entità amorfa, nè buona nè cattiva, a volte dalle sembianze umane, altre dall’aspetto più animalesco. Dalla natura misteriosa, questa figura è conosciuta sin dai tempi degli arabi pagani. Molto prima dell’avvento dell’Islam, il Jinn era descritto come uno spirito spesso invisibile, ma capace di interagire con gli uomini. Il Genio appare regolarmente nella produzione letteraria e folkloristica araba: dalla celeberrima raccolta de Le Mille e una Notte, o The Arabian Nights, alla rinomata storia del Pescatore ed il Genio, da cui fu tratta ispirazione per la fiaba di Aladdin. Come è noto, il giovane, non un ladruncolo ma un pescatore, si appropria di una bottiglia fluttuante sulla superficie dell’acqua. Ne uscirà fuori il Genio, intrappolato lì da secoli e per questo furibondo. Il piano del Jinn infatti, era quello di vendicarsi uccidendo il pescatore. L’amicizia successivamente venutasi a creare tra i due farà cambiare idea allo spiritello, che regalerà al giovane una vita di fortune.

Nella perfetta semplicità di questi personaggi e racconti è custodita la ricca tradizione del Paese. Il folklore mantiene vivo così il dialogo tra passato e presente, tra conservazione ed evoluzione, al di fuori del tempo e dello spazio, in questo luogo d’avanguardia, ma dalla storia antichissima.

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