La cultura autentica di Dubai. Cosa è l’Islam e chi sono i musulmani

da Apr 1, 2021Culture, Highlights

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Ma cos’ è l’islam e chi sono i musulmani?

Islam, il cui significato è “sottomissione”, “abbandono”, esprime un modo di vivere basato sul rapporto tra Dio e l’uomo, il cui messaggio principale consiste nella ricerca della felicità e della pace interiore attraverso il compimento di buone azioni che apportino beneficio non solo all’individuo, ma anche alla società. L’islam si declina, poi, attraverso norme che vanno dalla buona educazione alla gestione familiare, dalle questioni di igiene personale ai principi per regolare la vita all’interno della comunità. Musulmano è invece colui che professa la Shahada, la testimonianza di fede tramite la quale egli si identifica come membro della Ummah, la comunità di credenti che accetta la divina rivelazione del testo coranico.

La nascita dell’Islam è legata a quella del Profeta, avvenuta nel 570 nella penisola Arabica. Maometto, che apparteneva all’importante clan dei Quraysh, era un bambino orfano. Cresciuto dallo zio, un ricco commerciante, prende parte sin da piccolo alle carovane che trasportavano merci. Negli anni, le traversate nel deserto gli permisero di acquisire un’ampia conoscenza delle diverse culture e credenze del tempo grazie ai frequenti incontri con monaci cristiani ed esponenti di altre religioni, con i quali intratteneva spesso lunghe conversazioni.

Quando decise di ritirarsi per un periodo di meditazione aveva ormai compiuto 40 anni, aveva sposato la ricca vedova ereditiera Khadija ed acquisito stabilità economica divenendo uno stimato carovaniere. Nel 610, sulle pendici del Monte Hira, ricevette da parte dell’Arcangelo Gabriele la rivelazione della parola di Dio.

Monte Hira

Da quel momento Maometto si impose di annunciare agli arabi pagani l’esistenza di una grande ed unica divinità. Impresa che sin dal principio si rivelò non priva di ostacoli. Le parole del Profeta vennero infatti accolte con scetticismo e diffidenza dagli abitanti della Mecca, che ne continuarono ad osteggiare la divulgazione. Radunato il ristretto gruppo di amici e seguaci, Maometto decise allora di ritirarsi nella vicina Oasi di Yathrib: Medina.

Nonostante queste iniziali difficoltà la carica concettuale dei principi predicati dal Profeta ben presto superò i confini del suo territorio e la circospezione del suo popolo raggiungendo di orecchio in orecchio la stessa Mecca. Era il 622 e l’emigrazione di Maometto e dei suoi compagni (conosciuta come égira) segnerà l’avvento dell’era musulmana.

Il testo sacro dell’Islam, i cui principi continuarono ad essere trasmessi anche dopo la morte di Muhammad, contiene regole relative sia alla sfera intima e familiare, che a quella sociale e commerciale.

Per via della natura generale dei precetti coranici, un’attività di interpretazione si rivelò tuttavia necessaria. Tutt’oggi questa esegesi è affidata ai cosiddetti mujtahid, letteralmente “coloro che studiano duramente” o “coloro che si esercitano intellettualmente”, il cui contributo chiarisce l’ijtihad, l’interpretazione. Tra le fonti sacre dell’Islam va annoverata la Sunnah, basata sugli Hadith e relativa alle azioni e ai detti del Profeta. Il Corano, la Sunna e gli Hadith costituiscono la Sharia e quindi il corpo della legge islamica. Questa attività di estrapolazione di regole di condotta dalle fonti legittime è svolta dai giuristi e dai muftis – i giureconsulti – che rispondono con strumenti giuridici a specifiche questioni legate al diritto islamico.

Tale sistema giuridico e di fonti costituì l’assetto legislativo dei successivi califfati e, più tardi, dell’impero dei Turchi Selgiuchidi, dei Mongoli, degli Ottomani. Da Gibilterra fino alla Cina, passando per l’Africa e abbracciando saldamente la vasta cultura araba l’islamismo è oggi la seconda religione più diffusa al mondo.

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